mercoledì 30 dicembre 2009

Il potere dei più buoni



Mi rendo conto di essere ripetitivo, citando sempre Gaber, ma siamo un paese strano dove le riflessioni sociali le fanno ormai solo gli uomini di spettacolo.

Nell'atmosfera di buonismo obbligatorio delle solite festività (che chissà perché mi richiamano alla mente H.G.Wells, dove il protagonista de "La macchina del tempo", raggiunge l'anno 802.701 e si trova in una società dove gli apatici Eloi vivono in superficie senza interessi e desiderio di conoscenza, ma passando il loro tempo tra giochi e pranzi, mentre, nel sottosuolo, i Morlock, vivono per cibarsi delle creature della superficie), la seconda canzone mi sembra particolarmente adatta a tutti coloro che pretendono di risolvere i problemi senza toccare il contesto da cui gli stessi problemi nascono, come spiega la prima canzone.

martedì 22 dicembre 2009

mercoledì 16 dicembre 2009

Altro che veline!



Incredibile come si possano indirizzare altrove i talenti...

Noi abbiamo ancora ombre (cinesi) o burattini da una parte e giocattoloni hollywoodiani pacchiani dall'altra (per tacere delle produzioni cine-televisive italiche).

Ringraziamo Fabrizio Resca della segnalazione.

martedì 8 dicembre 2009

Nomadi a Ferrara

I NOMADI
Palasagest
Piazzale Azzurri d'Italia
Orario:
21.00
Ingresso: euro 21,50
11 dicembre 2009
Informazioni
Tel. 393 7308555 / 335 5219039
Dopo tre anni torna lo storico gruppo che ha fatto la storia della musica italiana.
http://www.musicaeidee.com

domenica 6 dicembre 2009

125 anni di Tiro a segno

video

Società Tiro a Segno Naz.le-Sezione di Bondeno
Corsi per adulti e bambini a partire dai 10 anni.
Impianti utilizzati: Tiro a Segno di Bondeno.
Via Borgatti, 63 Bondeno.
Presidente Lodi Umberto.
Per informazioni: 0532/892489.

Sabato 12 dicembre, ore 10, presso la sede sociale, presentazione del libro:"1884-2009, la sezione di Bondeno si racconta"

martedì 24 novembre 2009

Classica in chiaro

Nabucco e I due Foscari

trasmesse integralmente da Classica

e in chiaro eccezionalmente anche su Sky

Classica, Sky, canale 728

Nabucco 14, 16, 18, 22, 24 novembre, 3, 11 dicembre 2009

I due Foscari 28, 30 novembre, 2, 6, 8, 17, 25 dicembre 2009







Nabucco e I due Foscari, le due opere che hanno recentemente trionfato al Teatro Regio di Parma per il Festival Verdi 2009, saranno trasmesse integralmente in diretta su Classica, la televisione satellitare in onda sulla piattaforma Sky al canale 728, nelle riprese in hd registrate proprio durante le recite del Festival Verdi. Classica, seguita da milioni di appassionati di musica lirica e sinfonica, offre ai suoi abbonati l’opportunità di vivere le emozioni dell’opera dal vivo, nelle straordinarie immagini digitali ad alta definizione, in diverse serate nei mesi di novembre e dicembre.



Classica inoltre trasmetterà in chiaro eccezionalmente dall’1 al 7 dicembre, offrendo così anche a tutti gli abbonati a Sky l’opportunità di vedere le due opere verdiane che hanno raccolto così grande successo.



Nabucco, produzione del Teatro Regio di Parma, è firmata dal regista Daniele Abbado, ripresa da Caroline Lang, con le scene e i costumi di Luigi Perego. Insieme al Coro del Teatro Regio di Parma (maestro del coro Martino Faggiani), sul podio dell’Orchestra del Regio di Parma il maestro Michele Mariotti, giovanissimo direttore d’orchestra ormai impostosi per personalità e talento tra i nomi più importanti del panorama musicale, non solo italiano, acclamato al Festival Verdi da ovazioni del pubblico al termine di ogni recita, così come per le due star del calibro di Dimitra Theodossiou e Leo Nucci, protagoniste nei ruoli di Abigaille e Nabucodonosor. Con loro in scena Anna Maria Chiuri (Fenena), Bruno Ribeiro (Ismaele), Riccardo Zanellato (Zaccaria), Alessandro Spina (Il Gran Sacerdote di Belo), Mauro Buffoli (Abdallo), Cristina Giannelli (Anna).



L’opera sarà trasmessa da Classica nel mese di novembre sabato 14 ore 21.10, lunedì 16 ore 6.30 mercoledì 18 ore 12.35, domenica 22 ore 12.00, martedì 24 ore 11.25 e nel mese di dicembre giovedì 3 ore 13.50 visibile anche a tutti gli abbonati Sky, mercoledì 11 ore 16.25.

Al carisma vocale del grande Leo Nucci, il Teatro Regio di Parma ha affidato il debutto de I due Foscari, (2, 8, 11, 13, 16 ottobre) melodramma ispirato a Verdi dal romanticismo di Lord Byron e proposto nel nuovo allestimento di ABAO di Bilbao e Teatro Verdi di Trieste, coprodotto dal Teatro Regio di Parma con il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, creato dal regista Joseph Franconi Lee, con scene e costumi di William Orlandi e le coreografie di Marta Ferri. A fianco del celebre baritono, il sicuro talento di Claudio Sgura, Tatiana Serjan, Roberto De Biasio e Roberto Tagliavini, tutti affidati all’esperta bacchetta di Donato Renzetti.

L’opera sarà trasmessa da Classica nel mese di novembre sabato 28 ore 21.00 e lunedì 30 ore 08.00 e nel mese di Dicembre mercoledì 2 ore 12.45 visibile anche a tutti gli abbonati Sky, domenica 6 ore 12.10 visibile anche a tutti gli abbonati Sky, martedì 8 ore 11.30, giovedì 17 ore 13.55, venerdì 25 ore 16.55.

sabato 21 novembre 2009

Hic sunt leones



Così gli antichi romani indicavano nelle loro carte i luoghi ancora inesplorati; tale era sempre rimasta per me quella parte del Borgo San Giovanni oltre la strada (all'epoca ancora non c'era la circonvallazione di Bondeno) che allora non si poteva assolutamente attraversare se non con la supervisione di un adulto.
Adesso l'uscita di questo libro di Enrico Merighi, Le avventure del Borgo, La Carmelina Edizioni, apre uno squarcio su quel passato, raccontando, per bocca di uno dei protagonisti, undici storie di una banda di ragazzini negli anni Settanta.

venerdì 6 novembre 2009

C'era una volta

video

Persino a Bondeno una volta c'erano tante cose, sistematicamente distrutte nel corso degli anni; adesso Bondeno è territorio ambìto solo per le discariche e la responsabilità non credo sia solo di chi amministra (che comunque non viene più eletto dai cittadini), ma da un ambiente che si è sempre più impoverito culturalmente, come dimostra il programma che alleghiamo, relativo alla stagione teatrale 1970/71.




Nel video un brano del musical "Shake" al Rivana Garden, centro sociale di Ferrara.

mercoledì 28 ottobre 2009

Regina Carter

FERRARA IN JAZZ Stagione 2009-2010
Torrione di San Giovanni
Via Rampari di Belfiore 176
Orario:
21.30
Ingresso: a pagamento
Ottobre/novembre
Informazioni
Tel. 339 7886261
jazzclub@jazzclubferrara.com



venerdì 30: Edu Hebling xtet
sabato 31: Regina Carter "Reverse thread" 5et

3 novembre One more Steve Coleman & Five Elements Steve Coleman, sax alto; Jen Shyu, voce; Jonathan Finlayson, tromba; Tim Albright, trombone; Thomas Morgan, basso; Marcus Gilmore, batteria.
6 novembre Miroslav Vitous 4et featuring Franco Ambrosetti
Franco Ambrosetti, tromba e flicorno; Gary Campbell, sassofoni; Miroslav Vitous, basso e elettronica; Nasheet Waits, batteria
7 novembre George Colligan Trio George Colligan, piano; Josh Ginsburg, basso; E.J. Strickland, batteria

http://www.jazzclubferrara.com

giovedì 22 ottobre 2009

Teatro a Pontelagoscuro

Al via la nuova Stagione del Teatro del Centro IL QUADRIFOGLIO di Pontelagoscuro - FERRARA



Volevamo essere come le Kessler

In scena Lara Mengozzi e Silvia De Petris due attrici di straordinaria bravura conosciute per la loro poliedricità dal pubblico teatrale: Lara Mengozzi e Silvia De Petris con la collaborazione di Marco Versari e Stefano Vermiglio.

Una commedia musicale divertente ed ironica che racconta gli anni del boom economico, del benessere, e gli anni in cui la televisione, grazie a trasmissioni quali Canzonissima e Studio Uno, acquistava una propria anima diventando da elettrodomestico un po' ingombrante, collocato in alto ed acceso per poche ore al giorno, oggetto del desiderio e grande mezzo di comunicazione capace di imporre mode e linguaggi. L'Unità d'Italia non fu mai più concreta che davanti ai televisori accesi in religioso rituale davanti alle evoluzioni danzanti delle gemelle Kessler. La storia è scandita dagli annunci delle Signorine Buonasera che raccontano la vita di Maria Giuditta Alice e Maria Elena Concetta, dalla nascita, alla fine degli anni '60, a nostri giorni. Le loro mamme sono emigrate, l'una da Venezia, l'altra da Bari, a Torino al seguito dei mariti che lavorano alla Fiat, l'industria italiana per eccellenza, che proprio negli anni '60 conosce l'apice del proprio sviluppo.

Sono casalinghe in un'Italia che ancora non conosce il divorzio, e che ha sentito poco parlare di femminismo. La loro vita è scandita dalla televisione che le fa sognare vite meravigliose, soprattutto per le loro figlie. Fino all'estrema punta della Penisola la televisione impone divi nazionali quali Mina, le Kessler, Patty Pravo, la Pavone, e la Carrà. Anche nella lontana Sicilia, un povero barbiere di Ragusa è innamorato delle Kessler e finirà per perdere ogni suo avere per seguire il suo sogno proibito. Questa è la storia che racconta Nonna Rosalia all'intervistatore della RAI, Michele Pinoli, parodia del ben più noto documentarista Minoli.

Così, attraverso un salto temporale che ci porta dagli anni '60 ai giorni nostri, incontriamo infine Alice ed Elena cresciute, ad un provino per diventare soubrette. Con il bagaglio di aspettative trasmesso loro dalle mamme sognano di calcare i palcoscenici e di affrancarsi da vite opache e non appaganti, ma sono regolarmente scartate, finché un giorno uno dei soliti selezionatori propone loro di essere non le nuove Kessler, ma, data la loro figura non esattamente longilinea, le sorelle Grassler. Accettano, ma devono ingrassare di più, dovranno “diventare voluminose, obese, tante, altrimenti non se ne fa niente”. Il risultato però sarà insufficiente, e saranno scartate perché non abbastanza grasse. Ecco come la televisione impone mode, sfrutta e piega le persone alle sue leggi di comunicazione e di mercato, e poi le butta quando non raggiungono l'audience previsto, o quando non servono più. Ma Alice ed Elena hanno un'altra musica in testa, il desiderio di vivere sulla propria pelle il mito di quei personaggi perduti e tanto amati, ma rimanendo se stesse. Questa sarà loro vera conquista: restare come sono, magari non famose, ma sentendosi comunque delle grandissime dive. La vicenda è arricchita dalle musiche e dalle canzoni soprattutto degli anni '60 interpretate dai personaggi, e inserite nella commedia come elementi narrativi esse stesse.A completamento i video che ritraggono le signorine buonasera, il carosello, ed estratti da Canzonissima. Imperdibile! il biglietto di ingresso costa 10.00 euro intero, 8.00 euro il ridotto e 6.00 euro per i possessori di tessera ancescao. E' consigliata la prenotazione anche telefonica ai numeri 347 6467094 oppure 0532 465350 chiedendo del servizio prenotazione teatrale. Ulteriori informazioni sul sito

www.showteam.it

venerdì 9 ottobre 2009

Trentennale di Radio Alto Ferrarese



Un po' di storia e di personaggi la trovate al link del titolo che riporta un articolo di cinque anni fa; anche solo in questi cinque anni il panorama si è fatto decisamente più cupo (anche senza le profezie apocalittiche del 2012).

Le giovani generazioni scendono in strada solo con un bicchiere in mano, Bondeno ruota sempre di più solo intorno al proprio stomaco (il pane e le sagre), l'individualismo (col suo corredo di quotidiane scortesie) regna sovrano, il Trattato di Lisbona ha cancellato ogni residua garanzia costituzionale, tempo libero non ne esiste più (assorbito dalla società dello spettacolo), il volontariato (invenzione tardo-capitalista di ulteriore sfruttamento del lavoro) ha cancellato l'associazionismo, la produzione è stata decentrata e l'unica libertà concessaci è quella di consumare (ma i nostri soldi sono finiti alle banche).

Si può festeggiare solo il fatto di essere ancora vivi, forse...

giovedì 8 ottobre 2009

L'ultimo film di M.Moore



Presentato In Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2009, esce in Italia il 30 ottobre

Nel ventesimo anniversario del suo rivoluzionario capolavoro "Roger & Me", "Capitalism: A Love Story" riporta Michael Moore ad affrontare il problema che è al centro di tutta la sua opera: l'impatto disastroso che il dominio delle corporation ha sulla vita quotidiana degli americani (e, quindi, anche del resto del mondo). Ma questa volta il colpevole è molto più grande della General Motors e la scena del crimine ben più ampia di Flint, Michigan. Dalla Middle America fino ad arrivare ai corridoi del potere a Washington e all'epicentro finanziario globale di Manhattan, Michael Moore porterà ancora una volta gli spettatori su una strada inesplorata.
Con umorismo e indignazione, "Capitalism: A Love Story" di Michael Moore esplora una domanda tabù: qual è il prezzo che l'America paga per il suo amore verso il capitalismo? Anni fa, quell'amore sembrava assolutamente innocente. Tuttavia, oggi il sogno americano sembra sempre più un incubo, mentre le famiglie ne pagano il prezzo, vedendo andare in fumo i loro posti di lavoro, le case e i risparmi. Moore ci porta nelle abitazioni di persone comuni, le cui vite sono state stravolte, mentre cerca spiegazioni a Washington e altrove. Quello che scopre sono dei sintomi fin troppo familiari di un amore finito male: bugie, maltrattamenti, tradimenti... e 14.000 posti di lavoro persi ogni giorno.
"Capitalism: A Love Story" rappresenta una summa delle precedenti opere di Moore, ma è anche uno sguardo su un futuro nel quale una speranza è possibile. E' il tentativo estremo di Michael Moore di rispondere alla domanda che si è posto in tutta la sua carriera di regista: chi siamo e perché ci comportiamo in questo modo?


Fonte:http://www.zabriskiepoint.net/node/8867

Una prima visione in lingua originale al Cinema Lumière: da venerdì 30 ottobre la Sala Scorsese proporrà infatti l’ultimo atteso film di Micheal Moore, Capitalism: A Love Story.
Il documentarista americano attacca con il suo nuovo lavoro – presentato a settembre alla Mostra del Cinema di Venezia – le grandi aziende statunitensi: racconta gli effetti disastrosi prodotti dal loro dominio e le conseguenze nella vita quotidiana degli abitanti degli Stati Uniti e del mondo intero.
Mescolando come di consueto l’umorismo all’indignazione, Michael Moore esamina la questione del prezzo pagato dall’America a causa del suo "amore" per il capitalismo.
Questi gli orari: 17.30, 20 e 22.30 (sabato 31 ottobre e martedì 3 novembre, solo ore 20 e 22.30; giovedì 5 novembre solo ore 17.30).

Cinema Lumière – Sala Scorsese
Prima visione
Da venerdì 30 ottobre, ore 17.30, 20 e 22.30, Cinema Lumière (sabato 31 ottobre e martedì 3 novembre, solo ore 20 e 22.30; giovedì 5 novembre solo ore 17.30)
CAPITALISM: A LOVE STORY (USA/2009) di Michael Moore (127’)

lunedì 28 settembre 2009

L'internazionale a Ferrara



Anche quest'anno, il 2 ottobre alle

21.00
Teatro Comunale
Fumetti. La mia vita disegnata male
Versione deluxe

Gipi

rilegge il suo ultimo libro con

Paolo "Pewee" Durante, tastiere

Luca Giovacchini, chitarra

Matteo Sodini, batteria

Il programma completo del festival lo trovate nel sito ufficiale

venerdì 25 settembre 2009

Aspettando la noosfera



Per chi vuole approfondire il concetto si consiglia la rivista Millepiani, diretta da Tiziana Villani, nostra ospite al Cyberfest edizione 1999.

domenica 20 settembre 2009

Quando scatta Nuvolari

video

Mostra fotografica di e con Tazio Nuvolari a Palazzo Te, Mantova, dal 17 settembre al 18 dicembre 2009.

Il video si riferisce ad una manifestazione di auto storiche di passaggio a Bondeno.

lunedì 14 settembre 2009

Eroi di storia e di leggenda

Eroi di storia e di leggenda: l’epica collettiva

Imprese storiche o leggendarie, comunque avventurose; lotte che decidono le sorti di classi, nazioni e popoli, se non dell’intera umanità: di questa pasta son fatti gli eroi della comunità.

Il festivalfilosofia ne celebra alcuni tra i più popolari, a cominciare da Giuseppe Garibaldi, eroe dei due mondi. Il Generale, ferito all’Aspromonte, ebbe una lunga convalescenza che utilizzò per scrivere un poema autobiografico dove racconta le proprie gesta, dalle guerre d’America a quelle d’Europa. Integrando i versi del poema con brani dell’autobiografia in prosa, David Riondino recita il “Poema di Garibaldi” accompagnato dalla banda cittadina che intona opere e marcette ben note (a Modena, in Piazza Sant’Agostino, la sera di venerdì 18 settembre). Anche i Musei Civici di Modena rendono omaggio a Garibaldi con la mostra “La stanza dell’eroe” che raccoglie come in una camera delle meraviglie le sue “reliquie laiche”: oggetti toccati o appartenuti al Generale, cimeli sorprendenti come quelli che costellarono la penisola di piccoli sacrari devozionali, portatori della nuova religiosità patriottica.

Carpi, si sa, non è da meno in fatto di eroica progenie. “I martiri nostri son tutti risorti” è l’omaggio che la città dedica al suo Ciro Menotti: un’epica narrazione - con voce e testo di Paolo Nori e musica della banda locale – sul suo sfortunato tentativo di insurrezione che lo rese martire, ma appiccò il fuoco alle rivolte del 1831 nel ducato estense (Carpi, sabato 19 settembre, ore 23.30).

In compagnia degli eroi maggiori, non poteva mancare anche lo scrigno delle virtù eroiche e civile per ragazzi, il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis, protagonista a Carpi di una staffetta di lettura integrale. Pubblicato il primo giorno di scuola nel 1886, il romanzo passò di cartella in cartella, di mano in mano, raggiungendo in pochi decenni il milione di copie vendute. I racconti del maestro Perboni, personaggi come Garrone, Derossi, Coretti, Franti e la maestrina dalla penna rossa sono entrati stabilmente a far parte dell’ethos comune con il loro corredo di amor patrio, abnegazione, rispetto per l’autorità e pazienza nelle tribolazioni (Carpi, sabato 19 e domenica 20).

Per la serie “eroi della comunicazione”, Sassuolo celebra “Quello della radio”, ossia il grande Guglielmo Marconi, padre nobile di telecomandi, cellulari, e satellitari, in occasione del centenario del premio Nobel per la fisica. Sulla scena, Giorgio Cremaschi ricostruisce le tappe essenziali della sua vita e delle sue scoperte con una modalità in bilico fra il racconto giornalistico e le suggestioni teatrali. Non mancano momenti divertenti legati ad aneddoti pressoché inediti, come quando per impressionare una lavandaia Guglielmo collega un pollo spennato, già pronto per essere messo in pentola, a degli elettrodi che lui comanda dalla soffitta (al Teatro Carani di Sassuolo, la sera di venerdì 18).

E poi ci sono i martiri loro malgrado. Si raccontano in narrazioni che passano da nonno a nipote, da padre in figlio attraverso ricordi di vita individuale. E’ la poetica dello spettacolo “Piccola città” di Ascanio Celestini, che riprende e rielabora pagine di “Scemo di guerra”. Le vicende romane del 4 giugno 1944, tra bambini che rischiano la vita per una cipolla, maiali che finiscono sottoterra, barbieri dalle mani belle, poi tedeschi, fascisti, americani, russi, scimmie e mosche: la storia trasformata in favola, con la leggerezza di un racconto di strada (in Piazza Grande a Modena, la sera di sabato 19). Contenuti ed emozioni affini si ritrovano nell’installazione “Oggetti smarriti”, sempre di Celestini, presso il Museo del Deportato di Carpi: premendo un tasto, questi poveri oggetti, appartenuti a deportati italiani nei campi di sterminio nazisti, raccontano al visitatore la propria storia.

Tra i grandi miti collettivi della storia passata c’è anche quello dell’ex U.R.S.S. narrato nello spettacolo teatrale “Rabinovic & Popov” di Moni Ovadia in programma a Sassuolo la sera di sabato 19 settembre. Rabinovich e Popov sono i due nomi più tipici dell’ebreo russo e del russo ortodosso. Al tempo dell’Unione Sovietica furono il compagno Popov e il compagno Rabinovich. Il loro rapporto fu sempre di natura passionale, segnato da ammirazione e diffidenza, odio e solidarietà, amore e rabbia, ma soprattutto attrazione fatale. Con musiche, canzoni, racconti e storielle, Moni Ovaia traccia schizzi rapsodici del tempo epico e tragico di un’Atlantide che si chiamò U.R.S.S, cantando di uomini e donne che in quell’Atlantide vissero, amarono, sperarono e soffrirono.

In musica è presentato anche il racconto delle molte comunità americane del secolo scorso. Maurizio Bettelli, insieme alla sua numerosa band, porta sul palcoscenico le voci, le atmosfere e i suoni dell’America di Woody Guthrie, il più grande poeta e cantautore popolare americano. Guthrie ha vissuto in prima persona i cambiamenti epocali nella vita sociale, politica e culturale degli Stati Uniti, e non solo: dalla crisi del '29 alle politiche rooseveltiane del New Deal, dalle tempeste di polvere del Mid-West nella metà degli anni Trenta al secondo conflitto mondiale, dalla società dei consumi del dopoguerra al maccartismo. E ha cantato canzoni che hanno mostrato l'altra faccia del sogno americano, la lotta contro la fame e la disoccupazione, la violenza e la sopraffazione.

giovedì 3 settembre 2009

Festa nazionale sul lavoro

video

Considerato che la location del festival di Modena è ormai permanente, sarebbe forse il caso di darle un aspetto meno fatiscente; almeno per quanto riguarda le strutture murarie...

domenica 23 agosto 2009

Elogio della fuga



L'immaginazione può essere paragonata ad una terra di esilio dove si trova rifugio quando è impossibile trovare la felicità, perché l'azione gratificante corrispondente alle pulsioni non può venire soddisfatta dal conformismo socioculturale.

H.Laborit, Elogio della fuga, 1982, p.99

martedì 18 agosto 2009

domenica 16 agosto 2009

Woodstock 17 agosto 1969



Joe Cocker cominciò a suonare alle due del pomeriggio di domenica e, subito dopo la sua esibizione, ci fu il famoso temporale; tutto il programma slittò in avanti e l'ultimo cantante in programma, Jimi Hendrix, iniziò a suonare alle 8 del mattino di lunedì di fronte a "sole" 80.000 persone, dato che per le restanti 400.000, iniziava una nuova settimana lavorativa.

lunedì 20 luglio 2009

Solomon Burke a Porretta


XXII Porretta Soul Festival 23-26 luglio 2009
Torna il vescovo del Soul, Solomon Burke e prima volta in Europa per Spencer
Wiggins “In the Heart of Deep Soul”: Spencer Wiggins. Oscar Toney Jr, J. Blackfoot, Toni Green, Percy Wiggins
«E' ufficiale, ritorna per la quinta volta a Porretta Solomon Burke». E' l'annuncio del direttore artistico della manifestazione Graziano Uliani in vista della sua XXII «Il Festival era partito con lui _ spiega Uliani _ , praticamente al suo debutto in Italia nel 1987. A distanza di oltre 20 anni da quella sua prima esibizione sa
ancora stregare il pubblico con un carisma che non è eguali. E’ felicissimo per essere diventato nonno per la 90° volta (è già bisnonno di 19 nipoti – ha avuto 21 figli da tre mogli)».
Le grandi novità continuano dunque a susseguirsi nella Soulsville d'Europa, Porretta Terme. Solomon Burke, cresciuto come reverendo a Filadelfia e che lo scorso anno ha pubblicato l'album “Like a Fire”, è ultimo grande interprete di soul, o meglio di quel rock&soul di cui si incoronò re, primo insieme a Ray Charles
a cimentarsi nell’unione della musica dell’anima con quella dei bianchi. Un grande artista che ogni cultore di musica dovrebbe conoscere. Lo scorso mese è tornato a Memphis, ai Royal Studios per iniziare le registrazioni del nuovo CD prodotto da Willie Mitchell.
Ma Burke non è il solo protagonista del festival. E’ confermata la presenza di un vero e proprio poker d'assi.
Il primo è Spencer Wiggins, grande vocalist in attività dagli anni '60, colonna della Goldwax di Memphis assieme a James Carr e che è stato tra i cantanti più prolifici del genere condividendo il palco con B.B. King, Al Green, Elvis Presley e Wilson Pickett. Wiggins, che vive a Miami, interpreta il soul con venature Gospel, grazie anche al forte impegno con la locale Chiesa Battista. Racconta Spencer che il grande Charlie Rich, durante le session agli American Studios di Memphis sotto la supervisione di Chips Moman, gli propose la registrazione di
“Don’t Put No Headstone On My Grave” che poi divenne un grande hit per lo stesso Rich. Spencer Wiggins lo proporrà per la prima volta a Porretta.
Un altro asso è Oscar Toney Jr. , che nel 1967, prodotto sempre dal leggendario Chips Moman agli American Sound Studios di Memphis, quasi oscurò Otis Redding con "For Your Precious Love" tanto che nella copertina
dell'album fu pubblicata la memorabile lettera che Otis stesso gli scrisse per confermare che il soul aveva trovato una nuova stella.
Il terzo è J. Blackfoot, allevato a Memphis alla Stax nella scuderia di Isaac Hayes e David Porter, già leader dei Soul Children, eroe del chitlin’ circuit che negli anni ’80 ebbe un hit internazionale con “Taxi”.
J. Blackfoot torna a Porretta dopo undici anni dalla sua ultima apparizione. Grande presenza scenica, vero animale da palcoscenico farà rivivere le atmosfere dei grandi show di rhythm & blues dell’Apollo di Harlem. Ultimo, ma non in ordine di importanza. è Percy Wiggins, che dopo alcuni singoli per la RCA e l’ATCO è rimasto sempre legato alla realtà locale di Memphis supportando la band dei fratelli Hodges,
la HI Rhythm Section e che recentemente è stato, assieme a Otis Clay l’artefice del tributo a O.V. Wright.
Le presenze femminili saranno quelle di Toni Green, splendida voce, plasmata da Willie Mitchell e da Isaac Hayes che nel 2007 incantò il pubblico di Porretta e fu incoronata regina del Rufus Thomas Park.
Altra presenza quella della figlia minore di Rufus Vaneese Thomas che assieme ai Soul Spinner tornerà sul palco intitolato sulle note di “Funky Chicken” e “Walking The Dog”.
Infine la “new wave” del soul con il bostoniano Jesse Dee, giovanissimo songwriter alla sua prima apparizione europea. Bianco ma con Otis Redding e Sam Cooke nelle vene e da Iowa City
The Diplomats of Solid Sound with The Diplomettes. Groove a metà tra Booker T. & The MGs e James Brown con influenze Aretha, Ikettes e Sweet Inspirations grazie alle Diplomettes.
"Quest'anno _ conclude Graziano Uliani _ abbiamo scelto la strada del "Chitlin' Circuit" (i locali che lasciavano libertà ai musicisti afroamericani ai tempi del segregazionismo e nei quali suonò anche il giovane Ray Charles) proponendo artisti di grande qualità ma che non hanno avuto la fortuna commerciale dei Redding o dei
Pickett, non sempre per colpa loro, dandogli la possibilità di esibirsi con una band di tutte-stelle, quella diretta da Austin DeLone, che di recente abbiamo visto sul palco con Elvis Costello, Ry Cooder e Nick Love, assieme ai
migliori session men della Bay Area. Tra questi il chitarrista Danny Caron, alla corte di Charles Brown per tanti anni ed il batterista Ernest Carter, già con Springsteen in “Born To Run”
Il festival vedrà un Grand Opening il 23 Luglio con una grande notte rock & roll in Memphis Style con Andrea Mingardi & RossoBlues Brothers Band a cui si affiancheranno ospiti americani. Mingardi come già fece nel 2005 con il suo fortunato “Tribute To Ray Charles” registrerà un disco live di classici del rock.
Molte le manifestazioni collaterali: mostre fotografiche in tema, “marchin’ band” per le strade – quest’anno saranno i francesi della CIV Brass Band di Valbonne e come di consueto spazio ai gruppi italiani di rhythm & blues nella piazza di Porretta al Rufus Thomas Cafè stage, ogni giorno dalle 11 della mattina alle 7 di sera.
Soul Food con mostra mercato di prodotti tipici della Regione Emilia Romagna e mercatini vari, incluso dischi da collezione e strumenti musicali.
La sera del 22 Luglio Gospel nella Chiesa Parrocchiale e il 26 Messa Gospel nella Chiesa dei padri Cappuccini.
Info a www.porrettasoul.it

giovedì 7 maggio 2009

Fotografia europea



A Reggio Emilia, mostre fino al 7 giugno

Biglietterie

Chiostri di San Domenico

via Dante Alighieri 11

42100 Reggio Emilia

tel. +39 0522 451722

Orari: dal 1 al 3 maggio dalle 10.00 alle 23.00

Dal 5 maggio al 7 giugno: da martedì a venerdì dalle 18.00 alle 23.00; il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 23.00



Palazzo Casotti


piazza Casotti

42100 Reggio Emilia

Orari: dal 1 al 3 maggio dalle 10.00 alle 23.00

Dal 5 maggio al 7 giugno: da martedì a venerdì dalle 18.00 alle 23.00; il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 23.00

martedì 5 maggio 2009

Fotografia contemporanea



UNO.BASILICO, FONTANA, GHIRRI, JODICE, VACCARI.
Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino,
29 marzo – 24 maggio 2009

Dal 29 marzo al 24 maggio 2009 gli spazi recentemente recuperati dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena ospitano la mostra UNO. Basilico, Fontana, Ghirri, Jodice, Vaccari, a cura di Filippo Maggia. L’esposizione presenta al pubblico per la prima volta le nuove rilevanti acquisizioni italiane della Collezione di fotografia contemporanea e video d’artista della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, unitamente a una selezione di opere selezionata dagli stessi artisti: oltre 130 opere, tra fotografie e installazioni.


Pietre miliari della fotografia contemporanea italiana, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice e Franco Vaccari sono fra i protagonisti che più hanno contribuito all’evoluzione della teoria e del linguaggio fotografico negli ultimi decenni. Tutti appartengono alla stessa generazione nata a cavallo degli anni Quaranta e hanno vissuto le grandi vicende storiche e artistiche che hanno segnato l’Italia dal secondo dopoguerra in poi. Le loro storie personali si sono spesso intrecciate, avvicinate, sovrapposte, pur inseguendo ognuno la propria ricerca intellettuale e linguistica prima ancora che stilistica.

Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Via Emilia Centro, 283
41100 Modena
Tel. +39 059 239888
Fax +39 059 238966
E-mail: info@mostre.fondazione-crmo.it

mercoledì 29 aprile 2009

Nostalgia dei '60



Nel 1960 la Lira ricevette l'Oscar come migliore moneta e l'Italia era al quarto posto nella graduatoria delle nazioni più industrializzate grazie principalmente al sistema delle Partecipazioni Statali e ad imprenditori illuminati come Adriano Olivetti.

Adesso i risultati di un capitalismo predatorio sono che banche e imprese chiedono aiuto allo Stato (coi nostri soldi), rifiutandone però ogni controllo...

martedì 14 aprile 2009

Perché non ne usciremo vivi



Perché non riusciamo a riflettere su qualsiasi argomento per più di 5 minuti;
perché non abbiamo accesso alle fonti di informazione;
perché nessuno vuole rinunciare al profitto immediato;
perché siamo convinti di poter rimediare a qualsiasi catastrofe;
perché anche dalle catastrofi qualcuno ci guadagna.

lunedì 6 aprile 2009

Documentari d'autore

Quello sotto è il trailer di un documentario che, come tanti altri, si potrebbe proiettare anche a Bondeno con un costo relativamente limitato (100 euro più le spese) se l'amministrazione comunale volesse impegnarsi col circolo "Fuori Quadro" e se ci fosse una richiesta in tal senso dai cittadini di Bondeno.



di Franco Fracassi - Francesco Trento

Autori: Giulietto Chiesa, Thomas Torelli, Paolo Jormi Bianchi

ZERO è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti. Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale. Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001. - Perché le Torri Gemelle e l’edificio 7 del World Trade Center, mai colpito da un aereo, sono crollati a velocità di caduta libera? - Che cosa è accaduto al Pentagono? Se un aereo lo ha colpito, dove sono i resti di quell’aereo? E come avrebbe fatto un Boeing dirottato a penetrare lo spazio aereo più protetto del mondo senza incontrare alcuna resistenza, proprio nel mezzo di quello che era ormai universalmente riconosciuto come un attacco terroristico? - Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non abbia intercettato nessuno dei quattro aerei dirottati? Com’è possibile che nessun responsabile di questo disastro sia stato punito o rimosso? - Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Come sono entrati negli Stati Uniti? - Cos’è realmente al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi l’11 settembre 2001? - Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state ostacolate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse in brevissimo tempo? A sette anni dall’evento che ha cambiato volto al mondo, queste domande rimangono ancora senza risposta.

domenica 29 marzo 2009

Viaggio nella valle del Po

video

La trasmissione è, presumibilmente del 1957.
Chi avesse altri filmati, ad esempio di Campanile sera, può contattare il circolo Fuori Quadro per la conversione alla mail fuori_quadro@alice.it

giovedì 26 marzo 2009

Sangue, sudore e lacrime



Una delle affermazioni più comuni che mi capita di sentire parlando di "politica" è che viviamo nel migliore dei mondi possibili e questo grazie al sistema capitalista.

Concordo che è un dato di fatto che nell'immediato dopoguerra solo l'8% delle famiglie italiane aveva contemporaneamente acqua, luce e servizi igienici in casa, però va ricordato che il "sistema Italia" era abbastanza atipico e lontano dal capitalismo "puro" di marca USA al quale ci stiamo avvinando a grandi passi con la "seconda Repubblica".

Caratteristiche del capitalismo puro sono: privilegiare la rendita (fondiaria, immobiliare, finanziaria), massimizzare i profitti (soprattutto abbattendo il costo del lavoro, che produce beni reali) e concentrare la ricchezza in sempre meno mani, grazie all'abbattimento di tutti i vincoli (e.g. Steagall Act)

Dove porta tutto questo è cronaca quotidiana e, se in Italia la situazione è migliore di quella USA è perché da noi sono ancora in vigore gli ammortizzatori sociali (pensioni e cassa integrazione) gestiti dall'INPS, la cui istituzione nasce nel periodo fascista (come altri provvedimenti di tutela del lavoratore).

Non è un caso che il FMI abbia sempre fatto pressioni per la loro eliminazione in favore di fondi di gestione privatistica (che la crisi odierna avrebbe fatto evaporare come neve al sole).
Il paradosso poi è che, dopo averci fatto smantellare il sistema delle Partecipazioni Statali, banche e aziende statunitensi e anche europee sono andate subito a battere cassa dagli stati per ripianare i loro debiti.

La differenza con la crisi del 1929 è che finora nessun finanziere si è suicidato dopo il fallimento, anzi se ne sono andati tutti con laute prebende!

Nota: Il Wall street journal riporta che, negli USA 14.000 famiglie (0,1% della popolazione) detengono il 22,2% della ricchezza nazionale e, nella fascia più bassa, 133 milioni di famiglie (90% della popolazione) si spartiscono il 4% della ricchezza nazionale.

venerdì 13 marzo 2009

Umiliati e arrabbiati



REPUBBLICA.IT ha svelato il Paese dei senza lavoro, un pezzo d'Italia che diventa sempre più grande e disperato. Le persone che raccontano le loro esperienze di senza lavoro rientrano abbastanza chiaramente in due gruppi diversi. Ci sono quelle ancora giovani, al massimo trentacinquenni, che si interrogano sul perché il mondo della produzione non riesce più a trovar loro un'occupazione; e quelle sui 45-50 anni e oltre, le quali hanno compreso che per lo stesso mondo sono ormai troppo anziane.

Del primo gruppo colpisce soprattutto il fatto che i titoli di studio elevati sembrano servire poco per trovare o mantenere un posto di lavoro qualificato, coerente con gli studi fatti. Hanno due o tre lauree, un paio di master, tre o quattro specializzazioni, significative permanenze all'estero. Speravano di far ricerca in aziende di alto profilo, quelle da cui escono le invenzioni che cambiano il mondo e migliorano la vita. Contavano di guadagnare bene e di fare prima o poi un figlio. Oppure di dedicarsi all'insegnamento.

Invece si ritrovano a fare il garzone di cucina in un fast food, la badante o l'addetto alle pulizie sui vagoni delle ferrovie. Con paghe effettive da 6 euro l'ora, quando va bene 800 al mese. Naturalmente con un contratto a breve scadenza. Che alla scadenza non viene rinnovato. Con la precisazione, se si tratta di una donna, che non si può rinnovare il contratto a una che potrebbe addirittura fare un figlio. Esperienze ripetute per tre, cinque, dieci anni. Fino a quando non ci si arrende, e si ritorna a casa dai genitori, senza soldi e senza figli, portando con sé il senso di una sconfitta di cui non si ha colpa, ma che pare irrimediabile.

Non è un paese per giovani, l'Italia. Non è nemmeno un paese per vecchi; laddove vecchio, aziendalmente parlando, significa aver passato i quaranta. In questo secondo gruppo i disoccupati che si raccontano sono in prevalenza dirigenti d'azienda, funzionari della PA, tecnici con una lunga pratica di laboratorio, esperti di informatica. Rappresentano un patrimonio immenso di conoscenze, competenze professionali, abilità accumulate in decenni di lavoro.

Però alle imprese non servono più. Perché ai tempi della crisi l'impresa deve dimagrire, cioè tagliare posti, e ovviamente preferisce tenersi i dipendenti più giovani. Oppure perché progetta di trasferirsi da Catania a Belluno, o da Novara a Tallin, e una che ha cinquant'anni, due figli studenti e un padre in cattiva salute magari non è troppo disponibile al trasloco. O semplicemente perché la settimana prossima l'impresa chiude, come ha deciso il proprietario che risiede non si sa bene dove, in Irlanda o in Brasile.

Di conseguenza la dirigente o il tecnico con decenni di prezioso sapere professionale, o l'amministratore che maneggiava miliardi, cominciano a spedire curricula in giro. Decine alla settimana. Centinaia al mese. Con i titoli di studio in evidenza, la carriera in aziende di primo piano, i risultati eccellenti della propria attività. In generale non ricevono nemmeno risposta. Nessun Direttore per le Risorse Umane prende oggi in conto l'assunzione di una persona che oltre ad avere già superato i 45 o i 50 anni, si è pure fatta licenziare.

Un paio di elementi accomunano i due gruppi dei disoccupati più e meno giovani. Il primo è il senso di umiliazione che traspira dai loro scritti, di ingiustizia gratuitamente subita. In una società in cui la sopravvivenza stessa dipende dal lavoro che si fa, ovvero dal reddito che ad esso è collegato, venir privati del lavoro o non riuscire trovarlo, non per demerito proprio ma per incomprensibili vicende dell'economia, è la peggiore offesa che possa colpire un essere umano. Lo rode nel profondo, ferisce la sua stima di sé, pesa sui rapporti con il prossimo. Molti di questi racconti trasmettono con dolente vivezza questo senso di offesa.

L'altro elemento in comune è il risentimento, se non la rabbia, verso chiunque svolga un ruolo in campo economico. La politica, il governo, i partiti, la pubblica amministrazione, gli enti locali, le imprese grandi e piccole, i singoli imprenditori, i manager, lo stato: tutti sono oggetto di sprezzanti giudizi. E' vero, non si tratta d'un campione rappresentativo, a fronte dei milioni che si trovano in condizioni simili. Ma chi sottovalutasse il significato sociale e politico di questi racconti di ordinaria disoccupazione commetterebbe un madornale errore.
Luciano Gallino (4 marzo 2009)

Il videoclip è dal film: "E morì con un felafel in mano" (da vedere assolutamente!)

mercoledì 4 marzo 2009

Bando di concorso

“Giorgio Gaber, parole per pensare”, rivolto alle scuole secondarie superiori, scadenza 30 aprile 2009.
Mi piace ricordare che quello che oggi il ministero propone, io lo facevo più o meno 30 anni fa...

video

dal sito ufficiale www.giorgiogaber.it

lunedì 2 marzo 2009

Cronos film

NASCE FINALMENTE LA CRONOS FILM, GIOVANE REALTÀ
PRODUTTIVA CINEMATOGRAFICA, CHE CON LA SUA AGENZIA DI
DISTRIBUZIONE CINECIRCUITO, LA PRIMA DEL SETTORE IN ITALIA,
DARÀ UNA SVOLTA ALLA DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE

MARTEDÌ 10 MARZO ORE 19,00 a Bologna
PRESSO IL CIRCOLO CULTURALE SESTO SENSO IN VIA GIUSEPPE PETRONI 9/C , VERRÀ PRESENTATA UFFICIALMENTE L’ASSOCIAZIONE DI PRODUZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA CRONOS FILM E IL PROGETTO DI DISTRIBUZIONE PER AUTORI INDIPENDENTI CINECIRCUITO

La scheda del video la trovate nel sito http://www.cronosfilm.com/scheda_film.asp?idfilm=9.
La notizia completa in http://uac.bondeno.com/fquadro/bandi/cronos.pdf
video

domenica 22 febbraio 2009

Ancora sul teatro

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Ancora una volta si è vista la necessità di un teatro "vero", se si vuole dare uno spazio all'impegno e alle capacità di chi opera sul territorio.

Nel video: Chiara Bolognesi e Corrado Frigeri(?) in Viktoria, che potrete vedere in edizione integrale giovedì 26 febbraio al Rivana Garden di Ferrara

lunedì 9 febbraio 2009

Teatro a Bondeno

video

Per fortuna non tutti quelli che si lamentano per la mancanza di un teatro a Bondeno, poi vengono a vedere gli spettacoli; altrimenti non si saprebbe dove metterli!

In scena: Carlo Polastri, Lorenzo Guandalini, Giuseppe Tretola, Simonetta Malaguti in "Lo chiamavano...varietà!"

sabato 7 febbraio 2009

Comizi pubblici, feste private



Una volta c'erano le “adunate oceaniche”, poi sono venuti i comizi, che qualcuno ancora ricorderà, in cui oratori, spesso venuti dalla provincia o addirittura dalla capitale, infiammavano gli animi dei convenuti innescando, a volte, vere e proprie risse tra opposte fazioni.

Con l'avvento della televisione e delle “tribune politiche”, le piazze si sono piano piano svuotate, l'agone politico è calato ed è subentrata “l'immagine” del candidato, costruita a tavolino dagli esperti del marketing.

Adesso le riunioni politiche assomigliano a delle feste private, dove i convenuti sembrano già conoscersi tutti prima, e i nuovi venuti non trovano neppure una premurosa padrona di casa ad accoglierli per accompagnarli verso il comodo rifugio del buffet.

Ma non bisogna perdersi d'animo: col tempo arriverà anche questo...


P.S. Ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale

lunedì 2 febbraio 2009

Pugni chiusi



Dai commenti riportati su you tube a questo video possono derivare alcune considerazioni generali:
1) La maggior parte di chi parla non si è documentato, quindi non sa di cosa parla;
2) Wikipedia sta diventando la fonte più diffusa di sapere (da notare che le sue fonti sono anonime);
3) Lo scopo di fondo di ogni intervento sembra essere la denigrazione di tutti gli altri;
4) Ognuno ha la "sua" da dire indipendentemente dal tema in questione

Cultura e società non è certo un tema da esaurire in due righe, per cui riprenderemo il discorso...

sabato 31 gennaio 2009

Ci vuole qualcuno per rimettere ordine in città...


Solido e intramontabile, il western ha vissuto anni di gloria e superato momenti meno felici, per tornare oggi con quello che si presenta come un classico da manuale: Appaloosa, diretto e interpretato da Ed Harris, è il film scelto dalla Cineteca di Bologna per la programmazione della Sala Scorsese del Cinema Lumière (tutti i giorni, ore 17.45, 20.15 e 22.30).
Ben accolto alla Festival Internazionale del Film di Roma, Appaloosa è la seconda prova registica (dopo Pollock nel 2000) dell’attore Ed Harris, che ha scelto come interpreti al suo fianco Viggo Mortensen, Jeremy Irons e Renée Zelwegger, per raccontare la sua storia ambientata nel New Mexico di fine Ottocento, in una cittadina di frontiera, tenuta in scacco da uno spietato e potente ranchero (Jeremy Irons) e dalla sua banda di fuorilegge. Due pistoleri (lo stesso Harris e Viggo Mortensen), legati da antica amicizia – messa in crisi solo dall’entrata in scena di una bella pianista-avventuriera (Renée Zelwegger) – che si sono fatti la fama di pacificatori nelle città senza legge sorte in quelle terre selvagge, sono assunti come sceriffi e cominciano a rendere la vita impossibile ai prepotenti.


Da venerdì 30 gennaio, Cinema Lumière – Sala Scorsese
APPALOOSA (USA/2008) di Ed Harris
Orari: tutti i giorni, ore 17.45, 20.15, 22.30




domenica 18 gennaio 2009

Bondeno come Roma

Da "Il segno del comando" trasmesso dalla Rai nel 1971, la cui vicenda si svolge a Roma.

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martedì 6 gennaio 2009

Il teatro Canzone in edicola

Giorgio Gaber muore il 1 gennaio 2003, ma la sua opera più originale, il "teatro Canzone", ci viene riproposta in questi giorni da una iniziativa editoriale congiunta di TV sorrisi e canzoni e il Corriere della sera: ogni lunedì in edicola un cd dei suoi spettacoli, finora disponibili solo a teatro, finalmente mette a disposizione del vasto pubblico i suoi lavori più maturi.

sabato 3 gennaio 2009

Jazz Cartoon-The Old Mill Pond-1936

Jazz Cartoon-The Old Mill Pond-1936
Video inviato da redhotjazz

Harman-Ising cartoon from 1936 featuring Louis Armstrong, Fats Waller, Cab Calloway, and the Mills Brothers with a nice rendition of Tiger Rag featured.