mercoledì 14 aprile 2021

 


Lee Aaker, star della serie televisiva "Le avventure di Rin Tin Tin", è morto in Arizona, da indigente, il primo aprile scorso. La notizia è stata data dal suo amico, Paul Peterson. "Per dire arrivederci a Lee Aaker - ha scritto sui social - devi avere una certa età e ricordare Rin Tin Tin. Lee è morto in Arizona, solo e dimenticato, classificato come 'deceduto indigente'".

Nato a Inglewood, California, il 25 settembre '43, figlio della proprietaria di una scuola di ballo, Aaker venne scoperto dal leggendario regista Fred Zinnemann e fatto recitare in un corto del '51, "Benjy", destinato alla raccolta fondi per un ospedale ortopedico di Los Angeles. Voce narrante di Henry Fonda, nel breve film Aaker interpretava il ruolo di un bambino con la scoliosi che ha la possibilità di sottoporsi a una cura decisiva, ma solo se ottiene il permesso dai genitori che lo avevano abbandonato. Il film vinse l'Oscar come miglior documentario.

Da bambino prodigio a tossicodipendente

Dopo aver fatto la comparsa in 'Mezzogiorno di fuoco', senza apparire nei credits, Aaker conquistò la celebrità nel ruolo di 'Rusty', il giovane amico di Rin Tin Tin, nella serie televisiva prodotta dal '54 al '59 dalla Abc, e ispirata al celebre pastore tedesco del cinema degli anni '20.

Rin Tin Tin divenne l'alternativa a Lassie, e Aaker, che cantava e ballava dall'età di 4 anni, il beniamino del pubblico. Dopo qualche apparizione in alcuni film, tra cui 'Hondo', con John Wayne e Geraldine Page, l'ex bambino prodigio spese tutti i soldi accumulati, girando il mondo come una sorta di 'figlio dei fiori', finendo per ritirarsi in Arizona, dove ha combattuto per anni la dipendenza dalla droga e dove ha trovato la morte. 

https://www.agi.it/cultura/news/2021-04-14/addio-a-rusty-star-di-rin-tin-tin-12166561/#

lunedì 5 aprile 2021

Fermiére à Montfaucon

 

Fermière à Montfaucon

Éric Rohmer, 1968

Nel contesto di una serie di film commissionati dalla TV francese sulle lavoratrici francesi, Rohmer decise di seguire una contadina. Prodotto da Barbet Schroeder, questo corto evoca le attività quotidiane della vita rurale e il ritmo delle stagioni e cattura la transizione verso la modernità.

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lunedì 22 marzo 2021

L'uomo nel mirino

 Phoenix, Arizona, l'agente Ben Shockley riceve dal capo della polizia Blakelock l'incarico, apparentemente semplice, di recarsi a Las Vegas allo scopo di trasferire un testimone "non importante" di un processo "senza importanza" in città; all'arrivo in Nevada, scopre che il testimone è una ragazza, Gus Mally, giovane prostituta che lo avverte che c'è chi farà di tutto per evitare che lei arrivi a Phoenix e, prima che i documenti per l'estradizione siano pronti, lo invita a recarsi in una delle tante sale per le scommesse della città al fine di conoscere la quota a cui viene data nella sesta corsa di Santa Anita la cavalla "Mally No Show" (Mally non comparirà).

Ben per pura curiosità si informa e viene a sapere che Mally No Show è data 50 a 1 e dall'apertura del mattino non ha fatto altro che salire ma, non prestando attenzione alla cosa, si reca all'aeroporto insieme alla ragazza dove subiscono un attentato al quale scampano fortunosamente. I due scappano e si recano a casa di Gus e Ben telefona al capo della polizia chiedendo una scorta ma dopo poco un grande numero di poliziotti circonda la casa demolendola a fucilate e ancora una volta i due scampano alla morte, questa volta fuggendo attraverso il canale di scolo dell'abitazione che sfocia al di là dell'accerchiamento delle forze dell'ordine.

L'agente inizia a sospettare sia della natura del procedimento nel quale la ragazza deve comparire che di una possibile fuga di notizie e decide, sotto la minaccia della pistola, di sequestrare un poliziotto per recarsi al confine utilizzandone la macchina; durante la marcia si ferma a una cabina telefonica e chiama nuovamente il capo della polizia chiedendo una pattuglia che lo riceva appena arrivato in Arizona ma viene messo in allarme da Gus, la quale solleva l'ipotesi che la persona a cui telefona sia implicata negli attentati che stanno subendo; Ben si dimostra scettico ma decide di lasciare l'auto e nascondersi per verificare "l'accoglienza" dei colleghi provenienti da Phoenix e purtroppo i sospetti di Gus si dimostrano fondati quando l'auto viene bersagliata.

Durante la notte passata in una grotta, Ben riesce finalmente a sapere che il processo in cui Gus deve testimoniare è un procedimento che vede collusa la mafia con la polizia e che lei è coinvolta proprio perché ha avuto un rapporto sessuale con Blakelock; al mattino, i due "rubano" una moto a una banda di bikers ma vengono inseguiti da un elicottero da dove un uomo tenta di colpirli con un fucile. Ancora una volta i due scampano al pericolo e salgono su un treno, dove però trovano i bikers a cui avevano rubato la moto e Ben viene violentemente picchiato ma, grazie all'aiuto di Gus che "distrae" gli uomini, riesce a liberarsi e a gettare i tre (due uomini e una donna) fuori dal vagone.

Arrivati a una cittadina a metà strada da Phoenix si recano in un motel e scoprono di essersi innamorati; Gus chiama un suo amico bookmaker e viene a sapere che la quota per Mally No Show è arrivata a 100 a 1 e gli chiede di puntarci sopra 5.000 dollari, tutti i suoi risparmi, mentre Ben chiama il suo amico e collega Josephson e lo informa che arriverà alla sede del Tribunale insieme al testimone su un autobus, fornendogli il percorso e dicendogli che lo dovrà comunicare al procuratore Feyderspiel, anche lui colluso con Blakelock, al fine di evitare che nella probabile sparatoria qualche passante venga colpito.

Ben e Gus rinforzano l'autobus con delle piastre di acciaio e si dirigono verso la città dove le forze dell'ordine sono già state messe in allarme e dislocate lungo il percorso; Josephson va incontro all'amico e gli chiede di rinunciare ma un cecchino lo colpisce uccidendolo mentre Ben viene ferito a una gamba. La marcia riprende e l'autobus, lungo la strada, viene colpito da ogni parte da decine di poliziotti fino a terminare la sua corsa, ormai semi distrutto, sulle scale del Palazzo di Giustizia dove però, una volta che i due sono scesi, i poliziotti si rifiutano di sparare al collega vedendo che non costituiscono una reale minaccia. Blakelock, ormai fuori controllo, scende in strada sparando a Ben ferendolo nuovamente, venendo però ucciso da Gus e a quel punto i due riescono a dirigersi all'interno del Palazzo per permettere la deposizione della testimone. 

giovedì 11 marzo 2021

Imprevisti digitali

 

Eccoci giunti al quinto appuntamento della nostra rassegna online, con il film Imprevisti Digitali.

 

Come sempre potete vedere il film in streaming su MioCinema, la piattaforma di qualità che sostiene le sale cinematografiche!

 

La nostra espertissima Alice nel video vi presenta questa piacevole commedia francese:
Guarda la videorecensione del film

In un quartiere periferico seguiamo le vicende di tre vicini di casa alle prese con il mondo dei social media. Marie, che vive da sola dopo che il figlio adolescente è andato a vivere con l'ex marito, si trova coinvolta nel tentativo di far cancellare dalla rete un video che la riprende in attività sessuale. Bertrand, che non sa resistere alle chiamate di una certa Miranda che chiama da un call center, al contempo cerca di proteggere la figlia che è vittima di cyberbullismo. Christine, che ha perso il lavoro a causa della sua dipendenza dalle serie tv, si è messa ora nel giro del trasporto Uber ma ritiene che la valutazione che le viene attribuita sia nettamente inferiore alla qualità delle sue prestazioni come autista. Da soli hanno poca speranza di ottenere risultati positivi. Ma se si coalizzassero?

Vedi la scheda completa del film

 

​Abbiamo tanta voglia di riaccendere la vostra passione per il Cinema di Qualità, così abbiamo pensato di promuovere una nuova rassegna di film... completamente online!!!

A partire dall'11 febbraio, fino alla fine di marzo, ogni giovedì pubblicheremo un video con la recensione di un film di qualità, fatta dai nostri volontari esperti di cinema!

Potrete gustarvi questi film su miocinema.it, la piattaforma che sostiene le sale cinematografiche chiuse per l'emergenza Covid.

Quando vi registrate su MioCinema, ricordatevi di selezionare il Cinema Capitol Multisala come cinema preferito.

Non perdete l'occasione di ravvivare la vostra passione culturale e di sostenere il mondo del Cinema al tempo stesso!
Continuate a seguirci e... vi aspettiamo da giovedì 11 febbraio!!!​

 

Leggi le news sul nostro sito  

giovedì 4 marzo 2021

Paolo Conte (bio)

 Paolo Conte nasce ad Asti, provincia piemontese, il 6 gennaio 1937. I suoi primi anni sono accompagnati dalle vicende tragiche ed intrecciate della Seconda Guerra Mondiale e del fascismo opprimente e repressivo. Ovviamente, qualsiasi materiale d'importazione americana era severamente vietato, ma la famiglia di Paolo, forte di una passione viscerale per il jazz, riuscì a procurarsi alcuni dischi degli artisti allora in voga. Queste musiche entrarono immediatamente nel mondo fantastico di Conte, insieme all'innata attrazione per le arti figurative. Diventato ragazzo, egli si dedica al jazz, suonando il vibrafono in qualche complessino cittadino.

Inizia, prima insieme al fratello Giorgio, poi da solo, a scrivere canzoni suggestionate dal cinema, dalla letteratura, dalla vita. In parallelo, Conte intraprende anche la carriera di avvocato. La sua "specialità" sarà quella di essere un curatore fallimentare e questa caratteristica in apparenza insignificante è la radice di tre suoi indimenticati capolavori, la Trilogia del Mocambo ("Sono qui con te sempre più solo", "La ricostruzione del Mocambo" e "Gli impermeabili").

Insicuro delle sue doti vocali, l'avvocato di Asti decide che i suoi pezzi debbano essere cantate da altri ed ecco che verso la metà degli anni '60 irrompono nelle classifiche "La coppia più bella del mondo" ed "Azzurro", interpretate da Adriano Celentano. Il successo è impressionante, e Conte continua a scrivere, per la Caselli, per Lauzi, per la Pravo, Jannacci. Vinte certe ritrosie da singer, Conte arriva ai primi due albums da solista, nel 1974 e nel 1975. Ambedue intitolati "Paolo Conte", essi passano praticamente inosservati. Dopo un lungo silenzio discografico, nel 1979 esce "Un gelato al limon", ed il pubblico comincia a scoprire questo baffo sornione. L'81 e 1'82 infilano due capolavori, uno dietro l'altro: "Paris Milonga" e "Appunti di viaggio", ricchi di materiale concertistico. Passano altri due anni ed esce un altro "Paolo Conte". Il disco sancisce il passaggio dalla vecchia RCA alla CGD ed ottiene recensioni entusiastiche. L'autore e tutto lo staff decidono di affrontare, un po' per scommessa, una tournée in Francia, a Parigi. Quelle che dovevano essere poche date al Theatre de la Ville si trasformano in un bagno di folla. I transalpini impazziscono per Pacione e ci contagiano felicemente. Da questo tour di tutti esauriti viene tratto "Concerti", nel 1985, primo live dell'artista piemontese. Nel 1987 esce "Aguaplano", album doppio, stupendo. Conte è ormai richiesto ovunque: Olanda (dove ottiene il disco d oro e di platino e le donne trepidano per lui), Germania, Belgio, Austria, perfino due spettacoli al mitico Blue Note di New York, giusto coronamento del suo personalissimo sogno americano. Dopo un altro disco dal vivo ("Live"), nel novembre del 1990 esce "Parole d’amore scritte a macchina" e nel 1992 è la volta dell'esemplare "900", fenomenale impasto di generi e di umori. "Tournée", l'anno dopo, vedrà sul palco la nuova e grande formazione del genio astigiano. "Una faccia in prestito", nel 1995, è un'ulteriore conferma della grandezza dell'artista, il quale da quel momento si dedicherà quasi totalmente ai concerti ed allo sviluppo di un suo vecchio progetto: "Razmataz"

giovedì 25 febbraio 2021

Giovedì di qualità

 

Rassegna

Giovedì di Qualità

online edition

Ecco il terzo film della nuova rassegna online, Gli indifferenti.

 

Puoi vederlo su miocinema.it, la piattaforma che sostiene le sale cinematografiche.

Quando vi registrate su miocinema.it, ricordatevi di selezionare il Cinema Capitol Multisala come vostra sala preferita!

Guarda la videorecensione del film
Guarda il film sulla piattaforma MioCinema

Liberamente ispirato da "Gli Indifferenti" di Alberto Moravia. Roma oggi. Qualche scossa d’assestamento per un terremoto in centro Italia rende il clima sospeso. Mariagrazia Ardengo (Valeria Bruni Tedeschi) e i suoi due figli, Michele (Vincenzo Crea) e Carla (Beatrice Grannò), non hanno più soldi. Negli ultimi tre anni, Leo Merumeci (Edoardo Pesce), un manager tuttofare, divenuto nel frattempo amante di Mariagrazia, le ha fatto dei prestiti permettendole di ripagare alcuni debiti e continuare a fare la vita agiata di sempre. Michele, appena tornato da un viaggio all’estero, intuisce, anche grazie alla sua relazione con Lisa (Giovanna Mezzogiorno), un’amica di famiglia, che dietro l’apparente generosità di Leo, si cela un piano meditato a lungo per ottenere l’unico bene che è rimasto alla famiglia Ardengo: l’attico in cui vivono. Mariagrazia è troppo innamorata di Leo per dare ascolto al figlio e allora sta a Carla – che appena diciottenne riceve delle attenzioni morbose dallo stesso Leo – tentare di scuotere la sua famiglia dall’indifferenza in cui si era rifugiata.

Vedi la scheda completa del film  

mercoledì 24 febbraio 2021

Franco Giraldi

Franco Giraldi nacque sul Carso triestino, a Comeno (Komen, oggi in Slovenia); la madre era una slovena di Trieste, il padre un italiano dell'Istria. Il rapporto tra le diverse etnie e culture delle sue terre d'origine dalla famiglia si rifletterà in modo significativo anche nella sua opera. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza tra il Carso, Trieste e Gorizia. Durante la seconda guerra mondiale aiutò i partigiani italiani, tagliando i fili delle linee tedesche e fasciste [1]

Il suo primo contatto professionale con il mondo del cinema avvenne come critico cinematografico sulle pagine del quotidiano l'Unità, dopo essere stato - assieme a Tullio Kezich e Callisto Cosulich - tra i fondatori nel dopoguerra del Circolo del Cinema di Trieste (affiliato alla Federazione italiana dei circoli del cinema).

All'inizio degli anni Cinquanta si trasferì a Roma, dove si mise dietro alla macchina da presa e divene aiuto di registi come Giuseppe de Santis, Leopoldo Savona, Gillo Pontecorvo, Carlo Lizzani e Giuliano Montaldo. In quel periodo diresse molte seconde unità di film di successo, fra cui Per un pugno di dollari di Sergio Leone. Proprio l'addio di Leone alla Jolly Film favorì il suo debutto come regista di successo nel western all'italiana 7 pistole per i MacGregor.

Nel 1968, dopo quattro film lasciò il genere che lo aveva lanciato e si cimentò nella commedia all'italiana con La bambolona. Negli anni successivi si affermò come una delle firme più apprezzate del cinema italiano.

Nel 2005 sposò Palmira Petrongari, che lo lasciò vedovo nel gennaio 2009 [2]. Da allora Giraldi si ritirò nel suo amato Friuli Venezia Giulia, a Gradisca d'Isonzo, dove continuò a collaborare con varie associazioni e a lavorare come critico cinematografico per il premio Amidei. Successivamente si trasferì nuovamente a Trieste.

Giraldi è morto il 2 dicembre 2020 all'età di 89 anni in una struttura sanitaria del triestino.

wikipedia

Nota:per Carosello girò gli spot pubblicitari dell' INA