giovedì 12 maggio 2022

L'ombra del giorno

 

Rassegna di Qualità - 12 e 13 maggio

L'ombra del giorno

di Giuseppe Piccioni — Italia, 2022, 125 minuti
Drammatico

Con Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli, Valeria Bilello, Lino Musella.

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Trama

Ascoli Piceno, 1938. Luciano è il proprietario di un ristorante che si affaccia sulla piazza principale della città, reduce della Grande Guerra dalla quale ha riportato una gamba perpetuamente offesa e l'amara consapevolezza di saper uccidere, se necessario. Simpatizza blandamente per il Partito Fascista al potere, conta fra le sue frequentazioni un gerarca locale e osserva le parate delle giovani italiane dalla finestra del suo frequentato esercizio. Un giorno davanti a quelle finestre appare Anna, giovane donna che si offre di svolgere qualsiasi lavoro, e Luciano la assume come cameriera. Presto diventerà evidente che Anna ha qualità particolari: ha studiato, è capace e piena di iniziativa. E fra i due comincia a nascere un sentimento che va oltre l'apprezzamento del datore di lavoro, o la gratitudine di una neoassunta.

Recensione

Giuseppe Piccioni torna nella sua città natale e ogni inquadratura del suo L'ombra del giorno riflette l'amore e la familiarità che prova verso il luogo dove è cresciuto: il ristorante di Luciano è creato dentro lo storico Caffè Meletti, che per gli ascolani è un simbolo e un testimone della Storia.

Così è anche Luciano, osservatore silenzioso che si fa i fatti suoi finché Anna e la realtà non irrompono nella sua vita in qualche misura rassegnata. Anna spariglia le carte e lo pone di fronte a scelte e dilemmi anche morali che Luciano non si aspettava, perché non è un giovane reduce ma un uomo fatto come lo erano i quarantenni nel Novecento, già appartenenti ad una terza età conclamata. Riccardo Scamarcio, anche produttore, lo interpreta completamente contro tipo, o almeno contro l'immagine con cui l'attore è stato spesso identificato in passato: bello, tracotante, capriccioso. Luciano è invece fisicamente "zoppo", caratterialmente morigerato, benché autorevole, stabile nelle emozioni e nella logica piena di buon senso. In lui c'è quella malinconia di chi "vive senza scelta né motivo" che dà forma a tutta la narrazione e colora una Ascoli Piceno che si fa teatro crepuscolare, piena delle ombre del titolo che sono il riflesso dei dubbi del protagonista e delle sue emergenti, pericolose certezze. "Come la penso io?", dirà Luciano a chi presume di conoscerlo, ma è evidente che lo chiede anche a se stesso, e dovrà prima o poi darsi una risposta. Per Scamarcio questo è il ruolo della maturità e della conferma come attore; accanto a lui Benedetta Porcaroli nei panni di Anna è una presenza giovane con qualche accenno di modernità di troppo ma una buona generosità interpretativa, e un coro di caratteristi come Lino Musella, l'ottimo Vincenzo Nemolato, e Antonio Salines, cui il film è dedicato poiché è mancato prima della sua uscita, mettono a frutto la loro esperienza teatrale. Unico anello debole Wael Sersoub in un ruolo che non possiamo rivelare, non tanto per incapacità dell'attore ma per qualche illogicità e disattenzione di troppo nel tratteggio del suo personaggio.

martedì 5 aprile 2022

Vinicio Capossela

 In occasione di “Round one thirty five 1990 – 2020. Personal Standards” il cantautore ripercorrerà il repertorio dei suoi standard personali dei primi album, accompagnato dagli storici collaboratori Giancarlo Bianchetti, Enrico Lazzarini e Antonio Marangolo che dei primi tre dischi aveva curato gli arrangiamenti, a partire da quel “All’una e trentacinque circa” a cui il titolo del concerto si richiama.

Immagine dell'evento

 

Il 12 ottobre di 31 anni fa usciva “All’una e trentacinque circa”, il primo disco di Vinicio Capossela. L’album, nato sotto l’egida del grande Renzo Fantini e tenuto a battesimo da Francesco Guccini, vinse la Targa Tenco e segnò l’inizio di un felice e caleidoscopico percorso artistico.
All’una e trentacinque circa il Pjazza di Bellaria Igea Marina si svuotava e diventava la culla dei nottambuli e dei lunatici, quelli che non si arrendono mai e, se si arrendono, lo fanno in grande stile. Erano loro il primo pubblico delle canzoni di questo disco, registrate su una cassetta in un pomeriggio d’agosto del 1989. Pochi mesi più tardi, la cassetta finì nello stereo di Francesco Guccini in via Paolo Fabbri 43, e da lì nelle generose mani di Renzo Fantini, manager e produttore dello stesso Guccini e di Paolo Conte. Un anno dopo la registrazione di quella cassetta, sempre ad agosto, il disco prese vita e divenne una sorta di film noir. Un Round midnight girato nell’Emilia dei CCCP e di Pier Vittorio Tondelli.
Alla fine dell’estate 1990, una sera, nel locale Il posto di Verona c’era anche Enrico De Angelis, che segnalò Capossela ad Amilcare Rambaldi per invitarlo al Premio Tenco di quell’anno. «Vinicio seguiva stilisticamente una strada che noi amavamo moltissimo: quella di Tom Waits e di Paolo Conte. […] Ci colpì il fatto che quel modo di scrivere e cantare […] avesse trovato un continuatore». Nel 1991 il disco fu premiato con la Targa Tenco per la migliore opera prima, in ex aequo con Passa la bellezza di Mauro Pagani.
Così quell’orario di esibizione si è trasformato in un disco odoroso di pioggia e moquette. Lampi biografici, canzoni scritte ad anticipare la vita quando ancora ci si faceva pace. Asfalto, lamieroni, locali epifanici come l’Escandalo o il Corallo. Istantanee disarmanti che rendono epico il viaggio, in cui è il suono, più che il senso delle parole, a dare corpo al mondo. «I suoni fanno da sfondo a un mondo immaginario. Un mondo pieno di guai, affollato di guitti stralunati, strade chiassose e vecchie macchine». I suoni sono quelli di Antonio Marangolo, Jimmy Villotti, Ellade Bandini, Enrico Lazzarini.
Tutto è partito da una melodia al pianoforte che ricordava una canzone di Dylan, I Was Young When I Left Home.
Le parole ce le ha messe la vita con le sue fratture, e quel soffio ha allargato tutta la geografia. È l’epica del pianobar.

Dove

Teatro Comunale C. Abbado - Corso della Libertà 5 - Ferrara

Quando

8 aprile 2022

Orari

ore 21.00

Tariffe

PREZZI (comprensivi del diritto di prevendita)
PLATEA 60,50
PALCHI CENTRALI € 55,00
PALCHI LATERALI € 44,00
GALLERIA IV ORD € 33,00
LOGGIONE V ORD € 27,50

 

venerdì 1 aprile 2022

Urania

 “L’uomo che possedeva il mondo”, Charles Eric Maine, Urania Collezione 230, marzo 2022

L’astronauta Robert Carson perde la vita nel drammatico tentativo di diventare il primo uomo a raggiungere la Luna.

Quando la sua navicella spaziale, la Wanderer II, fallisce una delicata manovra, Carson si ritrova a vagare nel vuoto cosmico su un’orbita sbagliata, destinato a una lenta agonia. Decide di restare vivo il più a lungo possibile e continuare a parlare con il suo registratore fino all’inevitabile, che non si fa attendere.

Ottomila anni dopo, Carson si risveglia.

Riapre gli occhi in una stanza dalla luce incandescente, con il corpo avvolto in una rete di cavi, e scopre di essere stato riportato in vita su Marte, in un mondo in cui la morte è ritenuto un “male curabile”, specialmente se avviene nello spazio, come nel suo caso. E specialmente se c’è un motivo importante per riportarlo in vita.

Sono stati gli scienziati marziani a risvegliarlo, e la loro motivazione non è da poco: a causa di una serie di avvenimenti storici, come beneficiario postumo di una fondazione a suo nome e di un mastodontico fondo fiduciario che nei millenni ha finanziato i grandi cambiamenti del mondo… Robert Carson si ritrova di fatto a essere il padrone di tutto il pianeta Terra!

C’è solo un problema: giù sulla Terra, dentro un mastodontico mausoleo, in una teca di cristallo… giace ancora il suo corpo, recuperato millenni dopo la morte proprio dalla fondazione che porta il suo nome.

Chi sarà dunque il vero Robert Carson?

E quali motivi potrebbero avere, i coloni marziani, per mandare un Robert Carson fasullo a reclamare il loro antico pianeta natale, con cui sono ormai in conflitto da tempo?

Preparatevi a immergervi He Owned the World (1960), un gioiello della Golden Age della fantascienza, in una nuova traduzione integrale!

 

 

Charles Eric Maine (Liverpool 1921 – Londra 1981) pseudonimo di David McIlwain, è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico. Autore di Timeliner (1955), Crisis 2000 (1955) e The Isotope Man (1957), ha iniziato a interessarsi alla fantascienza in giovane età, frequentando associazioni di appassionati del genere insieme a John Burke e Sam Youd. Autore per radio e tv, ha trasposto molte delle sue storie sulla carta stampata.

Fra i numerosi romanzi dell’autore comparsi su Urania ricordiamo “Delitto alla base spaziale” (Urania n. 657), “Mondo di donne” (Urania n. 415), “Senza traccia” (Urania n. 560),  “Il grande contagio” (Urania Collezione n. 72) e “Luna chiama Terra” (Urania Collezione n. 221).

 

mercoledì 23 marzo 2022

Il gruppo motore

 Gli artisti coinvolti in quello che avrebbe preso il nome di Gruppo Motore ebbero in maggior parte le loro prime esperienze al Cab 64 di Milano, fondato da Velia e Tinin Mantegazza, fuoriusciti dal Derby Club nel 1964. Qui Tinin Mantegazza svolgeva il ruolo di direttore artistico, Velia Mantegazza teneva uno spettacolo di pupazzi con cui animava favole sonore di Jacques Perrotin, Bruno Lauzi faceva lo chansonnier alla francese, Cochi e Renato e Lino Toffolo tenevano uno spettacolo comico.[1] A questi, tra la fine del 1964 e gli inizi del 1965, si unì Felice Andreasi, dopodiché Enzo Jannacci radunò attorno a sé questi artisti e, con l'eccezione dei coniugi Mantegazza, li portò al Derby Club, del quale era divenuto direttore artistico in sostituzione di Enrico Intra, direttore artistico del locale fino al 1964, che per questo motivo era precedentemente noto con il nome Intra's Derby Club.[1] Diede loro il nome di Gruppo Motore e organizzò un lavoro di squadra all'interno del locale milanese, basato su un umorismo aggressivo e surreale.

Per puro caso Rai Storia ha trasmesso un frammento originale a firma di Enrico Vaime

mercoledì 16 marzo 2022

Patologie e jazz

 

Ricerche appassionate sono quelle in programma sabato 19 marzo, con C.S.I. Zamboni “Indagini sui misteri delle tele” allo Spirito di Vigarano Mainarda (Ferrara), per la nuova serata della rassegna Tutte le direzioni in Springtime.
 
Il professor Paolo Zamboni, direttore del centro di chirurgia vascolare dell’Università degli studi di Ferrara e autore del libro “Nascoste nella tela. Tra arte e medicina, un'indagine sui segreti delle opere più famose” (Mondadori, 2021), vestirà questa volta i panni del detective, accompagnato dall’inseparabile assistente Alessandro Mistri.
 
Grande amante dell’arte, nei suoi momenti di evasione, tra libri, viaggi e mostre, Paolo Zamboni si è però reso conto che non può fare a meno di rimanere medico, anche davanti alle più straordinarie immagini dipinte dai massimi artisti di ogni epoca. È così che ha cominciato a notare i segni clinici delle malattie raffigurate, forse inconsapevolmente, in alcune delle più note opere d'arte. Dal Bacchino malato di Caravaggio con il morbo di Addison (malattia che sarebbe stata descritta solo più di due secoli dopo) alla cisti tendinea nella mano della Gioconda, nel libro illustrato l’arte viene raccontata da un punto di vista totalmente inedito e dunque sorprendente, ricco di dettagli e curiosità sui grandi artisti e la loro epoca.
 
La colonna sonora della serata sarà a cura del Teo Ciavarella Trio. Insieme al pianista, felice ritorno nella programmazione firmata dal Gruppo dei 10, ad animare lo Spirito saranno Giannicola Spezzigu al contrabbasso e Lele Barbieri alla batteria. Compositore, direttore d'orchestra, docente al Conservatorio, Teo Ciavarella ha portato il linguaggio del jazz bolognese in giro per il mondo, collaborando con Lucio Dalla, Renzo Arbore, Pupi Avati, Claudio Baglioni, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Paolo Rossi e molti altri.
 
La primavera entra nel vivo della musica e dello spettacolo con Tutte le Direzioni in Springtime 2022, la nuova stagione culturale firmata da Il Gruppo dei 10 che come sempre porta appuntamenti di assoluta qualità al ristorante Spirito, toccando tutti i generi, con momenti di riflessione e altri di puro svago, appunto in “tutte le direzioni”. La rassegna proseguirà con tanti appuntamenti fino a giugno.
 
Inizio alle ore 20 – aperitivo e cena – e a seguire concerto. Tutte le info sono anche sul sito www.ilgruppodeidieci.com.

Per informazioni e prenotazioni:
Spirito via Rondona 11d, Vigarano (Ferrara)
0532.436122 e 339.4365837