lunedì 19 agosto 2019

Raphael Gualazzi a Villa Badoer


La rassegna “Tra Ville e Giardini” 2019, nell'edizione del ventennale, si è conclusa ieri sera, 18 agosto, a Fratta Polesine con un concerto sensazionale del pianista Raphael Gualazzi, ospitato nella splendida cornice del giardino antistante Villa Badoer. Il musicista marchigiano si è presentato agli spettatori in un'esibizione “piano solo”, ma proprio le sue grandi doti pianistiche e la sua abilità canora non hanno fatto rimpiangere l'assenza di una sezione ritmica o di altri musicisti in appoggio. 


Il punto di forza di un concerto di
Raphael Gualazzi sicuramente sta nella sua grandissima abilità di pianista e l'esibizione di Fratta Polesine è stata incentrata proprio su quello: lui ed il pianoforte a coda posizionati sul primo terzo della scalinata di Villa Badoer, con il tempietto palladiano dell'edificio, illuminato da mille colori, sullo sfondo. La musica di Gualazzi si caratterizza per lo stile pianistico ispirato al ragtime degli anni trenta e ad un jazz Honky Tonk che ammaglia anche gli spettatori meno preparati ad affrontare le improvvisazioni del jazz (per nulla esasperate a dire il  vero). Un'esibizione live di altissimo livello, escludendo qualche blues, condotta per tutto il tempo a ritmi incalzanti dove la musica ha avuto una prevalenza netta sui non molti commenti dell'autore, spesso ironici, tra un brano e l'altro. Non sempre i titoli dei pezzi sono stati annunciati o comunicati a posteriori: è stato compito degli spettatori quello di individuare il nome di un brano o dell'altro, talvolta senza poter giungere ad una risposta precisa, quasi a voler sottolineare che, in fondo, quello che importa è la musica in sé.


Nella prima parte della serata il pianista marchigiano ha presentato proprio brani blues o ragtime che fanno parte del suo repertorio, ma non sono particolarmente noti al
grande pubblico, rivelando anche doti canore di buonissimo livello (caratteristica che nelle registrazioni in commercio non sempre è evidenziata ); tra questi, inopinatamente, ha trovato spazio anche una reinterpretazione del “Coro delle zingarelle” dall'opera lirica “La Traviata” di Giuseppe Verdi, forse per ricordarci che, in fondo, il protagonista ha avuto una formazione classica, studiando e diplomandosi al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro. Tra i blues un omaggio a Bessie Smith con l'esecuzione di “Gimme a Pigfoot and a Bottle of Beer”. 


Il concerto è proseguito con l'esecuzione di successi "pop" più noti ed attesi dagli spettatori, quelli che ne hanno determinato un successo molto importante rendendolo famoso anche a chi non necessariamente ascolta musica jazz, come: “Un Mare in Luce”, “Mondello Beach”, “L'Estate di John Wayne”, “Lady O” dove il ragtime ha lasciato spazio ad arrangiamenti più ammiccanti al grande pubblico, di "gusto musicale" più recente e, come frequentemente capita nelle esecuzione live, talvolta diversi da quelli delle registrazioni delle normali raccolte in vendita. Nell'esecuzione del brano "Lady O" Gualazzi, richiamando l'amata musica jazz di tempi andati, ha coinvolto il pubblico stesso, complice e divertito, chiedendo aiuto per contrappuntare uno suo "scat" alla maniera di Cab Calloway. Il successo del musicista marchigiano è stato travolgente anche tra gli spettatori di Fratta Polesine, accorsi numerosi per ascoltarlo occupando, pur tra qualche malumore, fino all'ultimo posto in piedi. 


Al giovane pianista sono state tributate diverse standing ovation e gli applausi protratti hanno condotto all'esecuzione di due bis, ripescati in quel repertorio meno conosciuto, ma che forse rappresenta meglio la sua vera passione per il pianoforte e la sua ricerca a ritroso tra una musica meno nota, però sicuramente degna di essere eseguita e riproposta con vigore musicale rinnovato.




Testo e fotografie di Andrea Guerzoni


sabato 17 agosto 2019

Addio a Peter Fonda




giovedì 15 agosto 2019

Chiude "Tra ville e giardini"

Si chiude la stagione 2019 della rassegna di spettacolo Tra ville e giardini. La ventesima edizione lascerà il ricordo indelebile di concerti emozionanti e di incontri dal grande spessore artistico. L’appuntamento conclusivo sarà un grande e festoso concerto nella cornice di Villa Badoer a Fratta Polesine (Ro), con la partecipazione di un’altra stella del firmamento musicale italiano: Raphael Gualazzi, nel suo “Piano solo” tour, domenica 18 agosto 2019, alle 21 e trenta.

L’ultimo regalo di Tra ville e giardini XX si inoltra, quindi nel grande jazz classico rivestito di sonorità contemporanee. Un viaggio in bilico tra musica colta e cultura pop come solo Raphael Gualazzi, cantautore e pianista poliedrico, sa fare, fondendo le tante suggestioni americane blues, jazz, soul, country e rock con le radici mediterranee. Questo concerto, che vede Gualazzi accompagnato soltanto dall’inseparabile piano a coda, si preannuncia come un viaggio unico ed emozionante tra grandi classici, standard jazz ed i successi della sua discografia dagli esordi fino al presente. Dal suo ultimo album “Love live peace” (2016) ai precedenti lavori, indietro fino alla vittoria di Sanremo Giovani nel 2011, non mancheranno certo le moderne hit: “La fine del mondo”, “Follia d’amore”, “L’estate di John Wayne”, “Don’t Stop” accanto a “A Three Second Breath”, “Zuccherino dolce”, “Buena fortuna” (realizzata con Malika Ayane), “Lotta Things” e “Liberi o no”.


lunedì 12 agosto 2019

Volosi a Villa Nani-Mocenigo

Assistere ad un concerto dell'ensemble polacco "Volosi" è un'esperienza incomparabile, principalmente perché incomparabile è la loro musica. Un quintetto d'archi che propone al pubblico composizioni molto originali, fusioni di musica classica e musica tradizionale delle regioni d'origine. I componenti hanno certamente alle spalle una solida formazione classica sui loro singoli strumenti: sono tutti virtuosi del violino, della viola, del violoncello o del contrabbasso e nelle esecuzioni non rinunciano quasi mai alla loro personalità solista, rimanendo sempre protagonisti sebbene tutti i brani vengano interpretati dall'ensemble al completo. 


Il quintetto polacco si è esibito la sera dell'11 agosto, a Canda nell'ambito della rassegna "Tra Ville e Giardini", nel parco della bellissima Villa Nani-Mocenigo, dove ha ottenuto un notevole successo di pubblico, ammagliato dai loro ritmi energici, vorticosi ed incalzanti. I musicisti hanno esordito con un inchino corale rivolto alla platea e, senza indugio o proferire verbo (nessuno di loro ha pronunciato una parola per tutto il tempo), hanno iniziato un concerto durante il quale molti spettatori avranno frugato sicuramente nella loro memoria alla ricerca di tratti comuni con altre musiche già ascoltate, senza tuttavia avere il tempo di arrivare a qualche forma di collegamento perché, intanto, sul palco tutto era già cambiato e si dovevano iniziare altre esplorazioni mnemoniche comparative. 



I componenti di Volosi suonano i loro strumenti in tutte le parti possibili: sfregandoli, percuotendoli, pizzicandone le corde, accarezzandole con l'archetto in parti in cui producono stridori, arrivando addirittura a soffiare nelle cassa del violino, quasi emuli di Virgil Starkwell, violoncellista mancato nel film diretto nel 1969 da  Woody Allen: "Prendi i soldi e scappa". 


Le loro composizioni presentano accenni "klezmer", talvolta propongono brevissimi tratti di musica da camera, improvvisazioni jazz o richiami ai fiddles della musica irlandese ma, in definitiva, la risultante di tutte le componenti è una fusione unica, originale ed incomparabile. I musicisti convergono spesso fisicamente verso il violoncellista l'unico che, per forza di cose, rimane seduto, accerchiandolo e formando un nucleo al centro del palco, oppure si affrontano a coppie, fronteggiandosi. 




Il loro concerto è anche un'esibizione passionale, fisica per come gli artisti si muovono di fronte agli spettatori e per come maneggiano e suonano i loro strumenti a corda. Al termine del programma, richiamato dagli applausi ininterrotti del pubblico, il quintetto ha concesso l'esecuzione di altri due brani prima del commiato definitivo, lasciando alla fine per qualche attimo gli spettatori stessi in standing ovation come sospesi tra l'incredulità, l'entusiasmo e lo sconcerto. 





Aggiungi didascalia
Volosi: 
Krzysztof Lason, violino
Zbigniew Michalek, violino
Jan Kaczmarzyk, viola
Stanislaw Lason, violoncello
Robert Waszut, contrabbasso

Testo e fotografie: Andrea Guerzoni

Concerto di Filippo Graziani

“Libertà è partecipazione e stasera ne ho visto tanta. Vengo qui per la prima volta e mi porto a casa un ricordo bellissimo. Grazie per aver cantato, riso, partecipato”. Così Filippo Graziani al termine del live dedicato al padre Ivan, ha sintetizzato il rapporto col pubblico di Tra ville e giardini XX, che l’ha lungamente applaudito nella serata di ieri, 9 agosto, ad Adria (Ro).
Il repertorio di Ivan Graziani è come un tuffo in apnea nei ricordi di una vita e nella storia del cantautorato italiano; un viaggio nel pop e rock’n’roll di matrice americana punteggiato di gran riff chitarristici; nei testi poetici e raffinati fatti di piccoli ritratti melanconici e istantanee di periferia, pervase da uno spirito di ribellione neanche tanto sommesso; inimitabile il suo falsetto e riconoscibile ogni sua nota. Difficile farne una cover e non scadere nella fredda banalità. Ma per Filippo Graziani, figlio del grande cantautore abruzzese, il peso del cognome ha portato in dono anche una voce familiare, sovrapponibile a quella del padre, che ha fatto letteralmente sognare gli spettatori. Complici i suoi personali aneddoti di famiglia che hanno contribuito a rendere il pubblico partecipe ed il clima rilassato, come una “cantatina” tra amici, Filippo Graziani ci ha messo cuore, passione e chitarra. Il pubblico ci ha messo ritmo, cori e battute. Il risultato non poteva che essere un grande scambio di energia ed emozioni. Uno di quei concerti che fanno bene dentro.
Il resto va da sé, sull’onda della musica. Si parte in sordina con “Il topo nel formaggio” (1977, I lupi), “Sabbia del deserto” (1978, Pigro), dedicata alle piogge rosse su Urbino, città di studi sia di Filippo che di Ivan, e “Motocross” (1977, I lupi). Sul palco con Filippo Graziani, un ottimo Beppe Gismondi con chitarra, flauto e seconda voce. E poi è un crescendo, con “le armi pesanti” ed applausi a scena aperta ad ogni attacco. “Agnese” e “Fuoco sulla collina” (entrambe 1979, Agnese dolce Agnese), Limiti (1984, Nove) di cui Filippo ricorda il protagonista in carne ed ossa di quando era bambino, la rivoluzionaria “Prudenza mai” (1989, Ivangarage) con invito al pubblico allo sfogo urlato, “E sei così bella” (1976, Ballata per 4 stagioni), Dada (1980, Viaggi e intemperie); la ribellione alle omologazioni di “Taglia la testa al gallo”(1979, Agnese dolce Agnese) del pezzo cult “Maledette malelingue” (1994, Malelingue) che andò anche a Sanremo 1994, classificandosi settimo; Monnalisa e Pigro (1978, Pigro). Ma il pubblico non contento ne vuole ancora e ancora. Arriva “Lugano addio” (1977, I lupi) e il commiato con un canto corale di tutti sul ritornello di una melanconia “Firenze” (1980, Viaggi e intemperie). Una serata di quelle in cui ci si ricorda che la musica è arte e che l’arte solleva il cuore e rende veramente liberi.

 Rovigo, 10 agosto 2019 – comunicato stampa n. 31

venerdì 9 agosto 2019

Villa Nani Mocenigo (Canda)

Le sorprese della seconda parte del cartellone di Tra ville e giardini XX sono sconfinate. Un fuoco di fila di proposte culturali una diversa dall’altra e tutte di elevatissimo spessore artistico. Per la serata di domenica 11 agosto, alle 21 e trenta, nel giardino della sontuosa villa Nani Mocenigo di Canda (Ro), arriva in Polesine, tappa di un tour mondiale che tocca Italia, Lussemburgo, Polonia, Finlandia e Korea del sud, il quintetto d’archi polacco Volosi, attualmente uno dei più importanti ensemble della musica popolare polacca contemporanea e dell’Est Europa nel mondo.
La critica universalmente concorda nel dire che i Volosì sono riusciti a creare un sound unico ed un originale stile musicale, che va ben oltre la categoria della musica popolare. La sua essenza è l'energia di mondi musicali remoti che si scontrano, superando le radici carpaziche cui si ispirano, aggiungendo componenti di improvvisazione che sconfinano nel jazz e l’energia di grande contenuto emotivo del rock. Volosi portano gli strumenti a corda ai limiti della fisica e creano una musica che può tranquillamente essere apprezzata da un ascoltatore moderno, interessato alla contemporaneità.
Il debutto di Volosi avviene nel 2010 al New tradition festival dove hanno portato a casa tutti i premi possibili; il successo viene confermato l’anno successivo con la vittoria al Grand prix Svetozar Stracina come miglior brano di world music. Nel 2012 il loro primo album entra nella top 20 della World charts Europe, e da allora il gruppo è stato costantemente in tour. Ovunque si siano esibiti nel mondo, hanno suscitato entusiasmo nel pubblico e ottenuto brillanti recensioni e commenti dagli addetti ai lavori. I loro concerti sono stati trasmessi dalla radio polacca, dalla Bbc e dalla tv tedesca Wdr3. Nel 2016 il gruppo ha vinto il Grand prix Czech music crossroads award del prestigioso Festval Colours of Ostrava. Volosi ha collaborato con artisti del calibro di Mateusz Pospieszalski, Marek Moś and Ausko Ensemble, Adam Klocek, Niaz Diasamidze, Lo’jo ed il norvegese Moldestad Trio.


Scenografia del concerto è il giardino di una villa veneta dai profili inconfondibili, fatta edificare dai nobili veneziani Nani a partire dal 1580, la magnificente Villa Nani Mocenigo. La famiglia Nani di Cannaregio, di antica nobiltà, aveva comprato all’asta il territorio di Canda, messo in vendita dal senato della Serenissima assieme all’Alto Polesine (eccettuati i territori di Lendinara e Badia), all’epoca terre improduttive e alluvionate da bonificare. Assieme ai Nani, i Loredan, i Miani, i Gritti, parteciparono per primi alla pubblica offerta e si impegnarono al riassetto del territorio, costruendo scoli, chiaviche, e insieme, le loro dimore estive. Secondo il costume dell’epoca, anche i Nani ordinarono la costruzione di una villa degna della loro ricchezza, all’architetto Vincenzo Scamozzi allievo del Palladio; prospiciente una via d’acqua per essere raggiunta facilmente, il Canalbianco, cui in origine la villa era collegata con una scalinata.

Le Ebbanesis, Viviana Cangiano e Serena Pisa

Sono vive, vere, in carne, ossa e vibrante arte. Le Ebbanesis, Viviana Cangiano e Serena Pisa, il duo napoletano che spopola sui social con le reinterpretazioni dei classici partenopei e dei capolavori internazionali, sono veramente due cantanti, interpreti e attrici di grande talento, capaci di trattenere il pubblico per quasi due ore soltanto con voce, chitarra e simpatia. Una splendida conferma per gli spettatori di Tra ville e giardini XX, che ieri sera, 8 agosto, hanno affollato il giardino davanti ad una suggestiva San Basilio, illuminata di blu e arancione.
Entrano in scena, si presentano e attaccano “’A jatta nera” tra la meraviglia e lo stupore generale. Può una canzoncina dello Zecchino d’oro 1969, “Volevo un gatto nero” (anche se di popolarità mondiale in quell’anno dello sbarco sulla luna) diventare una piccola operetta con tanto di morale “I patti erano chiari…”? Con Le Ebbanesis può. Si prefiggono di diffondere la musica napoletana nel mondo, come se ce ne fosse veramente bisogno, ma in realtà portano una performance vivace, come tante piccole sceneggiate partenopee, introdotte da gag e battibecchi, accenti english, rifacimenti geniali al limite della parodia, ma soprattutto due voci limpide, perfettamente armonizzate, passionali, sfumate, intriganti, angeliche e graffianti, che cantano e recitano con mille espressioni ed esplodono in altrettante onomatopee. La chitarra di Serena e talvolta le nacchere di Viviana suggeriscono la linea ritmica. In scaletta alcuni classici come “Spusalizio e marinaro” e Zappatore, omaggio a Mario Merola; Rundinella ed una coinvolgente ed intensa “Rumba degli Scugnizzi” di Raffaele Viviani. Cantano, ma anche interpretano e recitano tra loro e chiamando il pubblico, per renderlo partecipe delle battute con la loro parlesia napoletana (gergo parlato dagli artisti a Napoli) che strappa subito un sorriso. Irresistibile la gag per introdurre il brano Carmela, dedicato a tutte “le Carmela di Rovigo” “Ma Sere’… quante saranno mai le Carmela… a Rovigo!”, prima a ritmo swing, poi in versione gregoriana, perché “per me è un pezzo sacro!”. Accanto ai grandi classici partenopei, l’ultimo progetto de Le Ebbanesis è la traduzione e rivisitazione di capolavori internazionali ed ecco una stralunata “Bohemian Rhapsody” dei Queen ed uno splendido madley in onore di Ennio Morricone con i temi di “C’era una volta il west” e “Nuovo cinema Paradiso”. Assolutamente da segnalare “Pe’ mme”, brano originale de Le Ebbanesis, scritto e musicato per voce e chitarra da Alessio Bonomo, di cui esiste anche un video ufficiale, che narra di una donna che trova la forza di superare i suoi amori infranti. Un’interpretazione di grande intensità poetica che sfiora la commozione, con una speciale dedica di Serena e Viviana: “A tutti coloro che hanno trovato la forza di superare un qualunque tipo di ostacolo”. Finale esplosivo con la Tarantella (Oi mamma ca mò vene) e tutto il pubblico al rimando “Bim, bom, ba!”.

Tra ville e giardini XX è promossa e organizzata da Provincia di Rovigo, co-finanziata da Regione del Veneto Reteventi, sostenuta da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnica  di Ente Rovigo Festival e la collaborazione dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, Trecenta, Villanova del Ghebbo.