domenica 13 ottobre 2019

Scheda film



sabato 12 ottobre 2019

Nouvelle vague

Sull’onda della Nouvelle Vague si sviluppa un genere nuovo, quello del cinema etnografico, di cui un esempio è sintetizzato dalla cinematografia di Jean Rouch, celebre antropologo e documentarista. Lo sviluppo tecnologico legato al cinematografo influenza l’utilizzo dello strumento filmico come testo e strumento di indagine socio-antropologica, come si evince dalle opere dell’etnografo francese. La specificità richiesta verterà infatti sull’analisi di un lavoro di carattere più “sociologico” realizzato a fianco di Edgar Morin, Chronique d’un étè (1960), documentario in presa diretta in cui vengono setacciate le condizioni di benessere nella Francia dei primi anni sessanta, in cui le tematiche proprie di un filone sociologico riconducibile alla microsociologia si interseca e confluisce in sentieri antropologici basati sulle trasformazioni delle varie individualità, a loro volta specchio della modifica della quotidianità. La Parigi degli anni sessanta rappresentata in qualità di cattedrale del consumo e del consumismo europeo risulta essere un’intuizione quasi avanguardistica. Più stratificata ed eurocentrica di Londra, Parigi assume in sé tutte le contraddizioni e le ambiguità del colonialismo imperialista, contraddizioni che esplodono nella cadenza quotidiana degli intervistati, acquistando il tono di riflessioni filosofiche.  Rafforzato dallo sviluppo contenutistico del cinema il quotidiano cessa di essere «banale», diventando perno per la narrazione: se da un lato è il perno materiale e affettivo intorno a cui ruota la vita di ogni individuo, dall’altro è il luogo in cui si riproduce l’ordine della società. Il film ha un nuovo approccio al cinéma-vérité, un film etnografico con la funzione di esperimento sociale, girato con vene documentaristiche. Edgar Morin è un sociologo con già diversi studi sul ruolo incisivo del cinema all’interno della società (sfociando non di rado nell’antropologia) e Jean Rouch, un antropologo, hanno deciso consapevolmente di girare in presa diretta, senza una sceneggiatura i cineasti intraprendono il loro viaggio, indagando gli stili di vita dei diversi intervistati, focalizzandosi particolarmente su ciò che favorisce le loro condizioni di benessere. Il film è profondamente radicato nel contesto sociale ed economico che vedeva coinvolta la Francia all’inizio degli anni Sessanta, le guerre coloniali in corso in Africa e la nuova stratificazione sociale presente sul territorio nazionale, in cui le vite lavorative dei soggetti e le loro realtà socioeconomiche, diventano i vari poli su cui impostare le varie interviste. L’impiego di una diversa strumentazione ha di certo favorito un avvicinamento, un’entrata più efficace nella dimensione individuale dei singoli soggetti: la cinepresa, attraverso una tecnica capace di produrre riprese più dilatate ed un montaggio più esteso, diviene, metaforicamente, l’estensione corporea dell’operatore, contribuendo a modulare l’approccio all’intervista.
La ricerca sul rapporto tra il cinema e la società si interseca con gli studi di Edgar Morin, incentrati sull’immaginario individuale. Il filosofo francese si pone l’obbiettivo di interrogare il cinema e di restituirlo come ambito di partecipazione affettiva, l’estensione dell’industria culturale in grado di incidere sulle emozioni. Lo spettacolo cinematografico, infatti, sembra dotato di una “componente magica”. Nel cinema, infatti, si realizza quella convergenza tra l’immagine della realtà esterna e l’attitudine dello spettatore che attua una proiezione identificativa, atteggiamento umano naturale che si attua come partecipazione affettiva. Si realizza una simbiosi tra sistema cinematografico e flusso psichico dello spettatore, sistema che tende ad integrare il flusso del film nel flusso psichico dello spettatore.
Chronique d’un’éte assume il compito di mostrare un tipo di realtà non solo “vero” ma quanto meno verosimile, usando la cinepresa in sostituzione della funzione visiva dell’occhio umano e sfruttando le nuove relazioni create dall’interazione degli attori con i registi come strumento per catturare e comunicare le modifiche sulla percezione della realtà. Una verità prodotta secondo suoni e immagini, dai quali non viene alterata, semmai evidenziata.
http://www.barbadillo.it/85386-artefatti-edgar-morin-jean-rouch-la-sociologia-e-il-cinema-alle-origini-del-cinema-verita/

giovedì 10 ottobre 2019

Museo della figurina

BICI DAVVERO! Velocipedi, figurine e altre storie

11 ottobre 2019 - 13 aprile 2020
Museo della Figurina, Modena

Un lungo viaggio di due secoli nella storia della bicicletta, raccontata attraverso 350 pezzi, tra album e figurine.
Tra le curiosità, una sezione che celebra Fausto Coppi, a cent’anni dalla nascita, e una serie di biciclette d’epoca, come la penny-farthing di fine Ottocento.
Corse velocipediste, 1896. Courtesy
                              Comune di Modena, Museo della Figurina –
                              Fondazione Modena Arti Visive

Dall’11 ottobre 2019 al 13 aprile 2020, il Museo della Figurina di Modena, una delle realtà istituzionali che fa parte di Fondazione Modena Arti Visive, presenta la mostra BICI DAVVERO! Velocipedi, figurine e altre storie che ripercorre due secoli di storia della bicicletta, attraverso 350 pezzi tra album e figurine.

La rassegna, curata da Francesca Fontana e Marco Pastonesi, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, è un atto d’amore verso questo rivoluzionario mezzo di trasporto, simbolo di libertà. “La libertà del pedalare – scrive Marco Pastonesi -, correre, viaggiare, sconfinare, perfino sorpassarsi e superarsi, perché in sella non si è mai soli, c’è sempre qualcuno con cui confrontarsi e accompagnarsi, ed è se stessi. E poi anche la libertà di sognare, fantasticare, inventare”.

Il percorso espositivo si apre con la sezione più squisitamente storica che analizza l’evoluzione della bicicletta e celebra i suoi pionieri: a partire dal barone tedesco Karl Drais von Sauerbronn che nel 1817 inventò la Draisina, una “macchina da corsa” spinta dalla sola forza delle gambe, passando per Pierre ed Ernest Michaux che negli anni sessanta dell’Ottocento applicarono i pedali alla ruota anteriore, fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio dei nostri giorni.

Agli esordi la bicicletta era definita “cavallo d’acciaio” e i ciclisti “cavalieri”. Le figurine documentano quindi l’evoluzione dell’abbigliamento mutuato, per gli uomini, da quello dei fantini, costituito da casacche in seta, stivali e cappellini ippici, in seguito rimpiazzati da abiti più pratici che lasciano scoperte gambe e braccia. È però il vestiario femminile a subire le trasformazioni maggiori: il nuovo mezzo di trasporto rende necessario l'abbandono delle gonne ottocentesche a favore di gonne-pantalone, galosce e stivaletti, per muoversi agevolmente senza rinunciare all'eleganza.

Una sezione della mostra mette in evidenza quanto guidare una bicicletta, per una donna, fosse comunque molto più complicato che per un uomo: basti pensare che la versione femminile del modello Ariel aveva due pedali su un solo lato della grande ruota anteriore, per cui le signore erano costrette a cavalcare all’amazzone.

L'uso del biciclo da parte delle donne viene costantemente osteggiato sia dai moralisti che lo ritenevano poco decoroso, sia dai medici, secondo cui sconvolgeva il sistema nervoso, danneggiava gli organi di riproduzione ed esponeva al rischio di cadute. Inoltre, era opinione diffusa che una velocipedista perdesse quella grazia e quel fascino che si conveniva a una signora: lo sforzo fisico arrossiva la pelle e gli occhi, scompigliava i capelli e rinsecchiva il fisico. È solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, supportata anche dalle riviste femminili dedicate al cavallo meccanico, che la moda della bicicletta si diffonde in modo capillare e persino al gentil sesso si riconoscono gli effetti benefici del pedalare.

La mostra prosegue con una serie di copertine di riviste, cartoline e bolli chiudilettera, di norma tratti da cartelloni pubblicitari e dedicati a particolari marche di bicicletta o a componenti come selle, fanalini e mozzi. Tra quelle esposte, alcune grafiche realizzate da artisti quali Plinio Codognato e Leopoldo Metlicovitz.

La sezione "Attenzione, ciclisti in giro", propone figurine di fine Ottocento-inizio Novecento che ironizzano sulle difficoltà dei primi ciclisti e sul contrasto tra vecchi e nuovi mezzi, raffigurando cani che azzannano ruote, scontri con pedoni e cavalieri, ingorghi stradali, capitomboli vari. Alcune serie dedicate al mondo del futuro prefigurano soluzioni innovative come i fanali per le auto, per evitare le collisioni con ciclisti e pedoni al buio, o la nascita della Società protettrice dei pedoni contro i nuovi mezzi di locomozione. Queste ultime introducono al tema della sicurezza stradale, su cui la mostra ha inteso porre l'accento e su cui ancora tanto resta da fare per scongiurare la strage silenziosa che racconta la morte di un ciclista al giorno.
Una parte dell'esposizione si concentra sui concorsi a premio associati alle figurine, che conobbero un vero e proprio boom nell’Italia degli anni trenta: tra i vari regali da scegliere o premi da vincere, la bicicletta non manca quasi mai.

La mostra si conclude con le sezioni dedicate alle corse e ai ciclisti, attraverso figurine di campioni, all'epoca considerati veri e propri eroi, e imprese che nel dopoguerra restituirono agli italiani l'entusiasmo e la voglia di sognare, dando loro nuovi simboli nei quali riconoscersi.

Una vetrina, infine, rende omaggio a Fausto Coppi, di cui nel 2019 ricorre il centenario della nascita e nel 2020 il sessantesimo della morte.

All’interno del percorso espositivo, s’incontrano anche alcuni esemplari di biciclette, come quella del ciclista Romeo Venturelli, concessa in prestito dal Comune di Pavullo nel Frignano, quella da barbiere proveniente dal museo Ciclocollection di Riva del Garda e una penny-farthing di fine '800 dalla collezione di Giannetto Cimurri.

Sermide: dal 10 al 17 ottobre

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RASSEGNA GIOVEDI' DI QUALITA'
Da giovedì 10 ottobre
CYRANO MON AMOUR
giovedì 10 ottobre ore 21.15
venerdì 11 ottobre ore 15.15

regia: Alexis Michalik
cast: Thomas Solivéres, Olivier Gourmet,
Mathilde Seigner
genere: Commedia
durata: 109 minuti
produzione: Francia 2018

Al centro della pièce di Michalik, Cyrano mon amour, vi è la figura di Edmond Rostand (1868-1918), un giovane e talentuoso drammaturgo che da tempo è ormai chiamato a fare i conti con un significativo insuccesso che si traduce in
blocco creativo. Attraverso Sarah Bernhardt, l’attrice più celebre della Belle Epoque, Rostand conosce l’attore Constant Coquelin, il quale, nell’intento di rilanciare la sua carriera, propone allo scrittore la stesura di una commedia in tre settimane. Figura chiave che conduce il giovane drammaturgo a superare il blocco creativo, è la costumista Jeanne con cui Rostand intraprende un fitto carteggio per riacquisire possesso di rime e sentimenti con cui nutrire la pièce.
Nello spirito di Shakespeare in love, Alexis Michalik combina vero e falso e reinventa la storia della scrittura e della
creazione di questo monumento del repertorio teatrale francese.
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JOKER
Un film di Todd Phillips, con Joaquin Phoenix e Robert De Niro.
Leone d’Oro alla 76° Mostra del Cinema di Venezia (2019).

continua da venerdì 11
a martedì 15 ottobre

film vietato ai minori di 14 anni

Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l'arroganza dei ricchi.
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Shaun, vita da pecora
FARMAGEDDON
il film

domenica 13 ottobre

Strane luci sulla tranquilla città di Mossingham annunciano l'arrivo di un misterioso visitatore da una galassia molto lontana... Quando l'ospite intergalattico - una birichina e adorabile extraterrestre di nome LU-LA - si schianta con il suo UFO proprio accanto alla fattoria di Mossy Bottom, Shaun non si lascia scappare l'occasione di vivere una nuova avventura, e parte in missione per riportare LU-LA a casa...
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IO, LEONARDO
con Luca Argentero

Da venerdì 11 a martedì 15 ottobre

Alla scoperta dell'uomo, il pittore, lo scienziato e l'inventore, attraverso un viaggio unico, coinvolgente e affascinante nella mente di Leonardo, una delle figure più geniali che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, noto a chiunque per aver dipinto "il quadro più famoso al mondo", la Gioconda. E lo farà con uno sguardo molto lontano dagli stereotipi con cui Leonardo viene solitamente descritto.
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Rassegna Giovedì e Venerdì di Qualità
I FRATELLI SISTERS
giovedì 17 ottobre ore 21.15
venerdì 18 ottobre ore 15.15

regia: Jacques Audiard
cast: John C. Reilly, Joaquin Phoenix,
Jake Gyllenhaal
genere: Western, Avventura
durata: 122 minuti
produzione: Francia, Spagna, USA 2018

Oregon 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del padrino locale che li lancia sulle tracce di
Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California dopo aver messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli
altri residui minerali. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari.
Primo film americano di Jacques Audiard (regista francese).
Realistico e parodico allo stesso tempo, il film è un percorso iniziatico che mette alla prova il legame di fraternità che unisce i Sisters, cognome che contempla la sorellanza dei fratelli e la grazia del gesto femminile (si prendono cura l’uno dell’altro tagliandosi reciprocamente i capelli).
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SpaceCon Two di Modena

E’ stato davvero piacevole e al contempo entusiasmante SpaceCon2 Frattini e Garkoascoltare dalla viva voce di Carla Romanelli, di Gianni Garko e Valerie Leon, il racconto della propria esperienza nella serie tv di fantascienza ‘Spazio 1999’ e più in generale del loro lungo e fecondo percorso artistico. Le tre star del cinema hanno partecipato il 14 e 15 settembre alla “SpaceCon Two” di Modena narrando alla platea dei tanti appassionati giunti da tutt’Italia (e dall’estero) quanto avveniva sul set, il loro rapporto con gli altri attori a partire da Martin Landau e Barbara Bain e svelando anche simpatici aneddoti. Molto confortevole, ampia ed elegante la location scelta dal Club Moonbase ’99 presso l’RMH Modena Des Art, già utilizzato nel passato per l’evento. “Una convention -ha affermato nella cerimonia di apertura il presidente di Moonbase ’99 Giulz Frattini– che prosegue nel solco inaugurato dalla prima organizzata nel lontano 2000. In questi quasi venti anni abbiamo ospitato i principali attori ma anche i registi, gli sceneggiatori, gli scenografi, insomma tantissimi di coloro che hanno dato vita a Spazio 1999, ma anche della serie Ufo. Quest’anno abbiamo avuto l’onore di avere con noi guest star italiane del calibro di Carla Romanelli, Gianni Garko e l’attrice britannica Valerie Leon“.
Vale la pena ricordare che Carla Romanelli interpretò la bella Melita moglie dell’astronauta Kelly (l’attore era Shane Rimmer) nell’episodio ‘Il cervello spaziale’. Nella sua conferenza l’attrice aretina, molto attiva in ambito teatrale, ha parlato dei grandi attori e registi italiani con i quali ha collaborato soffermandosi anche sui lungometraggi girati in Ungheria dove è molto popolare. Gianni Garko, noto in Italia negli Anni ‘70 per i film western aventi quale protagonista Sartana, ha ricordato il personaggio Tony Cellini nella puntata di Spazio 1999 intitolata ‘Il dominio del drago’. Invece Valerie Leon che partecipò all’episodio ‘Il pianeta di ghiaccio’, nell’incontro pubblico, tradotta dalla brava Silvana Corti, si è soffermata sui suoi ruoli nei film di 007 che le hanno dato notorietà.
Accanto ai momenti basilari di incontro con gli ospiti d’onore, che tra l’altro hanno affabilmente risposto alle domande del pubblico, firmato autografi facendosi anche ritrarre nelle foto ricordo, da segnalare le conferenze di Filippo Rossi illustratore, saggista e presidente del fan club Yavin4. Rossi ha presentato il suo libro ‘Super. Ottant’anni del primo super eroe’ dedicato a Superman, annunciando il suo prossimo lavoro sul romanzo di Frank Herbert ‘Dune’. Interessanti e molto partecipati anche gli incontri con gli illustratori Massimo Bonfatti (Bonfa), Claudio Onesti (Clod), Guido De Maria, Stefano Bulgarelli e con Stefano Petroni, presidente del club DS1.
E’ stata quindi presentata la prima edizione del Concorso saggistico-letterario ‘Premio al lettore di fantascienza‘ organizzato da Moonbase ’99 in collaborazione con l’Associazione World Science Fiction Italia. Al Concorso saranno ammesse recensioni inedite di opere di genere fantastico per una lunghezza massima di 4 mila battute. La scadenza del bando è fissata per il 29 febbraio 2020 (per info scrivere a Giulz Frattini: moonbase_99@libero.it). Il concorso è frutto della collaborazione avviata da Moonbase ’99 e la WorldSF Italia per contribuire a diffondere il genere fantascientifico attraverso opere scritte.
Infine, tra le tante altre attività collaterali del meeting ci sono state la mostra di modellini, libri e fumetti, la proiezioni di film, telefilm e video e l’asta di beneficienza in favore di Emergency a testimonianza (come già avvenuto nel passato) del meritorio impegno sociale voluto dagli organizzatori dell’animata convention modenese.
Filippo Radogna
L'articolo Successo per la SpaceCon Two proviene da Associazione World SF Italia.

Coppola Facrtory

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Cinema Lumière - fino all'11 ottobre
Coppola Factory
Ultimi appuntamenti dell'ampia rassegna che ha ripercorso la multiforme avventura nel cinema di Francis Ford Coppola, regista, sceneggiatore, produttore, cineasta demiurgo. Giovedì 10 vedremo L'uomo che fuggì dal futuro, distopia orwelliana prodotta della sua American Zoetrope e opera prima del sodale George Lucas. Si chiude con le repliche di Rusty il selvaggio e Twixt.
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In rassegna
Cinema Lumière - dal 16 al 25 ottobre
Omaggio a Pietro Marcello
Venerdì 18 il regista e Luca Marinelli presentano Martin Eden
Martin Eden, in questi giorni nella sale, è stato uno dei film più acclamati all'ultima Mostra di Venezia con la Coppa Volpi a Luca Marinelli. Regista e attore saranno ospiti in Cineteca venerdì 18 (prevendita online) per presentare il film all’interno dell’omaggio che dedichiamo a Marcello, uno dei talenti più sicuri del cinema italiano dell’ultimo decennio. Si parte mercoledì 16 con i due mediometraggi Il cantiere e Il passaggio della linea.
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Cinema Lumière e Sala Cervi - dal 10 al 13 ottobre
Uno sguardo al documentario: Il varco
La drammatica odissea di un soldato italiano sul fronte russo nel 1941, interamente costruito con materiali di repertorio. Il film, che sarà presentato giovedì 10 al Lumière dai registi Federico Ferrone e Michele Manzolini, sarà programmato fino al 13 ottobre in Sala Cervi con presentazioni di Roberto Chierici, Wu Ming2 (cosceneggiatori) e Simonluca Laitempergher (autore delle musiche).
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Cinema Lumière - 11 ottobre
Benedetta Barzini presenta La scomparsa di mia madre
Un figlio (Beniamino Barrese) firma il ritratto della madre (Benedetta Barzini), top model anticonformista, intellettuale e icona degli anni '60, che dice di voler 'scomparire' da un mondo dominato dall'immagine. Saranno entrambi a Bologna venerdì prossimo presentare il documentario e incontrare il pubblico in sala.
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Cinema Lumière - dal 10 al 13 ottobre
Terra di Tutti Film Festival
Tredicesima edizione del festival promosso dalle organizzazioni non governative GVC e COSPE, che propone documentari sui temi della lotta per l’uguaglianza dei diritti, le discriminazioni genere, la difesa della libertà, la coscienza ambientale.
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Cinema Lumière - 13 ottobre
Domenica matinée
Doppio appuntamento con la nostra ormai tradizionale matinée domenicale con colazione offerta dal Forno Brisa. Il ciclo 'marziano' dedicato al grande cinema di fantascienza inaugura in sala Scorsese con il classico anni Cinquanta La cosa da un altro mondo, seguito dal mediometraggio La Jetée, photo-roman post-apocalittico di Chris Marker. In sala Officinema-Mastroianni proiezione speciale di Apocalypse Now - Final Cut.
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Cinema Lumière - 14 ottobre
Buona longevità: La fattoria dei nostri sogni
Terza edizione della rassegna dedicata ai più longevi, confermata al lunedì nella fascia delle ore 15. Si parte con La fattoria dei nostri sogni, l'incredibile storia vera di John e Molly Chester, fuggiti dalla città per costruire una grande fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica. Introducono Fausto Viviani  e Antonella Lazzari. Dopo la proiezione light buffet in biblioteca offerto da Forno Brisa. Ingresso: 3 €.
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Schermi e Lavagne
Cinema Lumière - 12 e 13 ottobre, ore 16
Cineclub per bambini e ragazzi
Sabato 12 il Cineclub incontra il Terra di Tutti Film Festival con il norvegese The Tower, film d'animazione in stop motion che racconta con delicatezza e umanità il dramma dei profughi palestinesi in Libano. Il week-end dei cinefili in erba si chiude domenica con Arrietty, delicata favola sull'amicizia e sulla dignità firmata dallo Studio Ghibli.
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Biblioteca Renzo Renzi e Cinema Lumière - 13 ottobre
La favola degli occhiali
Una giornata dedicata alla vista, in occasione del Mese mondiale della vista, in collaborazione con Comune di Bologna - Città Sane dei Bambini e delle Bambine. Dalle ore 10 in biblioteca screening della vista gratuiti a cura di Ottica Garagnani, Federottica e AMOA; dalle ore 15 iniziative per i più piccoli a cura delle associazioni di categoria. Dopo la proiezione di Arrietty, laboratorio per giocare guardando il mondo da punti di vista diversi.
Cinema Lumière - 12 ottobre
Cinenido - Visioni disturbate
Con La vita invisibile di Eurídice Gusmão prosegue l'iniziativa rivolta a coloro che, con l’arrivo di un bebè, si sono allontanati dalle sale cinematografiche 'per non disturbare'. Come sempre, deposito carrozzine presso le casse, fasciatoi nei bagni e libertà di disturbo e movimento in sala da parte dei bebè. In collaborazione con Lloyds Farmacia.
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Pupy Party. Sogni incubi visioni diabolicamente raccontati da Mr. Devil Andrea Maioli
Giovedì 10 ottobre, ore 18.30 – ONO arte contemporanea (via Santa Margherita 10)
Un viaggio nel mondo di Pupi Avati, regista tra i più personali e di più longeva creatività del cinema italiano. Andrea Maioli, giornalista e critico cinematografico, autore di Pupi Avati. Sogni incubi visioni (Edizioni Cineteca di Bologna, 2019), ci guida con racconti inediti nell'universo di Avati in una serata visionaria degna delle atmosfere gotiche del maestro. Ingresso libero. >>>


Il paesaggio dell'Alpe
Venerdì 11 ottobre, ore 15.30 – Biblioteca Renzo Renzi
Incontro di formazione per dirigenti e docenti di ogni ordine e grado organizzato dal FAI. Intervengono Giorgio Diritti (regista), Marina Forni Senin (presidente regionale FAI Emilia-Romagna), Cristina Marchini e Costanza Pratesi (FAI), Marco Marcatili (economista). Ingresso libero previa registrazione.  >>>


I mestieri del cinema 2020
La Cineteca, grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia-Romagna, propone per il quinto anno consecutivo progetti formativi a partecipazione gratuita. Aperta la selezione per i corsi di alta formazione: Le figure di produzione di un set, Tecniche di reportage foto e video, Diffusione della cultura e del patrimonio cinematografico, Cinema documentario e sperimentale>>>