lunedì 9 dicembre 2019

Alda Costa

Venerdì 13 dicembre, alle 21, comincia la stagione del teatro comunale di Occhiobello con il primo spettacolo in abbonamento: ‘Kohlhaas’ con Marco Baliani. La storia messa in scena è quella di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda - cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri - non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo. La storia di ‘Kohlhaas’ è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500; Marco Baliani la racconta, attingendo al proprio mondo di visioni e di poetica, creando un ponte tematico con gli anni Settanta. Con questo spettacolo Baliani ha iniziato la strada di narratore che lo ha portato a diventare uno dei più amati attori del teatro di narrazione. Giovedì 12 dicembre, alle 10, va in scena all’interno delle matineè di Next Generation, progetto realizzato grazie al sostegno di Funder35, ‘Se non fosse stata donna’, spettacolo ispirato alla storia di Alda Costa, importante figura dell'antifascismo ferrarese poco conosciuta al di fuori della città estense, proprio perché donna. Lo spettacolo è una produzione Ferrara Off con il sostegno della Regione Emilia Romagna L.R. 3/2016. ‘Se non fosse stata donna’ è rivolto alle scuole medie di Occhiobello ma l'ingresso è aperto anche al pubblico. Per ulteriori informazioni info@teatrocmunaleocchiobello.it - 349.8464714
La campagna abbonamenti del Teatro di Occhiobello è aperta fino al 13 dicembre.
È possibile acquistare l’abbonamento online o presso i punti vendita autorizzati. 

domenica 8 dicembre 2019

Il mistero Henri Pick

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IL MISTERO HENRI PICK
IN ANTEPRIMA MARTEDÌ 10 DICEMBRE

POP UP CINEMA JOLLY


    Martedì 10 dicembre     a Bologna, al     Pop Up Cinema Jolly    (Via Guglielmo Marconi, 14), Sala Biografilm presenta l’anteprima in versione originale sottotitolata di IL MISTERO HENRI PICK, del regista Rémi Bezançone con l’acclamato Fabrice Luchini. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dell’eclettico scrittore parigino David Foenkinos, edito in Italia da Mondadori. In Bretagna c’è una singolare biblioteca dedicata ai manoscritti rifiutati dagli editori. È qui che una giovane editor scova un testo destinato in pochissimo tempo a diventare un best seller. L’autore è il misterioso Henri Pick, un pizzaiolo scomparso da due anni, che nella sua vita non sembra aver mai scritto altro che la lista della spesa… qual è la verità? Una commedia straordinariamente brillante e sorprendente. Un thriller letterario, il giallo dello scrittore improbabile.

Il film sarà nelle sale italiane dal 19 Dicembre 2019 distribuito da I Wonder Pictures.


IL MISTERO HENRI PICK
di Rémi Bezançon


      Martedì 10 dicembre al Pop Up Cinema Jolly     
ore 21:15 a 4€ anziché 9,00€
segui questo link compila il form e inserisci il codice partner HP11BO


Chi è Henri Pick? Molti risponderebbero che è l’autore di un romanzo eccezionale, scoperto per caso in una misteriosa biblioteca nel cuore della Bretagna e diventato in brevissimo tempo un bestseller. Ma Henri Pick in realtà è – anzi, era – un semplice pizzaiolo, scomparso due anni prima, e la vedova giura e spergiura di non averlo mai visto scrivere nulla più della lista della spesa. Qual è la verità? Sospettando un caso costruito a tavolino, il critico letterario Jean Michel Rouche (Fabrice Luchini, vincitore della Coppa Volpi per La Corte), affiancato da Joséphine Pick (la protagonista della serie Netflix Chiama il mio agente, Camille Cottin), figlia di Henri, inizia a indagare. Dall’omonimo romanzo edito in Italia da Mondadori, una commedia brillante e sorprendente, piena di colpi di scena e rivelazioni inaspettate che tiene incollati alla poltrona. Proprio come un giallo della migliore tradizione.

L'evento, un'iniziativa Sala Biografilm, è realizzato in collaborazione con I Wonder Pictures, Unipol Biografilm Collection e Pop Up Cinema Jolly.

Per maggiori informazioni
Telefono: 051 4070166
Mail: salabiografilm@biografilm.it
Cicca qui per vedere il trailer del film.

sabato 7 dicembre 2019

Ruggenti anni '20

La Roaring twenties jazz band sarà in concerto al Roverella 2000 insieme a Mattia Martorano, sabato 7 dicembe. La serata è la terza e ultima del ciclo di concerti al Roverella 2000 (via Eva ed Adamo 5, Ferrara). La rassegna è stata ideata e promossa dalla Roaring twenties jazz band in collaborazione con Il Gruppo dei 10. Alle 20.30 è prevista la cena e a seguire il concerto. Per informazioni e prenotazioni: 0532.748972.

La terza serata è dedicata al jazz tradizionale e sarà dedicata al violino. Per questo, ospite d’onore è Mattia Martorano, violinista che spazia dalla musica classica, all’hot jazz, allo swing. È membro del gruppo Alma swing che propone hot jazz di tradizione europea secondo la consuetudine classica dell’Hot club de France attingendo al repertorio di Django Reinhardt e Stephane Grappelli. La formazione della ‘Roaring’ comprende Leo Carboni alla tromba, Bruno Fregna al clarinetto e sax soprano, Giacomo Scanavini al trombone Andrea Zardi al pianoforte, Tiberio Bragaglia al banjo, Giordano Giordani al sousaphone e Corrado Marescotti alla batteria.

Il violino ha un posto di rilievo nella storia del jazz, in origine era uno degli strumenti più suonati, ma con l’avvento delle grandi orchestre swing venne accantonato: il volume prodotto da ance, ottoni e dalla batteria, ne sovrastavano completamente il suono. Il violino mantenne un ruolo molto importante nelle piccole orchestre jazz e nello stile gipsy.

I violinisti più famosi degli anni Venti e Trenta sono Joe Venuti e Stéphane Grappelli. Entrambi di origine italiana, Joe Venuti è considerato il pioniere del violino jazz ed è stato fonte d’ispirazione di tutti i violinisti jazz, Stéphane Grappelli divenne famoso con il “Quintette du Hot Club de France”, fondato con Django Reinhardt nel 1934, ideatore e massimo esponente dello stile gipsy. La RTJB e Mattia Martorano ricreeranno così le sonorità di quegli anni e proporranno standard degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, col violino che assumerà un ruolo di assoluto rilievo.

Mattia Martorano ha conseguito a 19 anni il diploma di Violino con Sonic Tchakerian e si è diplomato brillantemente in Musica Jazz con Paolo Birro. Nella stessa disciplina ha conseguito il diploma accademico di secondo livello con il massimo dei voti e la lode, specializzandosi nell'ambito del violinismo jazz anche grazie agli studi con Didier Lockwood e Johan Renard presso il CMDL di Parigi. Oggi è docente di Violino Jazz al Conservatorio di Vicenza. Ha collaborato e collabora con Alma Swing, Tammy  Mc Cann  (Ray Charles band), Franco Cerri, Daniele Di Gregorio (Paolo Conte band), Bruno Cesselli, Tomaso Lama, Giampaolo Ascolese, Lino Brotto, Nicola Marsilio (Calicanto), Christian Escoudé, Marco Tamburini, Elisabeth Geel, Kuasar String Kuartet, Kelly Joyce, Phileas Fogg Ensamble, Fabrizio Bosso, Summertime Gospel Choir e molti altri.

La RTJB è una jazz band ferrarese che da oltre quarant’anni propone la musica che si suonava nell'America dei ruggenti anni Venti (da qui il nome, Roaring Twenties) all'epoca del proibizionismo, dello stile liberty e degli “Show boats” che solcavano il Mississippi quando cominciarono a diffondersi in tutto il mondo il ragtime, il blues ed il charleston. La RTJB è una delle rarissime formazioni che nell’ambito nazionale propone jazz tradizionale con arrangiamenti fedeli allo stile dell’epoca realizzati da Giordano Balboni, indimenticato fondatore della band. L’organico è costituito da una formazione totalmente acustica con l’impiego del banjo e del sousaphone che caratterizzano l’immagine oltre che il “sound” sincopato delle vecchie orchestre.

Lavori al Capitol

TERMINATA LA PRIMA PARTE
DEI LAVORI

Gentile spettatore,
abbiamo terminato la prima parte dei lavori nelle nostre sale. Adesso riprendiamo a pieno ritmo in vista delle festività natalizie.
Ti invitiamo a vedere con i tuoi occhi quanto sono diventate belle e funzionali le nostre sale con i nuovi colori alle pareti e i nuovi sistemi di insonorizzazione.
Inoltre, in sala blu un nuovo proiettore, di ultimissima generazione, e l'impianto audio rinnovato potranno farti apprezzare i film in tutta la loro spettacolarità!
A fine gennaio ci metteremo di nuovo in moto per la seconda fase dei lavori, che riguarderà poltrone e pavimenti ma, come nelle settimane scorse, chiuderemo solo una sala per volta. Perché Il Cinema Capitol Multisala non si ferma mai!!!
Rassegna Giovedì e Venerdì di Qualità
TUTTI PAZZI A TEL AVIV

giovedì 5 dicembre ore 21.15
venerdì 6 dicembre ore 15.15

- regia: Kais Nashif
- cast: Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha, Maisa Abd Elhadi, Salim Dau
- genere: Commedia
- durata: 97 minuti
- produzione: Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio - 2018

Sameh Zoabi, sceneggiatore e regista palestinese, aveva già cercato, nei suoi film precedenti, premiati in numerosi
festival, una chiave per raccontare il conflitto interno legato alla difficile condivisione dei territori con Israele. Trovare un modo per raccontare tutto questo non sempre è facile perché si può essere fraintesi e, confessa lo stesso regista, accusati di fare film “eccessivamente palestinesi o inadeguatamente israeliani”.
Tel Aviv on Fire evita entrambe le trappole affidandosi ai toni del grottesco e alla leggerezza di una comicità intrisa di umorismo palestinese ed ebraico. La vicenda, quella di un aspirante sceneggiatore di una soap prodotta a Ramallah, ben si presta allo humour corrosivo che colpisce le caratteristiche
di entrambe le tradizioni. Salam, il protagonista, dovendo dar vita a un ebreo si fa aiutare da Assi, il capitano
israeliano del posto di blocco che è costretto ad attraversare il muro ogni giorno.
vai alla scheda del film con gli orari delle proiezioni
acquista il biglietto in prevendita
FROZEN II:
IL SEGRETO DI ARENDELLE
2D e 3D


PRIMA VISIONE
da venerdì 6 a martedì 10 dicembre

Elsa e la sorella Anna si imbarcano in una avventura in compagnia di Kristoff, Olaf e Sven per difendere il regno di Arendelle e scoprire in una lontana foresta un segreto che li riguarda molto da vicino.

giovedì 5 dicembre 2019

Paolo Conte

Paolo Conte

Nelson


Dopo averci fatto attendere nove anni prima di licenziare un nuovo album di canzoni inedite tra “Una faccia in prestito” ed “Elegia” (in mezzo c’era “Razmataz”, ma si trattava di altra cosa), Paolo Conte sembra proprio aver ripreso l’antico abbrivio: quattro anni tra “Elegia” e “Psiche”, solo due fra “Psiche” e questo Nelson. Che non è, si badi, né Mandela (ci sarebbe stato di che meravigliarsi, per l’Avvocato) né il giustiziere di Napoleone a Trafalgar (più plausibile, nel caso), ma un cane, un pastore francese nero volato via due anni fa, a cui Conte ha voluto di conseguenza dedicare questo disco. In cui non compare in canzone, ma in immagine, sulla stupenda copertina, come (quasi) sempre opera dello stesso chansonnier.
Venendo al dettaglio, diciamo subito che trattasi di album schiettamente contiano, sia nei ritmi che nei colori, nei testi (in italiano, francese, inglese, napoletano e – dovrebbe trattarsi di una primizia – spagnolo) come nell’approccio interpretativo. Scorrendo quelli che un tempo si chiamavano “solchi”, c’imbattiamo subito in uno dei vertici del lavoro, quel Tra le tue braccia che parte in soffice piano e voce per poi aprirsi a una fragrante aria di clarinetto.
Dopo quest’avvio avvolgente e sinuoso, ecco il più brioso, swingante (stile manouche) Jeeves, altro notevole episodio, cui segue Enfant prodige, primo testo “altro” (in francese), con qualcosa che – magari alla lontana – ricorda un Léo Ferré. Siamo comunque in presenza di un’altra ballad non poco seduttiva, in un clima che di fatto si allarga alla successiva Clown, testo breve (otto versi) incastonato a chiazze tra sviluppi strumentali morbidi quanto a loro modo epici, solenni, con qualcosa che può rimandare alla gloriosa “Max” (ben più “eroica”, peraltro). Prima danzante e poi scoppiettante Nina, seguita a sua volta da un dittico di spessore composto da Galosce selvagge e dalla breve, quasi aforistica, Storia minima.
Dopo un episodio un po’ interlocutorio, C’est beau, officiato dalle voci anche di Laura Conti e Jino Touche, nuovamente maiuscola è Massaggiatrice, che di fatto sulla stessa musica di Enfant prodige apre uno squarcio squisitamente contiano (“mentre lo fai/ metti una musica/ monotonia/ fatta di plastica”, e più oltre “massaggiatrice, pianista, tu/ sola con me che non so di te/ niente…”), rilassata/indolente/complice. Dopo un’altra sorta d’intercapedine (Sarah, in inglese), ecco la corpulenta, fisica fin dal testo, Sotto la luna bruna, con fisarmonica e violino sugli scudi.
Si torna a salire nel trittico che segue, fra Suonno è tutt'o suonno, uno dei non molti brani di Conte in napoletano, allusivo (o elusivo?) e come evaporato, Los amantes del mambo, lieve fin quasi ad apparire dimessa, e soprattutto L’orchestrina, rubiconda e saltellante, con begli intarsi di fiati (specie la tromba “araldica” di Mandarini) e fisarmonica, e una nuova chicca testuale (“nel buio echeggia una scorreggia”) che non può non riportarci a certi “colori” del Conte d’antan. Non imperdibile, infine, la conclusiva, ballabile ed estroversa, Bodyguard for Myself, uno di quegli episodietti minori (per lo più in inglese, come appunto qui) che s’incontrano di tanto in tanto lungo il generoso rosario di gemme contiane.
Concludendo, magari non siamo in presenza di uno degli indispensabili di Monsieur Conte, ma pur sempre di un signor disco. Esattamente come non tutti i Picasso sono delle Demoiselles d’Avignon, ma rimangono pur sempre dei Picasso... 
http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/nelson/

domenica 1 dicembre 2019

De Nittis e la rivoluzione dello sguardo


Dal 1° dicembre 2019 al 13 aprile 2020

Palazzo dei Diamanti - Corso Ercole I d'Este 21 - Ferrara
Palazzo dei Diamanti dedica una mostra a Giuseppe De Nittis (1846-1884), figura di spicco, insieme a Boldini, della scena parigina di fine Ottocento. La rassegna nasce dal rapporto di collaborazione e interscambio culturale instauratosi tra due istituzioni civiche simili per storia, natura e vocazione: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca De Nittis di Barletta.
Url dell'evento
http://www.palazzodiamanti.it
Contatti
Ufficio Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei C.so Ercole I d'Este, 21
tel. 0532 244949
fax 0532 203064
diamanti@comune.fe.it
Orari
Tutti i giorni: 9.00 – 19.00.
Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio, Pasqua e Lunedì dell'Angelo (la biglietteria chiude 30 minuti prima).
Aperture serali straordinarie:
apertura fino alle 23.30: il 31 dicembre, in occasione del Capodanno
apertura fino alle 22.30: il 4 gennaio, il 14 febbraio, l'11 e il 12 aprile
(la biglietteria chiude 30 minuti prima).
Ingresso
Audioguida inclusa per i singoli visitatori, radioguida obbligatoria inclusa per i gruppi
– Intero: euro 13,00
– Ridotto: euro 11,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, disabili, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate)
– Gruppi (minimo 15 persone): euro 11,00 (1 accompagnatore gratuito ogni 20 paganti)
– Università (minimo 15 persone, da lunedì a venerdì): euro 7,00 (2 docenti gratuiti per ogni gruppo)
– Scuole: euro 5,00 (2 accompagnatori gratuiti per ogni classe)
– Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM, militari in divisa