lunedì 19 agosto 2019

Raphael Gualazzi a Villa Badoer


La rassegna “Tra Ville e Giardini” 2019, nell'edizione del ventennale, si è conclusa ieri sera, 18 agosto, a Fratta Polesine con un concerto sensazionale del pianista Raphael Gualazzi, ospitato nella splendida cornice del giardino antistante Villa Badoer. Il musicista marchigiano si è presentato agli spettatori in un'esibizione “piano solo”, ma proprio le sue grandi doti pianistiche e la sua abilità canora non hanno fatto rimpiangere l'assenza di una sezione ritmica o di altri musicisti in appoggio. 


Il punto di forza di un concerto di
Raphael Gualazzi sicuramente sta nella sua grandissima abilità di pianista e l'esibizione di Fratta Polesine è stata incentrata proprio su quello: lui ed il pianoforte a coda posizionati sul primo terzo della scalinata di Villa Badoer, con il tempietto palladiano dell'edificio, illuminato da mille colori, sullo sfondo. La musica di Gualazzi si caratterizza per lo stile pianistico ispirato al ragtime degli anni trenta e ad un jazz Honky Tonk che ammaglia anche gli spettatori meno preparati ad affrontare le improvvisazioni del jazz (per nulla esasperate a dire il  vero). Un'esibizione live di altissimo livello, escludendo qualche blues, condotta per tutto il tempo a ritmi incalzanti dove la musica ha avuto una prevalenza netta sui non molti commenti dell'autore, spesso ironici, tra un brano e l'altro. Non sempre i titoli dei pezzi sono stati annunciati o comunicati a posteriori: è stato compito degli spettatori quello di individuare il nome di un brano o dell'altro, talvolta senza poter giungere ad una risposta precisa, quasi a voler sottolineare che, in fondo, quello che importa è la musica in sé.


Nella prima parte della serata il pianista marchigiano ha presentato proprio brani blues o ragtime che fanno parte del suo repertorio, ma non sono particolarmente noti al
grande pubblico, rivelando anche doti canore di buonissimo livello (caratteristica che nelle registrazioni in commercio non sempre è evidenziata ); tra questi, inopinatamente, ha trovato spazio anche una reinterpretazione del “Coro delle zingarelle” dall'opera lirica “La Traviata” di Giuseppe Verdi, forse per ricordarci che, in fondo, il protagonista ha avuto una formazione classica, studiando e diplomandosi al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro. Tra i blues un omaggio a Bessie Smith con l'esecuzione di “Gimme a Pigfoot and a Bottle of Beer”. 


Il concerto è proseguito con l'esecuzione di successi "pop" più noti ed attesi dagli spettatori, quelli che ne hanno determinato un successo molto importante rendendolo famoso anche a chi non necessariamente ascolta musica jazz, come: “Un Mare in Luce”, “Mondello Beach”, “L'Estate di John Wayne”, “Lady O” dove il ragtime ha lasciato spazio ad arrangiamenti più ammiccanti al grande pubblico, di "gusto musicale" più recente e, come frequentemente capita nelle esecuzione live, talvolta diversi da quelli delle registrazioni delle normali raccolte in vendita. Nell'esecuzione del brano "Lady O" Gualazzi, richiamando l'amata musica jazz di tempi andati, ha coinvolto il pubblico stesso, complice e divertito, chiedendo aiuto per contrappuntare uno suo "scat" alla maniera di Cab Calloway. Il successo del musicista marchigiano è stato travolgente anche tra gli spettatori di Fratta Polesine, accorsi numerosi per ascoltarlo occupando, pur tra qualche malumore, fino all'ultimo posto in piedi. 


Al giovane pianista sono state tributate diverse standing ovation e gli applausi protratti hanno condotto all'esecuzione di due bis, ripescati in quel repertorio meno conosciuto, ma che forse rappresenta meglio la sua vera passione per il pianoforte e la sua ricerca a ritroso tra una musica meno nota, però sicuramente degna di essere eseguita e riproposta con vigore musicale rinnovato.




Testo e fotografie di Andrea Guerzoni


sabato 17 agosto 2019

Addio a Peter Fonda




giovedì 15 agosto 2019

Chiude "Tra ville e giardini"

Si chiude la stagione 2019 della rassegna di spettacolo Tra ville e giardini. La ventesima edizione lascerà il ricordo indelebile di concerti emozionanti e di incontri dal grande spessore artistico. L’appuntamento conclusivo sarà un grande e festoso concerto nella cornice di Villa Badoer a Fratta Polesine (Ro), con la partecipazione di un’altra stella del firmamento musicale italiano: Raphael Gualazzi, nel suo “Piano solo” tour, domenica 18 agosto 2019, alle 21 e trenta.

L’ultimo regalo di Tra ville e giardini XX si inoltra, quindi nel grande jazz classico rivestito di sonorità contemporanee. Un viaggio in bilico tra musica colta e cultura pop come solo Raphael Gualazzi, cantautore e pianista poliedrico, sa fare, fondendo le tante suggestioni americane blues, jazz, soul, country e rock con le radici mediterranee. Questo concerto, che vede Gualazzi accompagnato soltanto dall’inseparabile piano a coda, si preannuncia come un viaggio unico ed emozionante tra grandi classici, standard jazz ed i successi della sua discografia dagli esordi fino al presente. Dal suo ultimo album “Love live peace” (2016) ai precedenti lavori, indietro fino alla vittoria di Sanremo Giovani nel 2011, non mancheranno certo le moderne hit: “La fine del mondo”, “Follia d’amore”, “L’estate di John Wayne”, “Don’t Stop” accanto a “A Three Second Breath”, “Zuccherino dolce”, “Buena fortuna” (realizzata con Malika Ayane), “Lotta Things” e “Liberi o no”.


lunedì 12 agosto 2019

Volosi a Villa Nani-Mocenigo

Assistere ad un concerto dell'ensemble polacco "Volosi" è un'esperienza incomparabile, principalmente perché incomparabile è la loro musica. Un quintetto d'archi che propone al pubblico composizioni molto originali, fusioni di musica classica e musica tradizionale delle regioni d'origine. I componenti hanno certamente alle spalle una solida formazione classica sui loro singoli strumenti: sono tutti virtuosi del violino, della viola, del violoncello o del contrabbasso e nelle esecuzioni non rinunciano quasi mai alla loro personalità solista, rimanendo sempre protagonisti sebbene tutti i brani vengano interpretati dall'ensemble al completo. 


Il quintetto polacco si è esibito la sera dell'11 agosto, a Canda nell'ambito della rassegna "Tra Ville e Giardini", nel parco della bellissima Villa Nani-Mocenigo, dove ha ottenuto un notevole successo di pubblico, ammagliato dai loro ritmi energici, vorticosi ed incalzanti. I musicisti hanno esordito con un inchino corale rivolto alla platea e, senza indugio o proferire verbo (nessuno di loro ha pronunciato una parola per tutto il tempo), hanno iniziato un concerto durante il quale molti spettatori avranno frugato sicuramente nella loro memoria alla ricerca di tratti comuni con altre musiche già ascoltate, senza tuttavia avere il tempo di arrivare a qualche forma di collegamento perché, intanto, sul palco tutto era già cambiato e si dovevano iniziare altre esplorazioni mnemoniche comparative. 



I componenti di Volosi suonano i loro strumenti in tutte le parti possibili: sfregandoli, percuotendoli, pizzicandone le corde, accarezzandole con l'archetto in parti in cui producono stridori, arrivando addirittura a soffiare nelle cassa del violino, quasi emuli di Virgil Starkwell, violoncellista mancato nel film diretto nel 1969 da  Woody Allen: "Prendi i soldi e scappa". 


Le loro composizioni presentano accenni "klezmer", talvolta propongono brevissimi tratti di musica da camera, improvvisazioni jazz o richiami ai fiddles della musica irlandese ma, in definitiva, la risultante di tutte le componenti è una fusione unica, originale ed incomparabile. I musicisti convergono spesso fisicamente verso il violoncellista l'unico che, per forza di cose, rimane seduto, accerchiandolo e formando un nucleo al centro del palco, oppure si affrontano a coppie, fronteggiandosi. 




Il loro concerto è anche un'esibizione passionale, fisica per come gli artisti si muovono di fronte agli spettatori e per come maneggiano e suonano i loro strumenti a corda. Al termine del programma, richiamato dagli applausi ininterrotti del pubblico, il quintetto ha concesso l'esecuzione di altri due brani prima del commiato definitivo, lasciando alla fine per qualche attimo gli spettatori stessi in standing ovation come sospesi tra l'incredulità, l'entusiasmo e lo sconcerto. 





Aggiungi didascalia
Volosi: 
Krzysztof Lason, violino
Zbigniew Michalek, violino
Jan Kaczmarzyk, viola
Stanislaw Lason, violoncello
Robert Waszut, contrabbasso

Testo e fotografie: Andrea Guerzoni

Concerto di Filippo Graziani

“Libertà è partecipazione e stasera ne ho visto tanta. Vengo qui per la prima volta e mi porto a casa un ricordo bellissimo. Grazie per aver cantato, riso, partecipato”. Così Filippo Graziani al termine del live dedicato al padre Ivan, ha sintetizzato il rapporto col pubblico di Tra ville e giardini XX, che l’ha lungamente applaudito nella serata di ieri, 9 agosto, ad Adria (Ro).
Il repertorio di Ivan Graziani è come un tuffo in apnea nei ricordi di una vita e nella storia del cantautorato italiano; un viaggio nel pop e rock’n’roll di matrice americana punteggiato di gran riff chitarristici; nei testi poetici e raffinati fatti di piccoli ritratti melanconici e istantanee di periferia, pervase da uno spirito di ribellione neanche tanto sommesso; inimitabile il suo falsetto e riconoscibile ogni sua nota. Difficile farne una cover e non scadere nella fredda banalità. Ma per Filippo Graziani, figlio del grande cantautore abruzzese, il peso del cognome ha portato in dono anche una voce familiare, sovrapponibile a quella del padre, che ha fatto letteralmente sognare gli spettatori. Complici i suoi personali aneddoti di famiglia che hanno contribuito a rendere il pubblico partecipe ed il clima rilassato, come una “cantatina” tra amici, Filippo Graziani ci ha messo cuore, passione e chitarra. Il pubblico ci ha messo ritmo, cori e battute. Il risultato non poteva che essere un grande scambio di energia ed emozioni. Uno di quei concerti che fanno bene dentro.
Il resto va da sé, sull’onda della musica. Si parte in sordina con “Il topo nel formaggio” (1977, I lupi), “Sabbia del deserto” (1978, Pigro), dedicata alle piogge rosse su Urbino, città di studi sia di Filippo che di Ivan, e “Motocross” (1977, I lupi). Sul palco con Filippo Graziani, un ottimo Beppe Gismondi con chitarra, flauto e seconda voce. E poi è un crescendo, con “le armi pesanti” ed applausi a scena aperta ad ogni attacco. “Agnese” e “Fuoco sulla collina” (entrambe 1979, Agnese dolce Agnese), Limiti (1984, Nove) di cui Filippo ricorda il protagonista in carne ed ossa di quando era bambino, la rivoluzionaria “Prudenza mai” (1989, Ivangarage) con invito al pubblico allo sfogo urlato, “E sei così bella” (1976, Ballata per 4 stagioni), Dada (1980, Viaggi e intemperie); la ribellione alle omologazioni di “Taglia la testa al gallo”(1979, Agnese dolce Agnese) del pezzo cult “Maledette malelingue” (1994, Malelingue) che andò anche a Sanremo 1994, classificandosi settimo; Monnalisa e Pigro (1978, Pigro). Ma il pubblico non contento ne vuole ancora e ancora. Arriva “Lugano addio” (1977, I lupi) e il commiato con un canto corale di tutti sul ritornello di una melanconia “Firenze” (1980, Viaggi e intemperie). Una serata di quelle in cui ci si ricorda che la musica è arte e che l’arte solleva il cuore e rende veramente liberi.

 Rovigo, 10 agosto 2019 – comunicato stampa n. 31

venerdì 9 agosto 2019

Villa Nani Mocenigo (Canda)

Le sorprese della seconda parte del cartellone di Tra ville e giardini XX sono sconfinate. Un fuoco di fila di proposte culturali una diversa dall’altra e tutte di elevatissimo spessore artistico. Per la serata di domenica 11 agosto, alle 21 e trenta, nel giardino della sontuosa villa Nani Mocenigo di Canda (Ro), arriva in Polesine, tappa di un tour mondiale che tocca Italia, Lussemburgo, Polonia, Finlandia e Korea del sud, il quintetto d’archi polacco Volosi, attualmente uno dei più importanti ensemble della musica popolare polacca contemporanea e dell’Est Europa nel mondo.
La critica universalmente concorda nel dire che i Volosì sono riusciti a creare un sound unico ed un originale stile musicale, che va ben oltre la categoria della musica popolare. La sua essenza è l'energia di mondi musicali remoti che si scontrano, superando le radici carpaziche cui si ispirano, aggiungendo componenti di improvvisazione che sconfinano nel jazz e l’energia di grande contenuto emotivo del rock. Volosi portano gli strumenti a corda ai limiti della fisica e creano una musica che può tranquillamente essere apprezzata da un ascoltatore moderno, interessato alla contemporaneità.
Il debutto di Volosi avviene nel 2010 al New tradition festival dove hanno portato a casa tutti i premi possibili; il successo viene confermato l’anno successivo con la vittoria al Grand prix Svetozar Stracina come miglior brano di world music. Nel 2012 il loro primo album entra nella top 20 della World charts Europe, e da allora il gruppo è stato costantemente in tour. Ovunque si siano esibiti nel mondo, hanno suscitato entusiasmo nel pubblico e ottenuto brillanti recensioni e commenti dagli addetti ai lavori. I loro concerti sono stati trasmessi dalla radio polacca, dalla Bbc e dalla tv tedesca Wdr3. Nel 2016 il gruppo ha vinto il Grand prix Czech music crossroads award del prestigioso Festval Colours of Ostrava. Volosi ha collaborato con artisti del calibro di Mateusz Pospieszalski, Marek Moś and Ausko Ensemble, Adam Klocek, Niaz Diasamidze, Lo’jo ed il norvegese Moldestad Trio.


Scenografia del concerto è il giardino di una villa veneta dai profili inconfondibili, fatta edificare dai nobili veneziani Nani a partire dal 1580, la magnificente Villa Nani Mocenigo. La famiglia Nani di Cannaregio, di antica nobiltà, aveva comprato all’asta il territorio di Canda, messo in vendita dal senato della Serenissima assieme all’Alto Polesine (eccettuati i territori di Lendinara e Badia), all’epoca terre improduttive e alluvionate da bonificare. Assieme ai Nani, i Loredan, i Miani, i Gritti, parteciparono per primi alla pubblica offerta e si impegnarono al riassetto del territorio, costruendo scoli, chiaviche, e insieme, le loro dimore estive. Secondo il costume dell’epoca, anche i Nani ordinarono la costruzione di una villa degna della loro ricchezza, all’architetto Vincenzo Scamozzi allievo del Palladio; prospiciente una via d’acqua per essere raggiunta facilmente, il Canalbianco, cui in origine la villa era collegata con una scalinata.

Le Ebbanesis, Viviana Cangiano e Serena Pisa

Sono vive, vere, in carne, ossa e vibrante arte. Le Ebbanesis, Viviana Cangiano e Serena Pisa, il duo napoletano che spopola sui social con le reinterpretazioni dei classici partenopei e dei capolavori internazionali, sono veramente due cantanti, interpreti e attrici di grande talento, capaci di trattenere il pubblico per quasi due ore soltanto con voce, chitarra e simpatia. Una splendida conferma per gli spettatori di Tra ville e giardini XX, che ieri sera, 8 agosto, hanno affollato il giardino davanti ad una suggestiva San Basilio, illuminata di blu e arancione.
Entrano in scena, si presentano e attaccano “’A jatta nera” tra la meraviglia e lo stupore generale. Può una canzoncina dello Zecchino d’oro 1969, “Volevo un gatto nero” (anche se di popolarità mondiale in quell’anno dello sbarco sulla luna) diventare una piccola operetta con tanto di morale “I patti erano chiari…”? Con Le Ebbanesis può. Si prefiggono di diffondere la musica napoletana nel mondo, come se ce ne fosse veramente bisogno, ma in realtà portano una performance vivace, come tante piccole sceneggiate partenopee, introdotte da gag e battibecchi, accenti english, rifacimenti geniali al limite della parodia, ma soprattutto due voci limpide, perfettamente armonizzate, passionali, sfumate, intriganti, angeliche e graffianti, che cantano e recitano con mille espressioni ed esplodono in altrettante onomatopee. La chitarra di Serena e talvolta le nacchere di Viviana suggeriscono la linea ritmica. In scaletta alcuni classici come “Spusalizio e marinaro” e Zappatore, omaggio a Mario Merola; Rundinella ed una coinvolgente ed intensa “Rumba degli Scugnizzi” di Raffaele Viviani. Cantano, ma anche interpretano e recitano tra loro e chiamando il pubblico, per renderlo partecipe delle battute con la loro parlesia napoletana (gergo parlato dagli artisti a Napoli) che strappa subito un sorriso. Irresistibile la gag per introdurre il brano Carmela, dedicato a tutte “le Carmela di Rovigo” “Ma Sere’… quante saranno mai le Carmela… a Rovigo!”, prima a ritmo swing, poi in versione gregoriana, perché “per me è un pezzo sacro!”. Accanto ai grandi classici partenopei, l’ultimo progetto de Le Ebbanesis è la traduzione e rivisitazione di capolavori internazionali ed ecco una stralunata “Bohemian Rhapsody” dei Queen ed uno splendido madley in onore di Ennio Morricone con i temi di “C’era una volta il west” e “Nuovo cinema Paradiso”. Assolutamente da segnalare “Pe’ mme”, brano originale de Le Ebbanesis, scritto e musicato per voce e chitarra da Alessio Bonomo, di cui esiste anche un video ufficiale, che narra di una donna che trova la forza di superare i suoi amori infranti. Un’interpretazione di grande intensità poetica che sfiora la commozione, con una speciale dedica di Serena e Viviana: “A tutti coloro che hanno trovato la forza di superare un qualunque tipo di ostacolo”. Finale esplosivo con la Tarantella (Oi mamma ca mò vene) e tutto il pubblico al rimando “Bim, bom, ba!”.

Tra ville e giardini XX è promossa e organizzata da Provincia di Rovigo, co-finanziata da Regione del Veneto Reteventi, sostenuta da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnica  di Ente Rovigo Festival e la collaborazione dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, Trecenta, Villanova del Ghebbo.

giovedì 8 agosto 2019

Con Filippo Graziani omaggio al rock del padre Ivan

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a me


Rovigo, 7 agosto 2019 – comunicato stampa n. 27


Il percorso musicale di Tra ville e giardini XX approda al cantautorato italiano, con un artista che fa da ponte tra ieri ed oggi, complice l’arduo cognome che porta. E’ un evento musicale straordinario poterlo ascoltare in questa estate 2019. Si esibirà in acustico per Tra ville e giardini XX, nel cortile della Casa delle associazioni di Adria (Ro), venerdì 9 agosto 2019, alle 21 e 30, Filippo Graziani, Targa Tenco 2014 per “la miglior opera prima” (Le cose belle), figlio secondogenito dell’indimenticato cantautore rock per eccellenza, Ivan Graziani.
Il live, in acustico per voce e chitarra, in ensemble con Bip Gismundi, ripercorre quel viaggio nel repertorio del padre fatto col grande tour del 2009, poi sfociato nell’album live “Filippo canta Ivan Graziani” che riscosse un enorme successo e gli valse la nomination come “miglior interprete” per la Targa Tenco 2011. In particolare il brano “E sei così bella”, interpretato da Filippo, è contenuto anche nel doppio cd “Tributo ad Ivan Graziani” (Sony music, 2012) curato dallo stesso Filippo, in cui sono ricomprese 14 cover di altrettanti nomi del panorama musicale italiano pop underground del calibro di “Marlene Kuntz, Roy Paci, Simone Cristicchi, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, “Marta sui tubi”, “La crus”.
Filippo Graziani però ha un proprio percorso personalissimo cantautorale. La prima grande ribalta è Sanremo 2014, dove si presenta tra le “Nuove proposte” col brano “Le cose belle”, cui seguirà l’omonimo primo album che ha riscosso un grande successo di critica, tanto da valergli la Targa Tenco. Il suo secondo lavoro di inediti è pubblicato nel 2017, “Sala giochi”, che unisce acustica ed elettronica ed è stilisticamente ispirato al synthpop degli anni Ottanta.

Lo spazio concertistico scelto dal Comune di Adria per questo prestigioso live d’autore è il cortile della Casa del volontariato e delle associazioni di via Dante 13 (ex Canossiane), un complesso inaugurato nel 2014 (putacaso, l’anno della Targa Tenco a Graziani), nato per ospitare le associazioni, e sistemato grazie al contributo della Fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo, della Regione Veneto e del Comune di Adria.

Tra ville e giardini XX è promossa e organizzata da Provincia di Rovigo, co-finanziata da Regione del Veneto Reteventi, sostenuta da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnica  di Ente Rovigo Festival e la collaborazione dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, Trecenta, Villanova del Ghebbo.





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Lo show di Francesca Reggiani diverte e fa il pienone

Ironia pungente, comicità spietata, analisi tagliente della società contemporanea, così “frastornata”, tra attaccamenti alla poltrona, passione per i centri commerciali e deriva culinaria della televisione. Lo show di Francesca Reggiani, “Doc donne di origine controllata”, andato in scena ieri sera, 6 agosto 2019, al Giardino dell’Abate di Badia Polesine, ha fatto il pienone per un’altra serata cult di Tra ville e giardini XX.
Il titolo lascia perplessi, perché ti aspetteresti l’ennesima crociata femminile per le pari opportunità: un po’ di sospetto viene quando a fare gli onori di casa per la Provincia di Rovigo è la presidente della commissione Po, Antonella Bertoli, che ricorda giustamente che il logo delle pari opportunità quest’anno onora i manifesti di Tra ville e giardini XX. Invece no. Francesca Reggiani, coi collaboratori Valter Lupo e Gianluca Giuliarelli, mette in risalto le sincopate contraddizioni dell’Italia di oggi, dalla politica all’economia, ai difetti sociali. Si parte con le statistiche, che dicono che “un italiano su 4 è a rischio povertà, ma uno su mille ce la fa!”, le frecciate al governo “ne abbiamo uno da un anno!”, l’attaccamento alla poltrona dei politici non contagi pure gli spettatori che son pregati di lasciare la sala e la sedia al termine dello spettacolo. Contributi video e sonori, con brillanti interpretazioni della stessa Reggiani, spiegano e dettagliano la situazione. “Siamo nel cambiamento fino al collo. Niente è come prima. Ve lo ricordate quando giravano quei cosi… come si chiamano… i soldi sì!”. L’accento romanesco attira subito simpatie supplementari e il pubblico ride, ora a denti stretti, ora apertamente, sui propri difetti. Anche sui discount, dove si va per risparmiare e si compra il “detersivo Grigetto” e i “biscotti Briciole”. Dalle passioni dei centri commerciali, tipo Ikea “dove il romano medio ha l’impressione di passare una giornata all’estero”; alla deriva dei programmi televisivi, dove impazzano solo programmi di cucina. “Se non hai almeno una radice di zenzero in casa sei un poveraccio!”. “Ma come avremo fatto noi italiani ad evolverci senza la curcuma?”. Fino al delitto, alle sparizioni, alle cronache noir che non possono mancare all’italiano, come indica il successo di programmi come “Chi l’ha visto?”. Una spumeggiante parodia di Federica Sciarelli sulla sparizione della “Signora Sinistra” lascia il segno.
Alla donna ci arriva sì, Francesca Reggiani, la donna “altissima, finissima, magrissima” cui hanno messo una taglia, la 42, che deve “pesare poco, posare molto, pensare meno” e che, soprattutto, “non può invecchiare”. Entra nel vortice della “estrema unzione generale” con creme e liposuzioni già a trent’anni, condannata a farsi sette/otto feste da single a sera, per trovare uno straccio d’uomo. E quando ne ha uno, minimamente dignitoso “sta. Come al Sette e mezzo! Ma chi te lo fa fare di chiedere carta!?”. Esilarante la parodia “donna italica contro donna dell’est, ceppo slavo. E quando cala la… slavina… son dolori!”. Il tempo che passa, il corpo che si sforma, non è improntato alle pari opportunità, perché l’uomo con gli anni diventa interessante, mentre la donna diventa “interessanda, gerundio”. Il Reggiani-pensiero sulla condizione femminile non poteva apparire più lucido e trasparente, ma l’attrice riesce a veicolarlo attraverso questo fuoco di fila di battute e assiomi che lì per lì, nel divertimento dell’assurdo, ti nascondono le riflessioni più profonde ed amare. Una grande prova di attrice, che da sola e senza gobbo, tiene il palco per quasi due ore e la gente incollata a quei suoi occhi chiari ipnotici, che mettono soggezione.


Tra ville e giardini XX è promossa e organizzata da Provincia di Rovigo, co-finanziata da Regione del Veneto Reteventi, sostenuta da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnica  di Ente Rovigo Festival e la collaborazione dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, Trecenta, Villanova del Ghebbo.

mercoledì 7 agosto 2019

Un post d'annata

Le sorelle Marinetti e l'orchestra Maniscalchi alla manifestazione "Tra ville e giardini" a Ficarolo (RO) -Villa Schiatti-Giglioli
https://youtu.be/lP19eflXS48

martedì 6 agosto 2019

Ladyvette a "Tra Ville e Giardini" 2019


Charme e ironia, ma soprattutto Swing. Le frizzanti Ladyvette hanno conquistato gli spettatori di Tra ville e giardini XX coi loro madley mashup, coi ritmi serrati, con la sintonia delle voci squillanti, con le battute al pubblico, che si è molto divertito al concerto andato in scena il 2 agosto, al palazzetto dello sport di Ficarolo (Ro), sostituto di Villa Schiatti Giglioli a causa del maltempo.




 Teresa Federico, in arte Sugar (autrice dei testi originali), Valentina Ruggeri alias Pepper (fondatrice del trio nel 2012) e Francesca Nerozzi ovvero Honey (coreografie), con un ottimo Roberto Gori alle tastiere (stupendo arrangiatore) ed Alberto Antonucci al contrabbasso, hanno messo in scena una briosa, sorprendente e molto divertente performance musicale tutta in chiave swing, cavalcando i grandi classici Ottanta e Novanta, domando i mostri sacri, burlandosi sottilmente delle canzonette e dei cliché.


Teresa Federico "Sugar"
Valentina Ruggeri "Pepper" 
Francesca Nerozzi "Honey"
Fra motteggi, ammiccamenti e scambi di battute, che rivelano anche l’impronta teatrale del gruppo, Ladyvette, di nero vestite con punti di paillettes sui bordi dei morbidi pantaloni, passano con infinita nonchalance ed un pizzico di dissacrante follia da Lollipop ad una rinnovata “Via via” di Paolo Conte, da un incredibile “Billie Jean” di Micael Jackson a “Tu vuò fa l’americano”, da “La isla bonita” di Madonna ad una irresistibile versione di Teorema di Marco Ferradini, giustamente parodiata al femminile “perché noi non siamo tanto d’accordo…” – dicono – e rilanciano con implicito beffeggio lo stereotipo: “devi sposarti entro i 33!”. Le voci da usignolo si uniformano all’unisono, il ritmo prende mani e piedi, i pezzi sono le colonne sonore che tutti vogliono sentir cantare, per cui Ladyvette potrebbero anche fermarsi lì. Invece no. Attaccano dei madley spaventosamente piacevoli, ben cantati e, soprattutto intelligenti, dove le voci si sovrappongono come registrazioni, e perfino le canzonette estive acquistano una dignità musicale. Nostalgico il mashup dedicato agli 883, favoloso quello che incolla insieme la Pausini de “La solitudine” al Masini di “Vaffanculo!” (ostentatamente censurato) e meravigliosamente impossibile il megamadley che incastra e sovrappone Mahamood e Ghali, Despacito e Anna Oxa, Pupo, Britney Spears, “Tre parole” e “Il pulcino Pio”.




Ladyvette convincono anche di più quando cantano i loro brani originali: “In tre”, Sanremo, “La donna perfetta”, Zucchero sono simboli di una realtà decadente su cui sorridere sdrammatizzando.
Uno spettacolo divertente, che vien voglia di rivedere e risentire. E sicuramente di strada ne faranno queste Ladyvette che cantano, si sanno muovere, recitano e, soprattutto, hanno qualcosa da dire.
Impeccabile l’organizzazione e l’accoglienza del Comune di Ficarolo con la Pro loco, compreso l’omaggio floreale alle tre “divette” ed il libro a tema “Ficarolo anni Cinquanta” di Sandro Mantovanini.




Ladyvette:

Teresa Fedrico, "Sugar": voce e testi
Valntina Ruggeri, "Pepper": voce e ideazione
Francesca Nerozzi, "Honey": voce e coreografie

Roberto Gori: pianoforte
Alberto Antonucci: contrabbasso


lunedì 5 agosto 2019

Ray Gelato & The Giants a "Tra Ville e Giardini" 2019

Metti un bicchiere tumbler di cristallo con un terzo di Swing, un terzo di Jazz ed un terzo di Soul, shakerare bene ed ecco servito il cocktail estivo Tra ville e giardini XX, che Ray Gelato e la sua band The Giants hanno offerto alla vasta platea del festival la sera del 3 agosto, alla corte Le Procurative di Ceregnano (Ro), “paese della felicità” (unicum in Italia ad avere un assessorato alla Felicità). 


Ma l’estate – ed anche il contesto specifico - richiama il divertimento e la spensieratezza per cui, bando alle malinconie e porte spalancate alla solarità. Questo è quello che ha fatto Ray Gelato in concerto “25 years together” coi suoi “giganti”, intrattenendo il pubblico, divertendolo e divertendosi, andando a pescare e ridefinendo brani dal repertorio internazionale, fatto di musica americana e napoletana.


I grandi classici jazz, soul e swing degli anni Quaranta e Cinquanta sono il suo marchio di fabbrica, colorati di mille sfumature allegre e giocati (perché suonare in inglese è come giocare) con una serie di chiamate e risposte delle voci e dei fiati, di assoli strumentali stilosi, di coreografie musicali e fisiche; su tutto la presenza scenica di Ray Gelato e dei suoi Giants danno una componente fisica alla loro esibizione.




Ed appare subito chiaro perché il sassofonista e cantante inglese viene definito “uno degli ultimi intrattenitori jazz” alla maniera di Louis Prima e Cab Calloway. La musica eseguita impeccabilmente da musicisti di prima classe, è solo uno strumento - in senso letterale verrebbe da dire - per chiamare il pubblico e avvolgerlo col suo entusiasmo contagioso. E il pubblico risponde. Batte le mani, segna il tempo coi piedi, canta e qualche coppia balla anche, sull’onda del Jive. Al termine del concerto il sindaco di Ceregnano e presidente della provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara ricordando opportunamente la mission verso la felicità del suo comune, ha omaggiato Ray Gelato della bandiera. Una serata piacevole come un fresco cocktail in compagnia con gli amici. 






Formazione della band:
Ray Gelato, voce e sax tenore
George Hogg, tromba
Andy Rogers, trombone

Olly Wilby, sax alto e sax tenore
Gunther Kurmayr, pianoforte
Ed Richardsom, batteria

Testo di Dino Giatti, fotografie di Andrea Guerzoni


domenica 4 agosto 2019

Ladyvette


Nell'ambito della rassegna itinerante “Tra Ville e Giardini”, tour di concerti e teatro in ville e corti del Polesine, venerdì 2 agosto a Ficarolo, esibizione del trio vocale “Ladyvette”. L'ensemble composto da Teresa Federico (Sugar), Valentina Ruggeri (Pepper) e Francesca Nerozzi (Honey), ha proposto in chiave swing un repertorio musicale molto ampio offrendo al pubblico, con buona personalità, versioni di standard della musica italiana (Paolo Conte, Renato Carosone) e proprie divertenti interpretazioni di brani che con lo swing vero e proprio non hanno nulla a che vedere (883, Marco Masini). Le interpreti, attrici oltre che cantanti, hanno coinvolto continuamente gli spettatori con battibecchi tra loro o chiamando direttamente il pubblico a ruoli di co-protagonista della serata, ottenendo un successo forse inizialmente inatteso e che le stesse Ladyvette hanno dimostrato di apprezzare, dedicando diversi bis alla platea. Sul palco con le tre cantanti-attrici anche Roberto Gori, pianista, compositore e arrangiatore di molti brani e Alberto Antonucci al contrabbasso.







sabato 3 agosto 2019

Gioele Dix

TRA VILLE E GIARDINI XX, CAMBIO LOCATION AD OCCHIOBELLO
Domani 4 agosto, Gioele Dix si esibirà al Teatro don Gino Tosi

Rovigo, 3 agosto 2019 – comunicato stampa n. 22

Per sopraggiunti motivi logistici, il previsto spettacolo teatrale di Gioele Dix “Vorrei essere figlio di un uomo felice” fissato per domani 4 agosto 2019, alle ore 21 e trenta, si terrà al Teatro Don Gino Tosi di S. Maria Maddalena-Occhiobello, in via Gorizia 4, e non nell’area golenale “Il pontile”. Restano invariati orari e biglietteria. Tra ville e giardini XX ringrazia il pubblico e si scusa per il disguido.

Il ventennale di Tra ville e giardini regala al Polesine pezzi di teatro di sommo valore. Fra questi, gioiello indiscusso del calendario artistico 2019, è il grande attore e comico Gioele Dix (nome d’arte di David Ottolenghi), che porta in scena il rodato monologo “Vorrei essere figlio di un uomo felice. L’odissea del figlio di Ulisse, ovvero come crescere con un padre lontano”, di cui è autore, regista ed interprete. In programma domenica 4 agosto 2019, alle 21 e trenta nell’area golenale sul fiume Po “Il Pontile”, a Santa Maria Maddalena di Occhiobello (Ro).
Questa pièce nasce da un progetto per il serale di Rai 5 sull’Odissea di Omero, letta ed interpretata in cinque parti da altrettanti attori italiani ripresi al Politeama Genovese, che andò in onda nel 2014 col titolo “Odissea. Un racconto mediterraneo”. In questo progetto, Gioele Dix interpretava “Il viaggio di Telemaco”, i primi quattro canti dell’Odissea, che narrano del figlio di Ulisse, Telemaco, che intraprende un viaggio fisico e spirituale alla ricerca del padre che non ha mai conosciuto, mettendosi in cammino tra mare e terra, in un percorso che sarà anche di crescita e di presa di coscienza di sé.
Usando come filo conduttore le vicende del Telemaco di Omero, Gioele Dix assembla un deposito di immagini e di esperienze anche personali, di autori letterari e di sferzante ironia, in un discorso sulla paternità in generale, sia essa ignorata, perduta, cercata o ritrovata. Ne risulta un monologo intenso che debutta la prima volta il 13 ottobre 2016 al Teatro Manzoni di Monza e che Gioele Dix ripropone ininterrottamente come un classico moderno. Pièce teatralmente solida, strutturata, con profondità improvvise e toccanti, con punte di comicità ai confini del cabarettistico, culturalmente coinvolgente, intima e universale nella sua puntuale struttura drammaturgica.
Un breve, ma intenso romanzo di formazione in cui il figlio del protagonista prova a uscire dall’ombra e imparare a crescere. Quando Ulisse e Telemaco finalmente si incontreranno, l’eroe invecchiato e sfiancato da una guerra inutile abbraccerà commosso il giovane uomo cui cedere il suo scettro. La figura di Telemaco incarna così la sorte di tutti i figli costretti a combattere per meritarsi l’amore e l’eredità dei propri padri.

La location di questo spettacolo è una tra le più caratteristiche e identitarie del paesaggio polesano. La golena in riva al Po, all’interno dell’argine del fiume, che si trova a Santa Maria Maddalena di Occhiobello, in area Il Pontile, raggiungibile dalla strada arginale via Malcantone. Il fiume Po è come un padre per i territori rivieraschi, che ha costruito ed intrecciato con loro la sua storia. Storie di guerre navali, di alluvioni, di paesaggi rivoluzionati dal passaggio delle acque, di confini minacciati. Dal Pontile, fra il verde dei pioppi, si intravede lo storico ponte che collega Santa Maria alla ferrarese Pontelagoscuro. I due territori si attraggono come magneti, in ricordo di quando erano un villaggio unico, violentemente tagliato in due dal fiume Po, quando ruppe gli argini a Ficarolo nel 1150 e cambiò il suo corso per sempre.


Tra ville e giardini XX è promossa e organizzata da Provincia di Rovigo, co-finanziata da Regione del Veneto Reteventi, sostenuta da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnica  di Ente Rovigo Festival e la collaborazione dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, Trecenta, Villanova del Ghebbo.


BIGLIETTI
Biglietto unico: euro 10,00.
Per gli spettacoli dell’8/08, 9/08, 11/08, 13/08,16/08, biglietto unico: euro 5,00.
Acquisto biglietteria in loco, apertura ore 20.30. Prevendita dal lun. al ven., dalle ore 10 alle ore 13, c/o Ente Rovigo Festival, viale Porta Adige 45, Rovigo. Prevendita on-line su www.diyticket.it solo per spettacoli del 3/08, 4/08, 6/08, 18/08.

CREDIT
Provincia di Rovigo Servizio Cultura - tel. 0425.386381/386364 - e.mail servizio.cultura@provincia.rovigo.it - www.provincia.rovigo.it/cultura
Ente Rovigo Festival - tel. 346.6028609 - e.mail info@enterovigofestival.it - www.enterovigofestival.it
Associazione Balletto Città di Rovigo - tel. 329.8369238 - e.mail segreteria@fabulasaltica.com
UFFICIO STAMPA Beatrice Tessarin - tel. 329.1824754 - e.mail travillegiardini@gmail.com

giovedì 1 agosto 2019

M-E-N

VENERDÌ 2 AGOSTO 2019
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presenta

 
“MEN”
= Massimo MORICONI + Ellade BANDINI + Nico GORI

VENERDÌ 2 AGOSTO - SPIRITO (Vigarano Mainarda, Ferrara)
TUTTE LE DIREZIONI IN SUMMERTIME 2019

M-ASSIMO MORICONI, CONTRABBASSO
E-LLADE BANDINI, BATTERIA
N-ICO GORI, SAX SOPRANO, SAX ALTO, CLARINETTO
 
ELLADE BANDINI 
It’s a men, men world allo Spirito, ma – lo promettiamo – saranno gli uomini migliori della categoria. MEN, infatti, è il divertente acronimo che si sono inventati tre dei musicisti più interessanti che l’Italia può vantare. A suonare insieme, venerdì 2 agosto allo Spirito di Vigarano Mainarda (Ferrara), saranno Massimo Moriconi (M) al basso elettrico e contrabbasso, Ellade Bandini (E) alla batteria e infine Nico Gori (N), sax soprano, sax contralto e clarinetto, già ospite più volte negli ultimi anni nelle rassegne promosse dal Gruppo dei 10. Il trio propone le sonorità più tradizionali del jazz, rivisitate attraverso il particolare estro di ciascuno dei componenti.

Per il quinto concerto in programma di Tutte le direzioni in Summertime 2019, rassegna ideata e organizzata da Il Gruppo dei 10, i tre musicisti suoneranno “pianoless”, esaltando le capacità musicali e interpretative del trio. Dopo il successo della scorsa estate, quando il gruppo si era esibito al Bar Ragno di Comacchio, ritorna il progetto Men con interessanti improvvisazioni e momenti di alta musica. Questo progetto nasce da un’idea di Ellade Bandini, per suonare la musica che più gli piace. “Sarà un ritorno alle origini e alle atmosfere tradizionali del jazz, portando in giro per l’Italia le musiche che più mi piacciono” aveva anticipato il batterista. “Men era partito come un gruppo molto creativo – ricorda Ellade Bandini – ma nel tempo si è sviluppato andando a scavare più in profondità, nelle origini della musica e nelle bellissime melodie di una volta, riviste e ritoccate da musicisti del calibro di Nico Gori, bravissimo clarinettista, e Massimo Moriconi, da almeno trent’anni collaboratore di Mina e suo bassista di fiducia”.

Il concerto inizia alle 21, ma prima del live, il locale di Vigarano mostrerà in pieno tutte le sue potenzialità ‘open air’. La novità dell’estate, infatti, è sullo sfondo dei filari della vigna, attorno al laghetto dello Spirito, in compagnia dell’ottimo vino di propria produzione e del sottofondo musicale creato dai vinili dell’epoca d’oro del jazz, per un piacevole aperitivo in attesa dei concerti. Per informazioni e prenotazioni: Spirito - via Rondona  11d, Vigarano (Ferrara), 0532.436122 e 339.4365837. Tutte le informazioni degli eventi in programma si potranno trovare anche sulla pagina Facebook de Il Gruppo dei 10.
 
NICO GORI
IL GRUPPO Massimo Moriconi è uno dei nomi più importanti del panorama musicale italiano. Il suo curriculum, infinito, unisce il mondo del jazz a quello de pop e vanta collaborazioni con artisti come Chet Baker, Billy Cobham, ‘Toots’ Thielemans, Renato Sellani, Massimo Urbani, Paolo Fresu, Enrico Rava. E poi Antonella Ruggiero, Fabio Concato, Mina. Negli anni ’80 è stato il bassista dell'orchestra dei ritmi leggeri della RAI di Roma, con cui avrà la possibilità di cimentarsi con miti come Jerry Lewis, Mirelle Matieu, Liza Minnelli. Ha inciso colonne sonore per film con compositori e direttori quali Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov, Riz Ortolani, Nicola Piovani, Piero Piccioni. Sideman in sala di registrazione (ha registrato circa 350 tra dischi e cd). Ha realizzato quattro dischi come leader: l'ultimo, ‘D'Improvviso’, vede ospiti Mina, Massimiliano Pani, Fabio Concato, Phil Woods, Eric Marienthall, Danilo Rea, Ellade Bandini. La storia musicale di Ellade Bandini inizia all'età di 4 anni, quando riceve come regalo di Natale una piccola batteria giocattolo. La carriera prende avvio a 17 anni, suonando a livello professionale con alcune orchestre in sale da ballo e night club di tutta Italia: è in una di queste orchestre, quella del maestro Ugo Orsatti, che Bandini suona per la prima volta con il bassista Ares Tavolazzi. La sua carriera di batterista prosegue suonando per la cantante Carmen Villani, nel gruppo beat Avengers, dove conosce il giovane pianista e arrangiatore Vince Tempera. Diviene presto un turnista molto richiesto, suonando in alcuni 45 giri di successo di quegli anni, come Io mi fermo qui di Donatello, Viaggio di un poeta e Vendo casa dei Dik Dik, Soleado dei Daniel Sentacruz Ensemble, Rumore di Raffaella Carrà, L'importante è finire e Ancora ancora ancora di Mina. Nel 1969 con Ares Tavolazzi e Vince Tempera forma i The Pleasure Machine e inizia la collaborazione con Francesco Guccini. Ellade Bandini ha collaborato anche con moltissimi altri musicisti ed artisti, tra cui Claudio Lolli, Roberto Vecchioni, Paolo Conte, Fabio Concato, Vinicio Capossela, Fabrizio De André, Angelo Branduardi, Adriano Celentano, Bruno Lauzi, Dik Dik, Equipe 84, Nomadi, solo per citarne alcuni. Dal 1999 fa parte della Drummeria, formata da altri quattro batteristi: Walter Calloni, Maxx Furian, Christian Meyer e Paolo Pellegatti. Insieme a Mario Arcari e Giorgio Cordini, che come Ellade Bandini furono per molti anni tra i musicisti di Fabrizio De André, ha formato 1000 anni ancora, gruppo col quale inciderà Storia di un Impiegato. Clarinettista, sassofonista, arrangiatore, compositore, Nico Gori ha cominciato lo studio del clarinetto all’età di 6 anni e quello di sassofono e pianoforte all’età di 10. Inizia molto giovane a esibirsi grazie a collaborazioni in ambito jazz, classico e della musica pop. Ha suonato e inciso, fra gli altri, con Tom Harrell, Fred Hersch, Stefano Bollani e la Vienna Art Orchestra. Ha all’attivo sette album come band leader e più di cento come side man. Nell’estate 2015 Nico Gori ha dato vita, insieme all’Associazione Pisa Jazz e a Francesco Mariotti, al progetto ‘Nico Gori & Pisa Swing Cats’, small band composta da dieci musicisti e che propone un repertorio swing tra brani originali e arrangiamenti del leader, rifacendosi alle serate da ballo dell’America degli anni ’40 e ’50.
 
MASSIMO MORICONI
IL PROGRAMMA
L'evento è ideato da Il Gruppo dei 10, realtà nata nel 2010 da alcuni ferraresi desiderosi di arricchire il panorama culturale estense con concerti dedicati al jazz (ma non solo).