lunedì 15 luglio 2013

FFF Stop Motion: il programma


La data della prima proiezione del Future film Festival al Botanique di via Filippo Re, Bologna si avvicina: martedì 16 luglio alle 21.30 verrà proiettata una selezione del meglio dei cortometraggi in stop motion dell'ultima edizione del Festival. L'ingresso è libero.
Si vedranno classici contemporanei come il vincitore del premio della Giuria Cedric & Hope, bizzarra storia d'amore ai tempi delle Crociate, il meraviglioso corto russo My Strange Grandfather, incentrato sul rapporto tra un bambino e il suo strampalato nonno, o lo sloveno Koyaa, in cui l'eccentrico protagonista, incapace persino di allacciarsi le scarpe, è vegliato da un corvo intellettuale. Non ci saranno solo piccoli film narrativi, ma anche opere più sperimentali e libere, come il tedesco, scatenato, Berlin Recyclers e il poetico Afternoon. Come bonus, presenteremo Pythagasaurus, l'ultimo capolavoro della Aardman animations, la casa inglese che con Wallace & Gromit e Galline in fuga ha riportato in auge l'animazione a passo uno, con l'ultimo cortometraggio, animato in 3d ma rispettoso dello stile artigianale tipico della casa madre. 
Ecco il programma completo

·  Berlin Recyclers di Nikki Shuster, Germania, 2012; 
·  Little Plastic Figure di Samo – Sama, Germania, 2012;
·  Afternoon di Izabela Plucinska, Germania,2012; 
·  Back To Black di Sonja Gebhardt, Germania, 2012; 
·  Body Memory di Ülo Pikkov, Estonia, 2012;
·  Cedric & Hope di Pierce Davison, Australia, 2012; 
·  The Hopper di Alex Brüel Flagstad, Germania, 2012; 
·  Koyaa - The Extraordinary di Kolja Saksida, Slovenia, 2011; 
·  Lego Star Wars Fête Des Pères et Fils di Dale Hayward & Sylvie Trouvé, Canada, 2012; 
·  Maison Sonore di Jonathan Schwenk, Germania, 2011; 
·  Muma di Tina Tanaschuk, Andriy Miskiu, Ucraina, 2013; 
·  Murder Alias X di Lynn Devillaz, Antonio Veiras, Svizzera, 2012; 
·  No Noodles di Tyler Nicolson, Mel Hoppenheinm School of Cinema, Canada, 2012.
·  My Strange Grandfather di Dina Velikovskaya, Russia, 2011.
· Vicenta di Sam
· Pythagasaurus di Peter Peake, Regno Unito, 2012

  • Berlin Recyclers di Nikki Shuster,Germania, 2012; 
  • Little Plastic Figure di Samo – Sama, Germania, 2012;
  • Afternoon di Izabela Plucinska, Germania,2012; 
  • Back To Black di Sonja Gebhardt, Germania, 2012; 
  • Body Memory di Ülo Pikkov, Estonia, 2012;
  • Cedric & Hope di Pierce Davison, Australia, 2012; 
  • The Hopper di Alex Brüel Flagstad, Germania, 2012; 
  • Koyaa - The Extraordinary di Kolja Saksida, Slovenia, 2011; 
  • Lego Star Wars Fête Des Pères et Fils di Dale Hayward & Sylvie Trouvé, Canada, 2012; 
  • Maison Sonore di Jonathan Schwenk, Germania, 2011; 
  • Muma di Tina Tanaschuk, Andriy Miskiu, Ucraina, 2013; 
  • Murder Alias X di Lynn Devillaz, Antonio Veiras, Svizzera, 2012; 
  • No Noodles di Tyler Nicolson, Mel Hoppenheinm School of Cinema, Canada, 2012. 
  • My Strange Grandfather di Dina Velikovskaya, Russia, 2011.
- See more at: http://www.futurefilmfestival.org/fff-short/ffshort-programma-stop-motio...
  • Berlin Recyclers di Nikki Shuster,Germania, 2012; 
  • Little Plastic Figure di Samo – Sama, Germania, 2012;
  • Afternoon di Izabela Plucinska, Germania,2012; 
  • Back To Black di Sonja Gebhardt, Germania, 2012; 
  • Body Memory di Ülo Pikkov, Estonia, 2012;
  • Cedric & Hope di Pierce Davison, Australia, 2012; 
  • The Hopper di Alex Brüel Flagstad, Germania, 2012; 
  • Koyaa - The Extraordinary di Kolja Saksida, Slovenia, 2011; 
  • Lego Star Wars Fête Des Pères et Fils di Dale Hayward & Sylvie Trouvé, Canada, 2012; 
  • Maison Sonore di Jonathan Schwenk, Germania, 2011; 
  • Muma di Tina Tanaschuk, Andriy Miskiu, Ucraina, 2013; 
  • Murder Alias X di Lynn Devillaz, Antonio Veiras, Svizzera, 2012; 
  • No Noodles di Tyler Nicolson, Mel Hoppenheinm School of Cinema, Canada, 2012. 
  • My Strange Grandfather di Dina Velikovskaya, Russia, 2011.
- See more at: http://www.futurefilmfestival.org/fff-short/ffshort-programma-stop-motio...
  • Berlin Recyclers di Nikki Shuster,Germania, 2012; 
  • Little Plastic Figure di Samo – Sama, Germania, 2012;
  • Afternoon di Izabela Plucinska, Germania,2012; 
  • Back To Black di Sonja Gebhardt, Germania, 2012; 
  • Body Memory di Ülo Pikkov, Estonia, 2012;
  • Cedric & Hope di Pierce Davison, Australia, 2012; 
  • The Hopper di Alex Brüel Flagstad, Germania, 2012; 
  • Koyaa - The Extraordinary di Kolja Saksida, Slovenia, 2011; 
  • Lego Star Wars Fête Des Pères et Fils di Dale Hayward & Sylvie Trouvé, Canada, 2012; 
  • Maison Sonore di Jonathan Schwenk, Germania, 2011; 
  • Muma di Tina Tanaschuk, Andriy Miskiu, Ucraina, 2013; 
  • Murder Alias X di Lynn Devillaz, Antonio Veiras, Svizzera, 2012; 
  • No Noodles di Tyler Nicolson, Mel Hoppenheinm School of Cinema, Canada, 2012. 
  • My Strange Grandfather di Dina Velikovskaya, Russia, 2011.
- See more at: http://www.futurefilmfestival.org/fff-short/ffshort-programma-stop-motio...
Ricorda, l'appuntamento, a ingresso libero,  è per martedì 16 luglio alle 21.30 Botanique di via Filippo Re, Bologna!. Non mancare!

domenica 14 luglio 2013

Il cinema ambulante ritrovato

Biblioteca | Biblioteca Salaborsa

Piazza Nettuno, 3
40124 Bologna
Il cinema quando non c’erano i cinema. O, meglio, quando erano i cinema ad andare dal pubblico. La storia del cinema ambulante affonda le radici in un immaginario fiabesco – cinematografico a sua volta, se vogliamo – e richiama alla memoria immagini poeticamente circensi, fatte di imbonitori urlanti e file di pubblico in coda per assistere allo spettacolo più incredibile mai visto prima.
Tutte queste immagini ora riaffiorano alla memoria e quasi sembrano uscire dai manifesti di un’epoca lontanissima, l’inizio del Novecento, immagini che pubblicizzavano i primi brevi film realizzati in Francia dai due primi colossi della produzione, come Pathé e Gaumont.
Un ritrovamento rocambolesco e miracoloso ha riportato al presente queste coloratissime affiche d’epoca e oggi arrivano in Sala Borsa a Bologna, per tornare a raccontarci le loro storie fantastiche, comiche, drammatiche, documentarie, capaci di ammaliare il pubblico che accorreva per assistere a uno spettacolo composito, fatto di numeri diversi, che si concludeva appunto con la più grande delle novità: il cinema.

Il cinema ritrovato ambulante. Tesori dal Fondo Morieux, questo il titolo della mostra curata da Mariann Lewisnky e promossa da Fondazione Cineteca di Bologna, Comune di Bologna, Istituzione Biblioteche, Biblioteca Sala Borsa, nell’ambito di bè – bolognaestate 2013, in collaborazione con Fondation Jérôme Seydoux-Pathé, Gaumont, Musée spectacle des Arts Forains di Parigi, aperta al pubblico dal 18 giugno al 31 agosto (orari: dal 18 giugno al 31 luglio, martedì-venerdì, ore 10-20; sabato, ore 10-19; dal 1° al 31 agosto, ore 15-20; chiusura estiva dal 12 al 16 agosto).

Una mostra che raccoglie i manifesti, ritrovati alcuni anni fa, appartenuti all’artista ambulante belga Léon Van De Voorde, che nei primi anni del Novecento portò il cinematografo di villaggio in villaggio nelle feste paesane del Nord della Francia e del Belgio.
La mostra presenta trenta splendidi manifesti originali dei primi del Novecento appartenenti oggi alle collezioni della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé e del Musée Gaumont, oltre a elementi originali, mai esposti prima, di una facciata del Théâtre Morieux (appunto il teatro ambulante di Pierre Moriueux, prima, acquistato poi da Léon Van De Voorde), ora conservati insieme ai diorama e a migliaia di marionette meccaniche nel Musée des Arts Forain di Jean-Paul Favand a Parigi.
Alla base della mostra c’è un’importante riscoperta: il ritrovamento di un centinaio di film prodotti dalla Pathé negli anni Zero del Novecento (molti dei quali completamente sconosciuti), di proiettori nelle scatole di legno originali e di centinaia di manifesti. Il tutto riportato alla luce, dopo oltre cento anni di attesa, in perfetto stato di conservazione.
Materiali che risalgono all’infanzia della proiezione cinematografica, quando non esistevano le sale, ma dei baracconi itineranti. Quando la proiezione di immagini in movimento era di solito la conclusione di uno spettacolo composito.
Le pellicole ritrovate, prodotte dalla Pathé, venivano utilizzate per gli spettacoli del Théâtre Mécanique Morieux, il sofisticato teatro meccanico ambulante, gestito da Leo Van de Voorde all’inizio Novecento.

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sabato 13 luglio 2013

Night and blues

Nuova edizione del NIGHT & BLUES, serate magiche piene di musica.
Night and Blues 2013
Night and Blues
14 luglio - 28 luglio 2013
Ferrara - Chiostro di Santa Maria della Consolazione, via Mortara 94
13 concerti nel segno della buona musica. Rassegna musicale curata da Luca Bellinazzi, Paolo Bertelli, Lauro Luppi e Gabriele Mantovani.

Programma


14/07 domenica - Cisalpipers
15/07 lunedì - Spaghetti Swing
16/07 martedì  - Ladies Saxophone Quartet - Roberta Righi
17/07 mercoledì - Uncle Paul Blues Band - Paolo Bertelli
18/07 giovedì - Bluesman acoustic - Roberto Formignani
19/07 venerdì - The Big Solidal Band sulle note dei fratelli Elwood e Jake
20/07 sabato - Louisiana Blues Summit (ricordando Bruno Corticelli)
22/07 lunedì - Synthonia
23/07 martedì - "Lo Swing"...per tutti i gusti di Marco Vinicio
24/07 mercoledì - Honolulu Hula Boys
25/07 giovedì - Omaggio ad Anita Garibaldi - Daniela Firpo
26/07 venerdì - Women in jazz - Bessi Boni Quartet
28/07 domenica - Dire Straits over gold (ricordando Massimo Malaguti)

INFO: tel. 328 3894406

Orari

Inizio concerti ore 21.30

Tariffe

Ingresso gratuito

venerdì 12 luglio 2013

Quattro Lubitsch in Piazza Maggiore

Scrivimi fermo posta
Caso dell’anno, grazie al successo in sala del suo To Be or Not to Be – Vogliamo vivere (1942), Ernst Lubitsch è curiosamente un nome di nuovo in auge in questo 2013.
La Cineteca di Bologna ha scelto quattro film del maestro della commedia americana per il cartellone estivo di Sotto le stelle del Cinema, sempre alle ore 22 in Piazza Maggiore, sempre nell’impareggiabile versione originale inglese, con sottotitoli italiani: primo appuntamento domani, sabato 13 luglio, con Trouble in Paradise – Mancia competente (1932); domenica 14 luglio, Design for Living – Partita a quattro (1933); lunedì 15 luglio, la divina Greta Garbo in Ninotchka (1939); chiude la retrospettiva James Stewart in The Shop around the Corner – Scrivimi fermo posta (1940).


Sotto le stelle del cinema
Omaggio a Ernst Lubitsch


Sabato 13 luglio, ore 22, Piazza Maggiore
MANCIA COMPETENTE (Trouble in Paradise, USA/1932) di Ernst Lubitsch (83’)
Lubitsch talks. Tra una Venezia di cartapesta e una Parigi di vertiginosi interni déco, un ladro internazionale e un’intraprendente truffatrice si borseggiano, si amano, ordiscono truffe ai danni d’una languida ricchissima madame e dei suoi maldestri corteggiatori. Mancia competente non è il primo Lubitsch sonoro; tra il 1929 e il 1932 ci sono state le commedie con musica, dal Principe consorte a Un’ora d’amore. Ma è qui che per la prima volta Lubitsch chiede alla parola tutto ciò che la parola può dare al suo lucido sguardo sul cinema e sul mondo. La parola in questione è quella di Samson Raphaelson, commediografo in riluttante trasferta hollywoodiana: è uno dei tanti, in questi anni, ma proprio il lungo sodalizio con Lubitsch (nove film, fino a Il cielo può attendere, 1943) farà di lui uno sceneggiatore leggendario. Sono parole levigate, sguscianti, alle quali dobbiamo prestare ascolto veloce e cooperativo, lasciando che poi l’eco d’ogni battuta depositi il suo brivido eccitante o la sua cenere di malinconia sulle immagini che seguiranno. La posta in gioco pare sempre un’intravvista o rimandata o già perduta promessa erotica: “Lei non sa cosa si perde”, dice il ladro d’alto bordo Herbert Marshall a madame Kay Francis, un attimo prima di andarsene; “Oh, sì, lo so” mormora lei, ed è chiaro che non sta pensando ai casti valzer che avrebbe ancora sognato una Jeannette MacDonald; “Oh no, madame, lei non lo sa”, ribatte lui con altrettanto consapevole tristezza, sfilandosi di tasca la collana di perle che le ha appena sottratto. Le parole scivolano via prima che la superficie scintillante si crepi, e la sofferenza affiori. E così accade che questa commedia del piacere negato sia sostenuta da un sottotesto ritmico di meravigliosa resa comica […]. Con il suo sapore d’aforisma wildiano (l’importanza di chiamarsi Ernst...?) sciolto nella fluidità del dialogo, Mancia competente fonda il canone alto della commedia sofisticata, che poi tanti altri replicheranno senza mai attingere né forse cercare lo stesso grado di astrazione concettuale. Il film è un tessuto di doppi sensi e di tripli giochi. Triplice anche la forma: un prologo e un epilogo, prima e dopo il paradiso, e in mezzo l’effimero, impossibile equilibrio tra sesso, sentimento e denaro a cui qualcuno, per un attimo, finge di credere. L’amore è solo un atto mancato… Ma è davvero questo che ci sta dicendo Lubitsch, il figlio del sarto ebreo, il masticatore di sigari poco curante delle buone maniere, lui che attraversava la vita “con quella goffaggine che è il passaporto di ogni uomo onesto” (Samson Raphaelson) e tuttavia nel 1932 stava diventando, era già diventato lo Stilista Supremo? Assolutamente moderno, Mancia competente non conosce retoriche crepuscolari (la felicità perduta, le rose non colte). La commedia è commedia perché, e fin dove, sa assorbire la tristezza nella regola del gioco: e la sfida ludica che splendidamente apre e chiude il film, quel beffardo borseggiarsi all’infinito di Miriam Hopkins e Herbert Marshall, sembra il solo rimedio contro ogni illusione e ogni vano affanno, l’unico approdo che il romanticismo lubitschiano possa concedersi.


Domenica 14 luglio, ore 22, Piazza Maggiore
PARTITA A QUATTRO (Design for Living, USA/1933) di Ernst Lubitsch (91’)
Partita a quattro è una commedia romantica senza matrimonio, né prospettiva matrimoniale. È una commedia romantica che si dichiara “senza sesso” (secondo il patto che i tre protagonisti stringono tra loro), ironicamente anticipando le prescrizioni del Codice Hays (la cui concreta applicazione partirà solo dal 1934): non fosse che qui, a dispetto di ogni patto d’onore o limitazione censoria, di sesso ce n’è moltissimo, di sesso si parla continuamente e per la nostra eroina bohémienne il sesso si può fare, in tempi alterni, con due uomini diversi e senza sensi di colpa. […] Alla base c’è una commedia di Noel Coward, di spregiudicatezza più seriosa rispetto a ciò che sarà il film (il diritto al ménage à trois, come l’autonomia d’ogni morale, nella pièce venivano esplicitamente teorizzati). La sceneggiatura viene firmata da Ben Hecht, che salva una sola riga del dialogo cowardiano, e riscritta insieme a Lubitsch intorno ai tre attori, con particolare gusto per le audacie controllate di Miriam Hopkins - sempre così pronta a lasciarsi cadere su un letto non appena ne vede uno, mentre i due uomini le stanno accanto, in piedi e indecisi a tutto. Si ride molto in Partita a quattro, e l’immagine di tre innamorati, una donna tra due uomini, che ridono (ridono e basta) su un grande letto ne è diventata l’immagine simbolica. Ma pur così piena di risate, è certo una delle commedie anni Trenta in cui più avvertibile diventa, per ciascuno a suo tempo, la sofferenza dei personaggi coinvolti; e il marito ricco e gabbato, crudelmente escluso dai giochi, di Edward Everett Horton mostra come anche gli uomini ridicoli conoscano la tragedia (questo grandissimo, irrinunciabile ‘secondo attore’ lubitschiano trova qui il ruolo d’una vita, quello che meglio ha reso giustizia alla ricchezza del suo talento). Come già in Mancia competente (e prima nel Ventaglio di Lady Windermere), alla fine ci si ritrova in un taxi. I tre amici/amanti sono di nuovo insieme, e si lasciano alle spalle una enclave di ricchi assai funerea e volgare. Che sollievo tornare alla giovinezza dello spirito, alla loro ardita scommessa, alla loro Parigi perduta. Niente sesso, ripatteggiano i tre come all’inizio; però sappiamo che quella scommessa è già stata giocata e persa, sesso ci sarà ancora, e dunque ombre di gelosia, crepe, tradimenti. Senza eccedere i limiti della commedia, Lubitsch ci consegna un lieto fine poco rassicurante, e piuttosto lontano dall’euforia romantica che di lì a pochi anni sapranno comunicare certi finali di La Cava, o di Hawks, o di Cukor. I personaggi di Partita a quattro vivono un’avventura che, sia pure senza prescritto esito tragico, non è poi molto diversa da quella di Jules e Jim: “Abbiamo giocato con le sorgenti della vita e abbiamo perso”, dovrebbero forse riconoscere anche loro, trasgressori della regola sociale, sperimentatori di un nuovo progetto di vita, o design for living: l’immoralità è uno stato di natura, ma non per questo è un Eden.


Lunedì 15 luglio, ore 22, Piazza Maggiore
NINOTCHKA (USA/1939) di Ernst Lubitsch (110’)
Ninotchka è uno dei pochi film di Lubitsch che nascano da un’idea non sua: lo spunto è di Melchior Lengyel, commediografo ungherese a libro paga MGM; è la stessa Garbo a pretendere Lubitsch, il quale, a sua volta, pretende di scegliere gli sceneggiatori, ovvero la coppia Charles Brackett-Billy Wilder già sperimentata nell’Ottava moglie di Barbablù, e il sodale viennese Walter Reisch. Il risultato è un film che ci introduce con agio squisito al consueto mondo parigino di maîtres d’hotel, camerieri e maggiordomi, a quella lubitschiana aristocrazia della servitù che trova qui incarnazioni letterali: il capocameriere dell’albergo Clarence è in realtà un conte russo, già in fuga dalla rivoluzione, e alla ‘famiglia’ in fondo appartengono anche gli ispettori Bulianoff, Iranoff e Kopalski (non a caso finiranno con l’aprire un ristorante a Costantinopoli): esemplare la scena della loro rapida conversione ai piaceri del vivere occidentale, solo intuita dietro una porta chiusa, da cui arrivano grida d’esultanza e da cui entrano ed escono bottiglie di champagne e cameriere dalla gonna corta. Ma l’arrivo della compagna Nina Yakusciova fa ripartire tutto da capo. Greta Garbo è irriducibile: volto di neve, bocca senza sorriso. È nel suo ambiente: Bill Daniels la fotografa, Adrian la veste, Cedric Gibbons arreda le sue stanze. Per metà del film, Garbo conduce Lubitsch a farla essere ciò che è sempre stata: una donna che arde d’esaltazione amorosa, e stavolta l’oggetto di passione è l’edificazione socialista. Nella sua piatta osservazione dell’Occidente, nel suo grado zero dell’interpretazione, Ninotchka ha un candore voltairano e una purezza francescana (ciò che più la intenerisce, è il cielo azzurro di Parigi e le sue rondini)[…]. Poi, come si sa, Garbo laughs!, risata formidabile per potere pubblicitario, perfetta per messinscena comica. Una risata carica però di presagi: perché Garbo poté esplodere, frangersi, accasciarsi in una mimica allegra e convulsa, ma il suono proprio non le veniva, e la questione fu risolta solo al montaggio, con la voce di un’altra. L’aprirsi di Ninotchka al dolce delirio dell’amore e dello champagne è fatto di vignette argute (il Lenin austero della fotografia d’improvviso sorride, come il gatto d’una striscia comica) e perverse delizie (Ninotchka ubriaca, al muro le spalle orlate di chiffon, cade fucilata dal saltare di un tappo). Eppure si avverte un disturbo di fondo, un remoto disagio. L’approdo alla commedia è per Garbo l’inizio della fine (quanto le donano, più dell’organza e dei cappellini déco, i cappotti accollati, le austere camicie, la trasognata mestizia della mise sovietica...). Seguirà un solo film sfortunato, Non tradirmi con me, e di qui un’uscita di scena tribolata e dolorosa, piena di ripensamenti e false speranze. Resta il fatto che questo s’è rivelato nel tempo il suo film più resistente e popolare, e di Greta Garbo rimane oggi più Ninotchka di quanto rimangano Anna Karenina, Margherita Gauthier o la regina Cristina. E resterà per sempre, nell’olimpo delle battute memorabili, quel suo languido, alcolico chiedere tempo al fuoco dell’ideologia: “Compagni! La rivoluzione è in marcia, le bombe cadranno, la civiltà crollerà a pezzi. Ma per favore, non adesso...”.


Martedì 16 luglio, ore 22, Piazza Maggiore
SCRIVIMI FERMO POSTA (The Shop around the Corner, USA/1940) di Ernst Lubitsch (99’)
All’uscita di Scrivimi fermo posta, pochi mesi dopo il buon successo di Ninotchka, Lubitsch parlava del nuovo film diretto (e scritto insieme a Samson Raphaelson) per la MGM quasi con imbarazzo: “Una piccola cosa, di poco costo, forse di qualche fascino”. Abbandonata l’astrazione del teatro dei ricchi, raccontava per la prima volta una storia comune di gente comune: e pur perimetrando il set con un filo d’ironia, si disponeva a trattare con assoluta serietà e inedito affetto i sentimenti che trovano asilo nel negozio d’articoli in pelle del signor Matuschek. La cura con cui questo mondo è riempito di oggetti già comunica una nuova temperatura emotiva; Cedric Gibbons, maestro nell’arredare spazi lussuosi, qui lavora un’iconografia di vecchia bottega, il calore del legno, il profumo del cuoio, lo scricchiolio sordo di scaffali stagionati, il senso del lavoro ben fatto di valigie, borse e scatole allineate per taglia e modello. L’attenzione al fattore umano ha la stessa energia discreta e amorevole. Il commesso Felix Brassart è l’uomo più mite e pavido del mondo, ma porta con gravità l’impegno d’una faccia alla Groucho Marx; Matuschek, corpulento commerciante anziano, è anche un uomo che soffre per amore, come nessun personaggio lubitschiano ha mai sofferto, fino al tentato (fuori campo) e sventato suicidio: “Semplicemente, non voleva invecchiare insieme a me” dice della moglie fedifraga, e sulle sue parole s’allungano ombre che riguardano, in modi diversi, le vite di tutti. Scrivimi fermo posta ci parla di un mondo che non ignora l’umiliazione, l’ambizione frustrata, lo spettro della disoccupazione, e che supera le paure confermandosi in un’artificiale, ma funzionante, fantasia familiare. Questo mondo a parte è anche l’ultimo riparo da un altro mondo plumbeo (è il 1940, e Lubitsch non ignora i rintocchi di morte che arrivano dall’Europa); ed è l’utopia di un capitalismo paterno e moderato, che unisce esperienza americana e memorie delle “bottegucce berlinesi” dove, ricorda Guido Fink, s’era fatto le ossa lo spavaldo Meyer, primo personaggio comico del Lubitsch tedesco. Più di sempre, l’artificio si fa strumento dell’autentico: questo angolo di Budapest di cartapesta hollywoodiana è probabilmente il più sincero dei luoghi lubitschiani. Al centro di un piccolo mondo vero e falso, l’amore tra l’impiegata Sullavan e l’impiegato Stewart esplora fino in fondo la croce e la delizia dell’equivoco. […] Come ogni altra coppia di commedia fanno procedere l’attrazione per via di conflitto, e si pungono lungo tutto il film. Sono anche piuttosto rigidi e impacciati; per loro i corpi mentono, mentre la lettera dice la verità: le lettere che si scambiano fermo posta, ignorando l’una l’identità dell’altro, sono un campionario di romanticismo nonsense e di maldestro plagio, ma la desolazione d’una mano che cerca nella casella una risposta che non c’è garantisce la verità di quest’amore. Margaret Sullavan, scoperta l’identità tra il commesso Stewart e il ‘caro amico’ epistolare, vuole però controllare, prima del bacio finale, che la fama sulle sue gambe storte sia infondata: amore estatico e pragmatico, l’amore come va tra gli uomini e le donne.

Schede di Paola Cristalli dal volume Commedia americana in cento film (Le Mani, 2007)

 

Sotto le stelle del Cinema
21 giugno – 30 luglio
Piazza Maggiore

Sotto le stelle del Cinema fa parte di Bè – Bologna Estate 2013

giovedì 11 luglio 2013

Concerti in giardino

Rassegna estiva di concerti di musica classica e moderna presso la loggia del giardino della Palazzina di Marfisa d'Este.
Musica a Marfisa d'Este
Loggia di Marfisa d'Este
Dal 12 luglio al 18 agosto 2013
Ferrara - Corso Giovecca 170
La rassegna si svolge nella Loggia del giardino, nota come Teatrino di Marfisa.

Nelle serate dei concerti,  la Palazzina Marfisa  è aperta al pubblico gratuitamente, dalle ore 21.00  fino al termine del concerto.

L’organizzazione artistica è a cura del Circolo culturale Amici della musica “G. Frescobaldi” in convenzione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara - Città Teatro.

Programma

LUGLIO

Venerdì 12
Ritorna vincitor recital lirico Hyejin Kim soprano Enza Ferrari pianoforte
Mozart, Verdi, Puccini, Delibes, Dvorak

Sabato 13
Paolo Zentilin pianoforte Bach, Beethoven, Liszt

Domenica 14
Il violino virtuoso Gianluigi Cavallari violino, Nadia Fanzaga pianoforte Franck, Vitali, Pugnani

Mercoledì 17
Quadri di una esposizione Ebanyoung:  Fabio Bonora, Marco Buoso e Arianna Tieghi clarinetto, Luca Lenzi clarinetto basso Mussorsgky,  Grieg

Giovedì 18
Invito al balletto Alberto Crivellari pianoforte Tchaikowsky

Venerdì 19
Matteo Cardelli pianoforte Beethoven, Chopin

Sabato 20
Il pianoforte dietro la luna “danza del giorno e della notte” Jacques Lazzari pianoforte.
musiche originali dell’esecutore

Domenica 21
Bohéme di G. Puccini – selezione in forma di concerto - Mimi Sabrina Brigo, Musetta Carla Cenacchi, Rodolfo Mario Leonardi, Marcello e Coline Paolo Porfiri.  Pianista collaboratore Marco Lessio Direzione artistica Gigliola Bonora

Mercoledì 24
Hybris Baroque Ensemble Alberto Asero e Simone Baroni violini, Matteo Cicchitti violone, Matteo Pasqualini cembalo  Corelli,  Falconieri, Marini

Giovedì 25
Marco Giardini pianoforte Mozart, Schubert

Venerdì 26
Colonne sonore evergreen Simone Montanari violoncello, Antonio Rolfini pianoforte

Sabato 27
Là ci darem la mano Paola Amoroso soprano, Massimiliano Pasquali basso, Corrado Calessi pianoforte Mozart, Gounod, Verdi, Bizet

Domenica 28
Omaggio a Parisotti Mirella Golinelli soprano, Letizia Venturi pianoforte -  Arie di Parisotti, Vivaldi, Pergolesi, Scarlatti

Mercoledì 31
Mario Donnoli violino, Lorenzo Galliera pianoforte - Schubert, Dvorak,Paganini

AGOSTO

Giovedì 1
Duo pianistico Sabrina Alberti, Gianni Fioravanti Mozart, Respighi

Venerdì 2
Standard Jazz Bessie Boni voce, Massimo Mantovani pianoforte  Ellington, Jobim, Fitzgerald

Sabato 3
Trio Estense Sandra Mongardi mezzosoprano, Claudio Miotto clarinetto, Paolo Rosini chitarra Rossini, Bizet, Verdi, Bellini, Donizetti

Domenica 4
Serata Gershwin duo pianistico Rina Cellini, Dario Favretti

Mercoledì 7
Recital del vincitore del Concorso internazionale pianistico Andrea Baldi

Giovedì 8
Spaghetti Swing music, maccaroni e ammore. Betta Bop voce, Linda Ginger voce, Don Gigino Sidero piano & voce, Mr. Perez Delgad Senior esplosivi

Venerdì 9
Nadia Fanzaga pianoforte  Beethoven, Schubert

Sabato 10
Francesco Pulga pianoforte Bach, Beethoven, Mendelssohn

Domenica 11
Sinfonie in Salotto Stefano Franzoni mandolino,  Franco Sartori chitarra Verdi, Rossini

Mercoledì   14
Bel canto all’Opera Monika Brychtova soprano Augustin Kuzela pianoforte  Rossini, Bellini, Dvorak

Giovedì 15
Spesso a cuori e picche Antologia di brani da operetta Mara Paci soprano, Sandra Mongardi mezzosoprano, Costa Latsos tenore, Giò  Cancemi pianoforte Lehar, Costa, Strauss, Ranzato, Pietri

Venerdì 16
Dettagli fra classica e jazz Francesca Marchi voce, Damiano Rongioletti e Federica Caselli violini, Francesca Fogli viola, Andrea Franchi violoncello, Corrado Calessi pianoforte

Sabato 17
Lirica che passione! Mara Paci soprano, Paolo Lazzarini pianoforte Verdi, Puccini, Massenet

Domenica 18
Omaggio a  Wagner Rina Cellini pianoforte

Orari

ore 21.30

Tariffe

L'ingresso ai concerti è a offerta libera.
Tutti i musicisti offriranno le proprie prestazioni gratuitamente e i proventi degli incassi andranno devoluti all'ADO.

mercoledì 10 luglio 2013

Torna lo swing


Riprende dopo la pausa dovuta alla notte rosa “TUTTE LE DIREZIONI IN SUMMERTIME 2013” con un appuntamento a pieno swing.
Tornerà infatti dopo l’apprezzatissima performance estiva 2011, lo spettacolo che unisce lo swing del quintetto di Lara Luppi, con gli inserti burlesque di Lou Lou Leroy e con la stimolante aggiunta dell’elemento coreografico dato dall’esibizione della Gang of Six.

Anni 30 e 40. Cotton Club, Harlem, locali fumosi e swinganti. Notti travolgenti, musica da ascoltare sì, ma anche spettacolo, ironia, divertimento “and all that jazz”. Queste sono le atmosfere di riferimento della band di 5 elementi guidata dalla cantante Lara Luppi che con questo nuovo progetto si conferma una delle protagoniste indiscusse del genere. Si tratta di una formazione snella che permette di affrontare con disinvoltura sia gli standard dello swing ballabile sia rivisitazioni di classici del jump blues, del primo R&B e delle radici del rock and roll. I Vintage Kings rendono omaggio con grande versatilità a Duke Ellington, Cab Calloway, Ray Charles, Louis Prima, Elvis Presley. Il tutto rigorosamente in linea e a tema anche nel look. Lara Luppi, cantante jazz con una grande passione per lo swing prima maniera è stata per dieci anni la voce della swing and jive band “Jumpin’Shoes”  e della swing orchestra “Blue Midnight Orchestra”. E’ stata in più occasioni ospite del gruppo diretto da Lino Patruno , i “Blue Four” e dal 2007 presenta il maggior Festival sulla cultura e la musica degli anni 40 e 50 in Italia, il Summer Jamboree Festival a Senigallia. I Vintage Kings (MARCO BOVI alla chitarra, MICHELE VIGNALI al sax tenore e baritono, GLAUCO ZUPPIROLI al contrabbasso e ANDREA BURANI alla batteria) sono musicisti che vantano ventennali collaborazioni con artisti italiani e stranieri. Due di loro suonano stabilmente nella band di Vinicio Capossela.
Lou Lou Leroy è una performer professionista di burlesque. I suoi show, sempre raffinati ed eleganti, sono molto coinvolgenti e rispecchiano la sua dolcezza unita ad una prorompente femminilità. Curata nel look, nelle coreografie e nelle pose, Lou Lou riesce ad incantare il pubblico ad ogni sua apparizione.

COS’E’ IL BURLESQUE?
L'origine del termine burlesque è attribuibile alla definizione francese burlesque, derivata dall'italiano burla, ispirato a sua volta dalla parola latina burra (inezia).
Burlesque è il termine che definisce un genere di spettacolo parodistico nato nella seconda metà dell'Ottocento nell'Inghilterra Vittoriana ed importato successivamente negli Stati Uniti, dove riscosse grande successo soprattutto fra gli strati di società meno abbienti (per questo veniva anche chiamato the poor man's follies, le "follies" dei poveri).
Negli anni novanta, sull'onda della moda legata alla cultura vintage, è nato il new-burlesque, da cui viene fatto derivare anche il dark cabaret. I nomi più famosi del panorama contemporaneo di questa forma artistica sono quelli di Immodesty Blaize, Dirty Martini, Julie Atlas Muz, le Pontani Sisters, Catherine D'Lish, Dita Von Teese.
Dopo la riscoperta all'interno dello showbiz statunitense, il burlesque si è diffuso anche in Australia e in diversi paesi d'Europa. Molti divi musicali contemporanei si sono ispirati alla cultura del burlesque per le loro esibizioni: tra di loro Madonna, Christina Aguilera e Lady Gaga.

Lo spettacolo sarà impreziosito dalla presenza coreografica della Gang of Six (Morris Vespignani, Francesca Romagnoli, Sergio Collina, Alice Formignani, Federico Torreggiani e Agnese Montepietra). Nata nel 2011 si è esibita all'interno di eventi e rassegne di danza portando in scena uno swing autentico.

La rassegna “TUTTE LE DIREZIONI IN SUMMERTIME” aderisce al progetto “MUSICA IN CLASSE” promosso da Il Sole 24 Ore e si impegna a divulgarlo attraverso le proprie iniziative. L’invito a fare musica in classe è sempre aperto! Scrivete a
musicainclasse@ilsole24ore.com.

Per informazioni e prenotazioni
PANAMABEACH
V. le dei Mille 30 – AREA 66
PORTO GARIBALDI (FE)
Tel. 0533 326226 – 3357002223

Serate a corte

Il Castello Estense apre le sale ai visitatori con suggestivi momenti di animazione teatrale e musicale: tante iniziative a sorpresa, per adulti e per bambini, visite guidate organizzate e aperitivi nel Giardino pensile degli Aranci o cene esclusive nei prestigiosi ambienti.
Dal 10 luglio al 21 agosto 2013, ogni mercoledì
Ferrara - Castello Estense
Il Castello Estense di Ferrara torna a vivere le magiche e suggestive atmosfere della sua grandiosa storia attraverso animazioni musicali e teatrali sorprendenti. Dal 10 luglio al 21 agosto, infatti, tutti i mercoledì sera, prenderanno il via le “Serate a Corte”, sette appuntamenti nei quali verrà prolungata l'apertura del monumento fino alle ore 23.00 (con ultimo ingresso alle ore 22.15).
A partire dalle 19.00, nella luce del tramonto, si potranno visitare le sale ed assistere a momenti di animazione teatrale e musicale a sorpresa all'interno degli ambienti del Castello che creeranno una suggestiva atmosfera, allietando i visitatori, adulti e bambini, con racconti, rappresentazioni, musica...e tante iniziative dedicate al Castello e alla sua storia secolare. Si potrà, inoltre, partecipare a visite guidate organizzate, a sfiziosi aperitivi nella frescura offerta dal Giardino pensile degli Aranci e a cene nelle prestigiose sale del Rivellino nord, da cui si gode una splendida vista su Corso Ercole I d'Este.
Il programma prevede l’ingresso, con o senza visita guidata, a partire dalle 19.00 con possibilità di prendere parte all’aperitivo oppure alla cena a buffet alle 20.00, su prenotazione.
Alle 21.30, inoltre, partirà un ultimo tour guidato per il quale non è necessaria la prenotazione.
L’iniziativa è organizzata da Provincia e Comune di Ferrara, in collaborazione con Itinerando e Orsatti Group, e vede la partecipazione dell’Ente Palio di Ferrara e di vari musicisti ed attori, insieme a compagnie ed associazioni teatrali e musicali di Ferrara, che si alterneranno nelle varie serate.

Programma

Mercoledì 10 luglio-Stefano MuroniAriosto e l’amore per Ferrara (Satira settima)
-Piccola Compagnia dell’Airone
…ma che bel Castello!
Racconti nelle stanze che hanno visto aggirarsi duchi e principesse, astrologi e guerrieri, poeti ed imbroglioni.

-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Url dell'evento: http://www.castelloestense.it
Info: tel. 0532 299233
Orari: dalle 19.00 alle 23.00*
ore 19.00 Visita guidata (su prenotazione)
ore 20.00 Aperitivo oppure,in alternativa, cena a buffet (su prenotazione)
ore 21.30 Visita guidata (non è necessaria la prenotazione)
*ultimo ingresso ore 22.15
Ingresso:
Euro 6.00 ingresso intero; euro 4.00 ingresso ridotto
euro 8.00 ingresso e visita guidata (alle ore 19,00 o alle 21,30)
euro 15.00 ingresso, visita guidata e aperitivo; euro 10.00 ridotto (10-16 anni)
euro 27.00 ingresso, visita guidata, cena a buffet; euro 18.00 ridotto (10-16 anni)