giovedì 7 luglio 2016

Clarinetto, pianoforte e contrabbasso al Panama Beach

Dalla storia già passata a quella ancora da scrivere. Dopo la meraviglia del doppio concerto di Vittorio De Scalzi, il Gruppo dei 10 continua la sua corsa in “Tutte le Direzioni in Summertime 2016” per allietare l’estate di residenti e turisti. Anche con musica mai sentita prima. È il caso dell’appuntamento live di venerdì 8 luglio quando al Panama Beach di Porto Garibaldi si esibiranno, per la prima volta insieme, tre fuoriclasse a livello solistico: Alfredo Ferrario, Rossano Sportiello e Ares Tavolazzi.

La serata si intitola “The meeting” per celebrare l’inedito incontro di questo trio assolutamente non convenzionale. Sulla riva della costa comacchiese andrà infatti in scena il dialogo, originale quanto suggestivo, tra clarinetto, pianoforte e contrabbasso. Tre strumenti che, in mano a musicisti di assoluto pregio quali Ferrario, Sportiello e Tavolazzi, portano con sé l’emozione di una musica ancora tutta da scoprire.

Una conversazione a colpi del miglior jazz made in Italy. Ma i tre artisti, tra più acclamanti e rappresentativi del nostro panorama jazzistico e non solo, non si limiteranno alla rappresentazione dei brani dei più grandi della ‘hall of fame’. Sarà una vera e propria interpretazione personale ma armoniosa tra il pianista pavese, il clarinettista comasco e il contrabbassista ferrarese, in un incastro ben riuscito tra jazz e swing, tra mainstream e moderno. Da non perdere.

Cena alle 20.30 e a seguire concerto. Per informazioni e prenotazioni contattare i numeri 0533 326226 e 335 7002223.

lunedì 4 luglio 2016

Cenare al cinema

All'Arena Parco Pareschi vengono proiettati i migliori film della stagione cinematografica.
  • dal 18 giugno al 28 agosto 2016
  • Ferrara - Arena La Romana - Parco Pareschi - Corso Giovecca 148
  • Programma:
    Lunedì 4 luglio
    LA PAZZA GIOIA di P. Virzì
    Martedì 5 luglio
    PERFETTI SCONOSCIUTI di P. Genovese
    Mercoledì 6 luglio
    THE DANISH GIRL di T. Hooper
    Giovedì 7 luglio
    ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO di J. Bobin
    Venerdì 8 luglio
    PERFECT DAY di F.l. de Aranoa
    Sabato 9 luglio
    MONEY MONSTER di J. Foster
    Domenica 10 luglio
    IL PICCOLO PRINCIPE di M. Osborne
    Lunedì 11 luglio
    IL PONTE DELLE SPIE di S. Spielberg
    Dal 20 giugno al 24 agosto, tutti i lunedì e i mercoledì dalle 17.00 alle 19.30.
    20 pomeriggi di attività ludiche e creative rivolte alle famiglie presenti in città nei mesi estivi. In occasione delle attività dedicate ai più piccoli sono previste aperture straordinarie del punto bar all'interno del parco, gestito come sempre dall'Associazione Irregolarmente, punto di riferimento per l'inserimento lavorativo per persone con disagio mentale. A cura di Cooperativa Sociale Le Pagine.

    Per tre lunedì, nel mese di luglio sarà possibile cenare al parco, una lunga tavola ospiterà 30 persone che potranno godersi la cena all'aperto prima di assistere alla proiezione.
  • http://www.arciferrara.org
  • Orari: Inizio film ore 21.30 - Apertura parco ore 21.00.
    tel. Arena 320 3570689
  • Ingresso: Biglietto intero 6,00 euro; ridotto 4,50 euro

domenica 3 luglio 2016

Critofilm alla 52° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

dal 2 la 9 luglio- tra passato, presente e futuro del cinema. La 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro diretta da Pedro Armocida (ri)parte nel segno del “nuovo cinema”, in un moto ondoso che porterà il pubblico a seguire una manifestazione chiara nella programmazione e con una precisa messa a fuoco nel mostrare lampi di luce di cinema, eterogenei ma sempre interrogativi e pieni di senso. Al mattino, infatti, ci saranno gli incontri con gli autori, le tavole rotonde e i dibattiti (Centro Arti Visive Pescheria); al pomeriggio e alla sera le proiezioni (sala Grande e sala Pasolini del Teatro Sperimentale e Cinema in Piazza); a mezzanotte la novità della sonorizzazione dei capolavori del cinema (Palazzo Gradari).
Con lo sguardo rivolto agli studenti che, da tutta Italia e sempre più numerosi, affollano i luoghi del festival, la Mostra torna ad essere il luogo privilegiato di formazione dei futuri spettatori, che comporranno la giuria, presieduta da Roberto Andò, che sceglierà il film vincitore del Premio Lino Miccichè del Concorso. Agli stessi sono dedicate le due selezioni che più guardano al futuro del cinema, il Concorso (con i film che meglio incarnano l’idea di nuovo cinema, lontano anche dai classici stilemi tipicamente “da festival”) e la nuova SATELLITE – Visioni per il cinema futuro (che punta a quella produzione extraindustriale a low-budget) insieme a due omaggi retrospettivi, Rocky di John G. Avildsen, uscito quarant’anni fa negli Stati Uniti (il film con Silvester Stallone verrà proiettato nell’arena in piazza venerdì 1 luglio come evento di pre-apertura durante la Notte Rosa della Riviera Adriatica) e C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, regista scomparso lo scorso gennaio a cui la Mostra aveva dedicato l’Evento Speciale nel 2002. Il tutto sarà accompagnato dalla retrospettiva Romanzo popolare – a cui è dedicato il consueto volume Romanzo popolare. Narrazione, pubblico e storie del cinema italiano negli anni Duemila a cura di Pedro Armocida e Laura Buffoni ed edito Marsilio e la tavola rotonda – che, attraverso coppie o tris di film, tra passato e presente, affrontano tematiche che spaziano dal lavoro alla politica, con linguaggi e cifre stilistiche distinti. Altre retrospettive significative saranno quelle dedicate al regista algerino Tariq Teguia, la cui arte ha come punto di riferimento quella di Jean-Luc Godard e quella dedicata al Critofilm – termine con cui ci si riferisce ai film sul cinema, ormai divenuto un vero e proprio genere cinematografico, ufficializzato con la vittoria di Novo film di Eryk Rocha come Miglior documentario all’ultima edizione del Festival di Cannes – a cura di Adriano Aprà che ha dedicato al Critofilm anche il primo ebook multimediale della Mostra. Un ruolo importante sarà ricoperto anche dall’animazione italiana, sia per la sezione Corti in Mostra – Animatori italiani oggi a cura di Pierpaolo Loffreda, che comprende una selezione tra i migliori cortometraggi di animazione italiana, sia per il manifesto e la sigla realizzati da Virgilio Villoresi, tra gli autori più illustri del genere. Immancabile, poi, la consueta sezione Sguardi femminili a cura di Giulia Marcucci, dedicata alle nuove tendenze del cinema russo contemporaneo. Completano la Mostra: l’evento dedicato a Le ragazze del porno, all’interno del quale sarà proiettato l’ultimo cortometraggio di Monica Stambrini, Queen Kong , ed accompagnato dalla tavola rotonda Porno al femminile con la rivista «8 e ½» di Gianni Canova; Super 8, la sezione a cura di Karianne Fiorini e Gianmarco Torri dedicata a due autori come Giuseppe Baresi e John Porter che lavorano con questo formato; il Concorso (Ri)montaggi. Il cinema attraverso le immagini a cura di Chiara Grizzaffi e Andrea Minuz, una selezione di cinque video essay/recut/mash-up/remix con una giuria composta da Rinaldo Censi,Tommaso Isabella e Daniela Persico che sceglieranno il vincitore; le Lezioni di storia – Videoteppismi: storie e forme del video di lotta a cura di Federico Rossin, incontri e lezioni di storia attraverso la proiezione di alcuni film suddivisi in tre programmi. Non solo, tutte le sere, a partire dalla mezzanotte, sarà possibile partecipare al Dopofestival – Il muro del suono a cura di Anthony Ettorre (con la collaborazione di Pedro Armocida, Rinaldo Censi e Giulia Ghigi), in un alternarsi di musica e immagini fuori dagli sche(r)mi, in cui ci sarà anche Violante Placido, col suo alter ego musicale “Viola”.]

sabato 2 luglio 2016

Chiude JazzAscona 2016

Si annuncia un caldissimo week-end a JazzAscona! Sulla scia del successo degli scorsi giorni, per la sua ultima serata di sabato 2 luglio, il festival rimescola le carte, potenziando il numero di concerti sul lungolago e posticipandone l’inizio, per un’ultima grande celebrazione della musica di New Orleans.

Fulcro della serata di sabato sarà il Jazz Club Casinò, che farà da cornice, dalle 18.00 alle 2.00 di notte, a ben quattro concerti, con gli headliners della serata: Albie Donelly's Supercharge (alle 18), The Primatics, la soul star francese Opé Smith (dalle 22 alle 23.40) e da mezzanotte, super finale a sorpresa con i funkeggianti Glen David Andrews & 2Twogether, e ospiti speciali John Michael Bradford e la ballerina burlesque Trixie Minx.
La Swing Dance Night con Gunhild Carling verrà invece spostata all’aperto (inizio alle 21.45), per scatenarsi ballando sotto le stelle. Ambiente caldissimo anche al Papa Joe’s, dove fino a notte fonda, andrà in scena una nuova folle jam session in perfetto stile New Orleans.

Il programma di sabato 2 luglio

Stage Seven
20.15 – 20.45     Tremé Brass Band

Ristorante Piazzetta
21.30 – 23.30    
European Jazz Influence
(with Bechet & Django in mind)
Lost in Swing

Stage New Orleans
19.15 – 22.00      Ladyva & Pascal Silva
22.30 – 00.00      Christian Willisohn’s Southern Spirit

Stage al Pontile & al Piazza
19.30 – 22.15       Aurora Nealand &Tom McDermott
22.45 – 00.15       Paolo Alderighi &Stephanie Trick Double Trio

Stage Papa Joe’s
19.45 – 21.15        Gotha Swing and dancers                           
21.45 – 23.45        Gunhild Carling & band
                            
Jazz Club Casinò
18.00 – 19.30        Albie Donnelly’s Supercharge
20.00 - 21.30         The Primatics
22.00 – 23.30        Opé Smith
00.00 – 02.00      
Glen David Andrews with 2Twogether
& special guest John Michael Bradford
& Trixie Minx

Jam Session at Papa Joe’s
23.45 - …            
With Teedy Boutté &
Paul Longstreth Quarte

Il cinema ritrovato: gran finale!

L'idea di conservare il cinema: Paulo Emilio Sales Gomes e la Cinemateca Brasileira
Conferenza di Adilson Mendes
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, ore 10.30

Gran difensore del cinema brasiliano, considerato uno dei principali intellettuali del paese, primo storico ad aver lavorato sull’opera di Jean Vigo, Paulo Emilio Sales Gomes è un personaggio poliedrico: al contempo sceneggiatore, scrittore, critico cinematografico, saggista, storico e conservatore della prima cineteca del Brasile, la Cinemateca Brasileira di São Paulo, che fonda nel 1956 e che dirige fino alla morte. Come Henri Langlois in Francia, si batte incessantemente per la conservazione e la diffusione dei film. Il suo lavoro alla testa della Cinemateca e sul fr onte della critica segnerà a lungo l’ambiente cinematografico brasiliano. Sales Gomes dà in particolare un contributo decisivo alla nascita del Cinema Novo. Di questa personalità decisiva nella storia del cinema brasiliano e nella storia delle cineteche parlerà Adilson Mendes (Cinemateca Brasileira).

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The Idea of Preserving Cinema: Paulo Emilio Sales Gomes and the Cinemateca Brasileira

Conference with Adilson Mendes
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, at 10:30am
A great champion of Brazilian cinema, considered one of his country’s most important intellectuals and the first historian to have worked on Jean Vigo’s oeuvre, Paulo Emilio Sales Gomes was a multi-faceted figure: screenwriter, writer, film critic, essayist, historian and preservationist of the first film archive in Brazil, the Cinemateca Brasileira in São Paulo, which he founded in 1956 and ran until his death. Like Henri Langlois in France, he battled incessantly for the preservation and circulation of cinema. His work as head of the Cinemateca and as a critic would leave a lasting mark on the Brazilian film landscape. In particular, Sales Gomes made a fundamental contribution to the creation of Cinema Novo. Adilson Mendes (Cinemateca Brasileira) will give a talk about this important figure in the history of Brazilian Cinema and the history of film archives.



Documentari: Marlon e Peter
Cinema Arlecchino, ore 11, e Sala Auditorium, ore 17.45

Due ritratti d’artista tra gli appuntamenti della fitta giornata che chiude Il Cinema Ritrovato. Listen to me Marlon è una sorta di autoritratto postumo, operazione audace, rivelatrice e affascinante, perfetta per concludere la rassegna dedicata a colui che tanti considerano il più grande attore cinematografico del Novecento. Il film di Stevan Riley parte da una formidabile documentazione inedita, centinaia di ore di materiale audio privato registrato da Marlon Brando (scomparso nel 2004) nel corso di cinque decenni, e le compone nella forma di una confessione personale, d’una rievocazione del clima della cultura americana tra New York e Hollywood , di un’autoanalisi insieme compiaciuta e spietata: mentre sullo schermo scorrono immagini di Marlon fuori e dentro i film, backstage, fotografie di scena, home movies e scene culto che nessuno ha dimenticato. Un altro artista molto caro al nostro cuore è al centro di Peter von Bagh, il documentario-ritratto che Tapio Piirainen ha dedicato alle tante carriere di Peter, cineasta, critico e storico del cinema, ideatore di programmi radiofonici, direttore di riviste, della Cineteca di Helsinki, del ‘suo’ Midnight Film Festival e del Cinema Ritrovato di Bologna: un viaggio intimo, serio e umoristico intorno a questo fantastico pianeta d’uomo che è stato Peter von Bagh, in scena fino all’ultimo, tra riflessioni filosofiche nella serenità della natura della casa estiva e il pulsare frenetico, luminoso, della magia del cinema nei festival internazionali. Introducono Anna von Bagh, Tapio Piirainen e la produttrice Liselott Forsman.

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Documentaries: Marlon and Peter
Cinema Arlecchino, at 11am, and Sala Auditorium, at 5:45pm
Two portraits of artists are included in saturday’s packed programme, which draws the curtains on this year’s Il Cinema Ritrovato festival.
Listen to Me Marlon is a kind of posthumous self-portrait, an audacious undertaking, both revealing and fascinating, and perfect for closing the section dedicated to the man considered by many to be the greatest screen actor of the 20th century. Director Stevan Riley constructed his film on the base of a huge amount of previously unpublished audio recordings, hundreds o f hours of material privately recorded by Marlon Brando (who passed away in 2004) over the course of five decades. Riley edited them into a kind of personal confession, a remembrance of the American cultural climate in New York and Hollywood, a self-analysis which can be equally smug and ruthless, while on the screen we watch images of Marlon both inside and outside the world of cinema, backstage clips, film stills, home movies and unforgettable cult scenes. Another artist very dear to our hearts is the focus of Peter von Bagh, the documentary-portrait that director Tapio Piirainen dedicated to the many careers of Peter: film-maker, film critic and historian, creator of radio programmes, director of magazines, the Helsinki Film Archive, ‘his’ Midnight Film Festival a nd Il Cinema Ritrovato in Bologna. It is an intimate voyage, at times both serious and humorous, around the amazing planet of a man that was Peter von Bagh, which traverses from philosophical deliberations in the serene beauty of nature around his summer home to the hectic, dazzling, delirious magic of cinema at international festivals. Introduced by Anna von Bagh, Tapio Piirainen and producer Liselott Forsman.

Quando i migranti erano gli italiani: Déjà s’envole la fleur maigre
Cinema Arlecchino, ore 14.15

Imperdibile appuntamento di oggi il film di Paul Meyer Déjà s’envole la fleur maigre, che il restauro della Cinémathèque Royale de Belgique finalmente ricolloca al posto che gli appartiene: quello di miglior film mai realizzato sulla crudeltà dell’immigrazione, l’eterna bugia dell’integrazione sociale, il dolore dello sradicamento e la vergogna dello sfruttamento. La scena è il Belgio degli anni Cinquanta, dove i minatori italiani arrivano in massa per lavorare, vivere e morire nelle miniere di carbone, e il punto di vista attraverso cui filtra lo scandalo della Storia è qu ello di un gruppo di ragazzini e ragazzine, figli di italiani. “Paul Meyer sarebbe diventato il miglior regista belga della sua generazione, se il sistema gli avesse concesso di continuare a fare film” (Nicola Mazzanti): questo restauro è un modo per rendere giustizia a un grande autore dimenticato, e per ricordare un’epoca non lontana in cui i migranti eravamo noi.

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When the Immigrants were Italian: Déjà s’envole la fleur maigre
Cinema Arlecchino, at 2:15pm
Today, one appointment not to be missed is Paul Meyer’s
Déjà s’envole la fleur maigre. Thanks to this restoration from the Cinémathèque Royale de Belgique, it finally takes its rightful place in film history: that of best film ever made on the cruelty of immigration, the timeless lie of 'social integration', the pains of displacement and the shameless depths of human exploitation. The setting, Belgium in the 1950s, where Italian miners arrive in droves to work, live and die in the coal mines. The point of view through which the scandal of History is filtered, is that of a group of young boys and girls, the children of the Italian immigrants. “Paul Meyer would have become the greatest Belgian film-maker of his generation, had the system allowed him to keep producing films” (Nicola Mazzanti): this restoration is one way to do justice to a great forgotten author, and to look back on a not too distant time when the Italians were immigrants.

Ritrovati e Restaurati: 1789
Sala Scorsese, ore 14.30

Selezionato fuori concorso al Festival di Cannes del 1974, 1789 è la versione cinematografica del leggendario spettacolo del Théâtre du Soleil diretta, per lo schermo come per la scena, da Ariane Mnouchkine. Non si tratta in alcun modo di teatro filmato: il film offre una visione della Rivoluzione francese in cui lo spettatore è immerso nella vita del popolo e nei conflitti di classe. Al contempo, riprende il teatro nel suo farsi. “Il film lascia intravedere le quinte e rafforza senza alcun compiacimento gli intenti didattici dell’originale. L’approccio documentario dell’opera si applica quindi tanto al teatro quanto a una spiegazione della Storia presentata tramite uno spettacolo” (Daniel Sauvaget). Film culto degli anni Settanta, viene oggi riproposto nel restauro del 2015 eseguito da Bel Air film presso il laboratorio Éclair.

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Recovered and Restored: 1789
Sala Scorsese, at 2:30pm
Selected out of competition at the 1974 Cannes Festival,
1789 is the cinematographic version of the legendary show by Théâtre du Soleil, directed for the screen by Ariane Mnouchkine, who also directed the live show. It is in no way simply a filmed performance: the film offers a vision of the French Revolution in which the spectator is immersed in the life of the people and the class conflict. At the same time, it also depicts the making of the show itself. “The film allows us to glimpse backstage and strengthens the didactic intent of the original without a hint of smugness. The documentary approach is thus applied equally to its use of the theatre and to the explanation of History by means of a staged show” (Daniel Sauvaget). A cult film from the Seventies, it is today proposed in the 2015 restoration carried out by Bel Air Media at the Éclair Laboratory.


Ritrovati e Restaurati: Beat the Devil e il primo Rivette
Sala Auditorium, ore 15.30 e Cinema Arlecchino, ore 16

Beat the Devil è tra i film maledetti ed euforici di John Huston, uno di quelli girati ‘per loro’ (secondo la sua regola aurea: uno per me, uno per loro, dove loro è il sistema hollywoodiano), e che tuttavia si è guadagnato uno statuto di cult grazie alla sua stessa stravaganza, alla mancanza di controllo che diventa stile, alla leggenda che accompagnò la sua tortuosa realizzazione. Ambientato on location nello splendore di Ravello, scritto da Truman Capote ovviamente presente anche nella lunga alcolica vacanza che furono le riprese, il film sfoggia il più cinico (e autoparodico) Humphrey Bogart, una Lollo assurda moglie americana, una Jennifer Jones non meno assurdamente bionda, il vero Peter Lorre e Robert Morley che fa il verso al Sidney Greenstreet dei noir bogartiani… E il MacGuffin è un terreno africano ricco d’uranio su cui tutti vogliono mettere le mani. Il significato del titolo originale si riferisce al detto “per battere il diavolo, devi giocare al suo stesso gioco”. Per finire, la leggerezza aurorale, i divertissement, i primi labirinti intellettuali e amorosi di Jacques Rivette: dimenticati dai tempi della loro realizzazione, i tre primi cortometraggi (1949-1952) del regista scomparso lo scorso gennaio sono stati ritrovati nel suo appartamento e appena restaurati. Da non perdere, perché un po’ bisogna credere a quel che diceva Godard, che quel che c’è da capire di un regista sta tutto nei primi venti minuti che ha girato. Introduce Véronique Manniez-Rivette.

 Recovered and Restored: Beat the Devil and Rivette’s first short films
Sala Auditorium, at 3:30pm, and Cinema Arlecchino, at 4pm
Beat the Devil is one of those cursed, exuberant John Huston films, one of those shot 'for them' (according to his golden rule: one for me, one for them, where the 'them' in question is the Hollywood system), and yet it has gained cult status thanks to its very extravagance, to a lack of control that becomes a style in itself and to the legend that has grown concerning its torturous production. Shot on location in the beautiful town of Ravello and written by Truman Capote, who was obviously present during the lengthy drunken holiday that was the shoot, the film boasts Humphrey Bogart at his most cynical (and self-parodying), Gina Lollobrigida as an absurd American wife, as just as absurdly blonde Jennifer Jones, the real Peter Lorre and Robert Morley pretending to be the Sidney Greenstreet of an actual Bogart noir… And the MacGuffin? The uranium-rich African soil that everyone wants to get their hands on. The meaning of the title refers to the old adage, “To beat the devil, play him at his own game”. Finally, the initial glimpses of lightness and amusement, the original intellectual mazes and lovers of the cinema of Jacques Rivette: forgotten about since they were made, the first three short films (1949-1952) by the director, discovered in his apartment following his death last January, have just been restored. Not to be missed, because one should heed the words of Godard when he tells us that all we need to understand a director is right there in his first twenty minutes of footage. Introduced by Véronique Manniez-Rivette.

L'idea stessa di libertà: Le Trou di Jacques Becker
Cinema Jolly, ore 18

Il nostro omaggio a Jacques Becker si conclude con il suo ultimo capolavoro, Le Trou, quello con cui – per dirla con le parole di Serge Daney che hanno ispirato il titolo della nostra rassegna – è riuscito a filmare “l’idea stessa di libertà”. L'ambientazione, minuziosamente ricostruita, è quella di un carcere da cui cinque uomini tentano la fuga scavando un buco all'interno della loro cella. Becker s’ispira, attraverso il romanzo di José Giovanni, alla storia di Roland-Jean Keraudy (che nel film recita il ruolo di se stesso) e realizza, per citare un altro grande regista francese, Jean-Pierre Melville, “un film immenso, dove tutti gli aspetti essenziali dell’uomo dovevano essere trattati: la dignità, il coraggio, la fraternità, l’intelligenza, la nobiltà, il rispetto e la vergogna”. È l'ultimo grande lascito (Becker morì subito dopo il montaggio) di un autore in anticipo rispetto alla propria epoca, più vicino ai giovani cinéphile che si preparavano a sconvolgere le tradizioni che alla sua generazione.
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The Very Idea of Freedom:
Le Trou by Jacques Becker
Cinema Jolly, at 6pm
Our tribute to Jacques Becker ends with his final masterpiece,
Le Trou, in which he – to use the words of Serge Daney that lent themselves to the title of our section – managed to film “the very idea of freedom”. The setting, meticulously reconstructed, is that of a prison from which five men attempt to escape by digging a hole inside their cell. Becker was inspired, after reading the José Giovanni novel, by the story of Roland-Jean Keraudy (who plays himself in the film) to make, to quote another great French director, Jean-Pierre Melville, “an immense film in which all the essential aspects of the human condition would be addressed: dignity, courage, brotherhood, intelligence, nobility, respect and shame”. It is the last great legacy (Becker died soon after editing finished) of an author who was ahead of his time, much closer to the young cinéphiles who were preparing to shake tradition to its core than to his own generation.


Ultimi film in rassegna

La giornata conclusiva del festival propone gli ultimi atti di molte delle rassegne in programma: a partire da due film girati da Edward L. Cahn per la Universal di Laemmle Junior: il gangster movie Afraid to Talk e soprattutto lo straordinario dramma Laughter in Hell ripescato dall'oblio solo nel 2013. Viaggeremo nello spazio con le ultime immagini dalla Russia del Disgelo (Cetvero, Poedinok e Ognennye Versty), dal variopinto Giappone della metà dei Cinquanta (Natsulo no boken e Midori haruka ni) e dall'Argentina con il sorprendente El secuestrador, un'opera talmente libera e spregiudicata da dialogare con molto cinema indipendente coevo. Le lancette della macchina del tempo ci porteranno ancora una volta indietro di un secolo con l'ultima séance dei Krazy Serial dedicata alle immagini della Grande guerra, l'opera giovanile di Borzage Life's Harmony, la strepitosa commedia drammatica The Social Secretary di John Emerson scritto da Anita Loos per la diva Norma Talmadge, e uno scoppiettante programma di commiato tutto da ridere (non perdetevi il delizioso e malizioso Meridiana del convento!). E infine, ancora più à rebour con ben tre programmi dedicati all'anno uno del cinema, il 1896: le 'attualità' e le vedute degli operatori Lumière e gli Star Film di Méliès, tutto ciò che rimane degli oltre ottanta film girati dal mago del cinema delle origini nel suo primo anno di attività.


The Final Films of Sections

The last day of the festival proposes the final acts of many of our programme sections, beginning with two films directed by Edward L. Cahn for Carl Laemmle Jr’s Universal Stu dios: the gangster film
Afraid to Talk and above all the extraordinary drama Laughter in Hell, which was only pulled from oblivion in 2013. We will travel in space with the final images from the Russia of the Thaw (Cetvero, Poedinok and Ognennye Versty), from the colourful Japan of the mid-Fifties (Natsulo no boken and Midori haruka ni) and from Argentina with the surprising El secuestrador, a free work that dares to dialogue with much of its contemporary independent cinema. The levers of the time machine bring us once more back a century with the last séance of Krazy Serial, dedicated to images from the Great War; the youthful work by Borzage Life's Harmony, John Emerson’s sensational comedy drama The Social Secretary, written by Anita Loos for diva Norma Talmadge, and a roaring farewell programme full of laughs (don’t miss the delightful and mischievous Meridiana del convento!). Then w e travel even further back, with three programmes dedicated to the year zero of cinema, 1896: actuality films and vues of Lumière cameramen and Méliès’ Star Film productions, which represent all of what remains of the more than 80 films shot by the magician of early cinema during his first year of activity.



Fat City di John Huston in Piazza Maggiore
Piazza Maggiore, ore 21.45

Ultima notte di festival sotto le stelle del cinema più bello del mondo, Piazza Maggiore. Per l'occasione, uno dei più grandi film a colori degli anni Settanta, Fat City di John Huston, nella versione restaurata in 4K da Sony Pictures Entertainment. “Perché Fat City fa convergere, a tutte le latitudini, intorno a Huston l’unanimità dei critici?” si chiedeva Morando Morandini. Sarà per quel crudo realismo che lo fa quasi sembrare un documentario girato in presa diretta negli angoli più squallidi e cupi di Stockton City, California. Sarà perché racconta una storia drammatica senza eccessi drammatici ma con sobrietà e lirismo. Sarà perché non si tratta semplicemente di un film sul pugilato di bassa categoria, quello dei losers e degli incontri truccati (che Huston stesso aveva frequentato negli anni dell'università), ma di una potente metafora della vita che ribalta al negativo il sogno americano (Fat City in slang significa 'paradiso in terra', ed è dunque usato con ironia).
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Fat City
by John Huston in Piazza Maggiore
Piazza Maggiore, at 9:45pm
The last night of the festival under the stars in Piazza Maggiore, the most extraordinary cinema in the world. To celebrate the occasion, one of the greatest colour films of the Seventies, John Huston’s
Fat City, in the 4K restoration by Sony Pictures Entertainment. “Why does Fat City unite Huston’s critics, whatever latitude they hail from?” wondered Morando Morandini. Is it the gritty realism that makes it seem almost like a documentary shot in the darkest, most squalid corners of Stockton City, California? Is it because it tells a dramatic story without dramatic excess, but simply and poetically? Is it because it is not simply a film about third-rate boxers, losers and rigged matches (which Huston knew all about from his university years), but a strong metaphor for life that turns the American Dream inside out and upside down (the title Fat City is ironic, it is slang for 'paradise on earth')?

Gran Finale con festa per i 30 anni del Cinema Ritrovato
Piazzetta Pier Paolo Pasolini, ore 22.15

Una festa che conclude otto giorni di festa del cinema. E come ogni Gran Finale che si rispetti, ci saranno i fuochi d'artificio! Piazzetta Pasolini ancora una volta sarà illuminata dalla magica luce del proiettore a carbone. Per celebrare i trent’anni del Cinema Ritrovato vi proponiamo un programma molto speciale composto da una selezione di film coloratissimi e straordinari risalenti agli anni migliori della storia del cinema. Venite ad ammirare la forte Rosalie, danze e drammi, elefanti e magia e la féerie di Gaston Velle La Poule aux oeufs d’or (uno dei primi restauri della Cineteca di Bologna). Viva il Cinema (Ritrovato)!
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Gran Finale to celebrate 30 years of Il Cinema Ritrovato
Piazzetta Pier Paolo Pasolini, at 10:15pm
A party to bring to an end eight days of cinema heaven. And like every
Gran Finale worthy of the name, there will be fireworks! Once again, Piazzetta Pasolini will be illuminated by the magic light of the carbon arc projector. To celebrate Il Cinema Ritrovato’s 30th anniversary, we have put together a very special selection of the most entertaining and most extraordinary films from the best years of film history. Come and admire strong Rosalie, elephants and magic, enjoy dances and dramas and marvel at Gaston Velle's féerie La Poule aux oeufs d’or (one of the Cineteca di Bologna’s very first restorations). Long live Cinema (Ritrovato)!


  
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Il Cinema Ritrovato
Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
ilcinemaritrovato@cineteca.bologna.it
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venerdì 1 luglio 2016

Rush finale per JazzAscona

JazzAscona continua a proporre grandi esibizioni anche a pochi giorni dalla chiusura della sua 32. edizione. Dal soul di Opé Smith all’R&B di Albie Donelly’s Supercharge, dal boogie woogie al rock 'n’ roll di Ladyva, passando per il pianoforte a quattro mani: c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Ascona, Svizzera – JazzAscona si appresta a chiudere i battenti, ma c’è ancora tempo per divertirsi e ascoltare tanta buona musica, a partire da quella di Opé Smith, autentica rivelazione delle scene musicali francesi. Artista con carisma da vendere e dotato di una presenza scenica ammaliante, sta riscuotendo ampi consensi con un repertorio soul di nuove canzoni da lui scritte ed arrangiate e di cover di artisti come Ray Charles e Aretha Franklin riproposte con un sound old school. Da scoprire!

Lasciatevi poi trasportare dal talento e dalla musica dagli Albie Donelly’s Supercharge. Definiti da B. B. King come “la miglior band R&B d’Europa”, durante la loro carriera – che dura da oltre 40 anni – hanno accompagnato la tournée di artisti come Chuck Berry, Fats Domino e i Queen.

Il pianoforte di Paolo Alderighi e di Stéphanie Trick si aggiunge a quello di altri grandi nomi che popolano un’edizione all’insegna di questo strumento. Alderighi torna ad Ascona dopo essere stato accolto con ovazioni dal pubblico durante le ultime due edizioni. In una Face to Face Piano Night, questa sera marito e moglie ci accompagneranno in un viaggio a quattro mani, tra sensualità e magia.

Sulla scia del successo degli scorsi giorni, diversi artisti conosciuti in questa 32. edizione replicheranno le loro esibizioni, dagli svizzeri Lost in Swing che ripropongono degli standard (da Hawk a Fats, da Gershwin a Ellington), al cantante e trombonista di New Orleans Glen David Andrews & 2Twogether, al duo delle meraviglie Aurora Nealand & Tom McDermott, passando per il grande ed energico pianista Christian Willisohn.

Al Villaggio New Orleans sarà possibile gustare i cibi tipici della Louisiana. C'è ancora tempo per vivere the New Orleans experience!
 

Venerdì 1 luglio

Oggi vi consigliamo:
 

19.15 – 20.45            Stage al Pontile & al Piazza
                                  Face to Face Piano Night
                                  Ladyva & Alain Boog

21.15 – 23.15            Stage Papa Joe’s
                                  Albie Donnelly’s Supercharge

21.15 – 23.30             Stage al Pontile & al Piazza
                                   Face to Face Piano Night
                                   Paolo Alderighi &
                                   Stephanie Trick Double Trio


21.30 – 23.00            Jazz Club Casinò
                                   Opé Smith          

La magia dei colori del muto

La magia dei colori del muto
I Lumière della collezione Auboin Vermorel, i 'film jazz' di Albert Pierru e Oskar Fischinger e i Kinemacolor restaurati
Sala Mastrianni, ore 12 e Cinema Arlecchino, ore 14.15

Ve l'abbiamo detto: i colori del cinema sono quest’anno la strada principale del festival. Ancora non ne siete convinti? Presentatevi in sala Mastroianni a mezzogiorno: ad attendervi i rari film Lumière colorati a mano appartenenti alla collezione Auboin-Vermorel depositata alla Cinémathèque française: vedute documentarie ma anche i primi film di finzione, come i notevoli Jeanne d’Arc o La Mort de Marat. Il tempo di un ristoro e nel primo pomeriggio all'Arlecchino andrà in scena una pirotecnica festa del colore: protagonisti due artisti che hanno trovato nell'astrazione delle forme e dei colori ritmicamente cadenzati a tempo di jazz, il cuore pulsante della loro ispirazione: Albert Pierru con i sui film graffiati e dipinti a mano e Oskar Fischinger con le sue animazioni girate nel magnifico Gasparcolor, recentemente individuate negli archivi del Gosfimofond. E poi tre splendidi restauri di film girati nel fragile e commovente Kinemacolor, il primo procedimento compiuto di cinema a colori. Un sistema che conserva ancora tutto il suo fascino mistico, facendo di ogni proiezione – oggi come allora, nel 1910 – un evento speciale. Preparatevi a restare incantati.



 The Magic of Colour in the Silent Era
The Lumière film of the Auboin-Vermorel Collection, the 'jazz films' of Albert Pierru and Oskar Fischinger and restored Kinemacolor films
Sala Mastroianni, at 12pm, and Cinema Arlecchino, 2:15pm
We told you: this year the colours of cinema are the festival’s main thoroughfare. Still not convinced? Then be in Sala Mastroianni at noon: waiting for you there will be the rare, hand-coloured Lumière films belonging to the Auboin-Vermorel Collection, deposited at Cinémathèque française: actuality films, but also the first fiction films, such as the remarkable
Jeanne d’Arc or La Mort de Marat. Time for a little refreshment, then early in the afternoon it’s over to Cinema Arlecchino for a pyrotechnical feast of colour, with two artists who found the beating heart of their inspiration in the abstraction of forms and colour in rhythm to jazz music: Albert Pierru with his scratched and hand-painted films and Oskar Fischinger with his animations shot in magnificent Gasparcolor, recently identified in the archives of Gosfilmofond. Following that, three wonderful restorations of films shot with the delicate and moving Kinemacolor, the world's first successful natural colour film process. A system that still retains all its mystical allure, making every screening – today, just like in 1910 – a special event. Prepared to be enchanted.



Il Cinema Ritrovato Dvd Awards. XIII edizione
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, ore 12

In una cerimonia aperta al pubblico, la giuria composta da Paolo Mereghetti, Lorenzo Codelli, Alexander Horwath, Mark McElhatten, Jonathan Rosenbaum e Lucien Logette assegna i premi del Cinema Ritrovato Dvd Awards. Giunto alla XIII edizione, il Premio intende dare visibilità e incentivare i Dvd e i Blu-Ray di qualità realizzati in tutto il mondo nel settore dell’home entertainment. Al concorso partecipano Dvd e Blu-Ray pubblicati tra marzo 2015 e marzo 2016, relativi a film di acclamata importanza e di produzione anteriore al 1985, rispettando così la vocazione più generale del Festival. I premi sono suddivisi in cinque cate gorie: Miglior Dvd 2015/2016 (Premio Peter von Bagh), Miglior Blu-Ray 2015/2016, Migliori Bonus, Miglior Riscoperta di un film dimenticato, Migliore Collana/Cofanetto.

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Il Cinema Ritrovato Dvd Awards. 13th Edition
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, at 12pm
In a ceremony open to the public, a jury composed of Paolo Mereghetti, Lorenzo Codelli, Alexander Horwath, Mark McElhatten, Jonathan Rosenbaum and Lucien Logette will announce the winners of this year’s Il Cinema Ritrovato Dvd Awards. Now in its 13th edition, the awards aim to encourage and give visibility to quality home entertainment Dvds and Blu-rays from around the world. The competition is open to DVDs and Blu-rays released from March 2015 to March 2016 regarding films of importance produced prior to 1985, and thereby in line with the festival’s general theme. The awar ds are divided into five categories: Best DVD 2015/16 (Peter von Bagh Award), Best Blu-ray 2015/16, Best Special Features, Best Rediscovery of a Forgotten Film, Best Series/Box Set.



Ritrovati e Restaurati: A Woman of the World
Sala Mastroianni, ore 14.30

Due le scoperte offerte da A Woman of the World (1925): una è Pola Negri, l’attrice nata in Polonia e già diventata una stella in Germania sotto la direzione di Lubitsch: “l’affascinante, cosmopolita Pola è di nuovo tra noi, nei panni d’una pericolosa, cinica, tempestosa contessa italiana che reca un tatuaggio in ricordo di un’avventura amorosa”, secondo l’entusiasta stampa d’epoca, che tuttavia si sorprende di ritrovare la 'talentuosa Negri', avvezza a ruoli più drammatici e torbidi, protagonista d’una commedia americana 'francamente divertente', dove il suo esotico charme crea parecchi parapiglia nella vita morigerata d’una cittadina di provincia. L’altra scoperta sarà per molti il regista Malcolm St Clair, brillante talento cresciuto alla scuola e all’ombra di Mack Sennett, poi influenzato da Una donna di Parigi di Chaplin e dalle commedie di Lubitsch. La sua è una carriera che si allunga senza clamore fino agli anni Quaranta (dirigerà gli ultimi film di Laurel e Hardy), ma che con la fine del muto ha dato il meglio di sé, soprattutto in film, come questo, in cui riesce a bilanciare con mano ferma e leggera la commedia di costume e lo slapstick.

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Recovered and Restored: A Woman of the World
Sala Mastroianni, at 2:30pm
Two discoveries are offered by
A Woman of the World (1925): one is Pola Negri, the Polish born actress who had already found fame in Germany under the direction of Lubitsch: “The fascinating, continental Pola is with us once again. A dangerous, cynical, tempestuous Italian countess she is, wearing a tattoo – insignia of an amorous adventure”, according to contemporary press reports. They are, however, surprised to find the 'talented Pola Negri', accustomed to more dramatic and darker roles, as the protagonist of a 'genuinely entertaining' American comedy, where her exotic charm causes a certain amount of commotion in the life of a modest provincial town. The other discovery, for many of us, will be director Malcolm St Clair; a brilliant talent, he learned his trade as a disciple, and under the shadow of Mack Sennett, and was then strongly influenced by Chaplin’s A Woman of Paris and the comedies of Lubitsch. His career quietly stretched on until the 1940s (he will dire ct the very last Laurel and Hardy films), but by the end of the silent era he had already produced his best work, especially in films such as this, where with a light but steady hand he finely balances both comedy of manners and slapstick.

Ritrovati e Restaurati: Muriel ou le temps d’un retour
Cinema Arlecchino, ore 15.30

Nel nuovo restauro che recupera la bellezza della fotografia a colori di Sacha Vierny, molto compromessa nelle versioni circolanti, viene presentato domani Muriel ou le temps d’un retour, uno dei capolavori di Alain Resnais, premiato a Venezia 1963, grande film del cinema europeo ‘moderno’ sulle cicatrici mentali e sociali della guerra. Resnais e il suo sceneggiatore Jean Cayrol (già autore del testo di Notte e nebbia) scelgono una chiave obliqua per trattare il tema: mentre la borghese Delphine Seyrig cerca inutilmente di ritrovare il tempo perduto con un amante, il figliastro non si libera dal ricordo della ragazza che ha torturato durante la guerra d’Algeria. In anni in cui la guerra d’Algeria è il grande rimosso del cinema francese, Resnais la sceglie come ossessivo sfondo mentale per un film che è, ancora una volta, un’intensa, sperimentale riflessione sulla memoria e insieme sull’irrapresentabilità dell’orrore e della violenza.

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Recovered and Restored: Muriel ou le temps d’un retour
Cinema Arlecchino, at 3:30pm
Tomorrow sees the presentation of the new restoration of
Muriel ou le temps d’un retour, one of Alain Resnais’ masterpieces, which recovers the dazzling beauty of Sacha Vierny’s colour photography, much compromised in more recent versions. Winner of the Special Jury Prize at Venice in 1963, it is a great film of ‘modern’ European Cinema dealing with the psychological and social scars caused by war. Resnais and screenwriter Jean Cayrol (who previously wrote the screenplay for Nuit et brouillard) prefer an oblique angle from which to address the chosen topic: while bourgeois Delphine Seyrig tries in vain to recover lost time with a former lover, her stepson is unable to free himself from the memory of the girl he tortured during the Algerian War. At a time when the Algerian War was not mentioned in French Cinema, Resnais uses it as an obsessive mental background for a film that is, once again, an intense, experimental reflection on memory and the unrepresentability of horror and violence.

L'Albero degli zoccoli quarant'anni dopo: incontro con Alice Rohrwacher e alcuni membri del cast e della troupe
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, ore 16

È uno dei film che meglio hanno saputo raccontare la fine della cultura contadina – secondo il critico Morando Morandini “il più grande film italiano degli anni Settanta”. L'albero degli zoccoli è la ricostruzione di un mondo perduto, quello dei mezzadri bergamaschi di fine Ottocento. Per realizzarlo Ermanno Olmi si rifece alle proprie memorie familiari: “sono stato forgiato dentro questa realtà rurale. Quindi non ho pensato al cinema, è stato questo mondo contadino che mi ha stimolato, direi quasi costretto, a fare del cinema”. Quarant'anni dopo, saranno alcuni membri del cast e della troupe in compagnia della regista italiana Alice Rohrwacher, autrice dello splendido Le meraviglie, film sul mondo contadino premiato a Cannes nel 2014, a raccontare al pubblico del festival i segreti del capolavoro olmiano.
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L'albero degli zoccoli
forty years later: conversation with Alice Rohrwacher and some members of the film's cast & crew
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, at 4pm
It is one of the films that has best been able to recount the end of the peasant culture and, according to cinema critic Morando Morandini, “the greatest Italian film of the Seventies”.
L'albero degli zoccoli is the reconstruction of a vanished world, that of Bergamasco sharecroppers at the end of the 19th century. To make it, Ermanno Olmi drew from his own personal family memories: “I was forged inside this rural reality. Therefore, I wasn’t thinking about cinema; this rural world of farmers inspired me, I would almost say forced me, to make films”. Forty years later, it will be some members of the film's cast and crew together with the young Italian film-maker Alice Rohrwacher, the author of the wonderful Le meraviglie, a film about the world of farmers, awarded the Grand Prix at Cannes in 2014, to reveal the secrets of Olmi's masterpiece to the public of the festival.



Documenti e documentari: filmando i Kennedy
Sala Auditorium, ore 17

Robert Drew, Richard Leacock, D.A. Pennebaker e Albert Maysles possono essere considerati una sorta di Beatles del documentario, perché trasformarono il genere producendo un’ineguagliabile serie di classici. Tra il 1960 e il 1964 realizzarono quattro film dedicati a John F. Kennedy, Primary, Adventures on the New Frontier, Crisis e Faces of November, che vedremo nel nuovo restauro in 2K eseguito da Criterion a partire dai negativi 16mm originali e dai controtipi conservati presso l’Academy Film Archive. Se non è esagerato affermare che prima di Primary (sulle primarie del Wisconsin che videro Kennedy vincere sul senatore del Minnesota Hubert Humphrey) non esisteva il documentario come oggi lo intendiamo, vedere i quattro film insieme offre un punto d'osservazione privilegiato per seguire la nascita, le difficoltà iniziali e la maturazione del documentario americano moderno.
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Documents and Documentaries: Capturing the Kennedys

Sala Auditorium, at 5pm
Robert Drew, Richard Leacock, D.A. Pennebaker and Albert Maysles can in some ways be considered The Beatles of the documentary, because they transformed nonfiction film and produced an unmatched streak of classics. From 1960 to 1964 they made four films dedicated to John F. Kennedy:
Primary, Adventures on the New Frontier, Crisis and Faces of November, which we will see in new 2K versions restored by Criterion from the original 16mm negatives and fine grains preserved at the Academy Film Archive. If it is not too much to state that prior to Primary (about the Wisconsin Primary Election that saw Kennedy defeat Minnesota Senator Hubert Humphrey) the documentary film as we know it today did not exist, seeing these four films together offers us a privileged point of observation from which we can follow the birth, growing pains, and maturation of the modern American documentary.



Quai des Orfèvres in Piazza Maggiore
Piazza Maggiore, ore 21.45

Un classico del nero francese torna all'originario splendore grazie al nuovo restauro digitale in 4K di Studiocanal. La penultima giornata del festival si chiude in Piazza Maggiore con il capolavoro di Georges Clouzot che con questo film ritornò nel 1947 alla regia dopo l'ostracismo seguito alle ingiuste accuse di filo-nazismo. La Parigi di Quai des Orfèvres è soprattutto una città d'interni, le quinte del music-hall dove s'esibisce una cantante civettuola e ambiziosa, i corridoi cupi e le stanze fumose degli uffici di polizia dove s'indaga sul marito di lei, sospettato d'un delitto per gelosia. Intorno un’indimenticabile galleria di sanguigna umanità – dall a vittima, il vizioso impresario Brignon, al pianista geloso Martineau, alla fotografa lesbica Dora. Fuori, in aperture fugaci, c'è la città dolente di un dopoguerra che Clouzot dipinge con pessimismo, mentre l'impassibile disilluso e claudicante ispettore Jouvet stringe la corda intorno al collo del vero colpevole. Introduce Sophie Kopaczynski.
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Quai des Orfèvres in Piazza Maggiore

Piazza Maggiore, at 9:45pm
This classic French noir has been returned to its original splendour thanks to a new 4K digital restoration by Studiocanal. The penultimate day of the festival closes in Piazza Maggiore with this masterpiece by Georges Clouzot, who made his return to directing in 1947 with this film following his ostracisation after being falsely accused of harbouring pro-Nazi sympathies. The Paris of
Quai des Orfèvres is primarily a city of interiors; the backstage of the music hall where a flirtatious and ambitious singer flaunts herself, the dark corridors and smoky rooms of the police offices where her husband is questioned, suspected of a crime of jealousy. Around all this hangs an unforgettable crowd of hot-tempered humanity – from the victim, the depraved impresario Brignon, to the jealous pianist Martineau, to the lesbian photographer Dora. Outside, in fleeting glimpses, the pained city of the post-war era is pessimistically depicted by Clouzot, while the impassive, disillusioned limping Inspector Antoine, played by Louis Jouvet, tightens the rope around the neck of the real culprit. Introduced by Sophie Kopaczynski.



   
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Il Cinema Ritrovato

Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
ilcinemaritrovato@cineteca.bologna.it
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