lunedì 6 giugno 2022

Cinema nel Parco

 Ogni sera, dal 10 giugno al 6 settembre, l’arena ospita i film di maggior successo della stagione.

Programma

GIUGNO
Venerdì 10 Giugno, É stata la mano di Dio, P. Sorrentino
Sabato 11 Giugno, Il capo perfetto, F. L. de Aranoa
Domenica 12 Giugno, Diabolik, Manetti bros
Lunedì 13 Giugno, L’Arminuta, G. Bonito
Martedì 14 Giugno, Mulholland Drive, D. Linch – Restauro Cineteca – v.o. sott ita
Mercoledì 15 Giugno, La scuola degli animali magici, G. Schnitzler – sott Ukr
Giovedì 16 Giugno, Finale a sorpresa, M. Cohn e G. Duprat
Venerdì 17 Giugno, Freaks Out, G. Mainetti
Sabato 18 Giugno, Ennio, G. Tornatore
Domenica 19 Giugno, Qui rido io, M. Martone
Lunedì 20 Giugno, Lunana – Il villaggio alla fine del mondo, P. C. Dorji
Martedì 21 Giugno, Brotherhood, F. Montagner – con la presenza di Francesco Montagner in sala
Mercoledì 22 Giugno, Navalny, D. Roher
Giovedì 23 Giugno, Alcarràs, C. Simón
Venerdì 24 Giugno, Licorice Pizza, P. T. Anderson
Sabato 25 Giugno, Il ritratto del duca, R. Michell
Domenica 26 Giugno, Esterno notte parte 1, M. Bellocchio
Lunedì 27 Giugno, After Love, A. Khan
Martedì 28 Giugno, Fino all’ultimo respiro, J. Godard – Restauro Cineteca – v.o. sott ita
Mercoledì 29 Giugno, Assassino sul Nilo, K. Branagh
Giovedì 30 Giugno, Spencer, P. Larraín

martedì 31 maggio 2022

jazz allo Spirito

 

SI RITORNA ALLO SPIRITO VENERDì

3 GIUGNO 2022 
PLAYING THE CHICAGO STYLE

Con la Roaring Twenties Jazz Band
Special Guest Carlo Atti

TUTTE LE DIREZIONI IN SPRINGTIME 2022

Torna la musica allo Spirito di Vigarano Mainarda (Ferrara) con la penultima data di Tutte le direzioni in Springtime, la rassegna organizzata da Il Gruppo dei 10, e torna la Roaring Twenties Jazz Band con “Playing the Chicago Style”, venerdì 3 giugno. Sarà una serata dedicata allo stile Chicago, momento fondamentale nella storia della musica jazz.

“Playing the Chicago Style” sarà infatti un omaggio al sax tenore e alla sua evoluzione come strumento prediletto del jazz. La serata è affidata alle entusiasmanti sonorità della Roaring Twenties Jazz Band composta da Andrea Smiderle alla tromba, Giacomo Scanavini al trombone, Bruno Fregna al clarinetto, Andrea Zardi al pianoforte, Tiberio Bragaglia al banjo, Giordano Giordani al basso acustico e Roberto Bergamini alla batteria. Per celebrare i ragazzi della “Austin High Gang” - il più vecchio aveva 16 anni - e in particolare la figura di Bud Freeman, primo grande sax tenore bianco, ospite speciale della serata sarà Carlo Atti.

“Prima di allora, il sax tenore era considerato prevalentemente uno strumento di accompagnamento - spiega Bruno Fregna della “Roaring” - noi dedicheremo a quel momento storico, e a coloro che lo hanno reso immortale, una concerto con un repertorio affine a quello che loro proponevano. Con noi ci sarà Carlo Atti, universalmente considerato uno dei sax tenori italiani di maggior spicco”.

Chiude la stagione, venerdì 10 giugno, “I Ribelli cantano Adriano”, omaggio a Celentano con Gianni Dall’Aglio alla batteria, Maurizio Bellini alla voce e tastiere, Guido Maselli alla voce, Davide Salzano alla batteria elettrica ed Alberto Ferrarini alla chitarra elettrica. La storica band canterà alcune delle più belle canzoni di Adriano Celentano, raccontate e arricchite da aneddoti dei mitici anni’ 60 accanto al ‘Molleggiato’ durante innumerevoli tournée e sale di registrazione: 24 mila baci, Pregherò, Storia d'amore, Il ragazzo della via Gluck, I non so parlar d’amore, e molti altri brani che hanno fatto la storia della musica italiana.

Gli appuntamenti si svolgeranno allo Spirito con inizio alle ore 20 – aperitivo e cena – e a seguire concerto. Tutte le info sono anche sul sito www.ilgruppodeidieci.com.

Per informazioni e prenotazioni:
Spirito via Rondona 11d, Vigarano (Ferrara)
0532.436122 e 339.4365837
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TUTTE LE DIREZIONI IN SPRINGTIME 2022

cinema di qualità

 

JURASSIC WORLD

IL DOMINIO

 

di Colin Trevorrow — USA, 2022, 146 minuti — Azione, Avventura, Fantascienza.

Con Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum.

 

PRIMA VISIONE

da giovedì 2 giugno

 

La creazione dei dinosauri è ormai una tecnologia open source, inoltre vari esemplari sono stati diffusi per il mondo, così il terzo capitolo della trilogia di Jurassic World tiene fede al proprio titolo e si fa globale. Non si tratta comunque di un finale definitivo, perché Jurassic World: Il dominio segna anche l'inizio di una nuova era per il franchise. Dopo che Jurassic World: Il regno distrutto era stato diretto da J.A. Bayona, la regia torna a Colin Trevorrow, sempre affiancato dal produttore Steven Spielberg. Confermato il cast, che riprende sia le vecchie glorie del film del 1993, sia i protagonisti degli ultimi capitoli tra cui Chris Pratt, Bryce Dallas-Howard e Omar Sy.

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TOP GUN: MAVERICK

 

di Joseph Kosinski — USA, 2022, 131 minuti — Azione.

Con Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell.

 

CONTINUA

da martedì 31 maggio

a lunedì 6 giugno

 

A sessant'anni Pete "Maverick" Mitchell è ancora un 'semplice' officiale al servizio dell'aereonautica americana. Aveva tutto per diventare generale ma Mav se ne infischia delle stelle e dell'uniforme, preferisce essere un pilota collaudatore e superarsi a colpi di Mach. In ritiro in un hangar, tra ricordi gloriosi e 'riparazioni', è richiamato dai suoi superiori per addestrare una flotta che dovrà affrontare una missione ad alto rischio in territorio nemico: lo smantellamento di una base segreta di uranio. Tra i giovani allievi c'è Bradley Bradshaw, figlio di Goose, amico e copilota, morto accidentalmente anni primi durante un'esercitazione. La loro relazione fatica a decollare mentre i demoni tuonano come un F-14 e la missione incombe. Quella militare e quella formativa.

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ESTERNO NOTTE

PARTE 1

 

di Marco Bellocchio — Italia, 2022, 163 minuti — Drammatico.

Con Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Toni Servillo, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi, Daniela Marra, Paolo Pierobon, Fabrizio Contri, Vito Facciolla.

 

Ultima proiezione:

mercoledì 1° giugno ore 21:00

 

1978. Aldo Moro, nel farsi campione del compromesso storico, firma la sua condanna: agli occhi delle Brigate Rosse, che vogliono il rovesciamento del governo, e a quelli della Democrazia Cristiana più conservatrice, che rifiuta qualunque coalizione con il Partito Comunista Italiano. Moro viene rapito dalle BR e trattenuto in prigionia per 55 giorni di buio, durante i quali all'esterno succederà di tutto: incontri al vertice, crisi di coscienza, tavoli politici e tormenti privati, accordi e disaccordi, e poi lettere, segnalazioni, comunicati, false piste e piste volutamente falsate, proteste di piazza, maxiprocessi, udienze. Tutto sotto gli occhi di tutti, eppure tutto segreto e misterioso. È quella notte esterna in cui l'Italia ha vissuto e continua a vivere, poiché il caso Moro, come molti altri misteri nazionali, resta impresso nella memoria di tutti, ennesimo vulnus di Stato destinato a non essere sanato.

"Aldo Moro è l'Italia", si dice in Esterno Notte, il film con cui Marco Bellocchio rimette mano al racconto del caso Moro, vent'anni dopo il suo Buongiorno, notte.

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Rassegna di Qualità

 

IL MALE NON ESISTE

 

di Mohammad Rasoulof — Germania, Repubblica ceca, Iran, 2020, 150 minuti — Drammatico.

Con Ehsan Mirhosseini, Shaghayegh Shoorian, Kaveh Ahangar, Alireza Zareparast.

 

Giovedì 9 giugno, ore 21:15

Venerdì 10 maggio, ore 15:00

 

Heshmat è un buon padre e un buon marito attento ai bisogni della famiglia. Ogni mattino si alza presto per andare al lavoro. Quale lavoro? Pouya non se la sente di essere colui che legalmente dovrà sopprimere una vita umana. Cosa dovrà fare per evitare questo compito? Javad non sa che insieme alla sua ufficiale dichiarazione d'amore in occasione del compleanno della fidanzata dovrà confrontarsi con un evento che l'ha scossa profondamente. Bahram è un medico che esercita in una località sperduta e che ha deciso di incontrare per la prima volta la nipote, che vive in Germania, per rivelarle un segreto...

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giovedì 12 maggio 2022

L'ombra del giorno

 

Rassegna di Qualità - 12 e 13 maggio

L'ombra del giorno

di Giuseppe Piccioni — Italia, 2022, 125 minuti
Drammatico

Con Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli, Valeria Bilello, Lino Musella.

Cinema Capitol  TRAILER
Cinema Capitol  SITO WEB
Cinema Capitol  PREVENDITA BIGLIETTI

Trama

Ascoli Piceno, 1938. Luciano è il proprietario di un ristorante che si affaccia sulla piazza principale della città, reduce della Grande Guerra dalla quale ha riportato una gamba perpetuamente offesa e l'amara consapevolezza di saper uccidere, se necessario. Simpatizza blandamente per il Partito Fascista al potere, conta fra le sue frequentazioni un gerarca locale e osserva le parate delle giovani italiane dalla finestra del suo frequentato esercizio. Un giorno davanti a quelle finestre appare Anna, giovane donna che si offre di svolgere qualsiasi lavoro, e Luciano la assume come cameriera. Presto diventerà evidente che Anna ha qualità particolari: ha studiato, è capace e piena di iniziativa. E fra i due comincia a nascere un sentimento che va oltre l'apprezzamento del datore di lavoro, o la gratitudine di una neoassunta.

Recensione

Giuseppe Piccioni torna nella sua città natale e ogni inquadratura del suo L'ombra del giorno riflette l'amore e la familiarità che prova verso il luogo dove è cresciuto: il ristorante di Luciano è creato dentro lo storico Caffè Meletti, che per gli ascolani è un simbolo e un testimone della Storia.

Così è anche Luciano, osservatore silenzioso che si fa i fatti suoi finché Anna e la realtà non irrompono nella sua vita in qualche misura rassegnata. Anna spariglia le carte e lo pone di fronte a scelte e dilemmi anche morali che Luciano non si aspettava, perché non è un giovane reduce ma un uomo fatto come lo erano i quarantenni nel Novecento, già appartenenti ad una terza età conclamata. Riccardo Scamarcio, anche produttore, lo interpreta completamente contro tipo, o almeno contro l'immagine con cui l'attore è stato spesso identificato in passato: bello, tracotante, capriccioso. Luciano è invece fisicamente "zoppo", caratterialmente morigerato, benché autorevole, stabile nelle emozioni e nella logica piena di buon senso. In lui c'è quella malinconia di chi "vive senza scelta né motivo" che dà forma a tutta la narrazione e colora una Ascoli Piceno che si fa teatro crepuscolare, piena delle ombre del titolo che sono il riflesso dei dubbi del protagonista e delle sue emergenti, pericolose certezze. "Come la penso io?", dirà Luciano a chi presume di conoscerlo, ma è evidente che lo chiede anche a se stesso, e dovrà prima o poi darsi una risposta. Per Scamarcio questo è il ruolo della maturità e della conferma come attore; accanto a lui Benedetta Porcaroli nei panni di Anna è una presenza giovane con qualche accenno di modernità di troppo ma una buona generosità interpretativa, e un coro di caratteristi come Lino Musella, l'ottimo Vincenzo Nemolato, e Antonio Salines, cui il film è dedicato poiché è mancato prima della sua uscita, mettono a frutto la loro esperienza teatrale. Unico anello debole Wael Sersoub in un ruolo che non possiamo rivelare, non tanto per incapacità dell'attore ma per qualche illogicità e disattenzione di troppo nel tratteggio del suo personaggio.

martedì 5 aprile 2022

Vinicio Capossela

 In occasione di “Round one thirty five 1990 – 2020. Personal Standards” il cantautore ripercorrerà il repertorio dei suoi standard personali dei primi album, accompagnato dagli storici collaboratori Giancarlo Bianchetti, Enrico Lazzarini e Antonio Marangolo che dei primi tre dischi aveva curato gli arrangiamenti, a partire da quel “All’una e trentacinque circa” a cui il titolo del concerto si richiama.

Immagine dell'evento

 

Il 12 ottobre di 31 anni fa usciva “All’una e trentacinque circa”, il primo disco di Vinicio Capossela. L’album, nato sotto l’egida del grande Renzo Fantini e tenuto a battesimo da Francesco Guccini, vinse la Targa Tenco e segnò l’inizio di un felice e caleidoscopico percorso artistico.
All’una e trentacinque circa il Pjazza di Bellaria Igea Marina si svuotava e diventava la culla dei nottambuli e dei lunatici, quelli che non si arrendono mai e, se si arrendono, lo fanno in grande stile. Erano loro il primo pubblico delle canzoni di questo disco, registrate su una cassetta in un pomeriggio d’agosto del 1989. Pochi mesi più tardi, la cassetta finì nello stereo di Francesco Guccini in via Paolo Fabbri 43, e da lì nelle generose mani di Renzo Fantini, manager e produttore dello stesso Guccini e di Paolo Conte. Un anno dopo la registrazione di quella cassetta, sempre ad agosto, il disco prese vita e divenne una sorta di film noir. Un Round midnight girato nell’Emilia dei CCCP e di Pier Vittorio Tondelli.
Alla fine dell’estate 1990, una sera, nel locale Il posto di Verona c’era anche Enrico De Angelis, che segnalò Capossela ad Amilcare Rambaldi per invitarlo al Premio Tenco di quell’anno. «Vinicio seguiva stilisticamente una strada che noi amavamo moltissimo: quella di Tom Waits e di Paolo Conte. […] Ci colpì il fatto che quel modo di scrivere e cantare […] avesse trovato un continuatore». Nel 1991 il disco fu premiato con la Targa Tenco per la migliore opera prima, in ex aequo con Passa la bellezza di Mauro Pagani.
Così quell’orario di esibizione si è trasformato in un disco odoroso di pioggia e moquette. Lampi biografici, canzoni scritte ad anticipare la vita quando ancora ci si faceva pace. Asfalto, lamieroni, locali epifanici come l’Escandalo o il Corallo. Istantanee disarmanti che rendono epico il viaggio, in cui è il suono, più che il senso delle parole, a dare corpo al mondo. «I suoni fanno da sfondo a un mondo immaginario. Un mondo pieno di guai, affollato di guitti stralunati, strade chiassose e vecchie macchine». I suoni sono quelli di Antonio Marangolo, Jimmy Villotti, Ellade Bandini, Enrico Lazzarini.
Tutto è partito da una melodia al pianoforte che ricordava una canzone di Dylan, I Was Young When I Left Home.
Le parole ce le ha messe la vita con le sue fratture, e quel soffio ha allargato tutta la geografia. È l’epica del pianobar.

Dove

Teatro Comunale C. Abbado - Corso della Libertà 5 - Ferrara

Quando

8 aprile 2022

Orari

ore 21.00

Tariffe

PREZZI (comprensivi del diritto di prevendita)
PLATEA 60,50
PALCHI CENTRALI € 55,00
PALCHI LATERALI € 44,00
GALLERIA IV ORD € 33,00
LOGGIONE V ORD € 27,50

 

venerdì 1 aprile 2022

Urania

 “L’uomo che possedeva il mondo”, Charles Eric Maine, Urania Collezione 230, marzo 2022

L’astronauta Robert Carson perde la vita nel drammatico tentativo di diventare il primo uomo a raggiungere la Luna.

Quando la sua navicella spaziale, la Wanderer II, fallisce una delicata manovra, Carson si ritrova a vagare nel vuoto cosmico su un’orbita sbagliata, destinato a una lenta agonia. Decide di restare vivo il più a lungo possibile e continuare a parlare con il suo registratore fino all’inevitabile, che non si fa attendere.

Ottomila anni dopo, Carson si risveglia.

Riapre gli occhi in una stanza dalla luce incandescente, con il corpo avvolto in una rete di cavi, e scopre di essere stato riportato in vita su Marte, in un mondo in cui la morte è ritenuto un “male curabile”, specialmente se avviene nello spazio, come nel suo caso. E specialmente se c’è un motivo importante per riportarlo in vita.

Sono stati gli scienziati marziani a risvegliarlo, e la loro motivazione non è da poco: a causa di una serie di avvenimenti storici, come beneficiario postumo di una fondazione a suo nome e di un mastodontico fondo fiduciario che nei millenni ha finanziato i grandi cambiamenti del mondo… Robert Carson si ritrova di fatto a essere il padrone di tutto il pianeta Terra!

C’è solo un problema: giù sulla Terra, dentro un mastodontico mausoleo, in una teca di cristallo… giace ancora il suo corpo, recuperato millenni dopo la morte proprio dalla fondazione che porta il suo nome.

Chi sarà dunque il vero Robert Carson?

E quali motivi potrebbero avere, i coloni marziani, per mandare un Robert Carson fasullo a reclamare il loro antico pianeta natale, con cui sono ormai in conflitto da tempo?

Preparatevi a immergervi He Owned the World (1960), un gioiello della Golden Age della fantascienza, in una nuova traduzione integrale!

 

 

Charles Eric Maine (Liverpool 1921 – Londra 1981) pseudonimo di David McIlwain, è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico. Autore di Timeliner (1955), Crisis 2000 (1955) e The Isotope Man (1957), ha iniziato a interessarsi alla fantascienza in giovane età, frequentando associazioni di appassionati del genere insieme a John Burke e Sam Youd. Autore per radio e tv, ha trasposto molte delle sue storie sulla carta stampata.

Fra i numerosi romanzi dell’autore comparsi su Urania ricordiamo “Delitto alla base spaziale” (Urania n. 657), “Mondo di donne” (Urania n. 415), “Senza traccia” (Urania n. 560),  “Il grande contagio” (Urania Collezione n. 72) e “Luna chiama Terra” (Urania Collezione n. 221).