lunedì 27 giugno 2016

Consigliati oggi a Jazz Ascona

Primo giro di boa per la 32. edizione di JazzAscona, che grazie agli oltre 180 concerti con artisti di spicco e nuovi talenti sta riscuotendo grande successo. Questa sera, l’incontro tra Glen David Andrews con i 2Twogether promette faville, e il carisma del nuovo fenomeno del boogie woogie e del rock ‘n’ roll, Ladyva, coinvolgerà tutta la piazza.

Ascona, Svizzera – C’è chi dice che sia uno dei sodalizi più interessanti di questa edizione. Certo è che quando talenti di questo calibro si incontrano, il mix che ne esce non può che essere esplosivo. Da un lato del palco il cantante e trombonista della Crescent City, Glen David Andrews: “Con la sua capacità di intrattenimento fuori dal normale – ha dichiarato il direttore artistico del festival, Nicolas Gilliet – sono molto fiero di ospitarlo. È parte della grande famiglia Andrews di New Orleans e in passato abbiamo avuto praticamente tutti i suoi membri a JazzAscona”. Dall’altro lato i 2Twogether, ossia Jérôme Cardynaals alla batteria e Simon Oslender all’organo Hammond, due incredibili talenti del groovy jazz europeo, entrambi non ancora ventenni. Con loro, anche Bruno Müller, chitarrista di grande esperienza che ha collaborato con Mezzoforte, Till Brönner e Joe Sample, fra gli altri. L’incontro di tutti questi artisti promette davvero scintille!

Da New Orleans, saliranno sui palchi del festival anche Lillian Boutté, carismatica cantante jazz, blues e R&B e considerata ormai "La Regina di Ascona", e Anaïs St. John, artista dalle invidiabili doti di intrattenimento che richiamano il suo trascorso nel cabaret.

Sono molti i nomi di spicco che si esibiscono a JazzAscona. La manifestazione, però, è anche vetrina per talenti emergenti che vogliono farsi strada nella scena jazz internazionale. Per la prima volta, il festival ospiterà la pianista bernese Ladyva. Giovanissima, la musicista vanta già una carriera sorprendente – basti pensare che l’anno scorso è stata invitata a suonare a Londra e a Glasgow per l’80esimo compleanno della leggenda del rock’n’roll Jerry Lee Lewis! Imperdibile!

Con numerose esibizione delle tre band finaliste, da questa sera entra nel vivo la fase finale della decima edizione dello Swiss Jazz Award, che si svolge come da tradizione a JazzAscona. Gli occhi sono già puntati a giovedì prossimo, giorno dell’elezione del vincitore dell’ambito riconoscimento

 

Lunedì 27 giugno
Oggi vi consigliamo:
 

19.15 – 20.45              Stage Papa Joe’s
                                    La Section Rythmique &
                                    Hetty Kate


21.30 – 23.15              Stage New Orleans
                                    The Louis Night
                                     SwingRocket

21.30 – 23.00             Jazz Club Casinò
                                   Glen David Andrews
                                   with 2Twogether
                                   feat. Bruno Müller


                                    Jazz Club Casinò
                                    Swingin’ & Dancin’
23.00                           Dancer’s meeting
23.30 – 01.00              Gotha Swing
                                    with Francesca De Vita &
                                    Henrik Persson

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foto:
JazzAscona 23.6.2016 - The New Orleans Jazz Vipers. NOLA SOUNDS at Jazz Club Casino stage - Audience . credit: An Jae Kyung


Lunedì al "Cinema ritrovato"

Universal Pictures: King of Jazz
Cinema Jolly, ore 11

Dopo Who's Crazy? la musica jazz torna protagonista nella rassegna Universal Pictures: gli anni di Laemmle Junior. King of Jazz (1930) è un monumento all’età nuova, al cinema parlato, cantato, ballato. La superproduzione Universal mise insieme Paul Whiteman, direttore della principale orchestra da ballo americana; John Murray Anderson, artefice di spettacolari riviste a Broadway; un cast stellare di ballerini e cantanti (tra cui un giovane Bing Crosby); e la lucentezza del primo Technicolor. Il risultato fu un’incomparabile interpretazione cinematografica della musica jazz e della rivista musicale. Grazie al restauro della Universal, per la prima volta dopo quasi ottantacinque anni, gli spettatori potranno vedere e ascoltare King of Jazz in una forma più fedele all’originale. Altra incursione jazz nel cinema giapponese a colori con Jazz musume tanjo, vivace commedia musicale con una trama alla Cenerentola, prodotto dalla Nikkatsu nel 1957 e interpretato da due popolari divi dell'epoca, Chiemi Eri e Yujiro Ishihara.

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 Universal Pictures: King of Jazz
Cinema Jolly, 11 a.m.
After
Who’s Crazy?, jazz music once again takes centre stage in the section Universal Pictures: the Laemmle Junior Years. King of Jazz (1930) was a monument to a new era with a talking, singing and dancing movie. Musicals were knocking on the door. Universal’s super production brought together Paul Whiteman, leader of the country’s top dance orchestra, John Murray Anderson, director of spectacular Broadway revues, a top ensemble of dancers and singers (including a young Bing Crosby), and sparkling early Technicolor. The end result was an unparalleled cinematic interpretation of jazz music and the musical revue. Thanks to the restoration by Universal, for the first time in close to 85 years, audiences will be able to see and hear King of Jazz in a form more faithful to the original. Another foray into Japanese colour cinema by jazz music is Jazz musume tanjo, a lively musical comedy with a Cinderella style plot, produced by Nikkatsu in 1957 and interpreted by two popular stars of that era, Chiemi Eri and Yujiro Ishihara.
 


L’idea di conservare il cinema: Jacques Ledoux alla Cinémathèque Royale de Belgique
Sala Auditorium, ore 11

Da quest'anno, all’interno degli incontri del Cinema Ritrovato, abbiamo deciso di ricordare le figure più rilevanti di quasi ottant’anni di storia della FIAF. Persone che hanno svolto un compito non facile: costruire un intero sapere, sviluppare un’azione – come conservare, come restaurare, come programmare una sala. Insomma, dare un senso alla parola ‘cineteca’. Abbiamo iniziato con sette personalità che hanno avuto un ruolo di rilievo per le proprie cineteche e conseguentemente per le cineteche di tutto il mondo: João Bénard da Costa, Vladimir Dmitriev, Marie Epstein, Jac ques Ledoux, Ernest Lindgren, P.K. Nair, Paulo Emilio Sales Gomes. Al centro della conferenza di lunedì 27, Jacques Ledoux, figura leggendaria che portò la Cinémathèque Royale de Belgique all’avanguardia nel settore dell’archivistica, del restauro e della programmazione. Ne parleranno lo scrittore e regista Eric de Kuyper, che fu vice-direttore del Nederlands Filmmuseum e che conobbe molto bene Ledoux, e Nicola Mazzanti, attuale direttore della Cinémathèque Royale de Belgique..
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Jacques Ledoux at the Cinémathèque Royale de Belgique

Sala Auditorium, 11 a.m.
From this year, during the meetings of Il Cinema Ritrovato, we have decided to start remembering the most significant outstanding personalities from the nearly eighty years of FIAF’s history. They are people whose task has not been easy: constructing an entire field of knowledge and developing new activities – how to conserve, how to restore, how to programme. In short, they have had to give meaning to the term ‘film archive’. We chose to begin with key personalities who played a significant role both within their own archives and within film archiving worldwide: João Bénard da Costa, Vladimir Dmitriev, Marie Epstein, Jacques Ledoux, Ernest Lindgren, P.K. Nair and Paulo Emilio Sales Gomes. Jacqu es Ledoux, a legendary figure who took the Cinémathèque Royale de Belgique to the forefront of the archiving, restoration and programming sector, will be centre stage at the conference on Monday 27. The filmmaker and writer Eric de Kuyper, who was deputy director of the Netherlands Filmmuseum and knew Ledoux very well, and Nicola Mazzanti, the current director of the Cinémathèque Royale de Belgique, will speak about this subject.



Lezione di Cinema: incontro con i fratelli Dardenne
David Robinson e Goffredo Fofi raccontano Buster Keaton

Sala Auditorium, ore 12 e 16

Dopo la consegna del Premio FIAF e la proiezione della versione restaurata di La Promesse, Jean-Pierre e Luc Dardenne incontrano il pubblico del festival. I due fratelli cineasti belgi dialogano con Nicola Mazzanti (Cinémathèque Royale de Belgique) per raccontare il loro cinema fatto di 'cose molto concrete', aggrappato alla realtà, che permette allo spettatore di diventare intimo testimone di vite quotidiane ai margini. Si intitola invece Buster Keaton, uno dei sogni più belli della nostra vita la lezione che due celebri studiosi e critici di cinema, David Robinson e Goffredo Fofi, dedicano al grande genio comico.
 

Cinema Lesson: meeting with the Dardenne brothers
David Robinson and Goffredo Fofi tell us about Buster Keaton
Sala Auditorium, 12 noon and 4 p.m.
After the awarding of the FIAF Prize and the screening of the restored version of
La Promesse, Jean-Pierre and Luc Dardanne will meet the public at the festival. The two Belgian brothers will talk with Nicola Mazzanti (Cinémathèque Royale de Belgique) about their films, which are made of 'very concrete things', embrace reality, and all ow the viewer to become a personal witness to daily life on the margins. The lesson given by the two famous film critics and scholars, David Robinson and Goffredo Fofi, on the other hand, is entitled Buster Keaton, one of the most beautiful dreams of our life, in honour of the great comic genius.


Incontri sul restauro – FIAF Film Restoration Summer School
Sala Auditorium, ore 9 e 14

Al via gli incontri sul restauro organizzati nell’ambito della FIAF Film Restoration Summer School. Il programma degli incontri ha lo scopo di mantenere vivo un dibattito intorno alle tematiche del restauro nonché di aggiornare e informare sugli studi realizzati intorno ai casi specifici e all’utilizzo delle tecnologie per permetterne la realizzazione. Due gli appuntamenti di lunedì 27, l’incontro (in inglese) con la Commissione Tecnica FIAF e la tavola rotonda Progetto Technès: Il cinema e le sue tecniche
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Focus on restoration – FIAF Film Restoration Summer School
Sala Auditorium, 9 a.m. and 2 p.m.
The meetings about restoration organized as part of the FIAF Film Restoration Summer School get under way. The programme of restoration lectures has the specific aim of keeping alive the debate on restoration issues, as well as updating and providing information about specific case studies and the use of restoration technology. There are two events on Monday 27, the meeting (in English) with the FIAF Technical Commission and the round table Technès Project: The cinema and its techniques.



Ritrovati e Restaurati
Sala Mastroianni e Cinema Arlecchino

Lunedì 27 il programma dei Ritrovati e Restaurati offre alcuni grandi film socialmente coraggiosi: El puño de hierro di Gabriel García Moreno, film muto messicano (uno dei pochi giunti fino a noi, considerato che il 90% dei film prodotti tra il 1896 e il 1931 è andato perduto) che nel 1927 parla di droga e delle sue conseguenze in modo estremamente esplicito; Déjà s’envole la fleur maigre di Paul Meyer, uno dei più grandi film sull’emigrazione e sull’impossibilità dell’integrazione, un film dove le vittime, gli emigrati, siamo noi italiani; Die Letzte chance di Leopold Lindtberg, opera profondamente umanista sul tema dei profughi di guerra in Svizzera, che nel 1945 pone al paese e al mondo il tema dell’accoglienza di coloro che scappano dalla furia nazifascista. E inoltre, Les Portes de la nuit, l’ultimo film del trio Carné-Prevert-Kosma. Sarà un fiasco, eppure ci sono poche opere che raccontano così bene l’oscurità, la doppiezza, il dolore della fine di una guerra che aveva segnato il tessuto umano e sociale della Francia.

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Recovered and Restored
Sala Mastroianni and Cinema Arlecchino
On Monday 27 the programme of Recovered and Restored is offering some great socially courageous films: Gabriel García Moreno’s
El puño de hierro (1927), a Mexican silent film (one of the few that we have come across, considering 90% of Mexican silent cinema production from 1896 to 1931 has been lost) which talks about drugs and their human consequences in a very explicit way; Paul Meyer’s Déjà s’envole la fleur maigre, one of the greatest films about migration and the impossibility of integration, a film in which the victims, the migrants, are Italians; Leopold Lindtberg’s Die Letzte Chance, a profoundly humanist work on the subject of war refugees in Switzerland, which in 1945 exposed the country and the world to the importance of accepting people fleeing from Nazism. And also, Les portes de la nuit (1946), the last film with t he trio of Carné, Prevert and Kosma. It was a fiasco, and yet there are few films that offer such a compelling portrait of darkness, falseness and the pain at the end of a war that had left an indelible mark on France’s human and social fabric.




Grand Tour italiano: 61 film dei primi anni del ’900
Andrea Meneghelli presenta il nuovo Dvd delle Edizioni Cineteca di Bologna
Sala Mastroianni, ore 12.15

Volete vedere la bellezza? Oltre un secolo fa, frotte di cineoperatori italiani e non attraversano l’Italia in lungo e in largo per filmare paesaggi, borghi, città, eventi, fabbriche, usi e costumi del nostro paese, a beneficio di una categoria tutta nuova, gli spettatori cinematografici di tutto il mondo. Con il nuovo cofanetto Grand Tour italiano. 61 film dei primi anni del ’900, pubblicato dalle Edizioni Cineteca di Bologna, partiamo a bordo di una macchina che viaggia nello spazio e nel tempo, toccando centinaia di luoghi, dalla Sicilia al Cervino. L’Italia come non l’abbiam o mai vista, sospesa tra Ottocento e modernità, nelle immagini antiche e rare che sono sopravvissute (e nei restauri della Cineteca di Bologna e di altre prestigiose cineteche, accompagnati dalle musiche di Daniele Furlati). Il curatore Andrea Meneghelli presenta il cofanetto alla fine del programma Italia 1896 – In onore di Aldo Bernardini della sezione 1896. Cinema anno uno.
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‘Grand Tour italiano’: 61 films from the early 20th century
Andrea Meneghelli presents the new DVD from the Cineteca di Bologna Editions
Sala Mastroianni, 12.15 p.m.
Do you wish to see beauty? Over a century ago, hordes of cine-camera operators, from Italy and also further afield, travelled across Italy to film the landscapes, villages, cities, events, factories, customs and traditions of our country, for the benefit of a whole new category of person, the cinemagoers from around the world. With the new box set Grand Tour italiano. 61 film dei primi anni del ’900 (Italian Grand Tour: 61 films from the early 20th century), published by Cineteca di Bologna Editions, we hop aboard a machine travelling through time and space, stopping off at hundreds of destinations, from Sicily to Monte Cervino. Italy a s we’ve never seen it before, suspended between the nineteenth century and modernity, in the old and rare images that have survived (restored by the Cineteca di Bologna and other prestigious film archives, with music by Daniele Furlati). The curator Andrea Meneghelli will present the box set at the end of the programme
Italy 1896 – In Honor of Aldo Bernardini from the 1896. Year One of Cinematography section.


Documenti e documentari: Nicolas Roeg: It's About Time
Sala Auditorium, ore 18.30

“Un film è una combinazione magica e misteriosa di realtà, arte, scienza e soprannaturale – ed è anche una porta d'accesso alla natura del tempo, e forse persino un primo indizio per risolvere l'enigma del perché siamo in questo mondo”. Sono parole del regista britannico Nicolas Roeg. I suoi film innovativi e visionari – Performance, Walkabout, Don’t Look Now, The Man Who Fell to Earth... – hanno esplorato gli aspetti più oscuri dell'animo umano, spingendo i generi oltre le convenzioni. Il documentario di David Thompson ricostruisce la sua carriera attraverso interviste ai suoi collaboratori (gli attori Julie Christie, Ther esa Russell, ex moglie di Roeg, e Donald Sutherland), ai registi influenzati dai suoi film (Danny Boyle, Ben Wheatley, Mike Figgis) e allo stesso Roeg, solitamente restio a interviste e dichiarazioni, che guida la narrazione con il suo pensiero divagante.
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Documents and documentaries: Nicolas Roeg: It's About Time
Sala Auditorium, 6.30 p.m.
“A film is a magical and mysterious combination of reality, art, science and the supernatural – as well as a gateway to the nature of time, and perhaps even the first clue in solving the puzzle of what we’re doing in this world”. These are the words of the British director Nicolas Roeg. His innovative and visionary films,
Performance, Walkabout, Don’t Look Now, The Man Who Fell to Earth..., have explored the darkest parts of the human soul, pushing genres beyond conventions. The documentary by David Thompson reconstructs his career using interviews with those who have worked with him (the actors Julie Christie and Theresa Russel, Roeg’s ex-wife, and Donald Sutherland), the directors influenced by his films (Danny Boyle, Ben Wheatley and Mike Figgis), and also Roeg himself, usually loath to give interviews or make statements, who leads the narrative with his wandering thoughts.


Ritrovati e Restaurati: Valmont in Piazza Maggiore
Nel pomeriggio lo sceneggiatore Jean-Claude Carrière incontra il pubblico
Piazza Maggiore, ore 21.45, e Sala Auditorium, ore 17

Valmont è Le relazioni pericolose, romanzo epistolare libertino settecentesco di Choderlos de Laclos, secondo Miloš Forman. Valmont è il giovane Colin Firth (al suo primo ruolo di rilievo, ovviamente pre-Oscar e anche pre-Bridget Jones, ma già capace di indossare i costumi d’epoca come pochi altri), da non confondere con John Malkovich, che fu un Valmont assai più luciferino nel film di Stephen Frears uscito l 'anno prima. Frears/Malkovich allora eclissarono Forman/Firth, dunque il film è tutto da riscoprire in questo restauro in 4K che fa sfolgorare la ricostruzione storica. Del romanzo di Laclos il film coglie, assai più del gemello, il dato giocoso della sfida erotica, il divertimento intellettuale ma esuberante, la carnalità ironica della geometria seduttiva – che vede Valmont tra Annette Bening, Madame e ‘maestra’, e Meg Tilly, incorruttibile marchesa. La riuscita del film va soprattutto alla sceneggiatura, scritta dal regista insieme a Jean-Claude Carrière, che incontrerà il pubblico del festival in una Lezione di Cinema alla presenza di Sophie Seydoux e Paul Rassam.
Recovered and Restored: Valmont in Piazza Maggiore
In the afternoon, the screenwriter Jean-Claude Carrière meets the public
Piazza Maggiore, 9.45 p.m. and Sala Auditorium 5 p.m.
Valmont is Les Liaisons dangereuses, a libertine eighteenth century epistolary novel by Choderlos de Laclos, according to Miloš Forman. Valmont is the young Colin Firth (in his first major role, obviously pre-Oscar and pre-Bridget Jones, but still capable of wearing period clothing like few others), not to be confused with John Malkovich, who was a much more satanic Valmont in the film by Stephen Frears that came out the year before. Frears/Malkovich eclipsed Forman/Firth at the time, so the film is yet to be discovered in this restoration in 4K, which makes the historical reconstruction shine. The film grasps the playful aspect of the erotic challenge, the intellectual yet exuberant enjoyment and the ironic sensuality of the seductive geometry, which sees Valmont between Annette Bening, Madame and ‘mistress’, and Meg Tilly, the incorruptible marchioness, much more than its twin. The success of the film is mainly due to the screenplay, written by the director togeth er with Jean-Claude Carrière, who will be meeting the festival audience in a Cinema Lesson with Sophie Seydoux and Paul Rassam.

  
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Il Cinema Ritrovato
Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
ilcinemaritrovato@cineteca.bologna.it
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sabato 25 giugno 2016

Primo fine settimana a Jazz Ascona

Continuano a pieno ritmo i numerosi concerti di JazzAscona per un fine settimana all’insegna dell’esperienza New Orleans. Grande protagonista sarà il pianoforte, con un tributo ai colossi del piano blues e R&B della Crescent City e una suggestiva Piano Night, coordinata da Davell Crawford. Domenica ampio spazio al jazz ticinese, a cominciare dalla SMUM Big Band, che omaggerà Jay McShann. E grazie ai Music Hours – i concerti diurni – il lungolago si inebria di note jazz già dal mattino.

Ascona, Svizzera – Ci sono artisti che sono dei veri e propri animali da palcoscenico, che oltre a essere bravi performers, sono anche grandi intrattenitori. Ed è a uno di questi che andrà l'Ascona Jazz Award 2016. Davell Crawford, infatti, ha sì una grande personalità musicale, ma anche eccezionali doti di entertainer e di direttore musicale. Impossibile non rimanere affascinati dalla sua capacità di spaziare con estrema agilità dal gospel al jazz, dall’R&B al funk, lasciando però sempre una sua inconfondibile impronta musicale. Sul palco di JazzAscona, sabato sera Crawford omaggerà i grandi maestri del piano blues e R&B di New Orleans: da "Professor" Longhair a James Booker, da Doctor John a Allen Toussaint, senza dimenticare Fats Domino, in un emozionante sguardo sul meglio della musica della Crescent City degli ultimi decenni! Ad accompagnarlo, un trio d’eccellenza con il bassista Barry Stephenson e, alla batteria nientemeno che Herlin Riley, artista che già da solo vale il viaggio.
Crawford coordinerà domenica sera anche una Piano Night. Immaginatevi l’imponenza di due pianoforti a coda e l’atmosfera intima di un piccolo teatro. E sei pianisti, sei grandi pianisti sullo stesso palco: Christian Willisohn, David Paquette, Paul Longstreth, Tom McDermott e il ticinese Silvan Zingg. Ritmi e personalità diverse racchiuse in un’esperienza unica (ultimi biglietti disponibili al numero +41 78 733 66 12).

Il primo fine settimana di JazzAscona è davvero ricco di musica. Questa sera lasciatevi conquistare dal senso dello swing di China Moses, l’elettrizzante figlia di Dee Dee Bridgewater e del regista Gilbert Moses. Applaudita negli ultimi anni non solo in Europa, ma anche in Canada e in Asia, è un graditissimo ritorno per JazzAscona. Prima volta sul lungolago, invece, per l’Hammondista Barbara Dennerlein protagonista in duo con il batterista Pius Baumgartner. Premiata a più riprese, ama il jazz “perché è sinonimo di libertà”. Una sensazione che farà rivivere anche al pubblico.

L’ambasciatore svizzero del boogie woogie Silvan Zingg non sarà l’unico ticinese, domenica, a calcare i palchi del festival. Il jazz made in Ticino approda a JazzAscona! La SMUM Big Band, nata dal connubio artistico-didattico tra docenti e studenti della Scuola di Musica Moderna di Lugano e Losone, proporrà un tributo al grande pianista Jay McShann, nel centenario della sua nascita. Con il loro repertorio, i Soul Factory ci faranno invece rivivere la musica dei mostri sacri del soul, da Ray Charles, a Etta James, da Aretha Franklin a Tina Turner, per citarne solo alcuni.

JazzAscona sarà anche imperdibile occasione per imparare a destreggiarsi tra balli swing e Lindy Hop. Questo fine settimana ballerini professionisti terranno due delle quattro lezioni gratuite e alla portata di tutti. “Si tratta di un ballo – spiegano gli insegnanti – che è la celebrazione della pura gioia di essere vivi. Grazie all’ironia, fondamentale per lo swing, permette di guardare a se stessi e agli altri con il sorriso sulle labbra”. Positività e divertimento assicurati!
 

Sabato 25 giugno
Oggi vi consigliamo:

 
18.00                       
Collegio Papio
Swing Dance Class with
Francesca De Vita & Henrik Persson
Entrata gratuita

19.45 – 21.00          
Jazz Club Casinò 
Barbara Dennerlein Duo

21.15 – 23.15           
Stage Papa Joe’s
China Moses

21.15                        
Jazz Club Casinò
Ascona Jazz Award 2016 Celebration
to Davell Crawford

21.30 – 23.15           
Stage New Orleans
Swiss Jazz Award 2015 Winner
Raphael Jost & Lots of Horns

21.30 – 23.00          
Jazz Club Casinò 
Doctors, Professors, Kings & Princes of New Orleans Piano
with Davell Crawford Trio feat. Herlin Riley
Tribute to Dr. John, Professor Longhair, James Booker, Fats Domino and Allen Toussaint!
                                 
23.15 - …                  
Jam Session at Papa Joe’s
with Teedy Boutté & Paul Longstreth and Shamarr Allen      
 

Domenica 26 giugno
Oggi vi consigliamo:

 
12.00 – 14.00         
Ristorante Piazzetta
Friends       
Gilliet Brothers with Thomas L’Etienne, Uli Wunner, Denny Ilett, Giorgos Antoniou

18.00                       
Collegio Papio
Swing Dance Class with
Francesca De Vita & Henrik Persson
Entrata gratuita

19.45 – 21.00          
Jazz Club Casinò 
Anaïs St. John & her Italian New Orleans Connection

20.00                       
Teatro del Gatto
Piano Night: 2 pianos & 6 pianists
Davell Crawford, Christian Willisohn, David Paquette, Paul Longstreth, Tom McDermott, Silvan Zingg
with Herlin Riley, drums & Barry Stephenson, bass
Ticket: CHF 20.00
Riservazioni: + 41 78 733 66 12

21.30 – 23.00          
Jazz Club Casinò
Tribute to Jay McShann
SMUM Big Band
with special guest John Michael Bradford 

 



Quella presentata è solo una selezione dei numerosi concerti che ogni giorno si svolgono a JazzAscona. Per il programma completo e per maggiori informazioni consultare il sito internet www.jazzascona.ch.

 

Domenica al Cinema ritrovato

Cento anni fa: Krazy Serial 1916
Sala Mastroianni, ore 9

Primo appuntamento con il Krazy serial ideato da Mariann Lewinsky all’interno della sezione dedicata ai film del 1916. Non un serial vero e proprio, anche se il nucleo centrale è costituito dal serial parodico di Jacques Feyder Le Pied qui étreint, ma sei programmi costruiti, con gesto dadaista, attraverso il libero assemblaggio. Non a caso, perché numi ispiratori ne sono il Krazy Kat di George Herriman (in verità Topo Ignazio lanciò il primo mattone sulla testa di Krazy Kat all’alba del 1910, ma la prima, gloriosa striscia domenicale a tutta pagina apparve il 23 aprile 1916) e il Dadaismo. Nel primo programma, intitolato Parodia / Ready Made, s i passa dall’episodio 1 all’episodio 1777 di Le Pied qui étreint, in cui Feyder si prende chiaramente gioco dei serial alla Perils of Pauline, e si prosegue con Les Gaz mortels di Abel Gance.

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One hundred years ago: Krazy Serial 1916
Sala Mastroianni, 9 a.m.
On Sunday 26 the first appointment with the Krazy Serial conceived by Mariann Lewinsky as part of the section dedicated to the films of 1916 will be screened. It is not a serial in the real sense of the word, although its central focus is Jacques Feyder’s parody serial
Le Pied qui étreint (The Strangling Foot), but six programs constructed with a Dadaist attitude using free assemblage. And not by chance, because it is inspired by George Herriman’s Krazy Kat (actually Ignatz the Mouse threw his first brick at Krazy Kat as early as 1910, but the first glorious full-page Sunday cartoon appeared on April 23rd, 1916) and Dadaism. The first program, entitled Parodia / Ready Made, passes from episode 1 to episode 1777 of Le Pied qui étreint (The Strangling Foot), in which Feyder is clearly poking fun at serials à la Perils of Pauline, and continues with Les Gaz mortels by Abel Gance.
 



The Film Foundation’s World Cinema Project
Feng gui lai de ren di Hou Hsiao-hsien
Sala Scorsese, ore 11

Per il nono anno consecutivo Il Cinema Ritrovato dedica uno spazio importante alle cinematografie del mondo grazie ai restauri del World Cinema Project, un progetto speciale di Martin Scorsese nato in seno a The Film Foundation. Due i restauri promossi e sostenuti insieme alla Cinémathèque Royale de Belgique: I ragazzi di Feng Kuei di Hou Hsiao-hsien e Taipei Story di Edward Yang (in programma lunedì 27), due opere fondanti della nouvelle vague taiwanese. I ragazzi di Feng Kuei è un film fondamentale per il cinema cinese perché Hou Hsiao-hsien “seppe rivoluzionarne la compr ensione e la visione del mondo, e superando le impasse del classicismo e del modernismo d’importazione definì la possibilità di un nuovo e originale punto di vista sul mondo contemporaneo” (Olivier Assayas). Il film sarà introdotto in sala da Nicola Mazzanti (Cinémathèque Royale de Belgique).
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Feng gui lai de ren
by Hou Hsiao-hsien
Sala Scorsese, 11 a.m.
For the ninth consecutive year, Il Cinema Ritrovato showcases films from around the world with restorations by the World Cinema Project, Martin Scorsese’s special scheme, which originated within the Film Foundation. This year’s selection includes two restorations jointly launched and supported with the Cinémathèque Royale de Belgique,
The Boys from Fengkuei (1983) by Hou Hsiao-hsien, and Taipei Story (1985) by Edward Yang, two seminal titles for the Taiwanese Nouvelle Vague. The Boys from Fengkuei is a film of fundamental importance for Chinese cinema because Hou Hsiao-hsien “was able to bring a veritable revolution in its manner of apprehending and regarding the world, and, overcoming the impasses of classicism and imported modernism, he defined the possibility of a new and original point of view on the contemporary world” (Olivier Assayas). It w ill be introduced in the cinema by Nicola Mazzanti (Cinémathèque Royale de Belgique).



Lezione di Cinema: Bertrand Tavernier
Sala Auditorium, ore 12

Dopo aver inaugurato il Festival con il suo Voyage à travers le cinéma français, in cui con le doti d’irresistibile affabulatore che lo contraddistinguono ci trascina in un viaggio personale e divertente alla scoperta del cinema e dei cineasti francesi che hanno costellato la sua vita, Bertrand Tavernier incontra il pubblico del Cinema Ritrovato per una Lezione di Cinema che ripercorre le tappe di una carriera avviata negli anni Sessanta come critico cinematografico e felicemente proseguita dietro la macchina da presa. Mezzo secolo di cinema e di amore per il cinema. Dialoga con il regista, Gian Luca Farinelli.
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Cinema Lesson: Bertrand Tavernier
Sala Auditorium, 12 noon
Bertrand Tavernier has opened the Festival with his
Voyage à travers le cinéma français, and with his irresistible gift as a storyteller he has taken us on an entertaining personal journey to discover the French films and film-makers that have stood out in his life. He then meets the audience of Il Cinema Ritrovato for a Cinema Lesson that retraces his career, which began in the sixties as a film critic and continued behind the camera . Half a century of cinema and love of the cinema. He will be talking to Gian Luca Farinelli..

Technicolor & Co.: Marnie
Due o tre cose che so di Marnie: lezione di cinema di Jean Douchet
Cinema Arlecchino, ore 14.15, e Sala Auditorium, ore 17

Ci sono film che non possiamo immaginare in bianco e nero, in cui il dramma, la comicità, la tensione, il ritmo sono intessuti dal colore, che diviene uno degli attori protagonisti. Marnie è il cappotto verde di Tippi Hedren, la sottoveste appena celeste che Sean Connery le strappa, la borsetta gialla stretta tra le mani, e naturalmente il biondo ‘à la Hitchcock’ dei suoi capelli. Tutti colori che potremo apprezzare nelle tonalità autentiche della co pia originale 35mm dye transfer Technicolor proveniente dalla Academy Film Archive per concessione di Universal. Nel corso della sua Lezione di Cinema, il noto critico francese Jean Douchet ci proporrà la sua analisi i Marnie.

 Technicolor & Co.: Marnie
Two or three things I know about Marnie – a Cinema Lesson with Jean Douchet

Cinema Arlecchino, 2.15 p.m. and Sala Auditorium, 5 p.m.
These are films we simply cannot imagine in black and white. Their drama, comedy, tension and rhythm are woven together by color, which in turn becomes a starring actor itself.
Marnie is Tippi Hedren’s green coat, the pale blue petticoat that Sean Connery rips off her, the yellow handbag she clutches, and of course the blond ‘à la Hitchcock’ of her hair. We can appreciate all these colors with the authentic tonality of the vintage Technicolor 35mm dye transfer print from the Academy Film Archive courtesy of Universal. During his lesson, the renowned French critic Jean Douchet will offer us his analysis of Marnie.



Ritrovati e Restaurati: Who’s Crazy? Il film ritrovato con le musiche di Ornette Coleman
Sala Scorsese, ore 14.30

Ritrovato e Restaurato: definizione perfetta per Who’s Crazy? di Thomas White. Girato in Belgio nel 1965, fonde in sé due improvvisazioni: quella dei componenti del Living Theatre (senza Judith Malina e Julian Beck) e quella di Ornette Coleman, considerato il padre del free jazz, che con il suo trio (che, oltre allo stesso Coleman al sax, include David Izenzon al contrabbasso e Charles Moffett alla batteria) registra in due giorni l’incredibile colonna sonora. Dopo la proiezione di Cannes del 1966 il film scompare e fino al 2015 lo si considera perduto. Alla morte di Coleman, Vanessa McDonnell, regista, fondatrice della Grand Motel Film e fan del musicista, si mette alla ricerca del film. Rintraccia avventurosamente White e scopre che la pellicola proiettata a Cannes giace malconcia nel suo garage del Connecticut. Il restauro è condotto con John Klacsmann della Anthology Film. In programma anche uno dei capolavori di Kenji Mizoguchi, Ugetsu monogatari, restaurato da The Film Foundation e Kadokawa Corporation e introdotto in sala da Margaret Bodde, e Les Abysses, esordio esplosivo e provocatorio di Nico Papatakis, restaurato da Gaumont.

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Rediscovered and Restored – Who’s Crazy? The rediscovered film with music by Ornette Coleman
Sala Scorsese, 2.30 p.m.
Rediscovered and Restored: the perfect definition for
Who’s Crazy? by Thomas White. Shot in Belgium in 1965, it is a fusion of two improvisations, one b y the members of the Living Theatre (without Judith Malina and Julian Beck), and one by Ornette Coleman, considered the father of free jazz, who recorded the soundtrack with his trio (which included David Izenzon on bass and Charles Moffett on drums as well as Coleman himself on sax). After being shown at Cannes in 1966, the film disappeared and was considered lost until 2015. When Coleman died, Vanessa McDonnell, director, funder of the Grand Motel Film and a fan of the musician, started searching for the film. She tracked White down and discovered that the film shown at Cannes was lying in his garage in Connecticut in a sorry state. The restoration was carried out with John Klacsmann of Anthology Film. One of the masterpieces of Kenji Mizoguchi, Ugetsu monogatari, restored b y the Film Foundation and Kadokawa Corporation and presented in the cinema by Margaret Bodde, is also on the program, as well as Les Abysses, the explosive and provocative debut of Nico Papatakis, restored by Gaumont.



Documenti e documentari: El hombre que quiso ser Segundo e Natural Resistance
Sala Auditorium, ore 18, e Sala Scorsese, ore 21.45

Il cinema che racconta il cinema, indaga il suo passato e i personaggi che ne hanno fatto la storia: come Segundo de Chomón, pioniere del cinema a trucchi raccontato da El hombre que quiso ser Segundo di Ramón Alós, un gioco di specchi costruito attorno alla figura fantasmatica del fratello gemello di Chomón, mescolando documentario e finzione. Introducono il film, Ramón Alós, la produttrice Livia Cortese e l’attore Enrico Vecchi. Sarà invece Jonathan Nossit er a introdurre il suo Resistenza naturale, documentario che racconta la ribellione di un movimento di vignaioli e agricoltori ‘naturali’ a un sistema politico-economico che omologa la produzione agroalimentare. Prima della proiezione, presso Il Cameo di Piazzetta Pasolini, degustazione di quattro vini di Cascina degli Ulivi raccontati da Stefano Bellotti e Jonathan Nossiter. L’appuntamento con Nossiter è anche alle 19, presso la Libreria Coop Ambasciatori, per la presentazione del suo nuovo saggio Insurrezione culturale. Per una nuova ecologia della cultura (DeriveApprovi, 2016).

Documents and Documentaries: El hombre que quiso ser Segundo and Natural Resistance
Sala Auditorium, 6 p.m., and Sala Scorsese, 9.45 p.m.
Cinema that tells th e story of cinema, investigates its past and the figures that have made its history, like Segundo de Chomón, pioneer of the trick films depicted in
El hombre que quiso ser Segundo by Ramón Alós, a game of mirrors constructed around the imaginary figure of Chomón’s twin brother, mixing documentary and fiction. The film will be introduced by Ramón Alós, the producer Livia Cortese and the actor Enrico Vecchi. Jonathan Nossiter will present his documentary Natural resistance, which tells the story of a movement of ‘natural’ wine dressers and farmers against an economic and political system that levels off agricultural production. Before the screening there will be a tasting of four wines from Cascina degli Ulivi described by Stefano Bellotti and Jonathan Nossiter. The appointment with Nossiter is also at the Libreria Coop Ambasciatori at 7 p.m. for the presentation of his new essay. It is entitled Cultural Insurrection. For a new ecology of culture (DeriveApprodi, 2016).

Cerimonia di consegna del Premio FIAF ai fratelli Dardenne
Teatro Comunale, ore 19.15

Grande evento conclusivo delle due giornate del Symposium FIAF, la consegna del Premio FIAF ai due fratelli cineasti Jean-Pierre e Luc Dardenne, autori di un cinema del sociale che coniuga etica e maestria cinematografica, che hanno fatto del loro sguardo senza filtri sulla realtà contemporanea una chiave di stile. A seguire, sarà proiettato La Promesse, il lungometraggio che a metà anni Novanta ha fatto conoscere i due fratelli belgi a livello internazionale e che già propone alcuni dei temi e delle figure che caratterizzeranno il loro cinema: un protagonista adolescente, vittima delle scelte degli adulti, e la rappresentazione del mondo del lavoro precar io e marginale, quello degli immigrati sfruttati illegalmente nei paesi europei.
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Ceremony for the awarding of the FIAF Prize to the Dardenne brothers
Teatro Comunale, 7.15 p.m.
The final event of the two-day FIAF Symposium is the awarding of the FIAF Prize to the two filmmaking brothers Jean-Pierre and Luc Dardenne, whose social cinema combines ethics and cinematographic mastery. They have made their uncompromising vision of contemporary reality a key characteristic of their style. Afterwards, La Promesse will be shown, the feature film which made the two Belgian brothers famous at an international level in the mid nineties. It already included some of the themes that charac terize their cinema: a teenage protagonist who is a victim of the choices of adults, and a representation of the world of the most insecure and marginalized work, that of the immigrants illegally exploited in European countries.

Omaggio a Marlon Brando: One-Eyed Jacks in Piazza
Piazza Maggiore, ore 21.45

L’unico film diretto da Marlon Brando, un grande western irregolare e affascinante quanto il suo autore e interprete. One-Eyed Jacks nasce da un soggetto di Sam Peckinpah, passa per le mani di Kubrick, ma è Brando a farlo completamente proprio, anche nella dismisura: il film che lui gira dura quasi cinque ore, il final cut della produzione lo riduce agli attuali 141 minuti. Il nuovo restauro, recuperandone i colori arsi e primari, ne ristabilisce con forza la modernità: se la storia è uno standard (la vendetta di un giovane rapinatore contro l’ex compagno più anziano che l’ha abbandonato), la costruzione di Brando è un personalissimo intre ccio di tensioni edipiche, pulsioni masochiste, riflessioni figurative sulla violenza. Un’opera unica che scandaglia il cinema classico per affacciarsi, prepotente e anticipatore, al clima del new american cinema.
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Homage to Marlon Brando – One-Eyed Jacks in the Piazza
Piazza Maggiore, 8.45 p.m.
The only film directed by Marlon Brando, a great western that is as rebellious and fascinating as its maker and interpreter. One-Eyed Jacks was based on an idea of Sam Peckinpah and passed through the hands of Kubrick, but it was Brando who made it completely his own, even in its excess. The film that he shot lasted almost five hours, and the final cut reduced it to its current 141 minutes. The latest restoration recovers its burnt primary colors and forcefully reestablishes its modernity. Although the story is a standard one (the revenge of a young armed robber against his older ex-partner who has abandoned him), Brando’s construction is a very personal web of oedipal tensions, masochistic instincts and figurat ive reflections on violence. A unique work that plumbs classic cinema only to emerge, overbearing and ahead of its time, into the atmosphere of the new American cinema.


La magia della proiezione a carboni: Stella Dallas
Piazzetta Pier Paolo Pasolini, ore 22.15

Prima serata in cui Piazzetta Pasolini riaccende le luci preziose della proiezione con lampada a carboni: esperienza raccolta, per happy few (ma attenzione perché i posti a sedere finiscono in un battibaleno). Stella Dallas è un film imperdibile per molte/i: per chi ama la purezza (perversa) del melodramma, le lacrime versate sull’‘amore sublime’, le grandi interpretazioni femminili. Stella è la provinciale di pochi mezzi che sposa un ricco, ha una figlia, si separa, e per non intralciare l’ascesa sociale della rampolla accetta il più straziante sacrificio. La storia ha avuto varie versioni cinematografiche; la più celebre Stella dello schermo è stata Barbara Stanwyck, nel film del 1937 di King Vidor; ma questa Belle Bennett, diretta nel 1925 da un regista di gran maestria sentimentale come Henry King, sarà una vera scoperta – grazie anche alla sceneggiatura di Frances Marion, una delle massime scrittrici del cinema muto americano, che nella perfetta ‘quadratura’ melodrammatica inserisce riflessioni sul ruolo materno e le dinamiche sociali.
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The magic of carbon lamp projection: Stella Dallas
Piazzetta Pier Paolo Pasolini, 10.15 p.m.
The first evening on which the magic lights of carbon arc projector are turned on again – an experience reserved for the lucky few (but watch out because the seats run out in the blink of an eye). Stella Dallas is an unmissable film for the many people who love the (perverse) purity of melodrama, the tears shed for ‘sublime love’, and great female interpretations. Stella is a provincial woman of limited means who marries a rich man, has a daughter, separates, and accepts the most excruciating sacrifice in order not to hinder the social ascent of her offspring. The story has had a variety of film versions. The most famous Stella of the screen was Barbara Stanwyck in the 1937 film by King Vidor, but this Belle Bennett, directed in 1925 by a great master of emotions like Henry King, was a real find – thanks in part to the screenplay by Frances Marion. She was one of the best writers of American silent movies, and introduced ideas about the role of mothers and social dynamics into the perfect melodramatic equilibrium.

   
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Il Cinema Ritrovato
Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
ilcinemaritrovato@cineteca.bologna.it
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venerdì 24 giugno 2016

Jazz a Comacchio

Una nuvola di profumo per tornare indietro nel tempo. È quella che accoglierà il pubblico di “Brut di Fabergé”, la divertente e originale serata organizzata dal Gruppo dei 10 per ricordare la mitica fragranza, molto maschile, che impazzava negli anni ‘60-70. L’appuntamento, per ricordare con un pizzico di nostalgia la leggendaria bottiglietta verde della colonia francese, sarà sabato 25 giugno al bar Ragno di Comacchio per una nuova serata targata “Tutte le Direzioni in Summertime 2016”.

Un’iniziativa che però sarà soprattutto da ascoltare. L’indimenticabile essenza darà lo spunto a un inedito gruppo di eccellenti musicisti per rievocare la musica dei night di quel periodo, da Fred Bongusto a Gino Paoli fino a Bruno Martino, Marino Barreto Jr, Umberto Bindi e altri big dell’epoca. Un omaggio esclusivo a una musica che profumava già di jazz.

Protagonisti della serata saranno il cantante Alan Farrington, considerato uno dei maggiori jazz singer con splendidi sconfinamenti nel rythm & blues, Jacopo Jacopetti al sax, Roberto Soggetti al piano e Riccardo Fioravanti al basso. A dare il giusto ritmo ci penserà il nostro Ellade Bandini che accarezzerà tamburi e piatti.

Lo slogan dell’aperitivo-evento sarà “quando faccio una cosa mi piace farla bene, per questo ho scelto Brut di Fabergé”. Per chi, negli anni ‘60-70, non usciva di casa senza essersi spruzzato il profumo dal carattere virile e forte, questa frase non ha bisogno di spiegazioni. Per tutti gli altri si tratta della dichiarazione detta da Pelè in un carosello passato alla storia.

L’aperitivo-evento prenderà il via alle 20.30 al bar Ragno in via Camillo Benso Conte di Cavour 1 a Comacchio. Per informazioni e prenotazioni contattare il numero 0533 81284.

Apre il "Cinema ritrovato"

Bertrand Tavernier è l’ospite d’onore di questa edizione che si apre nel segno dei Lumière e dunque del cinema nella sua essenza, nel suo principio, nelle sue molte ragioni d’essere. Quest’anno Tavernier, autore di film tra i più belli degli ultimi quarant’anni di cinema francese, presenta a Bologna, dopo l'anteprima a Cannes, il suo personale voyage nel cinema del proprio paese, come beneaugurante avvio del festival (ad accompagnarlo in sala, i produttori Jérôme e Nicolas Seydoux). Una personale recherche du cinéma perdu che intesse evocazioni autobiografiche e favolose scoperte sui cineasti che Tavernier ha amato, intervistato, conosciuto, sostenuto. “È come se un amico caro ci raccontasse gli amori della sua vita, i suoi più intimi segreti. Tavernier lo fa in maniera lucida, colta, semplice e commovente. Scopriamo un altro Gabin, un altro Renoir e molti dei film che vedremo nel programma del Cinema Ritrovato” (Gian Luca Farinelli). Que la fête commence!
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Festival Opening: Bertrand Tavernier presents
Voyage à travers le cinéma français Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, at 4pm
Bertrand Tavernier is the guest of honour at this edition, which opens on the Lumière brothers and therefore the essence of cinema, its beginnings, its many reasons for being. This year Tavernier, director of some of the most beautiful French films of the last forty years,
presents in Bologna (after the Cannes premiere) his own personal voyage through the cinema of his country, as a sort of best wishes for the opening of the festival (accompanying him will be producers Jérôme and Nicolas Seydoux). It represents a personal recherche du cinéma perdu that interweaves autobiographical evocations with fabulous discoveries concerning a variety of film-makers who were loved, interviewed, known and supported by Tavernier. “It is like a dear friend telling us about the loves of his life, recounting his innermost secrets. Tavernier does this in a lucid, cultured, simple and moving way. We discover another Gabin, another Renoir, and many of the films that are in the Cinema Ritrovato Programme” (Gian Luca Farinelli). Que la fête commence!



Ritrovati e Restaurati
Karpo Godina presenta i suoi corti, Bruno Zanin introduce Amarcord
Sala Scorsese, ore 14.30 e Cinema Arlecchino, ore 21.45

La sezione più classica del Cinema Ritrovato continua a offrire un punto di vista privilegiato sui migliori restauri eseguiti in tutto il mondo, in 35mm e in digitale. I Ritrovati e Restaurati 2016 compongono un mosaico di classico e moderno, fuori e dentro il ‘canone’ della storia del cinema, tra capolavori acclamati e scoperte. L’offerta include Amarcord di Federico Fellini, nel restauro della Cineteca di Bologna supervisionato da Giuseppe Rotunno – introdotto in sala da Bruno Zanin, interprete del personaggio di Titta nel film, e preceduto da un montaggio di outtakes realizzato da Giuseppe Tornatore – ma anche un autore sorprendente come Karpo Godina, che sarà al festival per presentare i suoi cortometraggi, dove l’osservazione di quella che era la Jugoslavia è riscaldata da una vena ironica, sovversiva, poetica. Questa prima giornata propone inoltre i restauri di Signore & signori, Gado Gado e Westfront 1918.

Restored and Recovered. Karpo Godina presents his short films, Bruno Zanin introduces Amarcord
Sala Scorsese, at 2:30pm and Cinema Arlecchino, at 9:45pm
Il Cinema Ritrovato’s hallmark section continues to offer an unparalleled view of the best in 35mm and digital restorations from around the world. Recovered & Restored is a mosaic of classic and contemporary works, from both inside and outside the 'canon' of film history, acclaimed masterpieces and discoveries. The offering includes
Amarcord by Federico Fellini, in the copy restored by Cineteca di Bologna, supervised by Giuseppe Rotunno – introduced by Bruno Zanin, who played Titta in the film. Preceded by a montage of out-takes, edited together by Giuseppe Tornatore – as well as the amazing Karpo Godina, who will be at the festival to present his short films about the former Yugoslavia with an ironic, subversive and poetic point of view. This first evening also sees the screening of restorations of Signore & signori, Gado Gado and Westfront 1918.



Tutti i colori del Cinema Ritrovato
The Patsy di Jerry Lewis e Bílý ráj di Karel Lamač

Cinema Arlecchino, ore 14.15 e Sala Mastroianni, ore 15.30

Il colore quest’anno è il centro nascosto del festival, riemerge in ogni sezione con l’arcobaleno di cromie che ha caratterizzato l’intera storia del cinema a tutte le latitudini, con copie vintage e nuovi restauri. Nel primo giorno del festival si potrà vedere Bílý ráj (1924) di Karel Lamač nella versione restaurata nel 2016 da Ja n Ledecký e dal Národni Filmový Archiv. “Non c’è altro modo di sapere che cos’è davvero un film muto imbibito e virato se non vederne uno”, spiega Mariann Lewinsky. “Non perdete l’esperienza unica di una copia positiva in bianco e nero, colorata per imbibizione e per viraggio, una copia vera e non un facsimile, un riversamento, un’approssimazione, una simulazione. È una visione entusiasmante”. Con un salto in avanti di quarant’anni, si inaugura la sezione Technicolor & Co. con la prima delle sue rarissime vintage print, la copia originale 35mm dye transfer Technicolor dell’irresistibile The Patsy (1964) di Jerry Lewis, un film “plasticamente sontuoso: il lavoro sui colori, opera dello splendido operatore Wallace Kelley, è una delizi a per la sua modernità sottilmente aggressiva” (Benayoun). Precede Tiger Rag, uno dei “film senza macchina da presa” di Albert Pierru, realizzati negli anni Cinquanta dipingendo a mano la pellicola e graffiando l’emulsione.

All the Colours of Il Cinema Ritrovato The Patsy by Jerry Lewis and Bílý ráj by Karel Lamač
Cinema Arlecchino, at 2:15pm and Sala Mastroianni, at 3:30pm
Colour is the hidden heart of this year’s festival, re-emerging in every section through the rainbow of tonality that characterises the entire history of cinema, along all its latitudes, in vintage copies and new restorations. On the first day of the festival you can watch
Bílý ráj (1924) by Karel Lamač, in the 2016 newly restored version by Jan Ledecký and Národní Filmový Archiv. “There is no other way to know what a tinted and toned silent film really looks like but to watch one”, explains Mariann Lewinsky. “Do not miss this unique opportunity to experience a black and white positive print, coloured by tinting and toning; an authentic copy, not a facsimile, a transfer, an approximation or a simulation. It is a blissful experience”. We take a leap forward in time by forty years to inaugurate the Technicolor & Co. section, with the first of its extremely rare vintage prints, the original 35mm Technicolor dye transfer print of the irresistible The Patsy (1964) by Jerry Lewis, a film that is “visually sumptuous: the study of colour, the work of gifted director of photography Wallace Kelley is a delight for its subtly aggressive modernity” (Benayoun). Preceded by Tiger Rag, one of Albert Pierru’s “films without a camera”, produced in the 1950s by drawing, hand painting and scratching the emulsion.

 Jacques Becker – L’idea stessa di libertà: Goupi Mains rouges e Le Trou
Cinema Jolly, ore 18.15 e 21.30

Era uno dei cineasti intellettualmente più rispettati e più amati dai suoi contemporanei. Innamorato del jazz e del cinema americano, ‘vieille France’ come Max (Jean Gabin) in Grisbi, passa da un genere all’altro e da un ambiente all’altro con l’eleganza suprema del suo Arsène Lupin. Al via la retrospettiva dedicata al grande Jacques Becker (1906-19 60) con due capisaldi della sua opera: la versione (restaurata da Pathé) di Goupi Mains rouges, il più bel film sul mondo contadino del cinema francese (che fa il paio con il più bel film sul mondo contadino del cinema italiano, L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, in programma il 30 giugno), introdotto in sala dal curatore della rassegna Bernard Eisenschitz e dal supervisore del restauro Noël Véry, e il suo ultimo capolavoro, Le Trou, con cui Becker, per dirla con le parole di Serge Daney che hanno dato titolo alla rassegna, ha “filmato l’idea stessa di libertà”.
 
Jacques Becker – The Very Idea of Freedom:
Goupi Mains rouge and Le Trou
Cinema Jolly, at 6:15pm and 9:30pm
He was one of the most highly regarded and respected directors amongst his peers. A lover of jazz and of American Cinema. A 'vieille France' like Max (Jean Gabin) in
Grisbi, switching genres and milieus with the supreme elegance of his Arsène Lupin character. Our retrospective dedicated to the great Jacques Becker (1906-1960) gets underway with two cornerstones of his work. First, the Pathé restored version of Goupi Mains rouges, French cinema’s most beautiful film about the world of peasant farmers (a companion piece to Italian cinema’s most beautiful film about world of peasant farmers, Ermanno Olmi’s L’albero degli zoccoli, in programme 30th June). The screening will be introduced by the curator of this section, Bernard Eisenschitz, and the restoration supervisor Noël Véry. Followed later on in the evening by his final masterpiece, Le Trou, in which Becker, to quote the words of Serge Daney that lent themselves to the title of the section, managed to “film the very idea of freedom”.


Cineconcerto: Tempi moderni di Chaplin
Con l’accompagnamento dal vivo dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock
Piazza Maggiore, ore 21.45

Serata inaugurale del trentennale e primo Cineconcerto del Cinema Ritrovato 2016. Sul grande schermo di Piazza Maggiore ritorna Charlie Chaplin, artista-faro del Novecento, da quindici anni al centro delle attività di restauro e ricerca della Cineteca di Bologna. L’Orchestra del Teatro Comunale, diretta da Timothy Brock, eseguirà le musiche che Chaplin compose per Tempi Moderni e che lo stesso Brock ha restaurato. L’eccezionale ampiezza visiva e acustica, porterà nuovo incanto a un film (quasi) muto uscito in epoca sonora, segnato da un uso magistrale degli effetti e delle musiche; uno dei vertici dell’arte di Chaplin e sua ultima apparizione nei panni del Vagabondo. Scolpite nella memoria universale le immagini di Charlot che avvita bulloni in accelerazione convulsa, a cavalcioni di giganteschi ingranaggi, alienato, disoccupato, innamorato. Tempi moderni è il più grande film, meravigliosamente comico, sulla dannazione della modernità e sullo sfruttamento sociale alla base del capitalismo; e il Vagabondo e la Monella che s’allontanano insieme resta “la più riuscita rappresentazione della felicità umana mai portata su uno schermo” (Peter von Bagh).

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Cineconcert: Modern Times by Chaplin. Accompanied by live music performed by the Teatro Comunale di Bologna Orchestra, directed by Timothy Brock
Piazza Maggiore, at 9:45pm
The opening evening of the 30th anniversary and the first Cineconcert of Il Cinema Ritrovato 2016. Charlie Chaplin returns to the big screen in Piazza Maggiore, the artist par excellence of the 20th century who has been at the centre of the Cineteca di Bologna’s restoration and research activities for 15 years. The Teatro Co munale di Bologna Orchestra, directed by Timothy Brock, will perform music composed by Chaplin for
Modern Times, which Brock also restored. The exceptional visual and acoustic breadth will bring a new enchantment to an (almost) silent film released during the era of sound, marked by a masterly use of effects and music; one of the highpoints of Chaplin’s art and his final appearance as the Little Tramp. Carved into universal memory are the images of the Tramp convulsively tightening bolts, astride gigantic gears, alienated, unemployed, in love. The wonderfully comic Modern Times is the greatest film about the damnation of modernity and the social exploitation that forms the base of Capitalism; and the Little Tramp and the Gamin on the road is “the most complete image of human happiness ever created on screen” (Peter von Bagh).
   
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Il Cinema Ritrovato
Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
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