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martedì 19 marzo 2019

Incontro con Franco Guerzoni

Franco Guerzoni, Luigi Ghirri, 1970
  CSAC
Centro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma

Incontro con Franco Guerzoni
I viaggi randagi con Luigi Ghirri

23 marzo 2019, ore 11.00
Abbazia di Valserena, Parma
ingresso gratuito


Sabato 23 marzo, alle ore 11, nella Sala delle Colonne dello CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, situato nell'Abbazia di Valserena, l’artista modenese Franco Guerzoni terrà una conversazione sulla sua opera, in particolare mettendo a fuoco gli anni ci collaborazione con Luigi Ghirri.

A cavallo tra Anni Sessanta e Settanta, Franco Guerzoni (Modena, 1948) e Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Roncocesi, 1992) hanno vissuto un’intensa amicizia, che diventò da subito anche una collaborazione. I contorni di questa collaborazione sono iscritti in un territorio preciso: c’è la Modena di quegli anni, la città che va espandendosi, le periferia e le nuove villette a schiera, e c’è soprattutto la campagna tra Modena e Mantova, una porzione di bassa padana, il paesaggio dietro casa che i due amici andavano quotidianamente perlustrando a bordo di una Cinquecento.

Ghirri fotografava, per lo più immagini di case abbandonate, rovine, muri, impalcature, fienili; fotografie che dovevano servire a Guerzoni come punto di partenza per i suoi lavori di quegli anni, quelli che confluirono in serie come Affreschi Dentro l’immagine. Oppure di scatti che sono documenti di opere che non esistono più, di azioni estemporanee, di esperimenti più o meno concordati.

È l’inizio, sotto il segno dell’amicizia, di una vicenda che si dispiegherà negli anni successivi nella ricerca dentro e fuori dalla pittura dell’ opera di Guerzoni, tra gli artisti più interessanti del paese, e di quella di Luigi Ghirri, forse il maggiore fotografo del nostro secondo Novecento, determinante per le successive generazioni di autori della fotografia.

La conversazione, a ingresso gratuito, è realizzata nell’ambito delle lezioni di Paolo Barbaro per Spazi Fotografici a Sarzana, presso Talent Garden Sarzana.
Seguirà la visita guidata alla mostra dedicata a Leonardo Ricci, sempre nella Sala delle Colonne, e a 1968. Un Anno all’interno della chiesa abbaziale.
L’ingresso alla visita guidata sarà ridotto a 5 Euro per i frequentanti Spazi Fotografici e gli iscritti Ordine Architetti Parma.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma iniziò a raccogliere grazie ad Arturo Carlo Quintavalle il suo primo nucleo di opere nel 1968, in occasione dell’esposizione dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MAXXI di Roma, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, il Design Museum di Londra, il Folkwang Museum di Essen e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Spazi Fotografici è una scuola-laboratorio di fotografia nata dall’idea del fotografo Davide Marcesini e da Orianna Fregosi responsabile eventi di Talent Garden Sarzana, con la collaborazione di Doc Creativity. L’idea del progetto è quella di raccontare, proteggere e valorizzare, attraverso la fotografia, il contesto umano, sociale e ambientale in cui viviamo. Il progetto comprende inoltre workshop, incontri e seminari di approfondimento con autori ed esperti (Contrasti Fotografici), laboratori didattici per bambini (Spazi Fotografici Kids) per avvicinare i più piccoli al linguaggio fotografico, produzione di progetti e campagne fotografiche sul territorio, attività d’archivio, catalogazione e studio critico.


CSAC Università di Parma
Abbazia Valserena
Strada Viazza Paradigna 1
43100 Parma

lunedì 15 gennaio 2018

Ettore Sottsass

entro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma
con
BDC – Bonanni Del Rio Catalog

INCONTRO CON
CARLO MARIA CELLA
Suoni e parole di un vagabondo

20 gennaio 2018, ore 18.00
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna 1, Parma


Sabato 20 Gennaio alle ore 18.00 si terrà preso l'Archivio-Museo CSAC di Parma l’incontro con Carlo Maria Cella dal titolo Suoni e parole di un vagabondo, secondo appuntamento di una serie di talk organizzati in collaborazione tra CSAC e BDC per approfondire diversi aspetti della vita e del lavoro del designer Ettore Sottsass, protagonista di due mostre, Ettore Sottsass. Oltre il Design e Ettore Sottsass Metafore #BDC18, in corso nelle rispettive sedi.

Con musica e letteratura – meglio, musiche e letterature - Sottsass ebbe rapporti sui quali c’è molto da immaginare. Unica certezza è che non visse di certezze, ma di esplorazioni nate nella rapsodicità di un pensiero felicemente disorganico. Sottsass lasciò che suoni e parole scritte, da lui o da altri, entrassero nella sua vita secondo le leggi del libero incontro, perché l’uomo aveva già dentro la cultura “on the road” degli eroi vagabondi che Fernanda Pivano portava a casa con le sue scoperte americane.

Carlo Maria Cella (Milano, 1949) svolge attività giornalistica di area culturale dal 1978, come redattore specializzato (per il supplemento Tuttolibri de “La Stampa” e il mensile “Musica Viva”), come critico musicale, notista, Capo Servizio Spettacoli de “Il Giorno”. Dal 2005 al 2015 è Capo Ufficio Stampa del Teatro alla Scala con competenze su Redazione Web, Archivio fotografico e progetto DAM (sistema di digitalizzazione estesa degli archivi storici). Dal 2015 al 2017 è responsabile dell’Ufficio Stampa del Piccolo Teatro di Milano–Teatro d’Europa. Come autore di programmi di sala, allinea collaborazioni con il Teatro alla Scala, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia.

Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi). Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. www.csacparma.it
BDC – Bonanni Del Rio Catalog è l’insieme sistematizzato delle attività e produzioni di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio relative ad arte contemporanea e dintorni. È composto da una serie in divenire di eventi, oggetti, luoghi, ognuno identificato da un numero progressivo. Il quartier generale di BDC è BDC28, una chiesa sconsacrata a Parma in Borgo Delle Colonne 28. www.bonannidelriocatalog.com



Didascalia immagine in apertura: Ritratto di Ettore Sottsass jr nel suo studio, 1979. Photo Silvia Lelli/Lelli e Masotti Archivio

domenica 15 novembre 2015

Foto,film,video per l'anno della luce

Lo CSAC partecipa all’Anno Internazionale della Luce
e delle tecnologie basate sulla luce proclamato dall'UNESCO
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione partecipa all’Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla luce, proclamato dall’UNESCO per il 2015, nell’ambito del programma di eventi promossi dall’Università di Parma, con la co-organizzazione di Comune di Parma e IMEM–CNR.

In questo programma si inserisce la mostra Luce. Scienza Cinema Arte, allestita al Palazzo del Governatore di Parma dal 14 novembre 2015 al 17 gennaio 2016. La sezione dedicata ad arte e fotografia, curata da Cristina Casero con Jennifer Malvezzi, comprende 80 lavori di matrice fotografica, film, video e installazioni, tutti incentrati sull’uso della luce, molti dei quali provenienti dallo straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi dello CSAC. Dai suoi archivi provengono infatti i prestiti relativi alle opere di Cioni Carpi, Bruno Di Bello, Franco Grignani, Nino Migliori, Ugo Mulas, Germano Olivotto, Luca Patella, Concetto Pozzati, Luigi Veronesi.
La mostra trova il suo ideale ampliamento in una sezione, curata da Francesca Zanella, nel contesto straordinario dell’Abbazia di Paradigna, sede dello CSAC, dove saranno esposte le opere appartenenti alle collezioni CSAC dove la luce assume un ruolo centrale.
Il racconto dispiegato dalle opere scelte per l’occasione mette in luce i nodi di una vicenda italiana che intreccia ricerca artistica, progettazione industriale, comunicazione di massa, indagine scientifica, e i numerosi riflessi tra un ambito e l’altro. I luoghi di approfondimento saranno nella sala delle Colonne e nella cappella Pittura Materia Téchne. Vediamo così la Macchina aerea di Bruno Munari (1930, in un multiplo del 1971) e, sempre di Munari, la minimale Lampada Bali (1958), quindi un’idea di ricerca estetica che si confronta con la scienza e la produzione di massa. È possibile poi ricostruire il contesto della fondamentale mostra "Arte programmata", concepita dallo stesso Munari e realizzata nel 1962, con opere riferibili a quel contesto: Struttura 301 e Specosfera di Enzo Mari (1956, 1965), Superficie magnetica di Davide Boriani, Strutturazione ritmica di Gianni Colombo, Schema luminoso variabile RR 66 di Grazia Varisco, Luce strutturata uno di Ennio Chiggio. Abbiamo poi Ensamble lumière et mouvement di Garcia-Rossi, Presenza non contaminata di Cioni Carpi. Nel percorso all’interno della chiesa nella rinnovata cappella Pittura Materia Téchne si confronteranno il cinetismo di Reflexion di De Marco, con l’attenzione alla qualità ottica dei materiali da parte di Getulio Alviani come in Superficie a testura vibratile, Superficie circolare e Superficie a tessitura vibratile esagono = cubo virtuale (1961, 1965, 1970), con Superficie Opaline (1975) di Enrico Castellani.
Ma i percorsi di luce all’interno del percorso espositivo della abbazia sono molteplici. Ad esempio sono da considerarsi riflessioni sullo spazio artistico che si nutre di elementi del quotidiano, lo spettatore che si riflette nell’opera Autostoppista viola di Michelangelo Pistoletto (1970) e la proiezione di luce che si fa costruzione di solida architettura in La porta con l’ombra di Giuseppe Uncini (1967).
Queste ed altre opere, assieme a quelle dislocate nell’esposizione di Palazzo del Governatore, ricevono un senso peculiare in rapporto, anche di prossimità fisica, con gli archivi dello CSAC, istituzione che proprio della interdisciplinarità e delle interconnessioni tra arte, comunicazione, funzione collettiva dell’immagine e ricerca linguistica ha fatto i fondamenti di una vicenda unica in Europa e nel mondo.

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Orari:
martedì-venerdì: 10-15
sabato-domenica: 10-20
Per informazioni e prenotazioni:
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it