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martedì 19 marzo 2019

Incontro con Franco Guerzoni

Franco Guerzoni, Luigi Ghirri, 1970
  CSAC
Centro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma

Incontro con Franco Guerzoni
I viaggi randagi con Luigi Ghirri

23 marzo 2019, ore 11.00
Abbazia di Valserena, Parma
ingresso gratuito


Sabato 23 marzo, alle ore 11, nella Sala delle Colonne dello CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, situato nell'Abbazia di Valserena, l’artista modenese Franco Guerzoni terrà una conversazione sulla sua opera, in particolare mettendo a fuoco gli anni ci collaborazione con Luigi Ghirri.

A cavallo tra Anni Sessanta e Settanta, Franco Guerzoni (Modena, 1948) e Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Roncocesi, 1992) hanno vissuto un’intensa amicizia, che diventò da subito anche una collaborazione. I contorni di questa collaborazione sono iscritti in un territorio preciso: c’è la Modena di quegli anni, la città che va espandendosi, le periferia e le nuove villette a schiera, e c’è soprattutto la campagna tra Modena e Mantova, una porzione di bassa padana, il paesaggio dietro casa che i due amici andavano quotidianamente perlustrando a bordo di una Cinquecento.

Ghirri fotografava, per lo più immagini di case abbandonate, rovine, muri, impalcature, fienili; fotografie che dovevano servire a Guerzoni come punto di partenza per i suoi lavori di quegli anni, quelli che confluirono in serie come Affreschi e Dentro l’immagine. Oppure di scatti che sono documenti di opere che non esistono più, di azioni estemporanee, di esperimenti più o meno concordati.

È l’inizio, sotto il segno dell’amicizia, di una vicenda che si dispiegherà negli anni successivi nella ricerca dentro e fuori dalla pittura dell’ opera di Guerzoni, tra gli artisti più interessanti del paese, e di quella di Luigi Ghirri, forse il maggiore fotografo del nostro secondo Novecento, determinante per le successive generazioni di autori della fotografia.

La conversazione, a ingresso gratuito, è realizzata nell’ambito delle lezioni di Paolo Barbaro per Spazi Fotografici a Sarzana, presso Talent Garden Sarzana.
Seguirà la visita guidata alla mostra dedicata a Leonardo Ricci, sempre nella Sala delle Colonne, e a 1968. Un Anno all’interno della chiesa abbaziale.
L’ingresso alla visita guidata sarà ridotto a 5 Euro per i frequentanti Spazi Fotografici e gli iscritti Ordine Architetti Parma.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma iniziò a raccogliere grazie ad Arturo Carlo Quintavalle il suo primo nucleo di opere nel 1968, in occasione dell’esposizione dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MAXXI di Roma, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, il Design Museum di Londra, il Folkwang Museum di Essen e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Spazi Fotografici è una scuola-laboratorio di fotografia nata dall’idea del fotografo Davide Marcesini e da Orianna Fregosi responsabile eventi di Talent Garden Sarzana, con la collaborazione di Doc Creativity. L’idea del progetto è quella di raccontare, proteggere e valorizzare, attraverso la fotografia, il contesto umano, sociale e ambientale in cui viviamo. Il progetto comprende inoltre workshop, incontri e seminari di approfondimento con autori ed esperti (Contrasti Fotografici), laboratori didattici per bambini (Spazi Fotografici Kids) per avvicinare i più piccoli al linguaggio fotografico, produzione di progetti e campagne fotografiche sul territorio, attività d’archivio, catalogazione e studio critico.


CSAC Università di Parma
Abbazia Valserena
Strada Viazza Paradigna 1
43100 Parma

mercoledì 25 aprile 2018

Figure contro. Fotografia della differenza


CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parmapresenta

Figure contro. Fotografia della differenza

a cura di Paolo Barbaro, Cristina Casero e Claudia Cavatorta

21 aprile – 30 settembre 2018

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)



a cura di Paolo Barbaro, Cristina Casero e Claudia Cavatorta

21 aprile – 30 settembre 2018

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)


Sabato 21 aprile 2018 alle ore 11.00, all’Abbazia di Valserena, sede dello CSAC di Parma, apre la mostra Figure contro. Fotografia della differenza, nell’ambito dell’edizione 2018 di Fotografia Europea dal titolo RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie.

La mostra, a cura di Paolo Barbaro, Cristina Casero e Claudia Cavatorta, nella Sala delle Colonne dello CSAC, è interamente costruita con materiali provenienti dagli archivi dello CSAC e consente di “vedere” con chiarezza come la fotografia, soprattutto nel corso degli anni Settanta, abbia avuto un ruolo importante nel sensibilizzare le coscienze intorno a questioni nascoste, dimenticate, se non censurate, anche al di là di esplicite intonazioni di denuncia. Figure contro si propone anche come un preludio alla più ampia esposizione che entro il 2018 occuperà lo spazio espositivo principale dello CSAC, e che avrà come fulcro opere riferite esclusivamente all’anno 1968, provenienti da tutte e cinque le sezioni dell’archivio (Arte, Fotografia, Progetto, Spettacolo, Media/moda).

Le figure contro evocate dal titolo sono quelle immortalate in questi scatti: persone escluse dal racconto sociale, letteralmente spinte ai margini, in quanto la loro stessa esistenza è in contrasto con le logiche imperanti nella moderna società; cancellate dall'immaginario collettivo, esse ritornano con tutta la loro pregnanza in queste immagini, che si danno come asserzioni di esistenza, testimonianza di vite condotte all'insegna della differenza, della non omologazione, della sofferenza, ma anche della spontaneità e della naturalezza.

In altri casi sono protagoniste figure che rispetto a queste logiche si pongono in contrasto, contro -  appunto - che protestano, manifestano, non si rassegnano, affermando un modello alternativo. 

Ma figure contro sono anche quelle delle fotografe e dei fotografi che hanno realizzato queste immagini: Giordano Bonora, Anna Candiani, Carla Cerati, Mario Cresci, Uliano Lucas, Paola Mattioli e Giuseppe Morandi. Ciascuno secondo la propria sensibilità e con il proprio linguaggio hanno contribuito a tradurre la fotografia da strumento di pura constatazione a strumento critico, di denuncia ma anche più sottilmente di riflessione, utile ad una presa di coscienza di quello che è la società italiana in pieno boom economico. Bianco e nero, aspetti ostentati ma anche culture e umanità rimosse. La complessità di un paese viene mostrata, mettendone in luce tutte le contraddizioni. I toni sono differenti, ma la forza di tutte le fotografie esposte in questa mostra risiede, in fondo, nella loro adesione alla realtà, oltre le convenzioni e i cliché, in una totale coincidenza di atteggiamento tra i soggetti ritratti e gli autori. Essere veri: un modo semplice ma radicale, questo, di essere figure contro. 

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Ingresso
10 euro
Riduzione a 5 euro a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea
Con il biglietto di ingresso allo CSAC si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea.
Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate:
http://www.csacparma.it/visita/

Orari
Lunedì: chiuso
Martedì: chiuso con possibilità di prenotazione per gruppi su appuntamento
Mercoledì-venerdì: dalle ore 15 alle ore 19
Sabato e domenica: dalle ore 10 alle ore 20

Per informazioni e prenotazioni
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

lunedì 15 gennaio 2018

Ettore Sottsass

entro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma
con
BDC – Bonanni Del Rio Catalog

INCONTRO CON
CARLO MARIA CELLA
Suoni e parole di un vagabondo

20 gennaio 2018, ore 18.00
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna 1, Parma


Sabato 20 Gennaio alle ore 18.00 si terrà preso l'Archivio-Museo CSAC di Parma l’incontro con Carlo Maria Cella dal titolo Suoni e parole di un vagabondo, secondo appuntamento di una serie di talk organizzati in collaborazione tra CSAC e BDC per approfondire diversi aspetti della vita e del lavoro del designer Ettore Sottsass, protagonista di due mostre, Ettore Sottsass. Oltre il Design e Ettore Sottsass Metafore #BDC18, in corso nelle rispettive sedi.

Con musica e letteratura – meglio, musiche e letterature - Sottsass ebbe rapporti sui quali c’è molto da immaginare. Unica certezza è che non visse di certezze, ma di esplorazioni nate nella rapsodicità di un pensiero felicemente disorganico. Sottsass lasciò che suoni e parole scritte, da lui o da altri, entrassero nella sua vita secondo le leggi del libero incontro, perché l’uomo aveva già dentro la cultura “on the road” degli eroi vagabondi che Fernanda Pivano portava a casa con le sue scoperte americane.

Carlo Maria Cella (Milano, 1949) svolge attività giornalistica di area culturale dal 1978, come redattore specializzato (per il supplemento Tuttolibri de “La Stampa” e il mensile “Musica Viva”), come critico musicale, notista, Capo Servizio Spettacoli de “Il Giorno”. Dal 2005 al 2015 è Capo Ufficio Stampa del Teatro alla Scala con competenze su Redazione Web, Archivio fotografico e progetto DAM (sistema di digitalizzazione estesa degli archivi storici). Dal 2015 al 2017 è responsabile dell’Ufficio Stampa del Piccolo Teatro di Milano–Teatro d’Europa. Come autore di programmi di sala, allinea collaborazioni con il Teatro alla Scala, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia.

Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi). Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. www.csacparma.it
BDC – Bonanni Del Rio Catalog è l’insieme sistematizzato delle attività e produzioni di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio relative ad arte contemporanea e dintorni. È composto da una serie in divenire di eventi, oggetti, luoghi, ognuno identificato da un numero progressivo. Il quartier generale di BDC è BDC28, una chiesa sconsacrata a Parma in Borgo Delle Colonne 28. www.bonannidelriocatalog.com



Didascalia immagine in apertura: Ritratto di Ettore Sottsass jr nel suo studio, 1979. Photo Silvia Lelli/Lelli e Masotti Archivio

domenica 12 novembre 2017

Ettore Sottsass

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma
Ettore Sottsass. Oltre il design
18 novembre 2017 – 8 aprile 2018
Abbazia di Valserena, Parma

Ettore Sottsass 1939-1978
catalogo del fondo Ettore Sottsass Jr

In occasione del centenario dalla nascita di Ettore Sottsass, l’Archivio-Museo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, è lieto di presentare un progetto espositivo ed editoriale ideato a partire dal fondo Ettore Sottsass Jr., donato allo CSAC dall’autore nel 1979 e consistente in quasi 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture, e condotto nell'ambito i uno dei progetti di ricerca del centro in collaborazione con altri partner.

Un ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione che sarà restituito nella pubblicazione del catalogo del fondo Ettore Sottsass 1939-1978 accompagna la mostra Ettore Sottsass. Oltre il design allestita dal 18 novembre 2017 all’8 aprile 2018 all’interno dei suggestivi spazi dell’Abbazia cistercense di Valserena, sede dello CSAC, seguendo la struttura narrativa che contraddistingue il percorso espositivo dell’Archivio-Museo fin dalla sua apertura nel 2015.

Il titolo della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design rimanda al metodo di lavoro proprio di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.
Saranno esposti materiali che vanno dalle prime prove al Politecnico di Torino, al confronto con la ricerca artistica degli anni ’40, ’50 e ‘60; dal progetto grafico, che attraversa tutta la sua ricerca sino alla stagione dell’incontro con la cultura beat e radicale, al progetto di architettura e degli oggetti; dalla sua ricerca sulla configurazione dello spazio del lavoro, di quello domestico, espositivo o teatrale, fino alle sue collaborazioni con aziende quali Olivetti, Bitossi Ceramiche e Poltronova.

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione ha inoltre collaborato, attraverso il prestito di materiali dai suoi archivi, alla mostra Ettore Sottsass. THERE IS A PLANET, a cura di Barbara Radice, in programma dal 15 settembre 2017 all’11 marzo 2018 presso il Triennale Design Museum. In particolare dal fondo Ettore Sottsass conservato a Parma sono stati scelti progetti per le ceramiche realizzate per la mostra Menhir Ziggurat Stupas Hydrants e Gas Pumps presso Galleria Sperone di Milano (1967), modelli di architetture, studi e disegni per tappeti e stoffe degli anni ’40 e ‘50 e materiale di studio per la decorazione e per il marchio della XI Triennale di Milano.


Cos’è lo CSAC
Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it
Orari
Da martedì a venerdì 9.30-15.00
Sabato e domenica 10.00-19.00

Ingresso
10 euro
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.
Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.
per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: http://www.csacparma.it/visita/

Per informazioni e prenotazioni
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

sabato 26 novembre 2016

Nuovo percorso espositivo

dal 26 novembre 2016
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna 1, Parma

A partire da sabato 26 novembre 2016 l’Archivio-Museo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta un percorso espositivo rinnovato in sette delle sedici sezioni visitabili all’interno della suggestiva cornice dell’Abbazia cistercense di Valserena, a pochi chilometri da Parma: una selezione inedita di oltre 600 opere tratta dallo straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi custoditi dallo CSAC e suddivisi tra le collezioni di Arte, Fotografia, Progetto, Media e Spettacolo.

A partire dal 26 novembre sarà inoltre disponibile al bookshop del museo anche la nuova guida, edita da All Around Art: una pubblicazione che racconterà la storia dell’Abbazia e introdurrà alle diverse sezioni dell’archivio e del percorso espositivo, pensato per rinnovarsi costantemente, come testimoniano i primi 18 mesi di vita dell’Archivio-Museo CSAC. Il primo volume della guida sarà caratterizzato da una sezione speciale dedicata al progetto di allestimento della serie di dipinti Ciao Roberta di Concetto Pozzati e sarà arricchito da un contenuto multimediale accessibile in streaming tramite QR Code.

L’Archivio-Museo CSAC si articola in sedici sezioni differenti attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture dell’Abbazia, e rappresenta la complessità e la ricchezza delle prestigiose collezioni dell’archivio CSAC: in questa occasione si inaugurano sette sezioni completamente rinnovate di opere e progetti.
Per tutta la giornata di sabato 26 novembre il biglietto di ingresso sarà ridotto da 10 a 5 euro.

In linea con quella che è la conformazione trasversale e dinamica dell’Archivio-Museo CSAC, la definizione del nuovo percorso espositivo è stata preceduta negli ultimi mesi da costanti rivisitazioni e trasformazioni: Giulio Paolini, tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera italiana, è stato invitato a progettare personalmente il posizionamento, nella prima cappella del transetto sud della Chiesa, dell’opera Early Dynastic, realizzata nel 1971 e donata con un atto pubblico allo CSAC nel 1977.
Poco distante è stata riallestita l’opera La porta con l’ombra dello scultore e pittore italiano, celebre per le sue opere in ferro e cemento, Giuseppe Uncini, mentre nell’area presbiteriale in fondo alla navata minore sud sono state allestite due opere dell’architetto e artista minimalista Gianfranco Pardi: Tempio (1980) e Architettura (1973).
Di Lucio Fontana sono custodite negli archivi CSAC oltre 300 opere, tra cui un importante gruppo di disegni. Nella cappella dedicata a Il progetto dell’arte, all’interno del percorso museale CSAC, accanto alla sua scultura in gesso e oro Il Fiocinatore, è esposta da quest’estate una serie di studi, ritratti e figure caricaturali dell’artista, fondatore del movimento spazialista.

Nell’ambito del nuovo riallestimento, dal 26 novembre, nella cappella dedicata al tema Pittura, materia, téchne l’artista Concetto Pozzati ha pensato - a quasi cinquant’anni dalla mostra monografica che nel 1968 inaugurò l’attività espositiva dello CSAC - un progetto di allestimento della serie di tele Ciao Roberta, che troverà il suo completamento nella Sala delle Colonne con un’antologica di disegni dagli anni Cinquanta al 2000, selezionati dallo stesso Pozzati all’interno del Fondo conservato allo CSAC.
La cappella Storie di architettura esporrà invece tre approfondimenti dagli archivi di alcune figure centrali del progetto italiano del Novecento, sui quali si concentrano i programmi di ricerca del centro studi: a Ignazio Gardella sarà dedicato un approfondimento monografico sulle pareti con i progetti per il PAC di Milano, per Borsalino e per la IX Triennale di Milano, mentre l’insula ospiterà due progetti di Luigi Vietti e Roberto Menghi. A questa si affiancherà la sezione Il progetto degli oggetti, interamente dedicata a Enzo Mari, per documentare la sua ricerca tra arte, progetto, didattica e riflessione teorica; Il progetto del corpo sarà raccontato attraverso i disegni e i bozzetti delle Sorelle Fontana, protagoniste assolute dell’alta moda italiana, mentre la sezione Abitare la scena vedrà un rinnovamento dei costumi conservati all’interno dell’archivio dell’Atelier Farani, originariamente pensati per cinema, opera e teatro. La cappella Foto-Grafia presenterà quindi un allestimento dedicato alle figure del dopoguerra, tra neorealismo, formalismo e fotogiornalismo: Nino Migliori, grande protagonista della storia dello CSAC, occuperà l’insula centrale, mentre sulle pareti si articoleranno i racconti dagli archivi Publifoto e Dessena Roma e Milano, Mario Giacomelli e Gualberto Davolio Marani, a restituire diverse ricerche e declinazioni della fotografia italiana dagli anni Trenta al secondo dopoguerra. Chiuderà L’archivio cresce, spazio dedicato alla presentazione delle più recenti donazioni agli archivi CSAC, tra cui quelle di Mario Cresci e Pino Pinelli, entrambe esposte in occasione della recente mostra Fuoco Nero.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Da maggio 2015, lo CSAC è un nuovo spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Cos’è All Around Art
All Around Art s.r.l. è una società di Servizi per l’Arte & Editoria che lavora in sinergia con entri pubblici e privati nella progettazione e organizzazione di mostre ed eventi per la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale. Tra le attività principali, realizza progetti di digitalizzazione e di catalogazione informatizzata degli archivi di artisti, collezionisti, musei; affianca gli artisti nella produzione e nella promozione delle opere, delle mostre e delle pubblicazioni; divulga l’esperienza imprenditoriale nel sistema dell’arte attraverso l’insegnamento universitario. All Around Art è anche una casa editrice specializzata in cataloghi d’arte, edizioni speciali e libri d’artista.

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)
www.csacparma.it

Orari
dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15
sabato e domenica dalle 10 alle 20
Ingresso 10 euro
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.
Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.

CSAC! La guida
Edizione All Around Art
Prezzo di copertina 12 euro
http://www.aaa-allaroundart.com

Per informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it

martedì 12 luglio 2016

Jazz in Abbazia

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università degli Studi di Parma

presenta
Jazz in Abbazia:
IL SUONO DEL FURORE
La musica di Simone Massaron e le immagini di Dorothea Lange

14 luglio 2016

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 - Parma

Prosegue giovedì 14 luglio allo CSAC dell’Università di Parma la rassegna musicale Jazz in Abbazia.

Alle ore 21.30 nella Corte delle sculture dello CSAC si potrà assistere infatti al concerto Il Suono del Furore. La musica di Simone Massaron e le immagini di Dorothea Lange.

Il progetto è inedito, nato da un’idea del musicista Simone Massaron e dalla consultazione presso l’Archivio dello Csac del fondo della Farm Security Administration e delle fotografie di Dorothea Lange.
Il Suono Del Furore, una sorta di Spin-Off di un progetto più ampio dedicato dal chitarrista allo scrittore John Steinbeck, si ispira ai racconti e alle immagini del Dust Bowl, la serie di tempeste di polvere che si scatenò nelle grandi pianure degli Stati Uniti tra il 1931 e il 1939, desertificando un’area di quasi quattrocentomila chilometri quadrati e provocando così la migrazione forzata di migliaia di contadini verso l’ovest.
È proprio di questa migrazione che tratta il romanzo Furore di John Steinbeck, al quale sono indirizzate diverse delle composizioni di questo progetto, tra cui il brano “Tom Joad” che viene più volte ripresentato in diverse versioni, quasi fosse un Leitmotiv.

Nelle parole di Simone Massaron: “Sono un grande appassionato di fotografia e Dorothea Lange è sempre stata uno dei miei riferimenti. Durante la lavorazione al mio progetto su John Steinbeck, mi è arrivata la gradita occasione di scrivere e suonare qualcosa sulle sue immagini del Dust Bowl contenute nell’archivio del CSAC. Nel museo è custodito un fondo della Farm Security Administration con oltre duemila e quattrocento immagini e poterle consultare, insieme all’archivio della Library Of Congress online, mi ha profondamente ispirato, distaccandomi temporaneamente dal progetto dedicato a John Steinbeck, e dandomi l’occasione di approfondire la ricerca verso il rapporto tra suono e immagine.
Le immagini della Lange mi riportano al film di John Ford “Furore” tratto dal romanzo di Steinbeck, ma forniscono anche una visione profonda e reale che, attraverso l’arte della Lange, ci ricorda che tutto quello è realmente accaduto.
Nel mio immaginario l’America delle Highways è sempre stata sinonimo di avventura a lieto fine, o di viaggio alla ricerca di un qualcosa che alla fine viene sempre svelato (penso a romanzi come Strade Blu o Sulla Strada). In questo caso il road movie del mio immaginario non ha un lieto fine, ma solo i silenzi sconcertanti di quelle persone che si sono trascinate con tutti i loro averi in strade assolate verso un futuro incerto”.

Le immagini vengono presentate in un video, come se fosse una sequenza di diapositive, curato e realizzato da Massaron in collaborazione con il curatore Paolo Barbaro, nel quale sono volutamente inseriti dei neri come metafora del silenzio visivo, portando lo spettatore a lasciare che l’immagine si stemperi nella memoria.
Si è scelto di utilizzare solo immagini di Dorothea Lange, nonostante fosse possibile attingere al vastissimo patrimonio della Farm Security Administration che comprende il lavoro di fotografi come Rothstein ed Evans, non solo per le incredibili qualità narrative delle immagini, ma anche per creare una continuità stilistica nel corso della visione. Le immagini della Lange, infatti, danno una visione diretta e umana sulla tragedia.

Prosegue Simone Massaron: “Sono sempre stato un grandissimo ammiratore di Dorothea Lange e del suo lavoro, e reputo un onore e un privilegio aver avuto la possibilità di lasciarmi ispirare dai suoi scatti. Ho cercato di sfruttare al massimo l’opportunità che lo CSAC offre attraverso la libera consultazione del suo archivio, prendendomi il tempo necessario per visualizzare e scegliere le immagini che avrebbero fatto parte del progetto. L’emozione di trovarmi tra le mani, rigorosamente guantate, le stampe dai negativi della Lange è stata profonda ed è bello pensare che chiunque possa vivere quest’esperienza grazie all’archivio dello CSAC.
Nel libro Furore di John Steinbeck e anche nell’omonimo film di John Ford, il ruolo della chitarra è molto importante in quanto è lo strumento preferito dagli Okies che si radunano alla sera fuori dalle tende per ascoltare chi tra loro sa suonare lo strumento. Ho voluto immaginarmi come un narratore che, al di sotto delle immagini proiettate, cerca di raccontare l’emozioni di ogni uomo, di ogni bambino e di ogni donna. A questo è legata la scelta di suonare dal vivo da solo anche se molte delle composizioni sono state scritte per organici più ampi. Il suono della chitarra, in questo caso elettrica, mi è più che sufficiente per interagire con il profondo silenzio che alcuni degli scatti mi trasmettono.
Alcuni brani sono stati scritti apposta per il progetto Il Suono Del Furore mentre altri sono stati riadattati dal progetto su John Steinbeck, progetto ancora in fase di registrazione. E’ stato naturale e significativo per me, ridurre questi brani per chitarra sola, riportandomi alla mente il ruolo del “cantore del camp” che si vede nel film di Ford e di cui si legge in Furore”.

Jazz in Abbazia è parte di CSAC CULTURA APERTA, il programma primaverile ed estivo di incontri, conferenze, mostre, concerti, proiezioni, workshop ed eventi culturali organizzato all’Abbazia di Valserena da marzo a settembre 2016: oltre al cinema potrete seguire le conferenze di CSAC Lectures, i concerti di musica da camera organizzati insieme a Fondazione Toscanini e i  dialoghi dedicati alla fotografia  di paesaggio in occasione delle grandi mostre in collaborazione con Fotografia Europea. Per il programma completo: www.csacparma.it/csac-cultura-aperta

Biglietto di ingresso € 10.
È gradita la prenotazione
N° posti disponibili 100.

Nella sera del concerto il Museo è aperto dalle 20.30 alle 21.30.
La rassegna è realizzata in collaborazione con Associazione culturale Rest-Art. 

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Parma

Orari: da martedì a venerdì 10 – 15; sabato e domenica 10 – 20.
servizimuseali@csacparma.it
0521 607791

Press
press@csacparma.it
+39 349 1250956

giovedì 23 giugno 2016

Cinema in Abbazia

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università degli Studi di Parma
presenta
CINEMA IN ABBAZIA
28 giugno – 29 luglio 2016
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 - Parma


Inaugura il 28 giugno allo CSAC dell’Università di Parma la rassegna estiva di film Cinema in Abbazia, un programma di cinque proiezioni a cura di Michele Guerra pensato per riportare il cinema all’interno della tradizione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e negli spazi della corte dell’Abbazia di Paradigna, guardando ai temi delle arti contemporanee.

Si inizia, alla presenza degli autori Luca Guadagnino e Walter Fasano, martedì 28 giugno con Bertolucci on Bertolucci, ritratto dedicato alla figura del grande cineasta parmigiano, recentemente omaggiato dall’ateneo parmense con la Laurea Honoris Causa. Secondo appuntamento martedì 5 luglio con il documentario premio Oscar Exit Through the Gift Shop, irriverente debutto alla regia dello street artist Bansky per rappresentare sospeso tra verità, finzione e ironia la scena contemporanea, a sua volta divisa tra strada, museo e galleria. Martedì 12 luglio spazio alla musica con il documentario Nick Cave - 20.000 Days on Earth, diretto da Ian Forsyth e Jane Pollard e co-sceneggiato dallo stesso Nick Cave, un ritratto del grande musicista australiano dove si uniscono fiction e autobiografia per cercare di arrivare al cuore del suo processo creativo. Martedì 19 luglio il focus sarà sulla fotografia - da sempre al centro della storia dello CSAC - con il documentario Alla ricerca di Vivian Maier di Maloof e Siskel, ricostruzione della straordinaria vicenda biografica della fotografa recentemente riscoperta e celebrata in tutto il mondo. La chiusura è riservata a una grande esclusiva, una maratona cinematografica notturna nella corte dello CSAC per un film proposto finalmente al pubblico dopo i trionfi internazionali e i riconoscimenti della critica: venerdì 29 luglio le tre parti di Arabian Nights di Miguel Gomes - poetico capolavoro ispirato a Le mille e una notte ambientato nel Portogallo contemporaneo - saranno proposte integralmente al pubblico.

La rassegna è realizzata con il sostegno di Fondazione Monte di Parma e con la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti.

Cinema in Abbazia è parte di CSAC CULTURA APERTA, il programma primaverile ed estivo di incontri, conferenze, mostre, concerti, proiezioni, workshop ed eventi culturali organizzato all’Abbazia di Valserena da marzo ad settembre 2016: oltre al cinema potrete seguire le conferenze di CSAC Lectures, i concerti di musica da camera e jazz organizzati insieme a Fondazione Toscanini e Rest-Art, i dialoghi dedicati alla fotografia  di paesaggio in occasione delle grandi mostre in collaborazione con Fotografia Europea. Per il programma completo: www.csacparma.it/csac-cultura-aperta

Cinema in Abbazia
programma

martedì 28 giugno 2016, ore 21.30
Bertolucci on Bertolucci
regia di Luca Guadagnino e Walter Fasano, 2013, 1h 45 min
martedì 5 luglio 2016, ore 21.30
Exit Through the Gift Shop
regia di Banksy, 2010, 1h 27 min

martedì 12 luglio 2016, ore 21.30
Nick Cave - 20.000 Days on Earth
regia di Ian Forsyth e Jane Pollard, 2014, 1h 435 min

martedì 19 luglio 2016, ore 21.30
Alla ricerca di Vivian Maier
regia di John Maloof, Charlie Siskel, 2014, 1h 24 min

venerdì 29 luglio 2016, ore 21.30
Arabian Nights
regia di Miguel Gomes, 2015, 6h 21 min

Biglietto di ingresso: 5 euro
I biglietti saranno acquistabili la sera stessa dell’evento.
In caso di maltempo le proiezioni saranno annullate.

In occasione delle serate del cinema è prevista un’apertura straordinaria dell’archivio-museo CSAC dalle 19.30 alle 21.30 e un costo del biglietto di ingresso di 5 euro, anziché 10 euro

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Orari: da martedì a venerdì 10 – 15; sabato e domenica 10 – 20.
In occasione delle serate del cinema è prevista un’apertura straordinaria dell’archivio-museo CSAC dalle 19.30 alle 21.30 e un costo del biglietto di ingresso di 5 euro, anziché 10 euro
Biglietto ridotto al 50% a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea
Con il biglietto di ingresso allo CSAC si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea.
Visite guidate senza prenotazione: domenica 8 e 22 maggio, 5 e 19 giugno - ore 17.30.
In date e orari diversi solo su prenotazione. Costo € 12; € 10 presentando il biglietto di ingresso a Fotografia Europea.www.csacparma.it
info@csacparma.it

domenica 15 novembre 2015

Foto,film,video per l'anno della luce

Lo CSAC partecipa all’Anno Internazionale della Luce
e delle tecnologie basate sulla luce proclamato dall'UNESCO
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione partecipa all’Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla luce, proclamato dall’UNESCO per il 2015, nell’ambito del programma di eventi promossi dall’Università di Parma, con la co-organizzazione di Comune di Parma e IMEM–CNR.

In questo programma si inserisce la mostra Luce. Scienza Cinema Arte, allestita al Palazzo del Governatore di Parma dal 14 novembre 2015 al 17 gennaio 2016. La sezione dedicata ad arte e fotografia, curata da Cristina Casero con Jennifer Malvezzi, comprende 80 lavori di matrice fotografica, film, video e installazioni, tutti incentrati sull’uso della luce, molti dei quali provenienti dallo straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi dello CSAC. Dai suoi archivi provengono infatti i prestiti relativi alle opere di Cioni Carpi, Bruno Di Bello, Franco Grignani, Nino Migliori, Ugo Mulas, Germano Olivotto, Luca Patella, Concetto Pozzati, Luigi Veronesi.
La mostra trova il suo ideale ampliamento in una sezione, curata da Francesca Zanella, nel contesto straordinario dell’Abbazia di Paradigna, sede dello CSAC, dove saranno esposte le opere appartenenti alle collezioni CSAC dove la luce assume un ruolo centrale.
Il racconto dispiegato dalle opere scelte per l’occasione mette in luce i nodi di una vicenda italiana che intreccia ricerca artistica, progettazione industriale, comunicazione di massa, indagine scientifica, e i numerosi riflessi tra un ambito e l’altro. I luoghi di approfondimento saranno nella sala delle Colonne e nella cappella Pittura Materia Téchne. Vediamo così la Macchina aerea di Bruno Munari (1930, in un multiplo del 1971) e, sempre di Munari, la minimale Lampada Bali (1958), quindi un’idea di ricerca estetica che si confronta con la scienza e la produzione di massa. È possibile poi ricostruire il contesto della fondamentale mostra "Arte programmata", concepita dallo stesso Munari e realizzata nel 1962, con opere riferibili a quel contesto: Struttura 301 e Specosfera di Enzo Mari (1956, 1965), Superficie magnetica di Davide Boriani, Strutturazione ritmica di Gianni Colombo, Schema luminoso variabile RR 66 di Grazia Varisco, Luce strutturata uno di Ennio Chiggio. Abbiamo poi Ensamble lumière et mouvement di Garcia-Rossi, Presenza non contaminata di Cioni Carpi. Nel percorso all’interno della chiesa nella rinnovata cappella Pittura Materia Téchne si confronteranno il cinetismo di Reflexion di De Marco, con l’attenzione alla qualità ottica dei materiali da parte di Getulio Alviani come in Superficie a testura vibratile, Superficie circolare e Superficie a tessitura vibratile esagono = cubo virtuale (1961, 1965, 1970), con Superficie Opaline (1975) di Enrico Castellani.
Ma i percorsi di luce all’interno del percorso espositivo della abbazia sono molteplici. Ad esempio sono da considerarsi riflessioni sullo spazio artistico che si nutre di elementi del quotidiano, lo spettatore che si riflette nell’opera Autostoppista viola di Michelangelo Pistoletto (1970) e la proiezione di luce che si fa costruzione di solida architettura in La porta con l’ombra di Giuseppe Uncini (1967).
Queste ed altre opere, assieme a quelle dislocate nell’esposizione di Palazzo del Governatore, ricevono un senso peculiare in rapporto, anche di prossimità fisica, con gli archivi dello CSAC, istituzione che proprio della interdisciplinarità e delle interconnessioni tra arte, comunicazione, funzione collettiva dell’immagine e ricerca linguistica ha fatto i fondamenti di una vicenda unica in Europa e nel mondo.

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Orari:
martedì-venerdì: 10-15
sabato-domenica: 10-20
Per informazioni e prenotazioni:
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it