mercoledì 11 settembre 2013

La proprietà non è più un furto

La proprietà non è più un furto vince il Premio Venezia Classici per il Miglior film restaurato nell’ambito della 70ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Una scelta, quella decretata dalla giuria di giovani studenti universitari, che ha premiato il restauro del film realizzato nel 1973 da Elio Petri e interpretato da Ugo Tognazzi, ricco e volgare macellaio contro il quale porta avanti la sua personale battaglia Total (interpretato da Flavio Bucci), impiegato di banca che odia il denaro e la “religione della proprietà”.
Promosso dalla Fondazione Cineteca di Bologna, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e da Titanus, il restauro di La proprietà non è più un furto è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna e presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia alla presenza della moglie di Elio Petri, Paola.


70ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Premio Venezia Classici per il Miglior film restaurato


LA PROPRIETÀ NON È PIÙ UN FURTO (Italia/1973) di Elio Petri (126’)
Restauro promosso da Cineteca di Bologna, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Titanus

martedì 10 settembre 2013

Sugar Man

Sugar Man, il film vincitore del Premio Oscar torna a Bologna al Cinema Lumiére l'11, il 13 e 18 settembre

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Dopo aver vinto il Premio Oscar per il Miglior Film Documentario, dopo aver incantato il pubblico in America, Francia e Germania, dopo lo straordinario successo a Biografilm Festival di Bologna con più di 13 repliche, arriva finalmente in Italia SUGAR MAN, la straordinaria storia di Sixto Rodriguez: il mistero di un cantautore dimenticato, vagabondo a Detroit ma rockstar a Città del Capo.



E ora il film documentario più premiato del 2012 torna al Cinema Lumière di Bologna.

SUGAR MAN di Malik Bendjelloul
11 settembre
ore 22.40 - Cinema Lumière

13 settembre ore 18.00 - Cinema Lumière

18 settembre ore 22.30 - Cinema Lumière


Il film è in programmazione in altre sale italiane, per il programma della proiezione consulta www.sugarman.it
Sixto Rodriguez è un cantautore folk cresciuto nella Detroit degli anni ‘60. Nel 1969 viene scoperto in un club della città da Clarence Avant, produttore della Motown Records, già manager di Miles Davis e di li a poco di un giovanissimo Micheal Jackson. Nel ‘70 e nel ‘71 escono i primi due album, “Cold Fact” e “Coming From Reality”, che riscuotono ottime recensioni ma si dimostrano due clamorosi flop di vendita. L’etichetta abbandona Sixto che, deluso dall’insuccesso, lascia la chitarra e inizia a lavorare come operaio edile. Dopo quasi trent’ anni una telefonata dal Sudafrica cambia all’improvviso la sua vita. Sixto scopre che le sue canzoni sono state il simbolo della lotta all’Apartheid e che il suo nome è entrato nella storia della musica in quel lontano paese. Sugar Man è il racconto di una vicenda eccezionale che parla di speranza, di riscatto e della forza della musica. 
Guarda il trailer del film


Per maggiori informazioni chiama lo 051 0953584 o scrivi a ingressi@biografilm.com

lunedì 9 settembre 2013

Elda Lanza


Come è cambiata Milano nel corso dei decenni dal dopoguerra a quando l'hai lasciata?
"E' una città stravolta. Dove c'erano, preziosissime, le vecchie librerie oggi si vendono scarpe e le librerie sono supermercati. Sparite le mercerie con i plastron colorati. Le tabaccherie. Il panettiere di Via Montenapoleone oggi è diventato non so cosa. I salotti - quello famoso della Maruccelli - dove erano invitate non le persone "in vista sui rotocalchi" ma quelle che davvero contavano nella cultura e nell'arte. I pomeriggi musicali al Nuovo, i teatri, la Scala. Mi dirai che almeno questi sono rimasti in piedi: ma gli spettacoli sono gli stessi? Soprattutto è lo stesso pubblico di allora, elegante, partecipe, colto, coinvolto? Da quello che ho visto recentemente dubito. Certo Milano è diventata una città da bere. Ma poi forse ci vuole un alkaseltzer per digerire lo smog, il rumore, la sporcizia, la volgarità, il disinteresse, la corsa al successo o all'ultima idea di... con insensate code davanti a vetrine di oggetti. Ho lasciato Milano dieci anni fa, ci ritorno sempre volentieri, soprattutto per le grandi mostre d'arte, che forse una volta non erano così grandi. Ci torno volentieri perché so che torno a casa, in un paese a misura d'uomo in cui oggi mi piace vivere davvero.
Estratto da http://www.storiaradiotv.it/ELDA%20LANZA.htm

domenica 8 settembre 2013

Film Festival della Lessinia, Jin

Premio per il miglior lungometraggio
Prize for the best feature film
JÎN
di/by Reha Erdem
Il film racconta di una giovane e coraggiosa combattente che nel suo paese cerca di scappare da un conflitto assurdo. In un mondo dove per lei non ci sono sicurezze e nessuno di cui potersi fidare, l’unica via di fuga è la morte. Il film ha una forte componente artistica, un ardito uso delle metafore, un’eccellente interpretazione e un messaggio chiaro: le persone possono essere più crudeli degli animali più selvaggi.

This film introduces us to a young and brave rebel fighter, who tries to break free from the absurd war situation in her country. In a world where is no security and no one she can trust, the only escape is death. The film has a strong artistic vision, with a courageous usage of metaphors, outstanding acting, and a clear message: people can be crueler than the wildest animals.
 

sabato 7 settembre 2013

Notizie dalla cineteca di Bologna

Prima visione: Infanzia clandestina
fino a mercoledì 11 settembre – Cinema Lumière

Argentina 1979. Juan, dodici anni, ritorna a Buenos Aires con la famiglia dopo un lungo esilio sotto falsa identità. I suoi genitori sono membri dell’organizzazione Montoneros, in lotta contro la giunta militare al potere. Per tutti i suoi amici e per Maria, della quale è innamorato, Juan si chiama Ernesto. Non deve dimenticarlo, il minimo errore potrebbe essere fatale per tutta la sua famiglia. Un storia di clandestinità, di militanza, d'amore. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2012, Infanzia clandestina di Benjamín Ávila è il film che inaugura la programmazione di prima visione del Cinema Lumière. Nel cartellone di settembre proporremo in prima visione (e in lingua originale con sottotitoli) anche The Spirit of '45 di Ken Loach, Mood Indigo di Michel Gondry e Bling Ring di Sofia Coppola.
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I restauri della Cineteca a Venezia 2013: Vaghe stelle dell'Orsa
Giovedì 5 settembre, ore 20 – Cinema Lumière

Dopo l'anteprima veneziana arrivano al Lumière quattro grandi film italiani restaurati dalla Cineteca di Bologna. Si parte giovedì 5 con Vaghe stelle dell'Orsa di Luchino Visconti, dramma intimista di atmosfera decadente ispirato all'Elettra di Sofocle interpretato da Jean Sorel e da una sensuale Claudia Cardinale. Il restauro è promosso in collaborazione con Sony Pictures Entertainment e Archivio Storico delle Arti Contemporanee di Venezia. Nel cartellone di settembre gli altri tre restauri porta di dalla Cineteca alla Mostra del Cinema: La proprietà non è più un furto di Elio Petri (martedì 10, ore 20), Paisà di Roberto Rossellini (martedì 17, ore 20) e Pane e cioccolata di Franco Brusati (giovedì 19, ore 20).
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Cinema del presente: Holy Motors e No – I giorni dell'arcobaleno
Da giovedì 5 a lunedì 9 settembre – Cinema Lumière

La programmazione di cineclub della nuova stagione del Lumière si apre con la riproposizione di due dei film più interessanti dell'anno. Holy Motors, presentato a Cannes, è l'ultimo lavoro del più cult e maledetto fra i cineasti francesi; un film che riflette sul cinema, la sua storia, la sua mutazione attraverso i continui cambi di ruolo messi in atto da un uomo che si sposta su una limousine. Le ferite ancora laceranti di una storia recente e di una memoria tutt'altro che condivisa sono invece al centro di No – I giorni dell'arcobaleno (vincitore della Quinzaine des Réalizateurs di Cannes). Attraverso la vicenda di un geniale pubblicitario impersonato da Gael García Bernal, Pablo Larraín rievoca i giorni del referendum del 1988 in Cile che di fatto pose le basi per la caduta della dittatura di Pinochet e il ritorno alla democrazia.

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Ritrovati! Capolavori restaurati sul grande schermo: Fear and Desire e Vogliamo vivere!
Sabato 7, domenica 8 e martedì 10 settembre – Cinema Lumière

Tornano sugli schermi due grandi autori come Stanley Kubrick ed Ernst Lubitsch. Fear and Desire (sabato 7 ore 18.30, versione originale con sottotitoli), primo lungometraggio di Kubrick, poi ripudiato dall’autore, esce da un oblio di oltre mezzo secolo grazie al restauro della Library of Congress (ma già nel 1989 ne fu proiettata quasi clandestinamente una copia al Cinema Ritrovato). Quattro soldati finiscono per errore dietro le linee nemiche: sono già presenti ossessioni tipicamente kubrikiane come la guerra, la follia e il doppio. Del 1942 è invece il capolavoro di Lubitsch Vogliamo vivere! (martedì 10 ore 20, versione or iginale con sottotitoli), riportato con successo nelle sale italiane da Teodora Film in versione restaurata e rimasterizzata. Il celebre 'tocco' di Lubitsch riesce a incrociare con leggerezza la tragedia vera (la guerra, il nazismo) e la suprema finzione comica (il teatro, il gioco dell'illusione).

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I lunedì di Officinema: Salvo
Lunedì 9 settembre, ore 20 e 22.15 – Cinema Lumière

L'incontro tra un killer della mafia e la sorella di una delle sue vittime, cieca dalla nascita. Il racconto di un miracolo, in un mondo dove i miracoli non accadono. Premiato alla Settimana della Critica di Cannes 2013 e prodotto da Massimo Cristaldi e Fabrizio Mosca, Salvo è il lungometraggio d'esordio di una coppia di sceneggiatori palermitani, che proprio nelle assolate periferie del capoluogo siciliano, fotografate da Daniele Ciprì, fa implodere l'azione: "abbiamo articolato la storia all'interno della forma drammaturgica classica, giocando con alcuni generi riconoscibili: con il noir prima di tutto; con la storia d'amore; con la commedia nera, attraverso la coppia di piccolo borghesi, complici della latitanza del protagonista, guardiani e carcerieri del loro mondo angusto e grottesco; infine, aiutati dai paesaggi epici e desertici dell'entroterra siciliano, anc he con il western all'italiana".
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Schermi e Lavagne. On-line le proposte per le scuole 2013-2014
Domenica 15 open day con The Monster Show

On-line sul sito della Cineteca il programma delle attività didattiche 2013-2014, che Schermi e Lavagne propone alle scuole di ogni ordine e grado: lezioni teoriche, proiezioni e laboratori compongono un articolato panorama di iniziative per avvicinare gli studenti al linguaggio e alla storia del cinema. Domenica 15 settembre le attività della nuova stagione si apriranno con The Monster Show, l'open day di Schermi e Lavagne, un pomeriggio a tema 'mostruoso' con giochi, proiezioni e laboratori per bambini dai 6 anni in su. Anche il Cineclub per ragazzi dedicherà ogni mese un focus sui mostri di tutte le epoche della storia del cinema.
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Visioni Italiane 2014. On-line il bando
Disponibile on-line il bando di partecipazione alla ventesima edizione di Visioni Italiane, il concorso nazionale per corto e medio metraggi promosso da Cineteca di Bologna e Mostra Internazionale del Cinema Libero che si terrà dal 26 febbraio al 2 marzo 2014. Uno spazio dedicato a tutti quei lavori dal formato irregolare che ogni anno vengono realizzati dai giovani autori sul territorio nazionale e che rischiano di rimanere invisibili. Le opere, di qualsiasi formato, devo essere inviate entro e non oltre il 15 novembre 2013.
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Favorire l’internazionalizzazione delle opere emiliano-romagnole
On-line il bando del Centro per lo sviluppo dell'audiovisivo e l'innovazione digitale

Perché un progetto cinematografico possa riuscire deve necessariamente parlare a un pubblico ampio, preferibilmente internazionale; e per realizzare un progetto la soluzione preferibile è quella di costruire una partnership produttiva di respiro europeo. Partendo da questo presupposto il Centro per lo sviluppo dell'audiovisivo e l'innovazione digitale in Emilia-Romagna ha deciso di investire in attività legate all'internazionalizzazione, destinando un importo complessivo di 105.000 euro, suddiviso in due tipologie di intervento, ad autori e produttori locali che vogliano promuovere i loro progetti e i loro film sul mercato estero. Il bando è disponibile sul sito della Cineteca.
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mercoledì 4 settembre 2013

Direzione Comacchio

A trentacinque anni dalla nascita degli “Incontri Jazz Comacchio”, sono ancora tantissimi gli appassionati, i giornalisti e i musicisti che ricordano quelle splendide serate di grande musica ai Trepponti. Certo di acqua, è proprio il caso di dirlo, ne è passata, portandosi via anche le edizioni, altrettanto brillanti e seguite, di metà degli anni ’90. L’idea che possa tornare una manifestazione come quelle di allora è forse oggi utopistico. Troppe cose cambiate nella società e nella stessa concezione di musica. Tuttavia, aggiornando inevitabilmente la formula secondo i dettami dell’epoca attuale, resta pienamente valido e giustificato l’intento di presentare uno spettacolo che si caratterizza per la qualità dell’offerta artistica, abbinata all’intatto fascino della location comacchiese e rivolta a tutti coloro che considerano ancora la musica una splendida scelta individuale, capace di arricchire costantemente la nostra esistenza. Che il comune di Comacchio abbia voluto di nuovo e in momenti di così forte difficoltà intraprendere una strada tanto impervia è segno di grande sensibilità, coraggio e, ci auguriamo, lungimiranza. Come nelle manifestazioni citate era stato compagno di viaggio il Jazz Club Ferrara, in questa nuova avventura ci saremo noi de Il Gruppo dei 10 (il direttore artistico è però sempre lo stesso), strana associazione fra amici, accomunati dalla voglia di dare un contributo, intellettualmente e finanziariamente autonomo, al mantenimento di tutte le forme artistiche che, nonostante l’elevata e indiscussa qualità, rischiano di essere penalizzate dal loro insufficiente “consumo”, secondo gli standard del music business. Da tre anni Il Gruppo dei 10 porta così avanti una rassegna che è stata chiamata “TUTTE LE DIREZIONI” e che offre per tutto l’arco dell’anno a Ferrara, spostandosi in estate a Porto Garibaldi, la possibilità di ascoltare magnifici interpreti di diversi generi artistici (jazz, blues, musica classica, letteratura, lirica, cabaret, ecc…). Per queste stesse finalità e con lo steso spirito abbiamo aderito all’invito del Comune di Comacchio e ritenuto che “DIREZIONE COMACCHIO” fosse il nome giusto da abbinare alla manifestazione, compendiando i tanti significati sottesi all’impresa. La versatilità della formula da noi adottata si riverbera anche nella scelta effettuata per questa prima edizione. Abbiamo infatti creduto che dedicare la rassegna a Ellade Bandini non fosse un semplice omaggio a una grande musicista, ma la perfetta identificazione fra la nostra visione multidirezionale e un personaggio che, con costante curiosità intellettuale e indubbia resa espressiva, ha dimostrato nella sua lunga carriera di essere un vero e proprio simbolo di ecletticità musicale e di compiutezza artistica. Tre concerti e tre contesti completamente diversi. L’assoluta originalità di una formazione di quattro batteristi, veri top player dello strumento, in una esibizione divisa fra il virtuosismo percussivo e la forma teatro – musica; la raffinatezza e la grande capacità interpretativa del trio, con Danilo Rea e Ares Tavolazzi, alle prese con il repertorio dei Beatles, in uno stimolante e solo apparente contrasto; per finire uno spettacolo di grande sentimento e coinvolgimento, con la riproposizione della musica di De Andrè che conserva intatte le connotazioni originali, grazie alla presenza di alcuni dei suoi più fedeli compagni di percorso, fra cui appunto Ellade Bandini. Tutte le serate saranno precedute da veri e propri concerti, tenuti, lungo le strade del centro della cittadina lagunare, da tre differenti marching band, la New Orleans Rhythm Cardinals, la BiFunk e la Pegasus, tutte formate da alcuni dei più apprezzati musicisti di jazz tradizionale e di funk. Ci piace ancora ricordare altre due importanti componenti della rassegna. Il fondale del palco si animerà magicamente, seguendo le performance dei musicisti, grazie alle sue seducenti e suggestive trasformazioni, lasciate alla creatività di un fenomenale artista della sabbia come Massimo Ottoni. Un enorme ringraziamento va poi a Francesco Musante, conosciutissimo e celebrato pittore ligure che ha rivestito pittoricamente e graficamente, con le sue invenzioni favolistiche e le sue fantasie cromatiche, questa edizione di “DIREZIONE COMACCHIO”.

domenica 1 settembre 2013

Fotografia a Modena

Walter Chappell. Eternal Impermanence

13 settembre 2013 – 2 febbraio 2014
Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino
Stan Tomita, Ritratto di Walter Chappell
Oahu, Hawaii, 1977 © Stan Tomita 


Si inaugura venerdì 13 settembre 2013, negli spazi espositivi dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, Walter Chappell. Eternal Impermanence, una retrospettiva dedicata al fotografo americano Walter Chappell, fra i protagonisti più controversi della fotografia americana del XX secolo, la cui opera, intensamente provocatoria così come la sua vita, è rimasta celata a lungo.
La visione unica di Chappell, capace di trascendere il tempo e i soggetti ritratti, sarà presentata in anteprima mondiale attraverso un’ampia ricognizione: oltre 150 fotografie vintage, realizzate tra gli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta, e la maquette originale di World of Flesh, libro rifiutato da vari editori americani – e dunque mai pubblicato – perché ritenuto all’epoca troppo esplicito nella sua celebrazione della vita e della natura. La mostra, prodotta da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è a cura di Filippo Maggia.

Il pensiero e la visione del mondo di Walter Chappell (1925-2000) muovono dalle ricerche spirituali ed intimiste sviluppate tra gli anni Cinquanta e Settanta da artisti come Minor White, di cui Chappell fu allievo, e Paul Caponigro, per poi approdare a un territorio personalissimo, in cui la fotografia diventa la narrazione di un’esperienza di vita a stretto contatto con la natura e il mondo, intesi come campo d’azione e specialmente d’interazione.

Prototipo dell’artista hippie, Chappell ha sempre rifiutato il concetto di arte come business, tenendosi lontano da gallerie e circuiti commerciali. Ha condotto un’esistenza appartata, bohemien e primitiva, all’insegna della celebrazione dell’amore come energia che regola il cosmo e della vita come flusso ciclico, nella sua fattoria di Velarde, nel New Mexico, costante approdo di artisti e figli dei fiori.

La carriera di Chappell nel campo della fotografia d’arte prende avvio dall’intuizione di una realtà più profonda combinata con una tecnica fotografica estremamente precisa, che culmina in ciò che lui stesso definisce camera vision. Spirito curioso e anticipatore dei tempi, Chappell ha fotografato numerosi soggetti, ma a stimolare più di ogni altra cosa la sua visione interiore è stata la natura evocativa del corpo umano, spesso in associazione alle forme del paesaggio e della vegetazione. Proseguendo nella sua ricerca, Chappell ha cercato di comprendere l’origine del flusso creativo, di quell’energia che scorre attraverso le cose e le collega come un filo sottile, dando loro senso. Parallelamente, i suoi soggetti fotografici divengono sempre più connessi fra loro e meno differenziati. Le scoperte di Chappell possono esprimersi in un autoritratto riflesso sul vetro di una finestra o negli infiniti riflessi della luce che danza sulla superficie dell’acqua, nella carne palpitante del ventre di una donna che partorisce una nuova vita, o, ancora, nei movimenti aggraziati della terra erosa dal tempo.

Benché le sue radici affondino nella tradizione degli equivalenti di Stieglitz, molti considerano Chappell un pioniere al di fuori di ogni convenzione, creatore di una visione unica del paesaggio naturale, quel mondo che per tutta la vita ha amato fotografare e abitare. L’oggetto principale dei suoi interessi, nella vita come nell’arte, è stato il rapporto fra realtà e creazione, insieme al desiderio di esprimere efficacemente l’essenza di questi fondamenti filosofici attraverso il mezzo fotografico.

La retrospettiva Walter Chappell. Eternal Impermanence sarà inaugurata in occasione del Festivalfilosofia, che si svolgerà dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo e sarà dedicato al tema “amare”.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira, corredato da tutte le immagini delle opere in mostra e da testi critici di approfondimento. In occasione della mostra è stata inoltre pubblicata e tradotta in italiano, sempre da Skira, la lunga intervista a Walter Chappell realizzata dal figlio Aryan, che ne raccolse le memorie biografiche poco prima della morte.

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Note biografiche

Nato nel 1925 a Portland, nell’Oregon, Chappell studia architettura, pianoforte e composizione musicale. Nel 1942, durante un’escursione sciistica sul Mount St. Helens, nello stato di Washington, conosce Minor White con il quale stringe una profonda amicizia e avvia un rapporto creativo destinato a durare tutta la vita.
Nel 1957 si stabilisce a Rochester, New York, dove studia tecniche di stampa sotto la guida di White e poi accetta l’incarico di curatore presso la George Eastman House con Beaumont Newhall. Collabora poi con la rivista “Aperture”, importante pubblicazione di fotografia artistica diretta da White, sia in qualità di fotografo sia di autore. La rivista si propone di sostenere una nuova cultura fotografica che si sviluppi come forma artistica tout-court e non sia a servizio di scopi commerciali o documentativi.
Nel 1962, insieme ad altri importanti artisti di New York, tra i quali Paul Caponigro, fonda la Association of Heliographers di cui mantiene la direzione fino al 1965.
Nel 1963 si trasferisce in California, dove gli viene commissionata una serie di ritratti a Sharon Tate, Elizabeth Taylor e Richard Burton. Questo lavoro segna una svolta nella sua ricerca, da quel momento in poi sempre più attratta dal corpo umano e dalla sua corrispondenza con le forme della natura.
Trascorre lunghi periodi nella West Coast (Los Angeles, Big Sur, San Francisco), nelle isole Hawaii e nel New Mexico, dove si stabilisce nel 1980. Dal suo studio in quella terra incantata continua a organizzare conferenze e workshop, a fare mostre, a viaggiare e compiere spedizioni fotografiche.
Nei primi anni ’70 intraprende una lunga sperimentazione con la fotografia elettronica, fotografando piante attraverso una speciale tecnica ad alto voltaggio. Il lavoro verrà presentato nel portfolio “Metaflora” nel 1980. Proseguendo su questo filone stilistico, Chappell continua a dedicarsi alla fotografia, concentrandosi sulla forme naturali e del corpo umano, curando workshop fotografici di nudo in natura.
Durante i circa 45 anni di carriera ottiene per tre volte il “Photographer’s Fellowship” del National Endowment for the Arts. Nel 1999 il governatorato del New Mexico gli conferisce il prestigioso premio per l’eccellenza nelle arti.
Le opere di Walter Chappell sono incluse in numerose importanti collezioni: the Museum of Modern Art (New York); the International Museum of Photography at George Eastman House (Rochester, New York); Library of Congress (Washington); Museum of Art, Stanford University (Palo Alto, California); Metro Goldwyn Mayer Studio (Culver City, California).
Scheda tecnica della mostra



titolo
WALTER CHAPPELL
Eternal Impermanence

a cura di
Filippo Maggia

promossa da
Fondazione Fotografia Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

sponsor
date
13 settembre 2013 – 2 febbraio 2014

sede espositiva
ex Ospedale Sant’Agostino
Modena, Largo Porta Sant’Agostino 228

inaugurazione
venerdì 13 aprile 2013

press preview
giovedì 12 aprile, ore 11.00

orari di apertura
martedì-venerdì 11-13 e 15.30-19
sabato, domenica e festivi 11-20

in occasione del festivalfilosofia
venerdì 13 settembre dalle 9 alle 23
sabato 14 settembre dalle 9 alle 2
domenica 15 settembre dalle 9 alle 22

biglietto d’ingresso: € 5,00
ingresso gratuito tutti i martedì
e durante i giorni del festivalfilosofia





Catalogo
WALTER CHAPPELL
a cura di Filippo Maggia
pagine 110, in bianco e nero
Skira, 2013

info
Fondazione Fotografia Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Tel 059 239888 | 335 1621739