La proprietà non è più un furto vince il Premio Venezia
Classici per il Miglior film restaurato nell’ambito della 70ª Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Una scelta, quella decretata dalla giuria di giovani studenti
universitari, che ha premiato il restauro del film realizzato nel 1973
da Elio Petri e interpretato da Ugo Tognazzi, ricco e volgare macellaio
contro il quale porta avanti la sua personale battaglia Total
(interpretato da Flavio Bucci), impiegato di banca che odia il denaro e
la “religione della proprietà”.
Promosso dalla Fondazione Cineteca di Bologna, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e da Titanus, il restauro di La proprietà non è più un furto
è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca
di Bologna e presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia
alla presenza della moglie di Elio Petri, Paola.
70ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Premio Venezia Classici per il Miglior film restaurato
LA PROPRIETÀ NON È PIÙ UN FURTO (Italia/1973) di Elio Petri (126’)
Restauro promosso da Cineteca di Bologna, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Titanus
mercoledì 11 settembre 2013
martedì 10 settembre 2013
Sugar Man
Sugar Man, il film vincitore del Premio Oscar torna a Bologna al Cinema Lumiére l'11, il 13 e 18 settembre
Dopo aver vinto il Premio Oscar
per il Miglior Film Documentario, dopo aver incantato il pubblico in
America, Francia e Germania, dopo lo straordinario successo a Biografilm
Festival di Bologna con più di 13 repliche, arriva finalmente in
Italia SUGAR MAN,
la straordinaria storia di Sixto Rodriguez: il mistero di un
cantautore dimenticato, vagabondo a Detroit ma rockstar a Città del
Capo.

E ora il film documentario più premiato del 2012 torna al Cinema Lumière di Bologna.
E ora il film documentario più premiato del 2012 torna al Cinema Lumière di Bologna.
SUGAR MAN di Malik Bendjelloul
11 settembre ore 22.40 - Cinema Lumière
13 settembre ore 18.00 - Cinema Lumière
18 settembre ore 22.30 - Cinema Lumière
Il film è in programmazione in altre sale italiane, per il programma della proiezione consulta www.sugarman.it
Guarda il trailer del film
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lunedì 9 settembre 2013
Elda Lanza
Come è cambiata Milano
nel corso dei decenni dal dopoguerra a quando l'hai lasciata?
"E' una città
stravolta. Dove c'erano, preziosissime, le vecchie librerie oggi si vendono
scarpe e le librerie sono supermercati. Sparite le mercerie con i plastron
colorati. Le tabaccherie. Il panettiere di Via Montenapoleone oggi è diventato
non so cosa. I salotti - quello famoso della Maruccelli - dove erano invitate
non le persone "in vista sui rotocalchi" ma quelle che davvero contavano nella
cultura e nell'arte. I pomeriggi musicali al Nuovo, i teatri, la Scala. Mi dirai
che almeno questi sono rimasti in piedi: ma gli spettacoli sono gli stessi?
Soprattutto è lo stesso pubblico di allora, elegante, partecipe, colto,
coinvolto? Da quello che ho visto recentemente dubito. Certo Milano è diventata
una città da bere. Ma poi forse ci vuole un alkaseltzer per digerire lo smog, il
rumore, la sporcizia, la volgarità, il disinteresse, la corsa al successo o
all'ultima idea di... con insensate code davanti a vetrine di oggetti. Ho
lasciato Milano dieci anni fa, ci ritorno sempre volentieri, soprattutto per le
grandi mostre d'arte, che forse una volta non erano così grandi. Ci torno
volentieri perché so che torno a casa, in un paese a misura d'uomo in cui oggi
mi piace vivere davvero.Estratto da http://www.storiaradiotv.it/ELDA%20LANZA.htm
domenica 8 settembre 2013
Film Festival della Lessinia, Jin
Premio per il miglior lungometraggio
Prize for the best feature film
JÎN
di/by Reha Erdem
Il film racconta di una giovane e coraggiosa combattente che nel suo
paese cerca di scappare da un conflitto assurdo. In un mondo dove per
lei non ci sono sicurezze e nessuno di cui potersi fidare, l’unica via
di fuga è la morte. Il film ha una forte componente artistica, un ardito
uso delle metafore, un’eccellente interpretazione e un messaggio
chiaro: le persone possono essere più crudeli degli animali più
selvaggi.
This film introduces us to a young and brave rebel
fighter, who tries to break free from the absurd war situation in her
country. In a world where is no security and no one she can trust, the
only escape is death. The film has a strong artistic vision, with a
courageous usage of metaphors, outstanding acting, and a clear message:
people can be crueler than the wildest animals.
sabato 7 settembre 2013
Notizie dalla cineteca di Bologna
| Prima visione: Infanzia clandestina fino a mercoledì 11 settembre – Cinema Lumière Argentina 1979. Juan, dodici anni, ritorna a Buenos Aires con la famiglia dopo un lungo esilio sotto falsa identità. I suoi genitori sono membri dell’organizzazione Montoneros, in lotta contro la giunta militare al potere. Per tutti i suoi amici e per Maria, della quale è innamorato, Juan si chiama Ernesto. Non deve dimenticarlo, il minimo errore potrebbe essere fatale per tutta la sua famiglia. Un storia di clandestinità, di militanza, d'amore. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2012, Infanzia clandestina di Benjamín Ávila è il film che inaugura la programmazione di prima visione del Cinema Lumière. Nel cartellone di settembre proporremo in prima visione (e in lingua originale con sottotitoli) anche The Spirit of '45 di Ken Loach, Mood Indigo di Michel Gondry e Bling Ring di Sofia Coppola. >> Maggiori informazioni |
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I restauri della Cineteca a Venezia 2013: Vaghe stelle dell'Orsa Giovedì 5 settembre, ore 20 – Cinema Lumière Dopo l'anteprima veneziana arrivano al Lumière quattro grandi film italiani restaurati dalla Cineteca di Bologna. Si parte giovedì 5 con Vaghe stelle dell'Orsa di Luchino Visconti, dramma intimista di atmosfera decadente ispirato all'Elettra di Sofocle interpretato da Jean Sorel e da una sensuale Claudia Cardinale. Il restauro è promosso in collaborazione con Sony Pictures Entertainment e Archivio Storico delle Arti Contemporanee di Venezia. Nel cartellone di settembre gli altri tre restauri porta di dalla Cineteca alla Mostra del Cinema: La proprietà non è più un furto di Elio Petri (martedì 10, ore 20), Paisà di Roberto Rossellini (martedì 17, ore 20) e Pane e cioccolata di Franco Brusati (giovedì 19, ore 20). >> Maggiori informazioni |
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Cinema del presente: Holy Motors e No – I giorni dell'arcobaleno Da giovedì 5 a lunedì 9 settembre – Cinema Lumière La programmazione di cineclub della nuova stagione del Lumière si apre con la riproposizione di due dei film più interessanti dell'anno. Holy Motors, presentato a Cannes, è l'ultimo lavoro del più cult e maledetto fra i cineasti francesi; un film che riflette sul cinema, la sua storia, la sua mutazione attraverso i continui cambi di ruolo messi in atto da un uomo che si sposta su una limousine. Le ferite ancora laceranti di una storia recente e di una memoria tutt'altro che condivisa sono invece al centro di No – I giorni dell'arcobaleno (vincitore della Quinzaine des Réalizateurs di Cannes). Attraverso la vicenda di un geniale pubblicitario impersonato da Gael García Bernal, Pablo Larraín rievoca i giorni del referendum del 1988 in Cile che di fatto pose le basi per la caduta della dittatura di Pinochet e il ritorno alla democrazia. |
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Ritrovati! Capolavori restaurati sul grande schermo: Fear and Desire e Vogliamo vivere! Sabato 7, domenica 8 e martedì 10 settembre – Cinema Lumière Tornano sugli schermi due grandi autori come Stanley Kubrick ed Ernst Lubitsch. Fear and Desire (sabato 7 ore 18.30, versione originale con sottotitoli), primo lungometraggio di Kubrick, poi ripudiato dall’autore, esce da un oblio di oltre mezzo secolo grazie al restauro della Library of Congress (ma già nel 1989 ne fu proiettata quasi clandestinamente una copia al Cinema Ritrovato). Quattro soldati finiscono per errore dietro le linee nemiche: sono già presenti ossessioni tipicamente kubrikiane come la guerra, la follia e il doppio. Del 1942 è invece il capolavoro di Lubitsch Vogliamo vivere! (martedì 10 ore 20, versione or iginale con sottotitoli), riportato con successo nelle sale italiane da Teodora Film in versione restaurata e rimasterizzata. Il celebre 'tocco' di Lubitsch riesce a incrociare con leggerezza la tragedia vera (la guerra, il nazismo) e la suprema finzione comica (il teatro, il gioco dell'illusione). |
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I lunedì di Officinema: Salvo Lunedì 9 settembre, ore 20 e 22.15 – Cinema Lumière L'incontro tra un killer della mafia e la sorella di una delle sue vittime, cieca dalla nascita. Il racconto di un miracolo, in un mondo dove i miracoli non accadono. Premiato alla Settimana della Critica di Cannes 2013 e prodotto da Massimo Cristaldi e Fabrizio Mosca, Salvo è il lungometraggio d'esordio di una coppia di sceneggiatori palermitani, che proprio nelle assolate periferie del capoluogo siciliano, fotografate da Daniele Ciprì, fa implodere l'azione: "abbiamo articolato la storia all'interno della forma drammaturgica classica, giocando con alcuni generi riconoscibili: con il noir prima di tutto; con la storia d'amore; con la commedia nera, attraverso la coppia di piccolo borghesi, complici della latitanza del protagonista, guardiani e carcerieri del loro mondo angusto e grottesco; infine, aiutati dai paesaggi epici e desertici dell'entroterra siciliano, anc he con il western all'italiana". >> Maggiori informazioni |
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Schermi e Lavagne. On-line le proposte per le scuole 2013-2014 Domenica 15 open day con The Monster Show On-line sul sito della Cineteca il programma delle attività didattiche 2013-2014, che Schermi e Lavagne propone alle scuole di ogni ordine e grado: lezioni teoriche, proiezioni e laboratori compongono un articolato panorama di iniziative per avvicinare gli studenti al linguaggio e alla storia del cinema. Domenica 15 settembre le attività della nuova stagione si apriranno con The Monster Show, l'open day di Schermi e Lavagne, un pomeriggio a tema 'mostruoso' con giochi, proiezioni e laboratori per bambini dai 6 anni in su. Anche il Cineclub per ragazzi dedicherà ogni mese un focus sui mostri di tutte le epoche della storia del cinema. >> Maggiori informazioni |
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Visioni Italiane 2014. On-line il bando Disponibile on-line il bando di partecipazione alla ventesima edizione di Visioni Italiane, il concorso nazionale per corto e medio metraggi promosso da Cineteca di Bologna e Mostra Internazionale del Cinema Libero che si terrà dal 26 febbraio al 2 marzo 2014. Uno spazio dedicato a tutti quei lavori dal formato irregolare che ogni anno vengono realizzati dai giovani autori sul territorio nazionale e che rischiano di rimanere invisibili. Le opere, di qualsiasi formato, devo essere inviate entro e non oltre il 15 novembre 2013. >> Maggiori informazioni |
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Favorire l’internazionalizzazione delle opere emiliano-romagnole On-line il bando del Centro per lo sviluppo dell'audiovisivo e l'innovazione digitale Perché un progetto cinematografico possa riuscire deve necessariamente parlare a un pubblico ampio, preferibilmente internazionale; e per realizzare un progetto la soluzione preferibile è quella di costruire una partnership produttiva di respiro europeo. Partendo da questo presupposto il Centro per lo sviluppo dell'audiovisivo e l'innovazione digitale in Emilia-Romagna ha deciso di investire in attività legate all'internazionalizzazione, destinando un importo complessivo di 105.000 euro, suddiviso in due tipologie di intervento, ad autori e produttori locali che vogliano promuovere i loro progetti e i loro film sul mercato estero. Il bando è disponibile sul sito della Cineteca. >> Maggiori informazioni | ||
mercoledì 4 settembre 2013
Direzione Comacchio
A trentacinque anni dalla nascita degli “Incontri Jazz Comacchio”, sono ancora tantissimi gli appassionati, i giornalisti e i musicisti che ricordano quelle splendide serate di grande musica ai Trepponti.
Certo di acqua, è proprio il caso di dirlo, ne è passata, portandosi via anche le edizioni, altrettanto brillanti e seguite, di metà degli anni ’90.
L’idea che possa tornare una manifestazione come quelle di allora è forse oggi utopistico.
Troppe cose cambiate nella società e nella stessa concezione di musica.
Tuttavia, aggiornando inevitabilmente la formula secondo i dettami dell’epoca attuale, resta pienamente valido e giustificato l’intento di presentare uno spettacolo che si caratterizza per la qualità dell’offerta artistica, abbinata all’intatto fascino della location comacchiese e rivolta a tutti coloro che considerano ancora la musica una splendida scelta individuale, capace di arricchire costantemente la nostra esistenza.
Che il comune di Comacchio abbia voluto di nuovo e in momenti di così forte difficoltà intraprendere una strada tanto impervia è segno di grande sensibilità, coraggio e, ci auguriamo, lungimiranza.
Come nelle manifestazioni citate era stato compagno di viaggio il Jazz Club Ferrara, in questa nuova avventura ci saremo noi de Il Gruppo dei 10 (il direttore artistico è però sempre lo stesso), strana associazione fra amici, accomunati dalla voglia di dare un contributo, intellettualmente e finanziariamente autonomo, al mantenimento di tutte le forme artistiche che, nonostante l’elevata e indiscussa qualità, rischiano di essere penalizzate dal loro insufficiente “consumo”, secondo gli standard del music business.
Da tre anni Il Gruppo dei 10 porta così avanti una rassegna che è stata chiamata “TUTTE LE DIREZIONI” e che offre per tutto l’arco dell’anno a Ferrara, spostandosi in estate a Porto Garibaldi, la possibilità di ascoltare magnifici interpreti di diversi generi artistici (jazz, blues, musica classica, letteratura, lirica, cabaret, ecc…).
Per queste stesse finalità e con lo steso spirito abbiamo aderito all’invito del Comune di Comacchio e ritenuto che “DIREZIONE COMACCHIO” fosse il nome giusto da abbinare alla manifestazione, compendiando i tanti significati sottesi all’impresa.
La versatilità della formula da noi adottata si riverbera anche nella scelta effettuata per questa prima edizione. Abbiamo infatti creduto che dedicare la rassegna a Ellade Bandini non fosse un semplice omaggio a una grande musicista, ma la perfetta identificazione fra la nostra visione multidirezionale e un personaggio che, con costante curiosità intellettuale e indubbia resa espressiva, ha dimostrato nella sua lunga carriera di essere un vero e proprio simbolo di ecletticità musicale e di compiutezza artistica.
Tre concerti e tre contesti completamente diversi.
L’assoluta originalità di una formazione di quattro batteristi, veri top player dello strumento, in una esibizione divisa fra il virtuosismo percussivo e la forma teatro – musica; la raffinatezza e la grande capacità interpretativa del trio, con Danilo Rea e Ares Tavolazzi, alle prese con il repertorio dei Beatles, in uno stimolante e solo apparente contrasto; per finire uno spettacolo di grande sentimento e coinvolgimento, con la riproposizione della musica di De Andrè che conserva intatte le connotazioni originali, grazie alla presenza di alcuni dei suoi più fedeli compagni di percorso, fra cui appunto Ellade Bandini.
Tutte le serate saranno precedute da veri e propri concerti, tenuti, lungo le strade del centro della cittadina lagunare, da tre differenti marching band, la New Orleans Rhythm Cardinals, la BiFunk e la Pegasus, tutte formate da alcuni dei più apprezzati musicisti di jazz tradizionale e di funk.
Ci piace ancora ricordare altre due importanti componenti della rassegna.
Il fondale del palco si animerà magicamente, seguendo le performance dei musicisti, grazie alle sue seducenti e suggestive trasformazioni, lasciate alla creatività di un fenomenale artista della sabbia come Massimo Ottoni.
Un enorme ringraziamento va poi a Francesco Musante, conosciutissimo e celebrato pittore ligure che ha rivestito pittoricamente e graficamente, con le sue invenzioni favolistiche e le sue fantasie cromatiche, questa edizione di “DIREZIONE COMACCHIO”.
domenica 1 settembre 2013
Fotografia a Modena
Walter Chappell. Eternal
Impermanence
13 settembre 2013 – 2 febbraio 2014
Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino
![]() |
Stan
Tomita,
Ritratto di Walter Chappell
Oahu,
Hawaii, 1977 ©
Stan Tomita
|
Si inaugura
venerdì
13 settembre 2013,
negli spazi espositivi dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena,
Walter
Chappell. Eternal Impermanence,
una retrospettiva dedicata al fotografo americano Walter Chappell,
fra i protagonisti più controversi della fotografia americana del XX
secolo, la cui opera, intensamente provocatoria così come la sua
vita, è rimasta celata a lungo.
La visione
unica di Chappell, capace di trascendere il tempo e i soggetti
ritratti, sarà presentata in anteprima mondiale attraverso un’ampia
ricognizione: oltre 150 fotografie vintage, realizzate tra gli anni
Cinquanta e i primi anni Ottanta, e la maquette originale di World
of Flesh,
libro rifiutato da vari editori americani – e dunque mai pubblicato
– perché ritenuto all’epoca troppo esplicito nella sua
celebrazione della vita e della natura. La mostra, prodotta da
Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di
Modena, è a cura di Filippo Maggia.
Il pensiero
e la visione del mondo di Walter Chappell (1925-2000) muovono dalle
ricerche spirituali ed intimiste sviluppate tra gli anni Cinquanta e
Settanta da artisti come Minor White, di cui Chappell fu allievo, e
Paul Caponigro, per poi approdare a un territorio personalissimo, in
cui la fotografia diventa la narrazione di un’esperienza di vita a
stretto contatto con la natura e il mondo, intesi come campo d’azione
e specialmente d’interazione.
Prototipo
dell’artista hippie, Chappell ha sempre rifiutato il concetto di
arte come business, tenendosi lontano da gallerie e circuiti
commerciali. Ha condotto un’esistenza appartata, bohemien e
primitiva, all’insegna della celebrazione dell’amore come energia
che regola il cosmo e della vita come flusso ciclico, nella sua
fattoria di Velarde, nel New Mexico, costante approdo di artisti e
figli dei fiori.
La carriera
di Chappell nel campo della fotografia d’arte prende avvio
dall’intuizione di una realtà più profonda combinata con una
tecnica fotografica estremamente precisa, che culmina in ciò che lui
stesso definisce camera
vision.
Spirito curioso e anticipatore dei tempi, Chappell ha fotografato
numerosi soggetti, ma a stimolare più di ogni altra cosa la sua
visione interiore è stata la natura evocativa del corpo umano,
spesso in associazione alle forme del paesaggio e della vegetazione.
Proseguendo nella sua ricerca, Chappell ha cercato di comprendere
l’origine del flusso creativo, di quell’energia che scorre
attraverso le cose e le collega come un filo sottile, dando loro
senso. Parallelamente, i suoi soggetti fotografici divengono sempre
più connessi fra loro e meno differenziati. Le scoperte di Chappell
possono esprimersi in un autoritratto riflesso sul vetro di una
finestra o negli infiniti riflessi della luce che danza sulla
superficie dell’acqua, nella carne palpitante del ventre di una
donna che partorisce una nuova vita, o, ancora, nei movimenti
aggraziati della terra erosa dal tempo.
Benché le
sue radici affondino nella tradizione degli equivalenti di Stieglitz,
molti considerano Chappell un pioniere al di fuori di ogni
convenzione, creatore di una visione unica del paesaggio naturale,
quel mondo che per tutta la vita ha amato fotografare e abitare.
L’oggetto principale dei suoi interessi, nella vita come nell’arte,
è stato il rapporto fra realtà e creazione, insieme al desiderio di
esprimere efficacemente l’essenza di questi fondamenti filosofici
attraverso il mezzo fotografico.
La
retrospettiva Walter
Chappell. Eternal Impermanence
sarà inaugurata in occasione del Festivalfilosofia, che si svolgerà
dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo e sarà dedicato al
tema “amare”.
La mostra è
accompagnata da un catalogo edito da Skira, corredato da tutte le
immagini delle opere in mostra e da testi critici di approfondimento.
In occasione della mostra è stata inoltre pubblicata e tradotta in
italiano, sempre da Skira, la lunga intervista a Walter Chappell
realizzata dal figlio Aryan, che ne raccolse le memorie biografiche
poco prima della morte.
--
Note biografiche
Nato nel
1925 a Portland, nell’Oregon, Chappell studia architettura,
pianoforte e composizione musicale. Nel 1942, durante un’escursione
sciistica sul Mount St. Helens, nello stato di Washington, conosce
Minor White con il quale stringe una profonda amicizia e avvia un
rapporto creativo destinato a durare tutta la vita.
Nel 1957 si
stabilisce a Rochester, New York, dove studia tecniche di stampa
sotto la guida di White e poi accetta l’incarico di curatore presso
la George Eastman House con Beaumont Newhall. Collabora poi con la
rivista “Aperture”, importante pubblicazione di fotografia
artistica diretta da White, sia in qualità di fotografo sia di
autore. La rivista si propone di sostenere una nuova cultura
fotografica che si sviluppi come forma artistica tout-court e non sia
a servizio di scopi commerciali o documentativi.
Nel 1962,
insieme ad altri importanti artisti di New York, tra i quali Paul
Caponigro, fonda la Association of Heliographers di cui mantiene la
direzione fino al 1965.
Nel 1963 si
trasferisce in California, dove gli viene commissionata una serie di
ritratti a Sharon Tate, Elizabeth Taylor e Richard Burton. Questo
lavoro segna una svolta nella sua ricerca, da quel momento in poi
sempre più attratta dal corpo umano e dalla sua corrispondenza con
le forme della natura.
Trascorre
lunghi periodi nella West Coast (Los Angeles, Big Sur, San
Francisco), nelle isole Hawaii e nel New Mexico, dove si stabilisce
nel 1980. Dal suo studio in quella terra incantata continua a
organizzare conferenze e workshop, a fare mostre, a viaggiare e
compiere spedizioni fotografiche.
Nei primi
anni ’70 intraprende una lunga sperimentazione con la fotografia
elettronica, fotografando piante attraverso una speciale tecnica ad
alto voltaggio. Il lavoro verrà presentato nel portfolio “Metaflora”
nel 1980. Proseguendo su questo filone stilistico, Chappell continua
a dedicarsi alla fotografia, concentrandosi sulla forme naturali e
del corpo umano, curando workshop fotografici di nudo in natura.
Durante i
circa 45 anni di carriera ottiene per tre volte il “Photographer’s
Fellowship” del National Endowment for the Arts. Nel 1999 il
governatorato del New Mexico gli conferisce il prestigioso premio per
l’eccellenza nelle arti.
Le
opere di Walter Chappell sono incluse in numerose importanti
collezioni: the Museum of Modern Art (New York); the International
Museum of Photography at George Eastman House (Rochester, New York);
Library of Congress (Washington); Museum of Art, Stanford University
(Palo Alto, California); Metro Goldwyn Mayer Studio (Culver City,
California).
Scheda
tecnica della mostra
-
titoloWALTER CHAPPELLEternal Impermanencea cura diFilippo Maggiapromossa daFondazione Fotografia ModenaFondazione Cassa di Risparmio di Modenasponsordate13 settembre 2013 – 2 febbraio 2014sede espositivaex Ospedale Sant’AgostinoModena, Largo Porta Sant’Agostino 228inaugurazionevenerdì 13 aprile 2013press previewgiovedì 12 aprile, ore 11.00orari di aperturamartedì-venerdì 11-13 e 15.30-19sabato, domenica e festivi 11-20in occasione del festivalfilosofiavenerdì 13 settembre dalle 9 alle 23sabato 14 settembre dalle 9 alle 2domenica 15 settembre dalle 9 alle 22biglietto d’ingresso: € 5,00ingresso gratuito tutti i martedìe durante i giorni del festivalfilosofiaCatalogoWALTER CHAPPELLa cura di Filippo Maggiapagine 110, in bianco e neroSkira, 2013infoFondazione Fotografia ModenaFondazione Cassa di Risparmio di ModenaTel 059 239888 | 335 1621739
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