LA VIOLINISTA LAURA BORTOLOTTO
E IL PIANISTA MATTEO ANDRI
CHIUDONO LA SERIE DEI
“CONCERTI DELLA DOMENICA MATTINA”
Guarda il video: http://youtu.be/dum3EdBqT-s
Domenica 8 marzo – ore 11, Teatro Comunale "Claudio Abbado" - Laura Bortolotto e Matteo Andri concludono la rassegna 2014/15 dei “Concerti della domenica mattina”.
Questa iniziativa di Ferrara Musica riscuote un grande successo di
pubblico grazie ai prezzi popolari e ai programmi musicali brevi ed
accattivanti, adatti sia per un pubblico di famiglie che di
appassionati. Al termine del concerto il pubblico è invitato a un aperitivo.
La giovane violinista di Pordenone Laura Bortolotto,
classe 1995, ha vinto a soli quindici anni il 1° Premio al Concorso
Nazionale di Violino di Vittorio Veneto e si è aggiudicata nel 2011 il
primo posto all’International Hindemith Competition di Berlino; mentre
il pianista Matteo Andri, anch’egli già vincitore di
numerosi concorsi, ha conquistato nel 2011 il terzo premio ex aequo
(primo non assegnato) al Premio Zanfi-Liszt di Parma.
L'articolato programma, una vera e propria summa del virtuosismo violinistico, si apre con la Sonata per violino solo op.27 n.4 in mi minore del compositore belga Eugène Ysaÿe,
lavoro che appartiene a un gruppo di sei sonate - gioielli di grande
difficoltà tecnica e opere di straordinaria musicalità - dedicate ognuna
a uno dei più grandi violinisti vissuti tra la fine del XIX e l’inizio
del XX secolo: la n. 4 è intitolata a Fritz Kreisler. Segue la Sonata in la maggiore op.162 “Grand Duo” D.574 di Franz Schubert,
che è contraddistinta da una scrittura particolarmente virtuosistica e
molto attenta agli equilibri, tanto da far supporre un esperimento, in
quegli anni, in preparazione di qualche altro lavoro, magari sinfonico.
Il programma continua con la Sonata per violino e pianoforte in sol minore di Claude Debussy:
composta nel 1917, è stata l'ultima del compositore (che morì nel
1918), e costituisce il terzo lavoro di quello che era stato
originariamente concepito come un ciclo di sei sonate per vari
strumenti. Chiude il concerto la Tzigane per violino e pianoforte, uno dei pezzi in assoluto più celebri di Maurice Ravel.
Scritta nel 1924 e definita dall'autore "un pezzo virtuosistico nello
stile di una rapsodia ungherese", assimila l'elemento esotico della
tradizione tzigana all'interno della tradizione musicale occidentale: ne
risulta un capolavoro di eleganza e raffinatezza timbrica,
imprevedibile e di forte impatto emotivo.
Biglietti a 10 euro; biglietti a 2 euro per bambini e ragazzi fino a 13 anni. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.ferraramusica.it o contattare la biglietteria di Ferrara Musica: dal lunedì al venerdì ore 15.30/19, sabato ore 10/12.30 e 15.30/19. Telefono 0532 202675 – Email: biglietteria@ferraramusica.it.
venerdì 6 marzo 2015
giovedì 5 marzo 2015
A Sermide dal 5 al 10 marzo
i nuovi film in uscita da giovedì 5 a martedì 10 marzo 2015 sono:
Ti aspettiamo .. Buona Visione e Buona Festa della Donna!

Cinema CAPITOL Multisala
Via Roma, 18
46028 Sermide (MN)
Informazioni: 0386 960375
www.capitol.multisala.com
www.multisala.com
www.facebook.com/cinemacapitol
| 1ª Rassegna Giovedì e Venerdì di Qualità 2015: "Pride" | ||
| Durata: | 120 minuti | |
| Regia: | Matthew Warchus | |
| Attori: | Bill Nighy (Cliff), Imelda Staunton (Hefina), Dominic West (Jonathan), Paddy Considine (Dai), George Mackay (Joe), Joseph Gilgun (Mike), Andrew Scott (Gethin), Ben Schnetzer (Mark), Chris Overton (Reggie), Faye Marsay (Steph), Freddie Fox (Jeff), Jessica Gunning (Sian), Joshua Hill (Ray), Lisa Palfrey (Maureen), Liz White (Margaret), Monica Dolan (Marion), Rhodri Meilir (Martin), Nia Gwynne (Gail). | |
| Trama: | In Inghilterra nell'estate del 1984 é in pieno svolgimento lo sciopero dei minatori contro la politica economica del Primo Ministro Margareth Thatcher. Avvertendo la situazione di difficoltà di quei lavoratori, un gruppo di aderenti al movimento Gay e Lesbiche avanza la possibilità di schierarsi con loro sulla stessa linea delle rivendicazioni. Dopo molte discussioni, incomprensioni, contrasti, minatori e LGSM trovano una base comune sulla quale muoversi: soprattutto dopo che i secondi si recano nel piccolo centro del Galles, centro della protesta e fanno conoscenza con gli abitanti e le famiglie. | |
| Orari: | giovedì 5 marzo - ore 21.15 venerdì 6 marzo - ore 15.15 Ingresso 5,00€ - ridotto 3,00€ |
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| Focus - Niente è come sembra | ||
| Durata: | 104 minuti | |
| Regia: | Glenn Ficarra, John Requa | |
| Attori: | Will Smith (Nicky), Margot Robbie (Jess), Rodrigo Santoro (Garriga), Gerald McRaney (Owens), BD Wong (Liyuan), Adrian Martinez (Farhad), Robert Taylor (McEwen), Stephanie Honoré (Janice), Dominic Fumusa (Jared), Brennan Brown (Horst). | |
| Trama: |
Will Smith
interpreta Nicky, esperto maestro nel depistaggio, che si ritrova
coinvolto sentimentalmente con un'aspirante criminale, Jess (Margot
Robbie). Mentre Nicky cerca di insegnarle i trucchi del mestiere, il
rapporto tra i due diventa molto intimo, col risultato che Jess viene
allontanata brutalmente. Tre anni dopo, l'ex fiamma, ormai compiuta
femme fatale, si presenta a Buenos Aires in occasione di una corsa
automobilistica molto rischiosa. Nel bel mezzo dell'ultima
pericolosissima missione di Nicky, lei rischierà di mandare all'aria i
suoi piani… ed il consumato truffatore potrebbe trovarsi in seria
difficoltà.
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| Orari: | venerdì 6 marzo - ore 21.30 sabato 7 marzo - ore 20.15 - 22.30 domenica 8 marzo - ore 17.30 - 21.30 lunedì 9 marzo - ore 21.30 martedì 10 marzo - ore 21.30 Tutti gli spettacoli sono in 2D. |
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| Vizio di forma (vietato ai minori di 14 anni) | ||
| Durata: | 148 minuti | |
| Regia: | Paul Thomas Anderson | |
| Attori: | Joaquin Phoenix, Benicio Del Toro, Owen Wilson, Reese Witherspoon, Joanna Newsom, Josh Brolin, Jena Malone, Sasha Pieterse, Maya Rudolph, Martin Short, Katherine Waterston, Wilson Bethel, Sam Jaeger, Martin Donovan, Steven Wiig. | |
| Trama: |
"Vizio di Forma",
adattamento del settimo e più divertente romanzo di Thomas Pynchon, è il
settimo film scritto e diretto da Paul Thomas Anderson - ed il primo
vero adattamento della leggendaria inventiva e dei lavori culturalmente
caleidoscopici di Pynchon. Un noir surf, in cui la storia è avvolta
nella foschia fumosa e nella luminescenza al neon della controcultura
americana, per mezzo di una rotazione psichedelica del classico racconto
poliziesco. L'ex compagna del detective Doc Sportello si rifà viva
all'improvviso con una storia sul suo attuale fidanzato miliardario, del
quale, si da il caso, sia innamorata. Le trame della sua ex moglie e
del suo ragazzo per rapire il miliardario, portano il detective
sull'orlo della pazzia.
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| Orari: | venerdì 6 marzo - ore 21.15 sabato 7 marzo - ore 22.00 domenica 8 marzo - ore 21.15 lunedì 9 marzo - ore 21.15 martedì 10 marzo - ore 21.15 Tutti gli spettacoli sono in 2D. |
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| Spongebob - Fuori dall'acqua | ||
| Durata: | 92 minuti | |
| Regia: | Paul Tibbitt | |
| Attori: | Animazione - Voci: Antonio Banderas, Clancy Brown, Tom Kenny, Thomas F. Wilson, Bill Fagerbakke, Rodger Bumpass, Mr. Lawrence, Kaitlyn Ervin, Carolyn Lawrence, Noah Lomax, Jesica Ahlberg. | |
| Trama: |
Torna Spongebob
Squarepants, la spugnetta più simpatica di tutta Bikini Bottom, nel
sequel del suo fortunato film di animazione. Sarà pronta ad affrontare
nuovi folli avventure e a farci divertire con i suoi amici in fondo al
mare!
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| Orari: | sabato 7 marzo - ore 20.00 domenica 8 marzo - ore 15.00 - 17.15 Tutti gli spettacoli sono in 2D. |
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Cinema CAPITOL Multisala
Via Roma, 18
46028 Sermide (MN)
Informazioni: 0386 960375
www.capitol.multisala.com
www.multisala.com
www.facebook.com/cinemacapitol
Joan Baez a Bologna
| Prime visioni in lingua originale | ||
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Vizio di forma (USA/2014) di Paul Thomas Anderson fino a mercoledì 11 marzo - Sala Auditorium Siamo alla fine degli psichedelici anni ’60. L’ex compagna del detective Doc Sportello (Joaquin Phoenix) si rifà viva all’improvviso con una storia sul suo attuale fidanzato miliardario, del quale, si dà il caso, sia innamorata. Le trame della sua ex moglie e del suo ragazzo per rapire il miliardario, portano il detective sull’orlo della pazzia... Adattamento del settimo e più divertente romanzo di Thomas Pynchon, Vizio di forma è un noir surf, in cui la storia è avvolta nella foschia fumosa e nella luminescenza al neon della controcultura americana. Con un cast di personaggi che include surfisti, truffatori, tossici e rocker, uno strozzino omicida, detective della polizia di Los Angeles, un musicista di sax tenore in incognito, è in parte un poliziesco californiano, in parte un caos allucinogeno e anche un omaggio cinematografico a tutto campo al mondo caleidoscopico dei personaggi estremi di Pynchon, intrisi di intuizioni letali e profondo desiderio. >> Maggiori informazioni |
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Birdman (USA/2014) di Alejandro González Iñárritu fino a mercoledì 11 marzo – Cinema Lumière Prosegue al Lumière la programmazione, in versione originale con sottotitoli, dell'ultimo film di Alejandro G. Iñárritu, trionfatore alla notte degli Oscar con i premi al miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura originale e miglior fotografia. Dal regista di Babel e Amores Perros una black comedy che segue la vicenda di un attore (Michael Keaton), famoso per aver interpretato in passato un mitico supereroe, alle prese con le difficoltà della messa in scena di una commedia a Broadway. Nei giorni che precedono la serata della prima, l’uomo deve fare i conti con il suo io e tentare di recuperare la famiglia, la carriera e se stesso. “Un film molto contemporaneo che attraverso gli attori e le loro nevrosi guarda all'era dei social network, dei supereroi, del cinema digitale, dell'infantilizzazione di massa, insomma a tutti no i. Con un divertimento, una cattiveria, una capacità di suonare tutte le corde dello spettacolo di oggi, che sono una prova continua di intelligenza e coraggio" (Fabio Ferzetti). >> Maggiori informazioni |
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Selma – La strada per la libertà (USA-GB/2014) di Ava DuVernay (128') da giovedì 5 marzo – Sala Cervi (via Riva di Reno 72) Selma, Alabama, è un luogo simbolo della battaglia per i diritti civili. Nel 1965 fu sede delle marce pacifiche per il diritto al voto degli afroamericani guidate da Martin Luther King, represse dalle autorità davanti agli occhi di un'America che non sarebbe mai più stata la stessa. La regista Ava DuVernay (vincitrice al Sundance 2012 con Middle of Nowhere) evita l'agiografia di King e ottiene il consenso pressoché unanime della critica statunitense. “Selma è la storia di una voce; la voce di un grande leader, la voce di una comunità che trionfa nonostante i tumulti e la voce di una nazione che ambisce a diventare una società migliore. Spero che il film ci ricordi che tutte le voci hanno un valore e meritano di essere ascoltate” (Ava DuVernay). Oscar alla migliore canzone originale. >> Maggiori informazioni |
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Metropolis e l'età d'oro dell'arte muta 1919-1929 Stasera la fantascienza prima e dopo Metropolis: Aelita e 2001 dal 2 al 29 marzo – Cinema Lumière In attesa dell'arrivo (il 16 marzo) nelle sale italiane e in edizione DVD della versione integrale e restaurata di Metropolis - il nuovo classico distribuito dalla Cineteca nell'ambito del Cinema Ritrovato al cinema - al Lumière un'ampia rassegna dedicata all'ultimo decennio del cinema muto, gli anni Venti dei grandi classici, dei capolavori, dei film nei quali 'il grande segreto' di cui parlava Truffaut, si rivela in tutta la sua ipnotica bellezza. Sabato 7 appuntamento con Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau, “il film capitale del cinema muto” (Jacques Lourcelles), accompagnato dal vivo in sala – come tutti i film in rassegna – dal pianoforte di Daniele Furlati. Stasera serata speciale dedicata a precursori ed eredi di Metropolis nel cinema di fantascienza: dal kolossal sovietico Aelita di Jakov Protazanov (ore 1 7.30, sempre accompagnato da Daniele Furlati) a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (ore 19.45 e 22.30). >> Maggiori informazioni |
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L'avanguardia italiana degli anni Sessanta: Nostra Signora dei Turchi Mercoledì 4 marzo, ore 17.30 – Cinema Lumière Ricordi, visioni e ossessioni di uno scrittore pugliese, un'autobiografia barocca senza tempo, dove l'immagine sdoppia continuamente i corpi e la Storia. Il cortocircuito culturale che il cinema di Bene provoca investe tutto, dalla religione alle regole della convivenza umana: tutto è da contraddire e sospendere, privando lo spettatore di ogni certezza, costringendolo a confrontarsi con la libertà dello sguardo, del racconto e del senso. Nostra signora dei Turchi chiude il ciclo di proiezioni dedicata all'avanguardia italiana degli anni Sessanta promosso da Galleria de' Foscherari. Introduce Vittorio Boarini. >> Maggiori informazioni |
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I libri che raccontano il cinema Leonardo Gandini presenta Voglio vedere il sangue. La violenza nel cinema contemporaneo. A seguire proiezione di Redacted Mercoledì 4 marzo, ore 21 – Biblioteca Renzo Renzi e Cinema Lumière Secondo appuntamento del ciclo di presentazioni, promosso dal Dipartimento delle Arti – Università di Bologna, di volumi in biblioteca alla presenza dell'autore. Protagonista dell'incontro (a ingresso libero) di domani Leonardo Gandini e il suo Voglio vedere il sangue. La violenza nel cinema contemporaneo (Mimesis 2014), analisi approfondita sulla rappresentazione della violenza nel cinema degli ultimi decenni, da Peckinpah a Tarantino. Insieme all'autore ne discuteranno Giacomo Manzoli, Roy Menarini e Sara Pesce. A seguire (ore 22.30, Cinema Lumière) Redacted di Brian De Palma, racconto della guerra e delle sue molteplici e spesso fittizie verità ai tempi di YouTube, presentato dallo stesso Leonardo Gandini. >> Maggiori informazioni |
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Marcello Fois presenta Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni Giovedì 5 marzo, ore 20 – Sala Cervi Sono passati oltre vent'anni dall'uccisione della giornalista Rai Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin ma la verità non è ancora stata accertata. In occasione della mostra Ladies for Human Rights di Marcello Reboani (Palazzo d'Accursio, 19 febbraio-15 marzo 2015), promossa dal Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights, riproponiamo questo film del 2003 in cui il regista Ferdinando Vicentini Orgnani, in collaborazione con Marcello Fois, “ha scelto la via della denuncia e della militanza" (Alberto Crespi): la tesi, tuttora la più accreditata, è che l'omicidio fosse legato a un traffico d'armi e rifiuti tossici che la giornalista stava portando alla luce. Sarà lo stesso Marcello Fois a introdurre la proiezione in sala. L'ingresso è libero. >> Maggiori informazioni |
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Omaggio a Joan Baez. Giuliano Montaldo presenta Sacco e Vanzetti Venerdì 6 il documentario di Mary Wharton dedicato alla cantante Giovedì 5 marzo, ore 21 – Cinema Lumière In occasione dell'arrivo a Bologna di Joan Baez per un concerto al Teatro Manzoni, proponiamo un doppio omaggio alla grande folk-singer americana. Giovedì 5 avremo il piacere di ospitare al Lumière un grande vecchio del cinema italiano, Giuliano Montaldo, che presenterà uno dei suoi film più giustamente celebri, Sacco e Vanzetti, entrato nella memoria collettiva anche grazie alla toccante ballata Here's to You firmata da Ennio Morricone e intonata sui titoli di coda dalla Baez. Venerdì 6 alle ore 21.30 Joan Baez – How Sweet the Sound, documentario di Mary Wharton su vita privata e carriera della cantautrice, attraverso rare immagini di repertorio e interviste, tra gli altri a Bob Dylan, David Crosby e al reverendo Jesse James. >> Maggiori informazioni |
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Maestri del documentario: Frederick Wiseman Mercoledì Enrico Ghezzi presenta Boxing Gym Giovedì 5 e venerdì 6 marzo – Cinema Lumière Ultimi appuntamenti della personale dedicata a Frederick Wiseman, protagonista lo scorso venerdì di un'affollatissima e memorabile lezione di cinema al Cinema Lumière. Giovedì 5 con Welfare (ore 18) ci immergeremo nel volto kafkiano della burocrazia previdenziale statunitense: nel 1973, all'interno del Waverly Center di New York, Wiseman filma gli incontri tra i funzionari e la disperata massa dei richiedenti. Venerdì 6 Enrico Ghezzi, amico della Cineteca, torna al Lumière per presentare Boxing Gym. Oggetto dello sguardo di Wiseman è questa volta una palestra di Austin, Texas, fondata dall'ex pugile professionista Richard Lord, un microcosmo rappresentativo della società americana, un amalgama di uomini, donne, vecchi e bambini di ogni razza e classe sociale. L'omaggio a Wiseman si concluderà giovedì 12 marzo con La Danse - Le Ballet de l'Opéra de Paris. >> Maggiori informazioni |
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Uno sguardo al documentario: Una nobile rivoluzione Da sabato 7 a venerdì 13 marzo – Cinema Lumière La vita di Marcella Di Folco, transessuale, attrice, militante, consigliera comunale, fondatrice a Bologna della prima associazione italiana transgender, una vita avventurosa tra i set di Fellini e la politica cittadina: una storia a suo modo grandiosa, ora ripercorsa da un film generoso e riuscito. La Cineteca ha deciso di 'adottarlo' con una piccola tenitura settimanale e presentazioni in sala. Si parte, come d'obbligo, sabato 7 con il regista Simone Cangelosi accompagnato da Roberto Gramaccioni (nipote della Di Folco) e Porpora Marcasciano (presidente M.I.T.). Domenica 8 sarà la volta dell'ex sindaco di Bologna Walter Vitali e di Cathy La Torre (vice presidente M.I.T. e consigliere comunale). >> Maggiori informazioni |
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Cineclub per ragazzi: Minuscule e i corti del festival Ciné-Jeune Sabato 7 e domenica 8 marzo – Cinema Lumière Il week-end di Schermi a Lavagne si apre sabato con un 'atteso ritorno': a grande richiesta le soprendenti avventure animate della coccinella dispettosa, del ragno spilungone e di tutti gli altri insetti protagonisti di Minuscule, il magico mondo a pelo d'erba visto attraverso la lente d'ingrandimento, che Hélene Giraud e Thomas Szabo hanno portato sul grande schermo dopo lo straordinario successo dell'omonima serie televisiva. Domenica 8 appuntamento speciale con una selezione di corti animati del festival francese Ciné-Jeune realizzati da giovani autori provenienti da diversi paesi europei, tutti senza dialoghi e con accompagnamento musicale. >> Maggiori informazioni | ||
martedì 3 marzo 2015
Babilonia teatri
nell’ambito della XXVII rassegna LA SOFFITTA 2015
BABILONIA TEATRI
Per un teatro pop rock punk
uno spettacolo (JESUS), una tavola rotonda, un laboratorio
progetto a cura di Cristina Valenti
dal 4 al 7 marzo 2015
ai Laboratori delle Arti in piazzetta Pasolini 5/b - Bologna
La 27° stagione LA SOFFITTA 2015 organizzata dal Dipartimento delle Arti – Centro La Soffitta prosegue con un ampio progetto a cura di Cristina Valenti, dedicato alla compagnia veneta BABILONIA TEATRI che, dopo aver vinto il Premio Scenario nel 2007 con lo spettacolo rivelazione Made in italy, nel giro di pochissimi anni si è aggiudicata il Premio Ubu, il Premio Hystrio, il Premio Franco Enriquez.
Spiega la curatrice: “Radicata nella provincia veneta, che la compagnia ha contribuito a svelare come bacino di emergenze generazionali, l’invenzione linguistica di Babilonia Teatri ha toccato l’intera sintassi della scrittura scenica (testo, spazio, attore). I testi degli spettacoli, affidati alla pura esposizione, statica, frontale, non mimetica, sono portatori di una realtà che interagisce con la fisicità dei corpi e la concretezza degli oggetti e delle azioni. Oggetto d’indagine è la possibilità stessa di stare in scena: senza il ricorso a personaggi, dialoghi, meccanismi di finzione o immedesimazione. Hanno toccato i temi dell’intolleranza e del nazional-popolare (made in italy), della mancanza di lavoro (Underwork), della pornografia dell’informazione (Pornobboy), della banalizzazione e rimozione della morte nella società contemporanea (The End), della rinascita delle persone uscite dal coma (Pinocchio), della responsabilità dello spettatore e del suo sguardo di fronte all’infanzia (Lolita).”
Fulcro del progetto della Soffitta sarà il più recente spettacolo di Babilonia Teatri, Jesus (venerdì 7 marzo ore 21, nel teatro ai Laboratori delle Arti) con cui proseguono il filone più intimo e introspettivo della loro produzione, raccogliendo dal figlio di quattro anni le domande fondamentali (e normalmente esorcizzate) sul senso della vita e rilanciandole in una riflessione sulla spiritualità che interroga a sua volta laici e credenti.
Il progetto comprende inoltre un laboratorio riservato agli studenti del Dipartimento delle Arti, dal titolo Dietro lo specchio, che si concluderà con un esito aperto al pubblico (4 marzo). Completa il programma la tavola rotonda dedicata alla Lingua di Babilonia Teatri, con la presentazione della monografia di Stefano Casi (Per un teatro pop, Titivillus, 2013) e del volume di testi di Castellani e Raimondi (Almanacco, Titivillus, 2013, con introduzione di Cristina Valenti).
PROGRAMMA, in ordine cronologico, nei diversi spazi ai Laboratori delle Arti:
mercoledì 4 marzo, ore 21 - Laboratori delle Arti /Teatro, ingresso libero
DIETRO LO SPECCHIO Esito finale del laboratorio condotto da Enrico Castellani e Valeria Raimondi
giovedì 5 marzo, ore 16 ai Laboratori delle Arti /Auditorium, ingresso libero
LA LINGUA DI BABILONIA TEATRI
Tavola rotonda Presentazione del libro di Stefano Casi, Per un teatro pop. La lingua di Babilonia Teatri (Titivillus 2013) e della raccolta di testi di Enrico Castellani e Valeria Raimondi, Almanacco, introduzione di Cristina Valenti (Titivillus 2013) | saluti di Marco De Marinis | con Fabio Acca, Stefano Casi, Enrico Castellani, Gerardo Guccini, Valeria Raimondi | introduce e coordina Cristina Valenti |
venerdì 6 marzo, ore 21 ai Laboratori delle Arti /Teatro
BABILONIA TEATRI presenta lo spettacolo
JESUS
di Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Vincenzo Todesco | parole di Enrico Castellani | con Valeria Raimondi | scene Babilonia Teatri | luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton | costumi Babilonia Teatri/Franca Piccoli | organizzazione Alice Castellani. Ingresso con biglietteria ai Laboratori delle Arti, da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo; Intero E 10; Ridotto Euro 5; oppure in prevendita www.vivaticket.it
Dalle note di regia sullo spettacolo:
Jesus è un punto di domanda.
Spesso sopito. Assente. Respinto o ignorato.
Capita che torni a bussare. Ci si pari davanti. Improvviso. E sbarri la strada. La ostacoli e la blocchi. Senza remore né pietà.
Un punto di domanda che non ha risposta. Non una. Non data. Non preconfezionata.
Jesus è stato un uomo.
È diventato una religione, due, tre, quattro…
È diventato un credo, un simbolo, una speranza, una ragione, un esempio, una guida, un rifugio, un bersaglio.
Chi è oggi. Cosa rappresenta e chi lo rappresenta.
Chi ne ha bisogno.
Chi lo usa
Informazioni al pubblico: DAR - CENTRO LA SOFFITTA tel. 051. 2092000 – www.dar.unibo.it
lunedì 2 marzo 2015
Musica a Ferrara
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Concerto cameristico
QUATTRO CELEBRI SOLISTI SI RIUNISCONO
IN UN PROGETTO CAMERISTICO
DEDICATO A TRE GRANDI COMPOSITORI
DEL NOVECENTO
Il clarinettista Jörg Widmann,
la violinista Carolin Widmann,
il violoncellista Alban Gerhardt
e il pianista Alexander Melnikov
sono i protagonisti del concerto
in programma martedì 3 marzo
VALENTINO SANI
PRESENTA IL CONCERTO
Il concerto sarà preceduto, alle 17.30 al Ridotto del Teatro, da un incontro di introduzione e presentazione tenuto dal musicologo e storico Valentino Sani (ingresso libero), che darà al pubblico un inquadramento storico-musicale dei compositori e dei brani in programma accompagnato da alcuni brevi ascolti.
IN UN PROGETTO CAMERISTICO
DEDICATO A TRE GRANDI COMPOSITORI
DEL NOVECENTO
Il clarinettista Jörg Widmann,
la violinista Carolin Widmann,
il violoncellista Alban Gerhardt
e il pianista Alexander Melnikov
sono i protagonisti del concerto
in programma martedì 3 marzo
Martedì 3 marzo - ore 20.30, Teatro Comunale di Ferrara "Claudio Abbado" - Ferrara Musica propone un nuovo appuntamento di grande rilievo con il repertorio cameristico: ne sono protagonisti i fratelli Jörg (clarinetto) e Carolin (violino) Widmann, cui si uniscono il violoncellista Alban Gerhardt e il pianista Alexander Melnikov, raccolti attorno a un intelligente programma dedicato a tre grandi compositori del Novecento: Debussy, Bartòk e Messiaen.
Il programma si apre con la Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte di Debussy, che appartiene agli ultimi anni del compositore francese. È una musica calma, intima, sognante, venata qua e là da momenti di inquietudine, che ben si spiegano con le preoccupazioni per le vicende della prima guerra mondiale e con l'acuirsi della malattia che in pochi anni lo avrebbe condotto alla morte.
Segue "Contrasti”, trio per violino, clarinetto e pianoforte Sz. 111 di Béla Bartók, nato dalla richiesta del violinista ungherese Josef Szigeti e del "re dello swing", il celeberrimo clarinettista Benny Goodman. La composizione è uno studio sui contrasti derivati dai tre colori strumentali, da riferimenti a stili e generi differenti - jazz e blues, ritmi e melodie ungheresi, greche, rumene - da cambiamenti di atmosfere e velocità.
Il programma si chiude con il Quartetto per la fine dei tempi di Olivier Messiaen, pezzo composto ed eseguito per la prima volta nel 1941 durante il periodo trascorso dell'autore in un campo di prigionia tedesco. Il Quatuor risente non solo del tragico clima storico in cui é stato composto, ma anche della profonda religiosità del suo creatore, attratto da un brano dell’Apocalisse di San Giovanni nel quale un Angelo annuncia la fine dal tempo, che avverrà al suono di tromba del settimo nunzio divino. Sono otto i movimenti del quartetto, poiché – nella visione apocalittica cui si ispira Messiaen – dopo tale annuncio la durata temporale sarà abolita per dar luogo all’eterno. Si tratta dunque di una inedita musica sacra in versione cameristica, all’insegna della meditazione di un misticismo tanto eccentrico quanto profondo.
I protagonisti del concerto, qui riuniti in un progetto comune, sono quattro celebri solisti. Jörg Widmann è, oltre che clarinettista, un noto compositore le cui opere sono state dirette da Pierre Boulez e Mariss Jansons. Carolin Widmann ha una solida formazione violinistica e un'attività concertistica con orchestre e direttori di fama internazionale. È docente di violino presso la Hochschule für Musik und Theater di Lipsia e suona un Guadagnini del 1782. Alban Gerhardt, uno dei più grandi violoncellisti del nostro tempo, suona un violoncello di Matteo Gofriller. La sua registrazione delle opere per violoncello di Britten ha ottenuto il Gramophone Award nel 2013. Il pianista Alexander Melnikov si è diplomato al Conservatorio di Mosca. Solista e camerista, ha registrato con la violinista Isabelle Faust le Sonate di Beethoven aggiudicandosi un Gramophone Award e il premio Echo Klassik in Germania.
Biglietti da 9 a 30 euro. Il giorno del concerto last minute dalle 18 (da 15 a 20 euro); speciale giovani entro i 30 anni: da 7 a 15 euro.
Info: tel. 0532 202675 - www.ferraramusica.it
Il programma si apre con la Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte di Debussy, che appartiene agli ultimi anni del compositore francese. È una musica calma, intima, sognante, venata qua e là da momenti di inquietudine, che ben si spiegano con le preoccupazioni per le vicende della prima guerra mondiale e con l'acuirsi della malattia che in pochi anni lo avrebbe condotto alla morte.
Segue "Contrasti”, trio per violino, clarinetto e pianoforte Sz. 111 di Béla Bartók, nato dalla richiesta del violinista ungherese Josef Szigeti e del "re dello swing", il celeberrimo clarinettista Benny Goodman. La composizione è uno studio sui contrasti derivati dai tre colori strumentali, da riferimenti a stili e generi differenti - jazz e blues, ritmi e melodie ungheresi, greche, rumene - da cambiamenti di atmosfere e velocità.
Il programma si chiude con il Quartetto per la fine dei tempi di Olivier Messiaen, pezzo composto ed eseguito per la prima volta nel 1941 durante il periodo trascorso dell'autore in un campo di prigionia tedesco. Il Quatuor risente non solo del tragico clima storico in cui é stato composto, ma anche della profonda religiosità del suo creatore, attratto da un brano dell’Apocalisse di San Giovanni nel quale un Angelo annuncia la fine dal tempo, che avverrà al suono di tromba del settimo nunzio divino. Sono otto i movimenti del quartetto, poiché – nella visione apocalittica cui si ispira Messiaen – dopo tale annuncio la durata temporale sarà abolita per dar luogo all’eterno. Si tratta dunque di una inedita musica sacra in versione cameristica, all’insegna della meditazione di un misticismo tanto eccentrico quanto profondo.
I protagonisti del concerto, qui riuniti in un progetto comune, sono quattro celebri solisti. Jörg Widmann è, oltre che clarinettista, un noto compositore le cui opere sono state dirette da Pierre Boulez e Mariss Jansons. Carolin Widmann ha una solida formazione violinistica e un'attività concertistica con orchestre e direttori di fama internazionale. È docente di violino presso la Hochschule für Musik und Theater di Lipsia e suona un Guadagnini del 1782. Alban Gerhardt, uno dei più grandi violoncellisti del nostro tempo, suona un violoncello di Matteo Gofriller. La sua registrazione delle opere per violoncello di Britten ha ottenuto il Gramophone Award nel 2013. Il pianista Alexander Melnikov si è diplomato al Conservatorio di Mosca. Solista e camerista, ha registrato con la violinista Isabelle Faust le Sonate di Beethoven aggiudicandosi un Gramophone Award e il premio Echo Klassik in Germania.
Biglietti da 9 a 30 euro. Il giorno del concerto last minute dalle 18 (da 15 a 20 euro); speciale giovani entro i 30 anni: da 7 a 15 euro.
Info: tel. 0532 202675 - www.ferraramusica.it
VALENTINO SANI
PRESENTA IL CONCERTO
Il concerto sarà preceduto, alle 17.30 al Ridotto del Teatro, da un incontro di introduzione e presentazione tenuto dal musicologo e storico Valentino Sani (ingresso libero), che darà al pubblico un inquadramento storico-musicale dei compositori e dei brani in programma accompagnato da alcuni brevi ascolti.
domenica 1 marzo 2015
La violenza nel cinema contemporaneo
Voglio vedere il sangue. La violenza nel cinema contemporaneo
di Leonardo Gandini
Mimesis Edizioni: Milano-Udine 2014
> Incontro con l'autore: mercoledì 4 marzo - Biblioteca Renzi
Il volume di Leonardo Gandini Voglio vedere il sangue. La violenza nel cinema contemporaneo analizza approfonditamente e con lucidità la sempre maggior presenza della rappresentazione della violenza nel cinema degli ultimi decenni, da Peckinpah a Tarantino.
Dopo aver constatato che il pubblico sceglie consapevolmente di vedere pellicole e spettacoli che contengono scene di violenza, l’autore si interroga sui motivi di questa attrazione, e della progressione da forme di “stenografia visiva” del cinema classico alla “calligrafia della violenza” presente nel cinema contemporaneo.
Consapevole dell’esistenza di un problema etico, ma anche del fatto che “nel cinema della violenza la morale finisce sempre per inciampare nell’estetica”, il testo affronta l’argomento della componente visiva della violenza cinematografica e dei modi in cui i cineasti contemporanei l’hanno affrontata in modo originale secondo tre coordinate: lo sguardo, la forma, e solo in conclusione la morale.
Un volume denso di concetti e arricchito da numerosi e significativi esempi e rimandi all’attualità, in cui la padronanza dell’argomento e la chiarezza espositiva proprie di Gandini permettono al lettore di seguire il filo di un discorso non semplice. Illuminando sfaccettature non immediatamente evidenti e offrendo riletture di alcuni film recenti, il testo fornisce anche ai non specialisti strumenti per guardare con occhi nuovi e consapevoli a una parte importante del cinema odierno.
di Leonardo Gandini
Mimesis Edizioni: Milano-Udine 2014
> Incontro con l'autore: mercoledì 4 marzo - Biblioteca Renzi
Il volume di Leonardo Gandini Voglio vedere il sangue. La violenza nel cinema contemporaneo analizza approfonditamente e con lucidità la sempre maggior presenza della rappresentazione della violenza nel cinema degli ultimi decenni, da Peckinpah a Tarantino.
Dopo aver constatato che il pubblico sceglie consapevolmente di vedere pellicole e spettacoli che contengono scene di violenza, l’autore si interroga sui motivi di questa attrazione, e della progressione da forme di “stenografia visiva” del cinema classico alla “calligrafia della violenza” presente nel cinema contemporaneo.
Consapevole dell’esistenza di un problema etico, ma anche del fatto che “nel cinema della violenza la morale finisce sempre per inciampare nell’estetica”, il testo affronta l’argomento della componente visiva della violenza cinematografica e dei modi in cui i cineasti contemporanei l’hanno affrontata in modo originale secondo tre coordinate: lo sguardo, la forma, e solo in conclusione la morale.
Un volume denso di concetti e arricchito da numerosi e significativi esempi e rimandi all’attualità, in cui la padronanza dell’argomento e la chiarezza espositiva proprie di Gandini permettono al lettore di seguire il filo di un discorso non semplice. Illuminando sfaccettature non immediatamente evidenti e offrendo riletture di alcuni film recenti, il testo fornisce anche ai non specialisti strumenti per guardare con occhi nuovi e consapevoli a una parte importante del cinema odierno.
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