sabato 24 maggio 2014

La grande guerra



La “ Leggenda del Piave” o “ il Piave mormorò” è un testo che fa parte del enorme patrimonio musicale legato alla “ retorica patriottica” tipica della prima metà del '900, una canzone diffusa negli anni successivi perchè insegnata nelle scuole per anni, che rischia di sparire e di non venire, come “Leggenda”, più tramandata. Chiaro, non parliamo di un Epica Omerica, ma di una canzone pensata per celebrare la Vittoria della Grande Guerra, la Vittoria Mutilata e che fu anche Inno Nazionale per un breve periodo nel dopoguerra, in attesa della Repubblica e della Costituzione. Tra poco meno di un anno vi saranno le celebrazioni per i 100 anni dell'entrata in Guerra nel I Conflitto Mondiale, immagino già la retorica “anti-guerra” ( fatta dalle stesse persone che firmano per comprare gli F-35 o rinnovano i finanziamenti alle “Missioni di Pace” dove si “ Esporta la Democrazia “ ) e quella sull'Unita Nazionale ( per la quale, nel '14, si spingeva per andare in guerra, o meglio, per mandare a morire in guerra migliaia di giovani potenziali socialisti ). Io personalmente, nelle me ricerche personali sul periodo del '15-'18 ho sempre preferito canzoni come “ O Gorizia, tu sei maledetta” e “ Tapum”, meno logiche e retoriche patriottiche e più racconto della cruda realtà della trincea, come del resto mi sono innamorato di testi come “ Un anno sull'Altopiano” di Emilio Lussu e film come “Uomini contro” , perchè era necessario raccontare “cosa si fece in nome della Patria”, parlando di migliaia di morti, mutilati e di fame e povertà. Il mio breve articolo di quest'oggi vorrebbe farvi riflettere invece su come abbiamo la necessità di “ incontrarci sul Piave”, o meglio di come oggi la società di cui facciamo parte sia priva di un “sentimento comune”, come quello scatenato dalla vittoria sul Piave i seguito alla tragica sconfitta di Caporetto. http://www.appelloalpopolo.it/?p=11399

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