giovedì 30 giugno 2016

Giornata Francis Ford Coppola

Giornata Francis Ford Coppola. Incontro con Vittorio Storaro
Cinema Arlecchino e Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo

Francis Ford Coppola, e con lui una delle grandi dinastie creative del nostro tempo, è al centro della giornata di domani. Si parte dalle origini d'una storia familiare che prende avvio dal paese di Bernalda, in Basilicata (dove oggi Coppola è 'tornato' in qualità d'imprenditore di turismo high-class), rievocate con passione e accurato scavo genealogico da Michele Russo nel documentario The Family Whistle. Attraverso interviste, testimonianze e ricostruzioni storiche il film racconta la vita di Agostino Coppola e della grande famiglia d'artisti che da lui discende. L'opera di Francis Ford Coppola è celebrata c on due capolavori: Il Padrino, primo capitolo della saga italo-americana che nel 1974 fece di lui il cattivo ragazzo di maggior successo dell'intera storia di Hollywood, film epocale che forniva una lettura impietosa e metaforica della storia dell'America moderna e costruiva personaggi, primo il Vito Corleone di Marlon Brando, destinati a entrare (ambiguamente) nel mito; e l'opus magnum, Apocalypse Now nella versione Redux (il director's cut con cui nel 2001 Coppola sigillava il suo grande film sulla guerra e la follia umana), in una rara copia vintage proveniente dalla Cineteca Nazionale. A seguire l'incontro con Vittorio Storaro, dall'emblematico titolo Apocalypse Now. Io c'ero: il maestro di luci, che per il film di Coppola vinse uno dei suoi Oscar, rievocherà la costruzione di un film visivamente straordinario.

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Francis Ford Coppola Day. Encounter with Vittorio Storaro
Cinema Arlecchino and Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo
Francis Ford Coppola and one of the great creative dynasties of our time is the focus of tomorrow. We get underway with the story of the origins of a family, beginning in the town of Bernalda, Basilicata (where today Coppola has 'returned' as an entrepreneur of high-class tourism), a story retold with passion and accurate genealogical excavations by Michele Russo in the documentary
The Family Whistle. Through interviews, testimonies and historical reconstructions the film recounts the life of Agos tino Coppola and the large family of artists that has descended from him. Francis Ford Coppola’s work is celebrated with two masterpieces: The Godfather, the first chapter of his Italian-American saga, which, in 1974, made him the most successful bad boy in the entire history of Hollywood. An epochal film that provided a ruthless and metaphorical reading of the story of modern America and constructed characters, in first place Marlon Brando’s Vito Corleone, who were destined to enter into the myth. And his magnum opus, Apocalypse Now (in the 2001 Redux director's cut version with which Coppola authenticated his great film about war and human folly), in a rare vintage copy from the Cineteca Nazionale. Followed by the encounter with Vittorio Storaro, entitled Apocalypse Now. I was there: the master of light, who won one of his Oscars for his work on Coppola’s film, will recount the making of a visually extraordinary journey.
 


Il cinema cubano. Una storia di sognatori: Cuba canta y baila
Sala Scorsese, ore 11

Viaggio (molto musicale) a Cuba. La isla grande pre-castrista è l'oggetto della rassegna Il cinema cubano. Una storia di sognatori: se il restauro di Memorias del subdesarollo ci ha già fatto scoprire il capolavoro del cinema cubano, i film di questa selezione vogliono aprire un primo spiraglio d'indagine su un cinema più antico, divenuto largamente invisibile, suoi suoi generi e le sue manifestazioni. Il lungometraggio Cuba canta y baila, del 1951, è un esempio piuttosto classico (e ben allineato a quelli di altre cinematografie) di film-antologia che, intorno a un esile pretesto narrativo, porta in scena la grande m usica popolare cubana, orgogliosamente assunta come più autentico strumento espressivo della nazione; nello stesso senso il cortometraggio Fiesta de la canción cubana, mentre l'appena ritrovato Tabaco rujo introduce ai misteri della produzione di un'altra eccellenza nazionale, il sigaro cubano.

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Cuban Cinema. A Story of Dreamers: Cuba canta y baila
Sala Scorsese, at 11am
A (very musical) journey to Cuba. The pre-Castro Isla Grande is the subject of the section
Cuban Cinema. A Story of Dreamers: if the restoration of Memorias del subdesarollo has already allowed us to discover the masterpiece of Cuban Cinema, the films in this selection will permit a first investigative glimpse into an older cinema, one which has largely become invisible, its genres and its expressions. The feature-length Cuba canta y baila from 1951 is a classic example of an anthology film (and one well-aligned with those of other film industries), which, around a rather flimsy narrative pretext, brings to the fore the great popular music of Cuba, proudly asserting itself as the nation’s most authentic means of expression. Likewise, the short film Fiesta de la canción cubana. While the recently rediscovered Tabaco rujo introduces us to the manufacturing mysteries of another national treasure, the Cuban cigar.


European Film Forum – The Value(s) of Film Heritage
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, ore 14
Lo European Film Forum è uno spazio creato dalla Commissione Europea nel 2014 per favorire il dialogo fra la Commissione stessa, le istituzioni competenti a livello nazionale e tutte le parti interessate del settore audiovisivo europeo. L’obiettivo è quello di sviluppare una discussione strategica sulle scelte di politica audiovisiva, di aprire nuove prospettive ed allargare gli orizzonti del cinema europeo nel contesto delle nuove sfide digitali. Il workshop The Value(s) of Film Heritage è promosso da Commissione Europea e ACE in occasione dei 25 anni del programma MEDIA e dell’ACE. Dop o i saluti introduttivi, intervento del regista Giuseppe Tornatore, presentazione del report dello European Audiovisual Observatory e una tavola rotonda sul tema 'Film Heritage: Best Practices and Future Needs' alla quale intervengono, tra gli altri, il regista Laurent Cantet. Ingresso libero.

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European Film Forum – The Value(s) of Film Heritage
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, at 2pm
The European Film Forum (EFF) was created by the European Commission in 2014 to facilitate a structured dialogue between the Commission, Member States and stakeholders in the European audiovisual sector. Its objective is to develop a strategic policy agenda, opening new perspectives and horizons for European cinema in the midst of new digital challenges.
The Value(s) of Film Heritage workshop is sponsored by the European Commission and ACE (Association des Cinémathèques Europeénnes) on the occasion of the 25th anniversary of both the MEDIA Programme and ACE itself. After introductory remarks, there will be a talk by director Giuseppe Tornatore, the presentation of the European Audiovisual Observatory report and a panel discussion on the topic 'Film Heritage: Best Practices and Future Needs' involving the participation of, amongst others, director Laurent Cantet. Free entrance.


Cento anni fa: The Half-Breed e Intolerance
Sala Mastroianni, ore 14.30 e 17

Le sezione dedicata ai film del 1916 propone una coppia di opere americane tenuti insieme da un 'filo' storico e morale: The Half-Breed di Allan Dwan e Intolerance di David W.Griffith, nella radicale distanza di genesi, ambizioni e dimensioni, mettono in atto una riflessione sui temi del pregiudizio e della (in)tolleranza. The Half-Breed, con Douglas Fairbanks nell'inedito ruolo di un mezzosangue, figlio d'una nativa americana sedotta e abbandonata, è un film la cui originalità e audacia, e il cui rovesciamento degli stereotipi correnti, devono molto alla sceneggiatura di Anita Loos, una delle grandi scrittrici di cinema americano tra anni Dieci e Ven ti. Intolerance è il film-monumento, smisurato, formalmente rivoluzionario del cinema muto americano (in questo senso, interessante può essere anche il parallelo con Apocalypse Now: alto budget, denuncia, sovraccarico sensoriale), che nell'intreccio dei suoi quattro episodi mostra didatticamente il ruolo dell'oppressione e dell'intolleranza nell'evoluzione della storia umana: è un caposaldo della storia del cinema, e per chi non l'avesse visto, un'occasione imperdibile.
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One Hundred Years Ago: The Half-Breed and Intolerance
Sala Mastroianni, at 2:30pm and 5pm
The section
Thirty Films from 1916 presents two American films held together by a historical and moral 'thread': Allan Dwan’s The Half-Breed and David W. Griffith’s Intolerance, although radically different in origin, ambition and size, allow us to reflect on the themes of prejudice and (in)tolerance. The Half-Breed stars Douglas Fairbanks in the titl e role as the biracial son of a seduced and abandoned Native America woman. The originality and audaciousness of the film, in which the prevalent stereotypes are overturned, are in large part due to the screenplay by Anita Loos, one of the great writers working in American Cinema during the 1910s and 1920s. Intolerance is the vast, technically revolutionary film-monument of silent American Cinema (in this sense, it is also interesting to compare it to Apocalypse Now: high budget, denunciation, sensory overload), which in the interweaving of its four episodes didactically illustrates the role of oppression and intolerance in the evolution of human history. It is a cornerstone of cinema history, and for those who have not yet seen it, an unmissable opportunity.


Ritrovati e Restaurati: The Front Page
Sala Scorsese, ore 14.30

Nel nuovissimo restauro promosso da Academy Film Archive e The Film Foundation, sprigiona un'ancor più irresistibile energia The Front Page, il film di Lewis Milestone che stabilisce il mito dello sporco mestiere (il giornalismo, naturalmente), ne fonda il canone iconografico e (a)morale: tratto dalla fortunatissima commedia di Ben Hecht, questo Prima pagina sarà la prima di quattro versioni (seguiranno Hawks 1940, Wilder 1974, Kotcheff 1987), quella in cui più scatenata è la fauna dei cronisti raccolti nella sala stampa del tribunale, in attesa della sentenza che deciderà della vita o morte d'un poveraccio, più tracimante (overlapping, nonostante siamo ag li esordi del sonoro) il loro teatro di parole e parolacce, la scostumata libertà delle loro allusioni sessuali, l'ironia pungente sull'isteria anticomunista (e siamo solo nel 1931! ma questo significa anche che siamo in epoca pre-codice Hays). Cinica, beffarda, perversamente romantica, è una delle grandi commedie americane degli anni Trenta.
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Recovered and Restored: The Front Page
Sala Scorsese, at 2:30pm
An irresistible energy jumps out at us from
The Front Page, in this brand new restoration from the Academy Film Archive and The Film Foundation of the Lewis Milestone film that set in stone the legend of the dirty profession (journalism, naturally), and established its iconographic and (a)moral hallmarks. Adapted from Ben Hecht’s smash hit comedy, this The Front Page will be the first of four versions (followed by Hawks, 1940, Wilder, 1974 and Kotcheff, 1987), and the one in which the wildlife of reporters gathered in the courthouse pressroom awaiting a judgement that will decide on the life or death of a poor man is at its most unrestrained; it is a theatre of overlapping words and profanities (despite it being just the beginning of the soun d era), full of a licentious use of sexual innuendo and a biting humour about anti-Communist hysteria (and it is only 1931!, but that means it is also pre-Hays Code era). Cynical, mocking, perversely romantic, it is one of the great American comedies of the Thirties.



Mario Soldati, uno scrittore a Cinecittà: La provinciale
Cinema Jolly, ore 16.20

Mario Soldati lo considerava il suo miglior film. Primo adattamento in assoluto di un romanzo di Moravia, La provinciale stravolge la struttura narrativa con una complessa struttura a flash-back. A partire da un eclatante avvenimento iniziale, la vita di una donna borghese insoddisfatta viene raccontata da più punti, secondo l'ottica di personaggi che, ciascuno a suo modo, non l'hanno capita. Un altro grande ritratto femminile soldatiano, che si inserisce in una ricca compagine di mélo modernisti del periodo (firmati da Antonioni, Cottafavi, Monicelli), forte di una sommessa, spietata descrizione d'ambiente e della più bella interpretazione di Gina Lollobrigida.
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Mario Soldati, a writer at Cinecittà: La provinciale
Cinema Jolly, at 4:20pm
Mario Soldati considered it his best film. The first adaptation of a Moravia novel,
La provinciale reworks the novel’s narrative through a complicated flashback structure. Beginning with a striking initiating event, the film narrates the life of an unhappy middle class woman from differing points-of-view, adopting the perspect ive of various characters who, each in their own way, fail to comprehend her. It is another great portrait of a female character by Soldati, and it can rightly take its place in an elite company of early 'modernist' melodramas of the period (by Antonioni, Cottafavi, Monicelli), thanks to a restrained, cruel depiction of the environment and perhaps Gina Lollobrigida’s best dramatic performance.


Sette libri sotto le stelle: Giuseppe Tornatore
Libreria Coop Ambasciatori, ore 19

Alle 19, la serie di incontri 'Libri sotto le stelle' vede protagonista Giuseppe Tornatore e il suo romanzo La corrispondenza, uscito presso Sellerio nel gennaio di quest'anno, nello stesso giorno in cui il film dallo stesso titolo appariva nelle sale. Scelta insolita per il panorama editoriale, che lo stesso Tornatore presenta così: “Ciò che vi accingete a leggere è il romanzo La corrispondenza, tratto dall'omonimo film. Un'originale e formidabile opportunità di restituire alla parola scritta la supremazia usurpata dall'immagine. Una ragionevole occasione per riscattare tutto ciò che lo schermo deve o preferisce sottintendere”. Immagine che usur pa, parola che riscatta... c'è da discutere: con Tornatore lo faranno Gian Luca Farinelli e Emiliano Morreale.
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Seven Books and a dinner Under the Stars: Giuseppe Tornatore
Libreria Coop Ambasciatori, at 7pm
At 7pm, this evening’s encounter in the 'Books under the Stars' series has Giuseppe Tornatore as its protagonist. He presents his novel
La corrispondenza, published by Sellerio this January on the day the film of the same name was released in theatres. It represents an unusual choice for the world of publishing, which Tornatore himself presents in the following way: “What you are about to read is the novel La corrispondenza, based on the film of the same name. It is an original and extraordinary opportunity to give back to the written word that supremacy which has been usurped by the image. A reasoned occasion to redeem all that the screen must or prefers to imply". Images that usurp, words that redeem... there will be much to discuss. There to do so, alongside Tornatore, will be Gian Luca Farinelli and Emiliano Morreale.


Emanno Olmi presenta L'albero degli zoccoli in Piazza Maggiore
Venerdì 1° luglio lezione di cinema di Ermanno Olmi e Alice Rohrwacher
Piazza Maggiore, ore 21.45

Sarà uno schivo e grande autore del cinema italiano, sarà Ermanno Olmi a presentare (insieme ad Alice Rochwacher, una dei migliori giovani cineasti italiani che dalla lezione di Olmi hanno tratto nutrimento) il suo L’albero degli zoccoli. Il film, ora restaurato dalla Cineteca di Bologna, vinse la Palma d’oro a Cannes 1977 e si affermò come uno dei più grandi film italiani (il più grande, secondo Morandini) degli anni Settanta, canto polifonico, sommesso eppure fortissimo, in onore d’un mondo e d’una cultura in via d’estinzione. Un anno di vita, sul finire dell’Ottocento, di alcune famiglie contadine del bergamasco: gli attori sono gente delle campagne locali, e parlano il loro dialetto. “Rispettando alla lettera le memorie famigliari, e rifacendosi inoltre alle emozioni suscitate dalla lettura in giovane età dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, Olmi ha ricreato minuziosamente esteriorità e interiorità d’un universo scomparso. Il suo è il lavoro straordinario di un one-man-band che controlla luci, costumi, intonazioni, rumori, macchina da presa, natura e tutto quanto il resto” (Lorenzo Codelli). Venerdì 1° luglio Ermanno Olmi dialoga con Alice Rochwacher per ricordare L'albero degli zoccoli quarant'anni dopo.
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Ermanno Olmi introduces L'albero degli zoccoli in Piazza Maggiore. Friday 1st July, Lesson in Cinema with Ermanno Olmi and Alice Rohrwacher
Piazza Maggiore, 21:45pm
Ermanno Olmi, the shy master of Italian Cinema, will present (together with Alice Rohrwacher, one of the best young Italian film-makers, nurtured by the lessons given by Olmi) his
L’albero degli zoccoli. The film, now restored by Cineteca di Bologna, won the Palme d’Or at Cannes in 1977 and is considered to be one of the greatest Italian films (the greatest, according to Morandini) of the 1970s. It is a polyphonic hymn, subdued yet almost deafening, in honour of a world and a culture on the verge of extinction. A year of life, in the late 19th century, of some families of peasant farmers in the Bergamo area: the actors are people from the local countryside, reciting in thei r own dialect. “Respecting his family’s memories to the letter whilst drawing on the emotions evoked by his youthful reading of Alessandro Manzoni’s Promessi sposi, Olmi recreated in minute detail both the interior and exterior of a universe that no longer existed. The extraordinary work of this one-man-band, who checked lighting, costumes, intonation, sound, camera, natural settings and all the rest” (Lorenzo Codelli). On Friday 1st July, Ermanno Olmi will converse with Alice Rohrwacher as he recalls L'albero degli zoccoli forty years on.



   
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Il Cinema Ritrovato
Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
ilcinemaritrovato@cineteca.bologna.it
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